Mariastella Gelmini e la carta sospetta del ministero per farsi togliere le multe
Andrea Tornago - 05-02-2015
"Ministero dell''Università": un apostrofo di troppo nella carta intestata inviata dall'allora ministro Pdl per invocare ragioni di servizio e cancellare contravvenzioni per eccesso di velocità (145kmh dove il limite era 90). Nonostante l'incongruenza, la Prefettura di Brescia per tre volte ha accolto la richiesta. Ma sull'autenticità del documento restano fortissimi dubbi.

Sfrecciava verso Milano sfiorando i 145 km/h in un tratto di strada in cui il limite è di 90 km/h. La Bmw dell'onorevole Mariastella Gelmini, allora ministro dell'Istruzione del governo Berlusconi IV, nel 2011 è finita più volte nel mirino degli autovelox della Tangenziale Sud di Brescia mentre superava abbondantemente i limiti di velocità. Tutte multe archiviate dalla Prefettura perché la violazione sarebbe stata "commessa nell'adempimento del dovere": alla guida della grossa berlina - secondo i ricorsi inoltrati da una presunta "segreteria" del Miur - non sarebbe stata la parlamentare bresciana ma il signor Ugo Fornasari, l'autista e agente di pubblica sicurezza che in Lombardia le faceva da scorta. Ma la carta intestata del ministero, su cui un'imprecisata "segreteria" del dicastero di viale Trastevere avrebbe chiesto l'annullamento delle multe della Gelmini del 16 giugno, 12 luglio e 18 luglio 2011, non sembra corrispondere ad alcuna intestazione ufficiale mai adottata dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca.

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