Docenti manifestano contro Renzi. La polizia li ferma.
USB Scuola - 23-02-2015
Poche ore fa un nutrito gruppo di insegnanti di ruolo e precari si era dato appuntamento questa mattina in Piazza della Repubblica per contestare, da lontano, grazie al divieto della Questura, il premier Renzi che a Via Nazionale festeggiava il suo primo anno di governo parlando della scuola.

Al termine del presidio la polizia presente in massa ha proceduto all'Identificazione di molti presenti ed ha portato in questura due dirigenti sindacali di USB rei di aver cercato di avvicinarsi alla stampa che gremiva il parterre di Renzi, per consegnare il comunicato sull'iniziativa.

Sono ormai quotidiane le iniziative repressive nei confronti di chiunque osi contestare Renzi e le sue iniziative di smantellamento di tutto ciò che è pubblico, scuola in testa. La USB chiama tutti alla massima mobilitazione per rompere con questo clima repressivo e respingere i provvedimenti del governo come il Jobs Act, la riforma della scuola e quella della pubblica amministrazione. La prima forte azione di contrasto nazionale sarà la manifestazione nazionale del 28 febbraio a Milano proprio su questi temi e a cui l'USB parteciperà in massa.
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 Giuseppe Aragno    - 22-02-2015
Siamo all'anno I di una nuova era fascista.

 Arianna Ussi    - 22-02-2015
Ancora una volta, la repressione colpisce i lavoratori che manifestano legittimamente in difesa della scuola pubblica e contro le politiche del governo Renzi.
Nel ribadire la massima solidarietà ai colleghi e compagni fermati, dobbiamo continuare con ancora più fermezza la nostra lotta, non dobbiamo dare tregua a questo governo che vuole scippare a noi ed ai nostri studenti ogni possibilità di costruirsi liberamente il proprio futuro.
La mobilitazione continua, a Roma, a Napoli, a Milano, a Palermo, in ogni città. Non ci fermerete.