Giornata della Memoria delle stragi di migrantI
Giocondo Talamonti - 20-11-2013
"Il mondo è diventato tascabile", dice qualcuno per indicare che distanze, un tempo incolmabili, sono oggi a portata di mano, a due passi, annullate da mezzi di trasporto sempre più veloci, comodi e sofisticati. La constatazione vale per tutti, eccetto per i migranti che per superare poche miglia di mare o di terra, mettono continuamente a rischio la vita. Per limitarsi ai casi più recenti ed eclatanti è sufficiente ricordare gli oltre 300 morti del 3 ottobre 2013 a Lampedusa, oppure i 35 del 28 ottobre2013, morti di sete nel deserto del Sahara, o le 87 vittime di una disperata fuga, appena due giorni dopo, attraverso il medesimo deserto per raggiungere l'Algeria.
Non dobbiamo abituarci a convivere con le immagini di traghettatori senza scrupoli, di migranti gettati in mare, di gente che raggiunge stremata le nostre coste, di dispersi e di annegati.
Nei nostri mari si consuma una tragedia quotidiana che deve scuotere le coscienze, condannare l'indifferenza ed esigere misure di natura umanitaria e sociale non più procrastinabili. Per tanti disperati l'abbandono della propria terra è sempre un atto estremo, un'estirpazione traumatica, una resa incondizionata fatta alla dignità, in nome della speranza di assicurare a se stessi e ai propri figli prospettive minime di sussistenza. Il dramma interessa non solo l'Africa, ma anche il centro America, l'America latina e il Medio Oriente.
Tutti accomunati dalla disponibilità ad affrontare il pericolo, a correre il rischio di perdere la vita, dalla tolleranza a vivere il trasferimento in tutte le sue forme di esodo inumano, punitivo, discriminatorio. E' inconcepibile l'intolleranza di chi confonde il diritto alla vita con un'ostentata invasione. E' nostro vivo desiderio che, qualunque sia la motivazione, prevalga il principio della fratellanza e l'integrazione delle diverse culture in nome dell'umanità che ci rende uguali, nel segno di quel rispetto che è presupposto di civiltà.
L'invito e il richiamo alla comunità degli uomini ad assumere responsabilità civili ed etiche si leva dalle più alte cariche istituzionali e dal mondo cattolico, ammonendo che la fratellanza e l'attenzione per chi soffre siano esercizio quotidiano di vicinanza e condivisione.
In tal senso, è stato presentato un atto d'indirizzo al Sindaco e alla Giunta impegnandoli ad individuare un preciso giorno dell'anno come " Giorno della Memoria", in onore delle vittime innocenti e senza volto delle migrazioni e a denominare tale data "Giornata della Memoria delle stragi di migranti".
La scelta della data, condivisa con l'ANCI, impegni tutti i Comuni della Regione, e la stessa Regione dell'Umbria e si progetti di individuare, in un angolo della città, uno spazio verde ove poter realizzare " Il Giardino della Memoria" da dedicare alle Vittime delle Migrazioni, prevedendo una scultura, o una lapide.
L'azione di sensibilizzazione deve coinvolgere le scuole del territorio sul processo di integrazione, attraverso disamine del problema in classe e convegni per ricordare e analizzare il fenomeno in collaborazione con la Consulta e le associazioni degli immigrati.

Terni, 19 novembre 2013

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