Il capitalismo maneggione, la cultura del limite e il Galateo
Severo Laleo - 30-11-2013
Il Galateo appare in Italia nel Rinascimento. E' il libro per eccellenza del "viver civile". Un libro di regole, di consigli, e di limiti da rispettare.
Bisogna essere orgogliosi noi Italiani: siamo, nel mondo, il Paese della buona educazione e delle buone maniere.
"Anche di Pulcinella", ribatte subito il mio amico Scapece. E' vero, eppure, a suo modo, Pulcinella conserva le sue buone maniere.
E' comunque pulito e generoso. E sempre a suo modo è solidale.

La più grave devastazione della buona educazione è roba recente.
Esplode nella "nuova" politica dei Bossi e dei Berlusconi, nei "nuovi" palinsesti della TV, ancora di Berlusconi, nel "nuovo" capitalismo, ancora di Berlusconi, e dei Ligresti e dei Riva. E la maleducazione si diffonde senza freni, varca ogni limite e diventa modello. Per conquiste di rapina.
Alla fine, meraviglia, contro la deriva dell'arroganza cafona prepotente e danarosa vien percepito leggero, castigato e liberatorio il Vaffa dei grillini. E' l'effetto della misura colma.
E chi era stato chiamato nelle istituzioni a dire dei no ai maneggi, a opporre il limite dell'etica, della legge e della cultura, in una parola il "viver civile" del Galateo, spesso ha subito il fascino del danaro e ha scelto di farsi servo, vinto, perché senza difese, dalle sirene di un danarismo avvilente. A destra, a centro, a sinistra.
Per un lento avvelenamento dal sembiante del successo, della vittoria.

Nell'800, ancora un italiano, Melchiorre Gioia, nel riprendere il Galateo per un suo moderno aggiornamento, scriveva: "L'onore e la giustizia sono il primo limite ai sacrifizi che si possono ricercare agli amici; ogni lesione all'uno o all'altro non debb'essere né chiesta né concessa: ab amicis honesta sunt petenda...Generalmente gli amici volgari, cioè quelli che professano amicizia per interesse, per vanità, per convenienze sociali, pretendono che sacrifichiate loro il vostro onore e la giustizia che dovete a voi stesso e agli altri; per amicizia, se siete giudice, dovete tradire la giustizia; se testimonio, la verità; se impiegato, l'interesse pubblico"
(Melchiorre Gioia, Il primo e il nuovo Galateo, 1859, p. 275).

Eppure, ancora nel 2000, sono soprattutto gli italiani, a ogni livello, a tessere le reti di "volgari amicizie" - non può esistere una classe dirigente disonesta in un paese di onesti-, a darsi da fare perché la giustizia sia tradita, la verità manipolata, l'interesse pubblico negato. Sempre e comunque.
Solo così puoi avere una ministra della Giustizia, Cancellieri, porsi a disposizione di un Ligresti; solo così puoi avere un Primo Ministro, un Berlusconi, condannato per frode fiscale -la frode più nobile del "viver civile"!; solo così puoi avere una classe dirigente prona, al servizio del silenzio, perché nel libro paga di un qualunque Riva.
O no?

P.S. Il Paese, ormai stravolto dalla violenza della dismisura, tornerà a praticare il "viver civile", anche perché i mille galantuomini del capitalismo italiano, i mille galantuomini del giornalismo italiano, i mille galantuomini della politicaitaliana, i mille galantuomini comunque al lavoro senza rumori, continueranno a resistere in "onore e giustizia". Senza differenze tra le generazioni.

Tags: Galateo, capitalismo, maleducazione


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