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Per la bonifica senza se e senza ma. Per un futuro industriale ecosostenibile
Senzapatria - 20-09-2012
I custodi giudiziari dell'ILVA di Taranto hanno, finalmente, dato avvio alle procedure per lo spegnimento del primo altoforno a cui seguirà il blocco della produzione degli altri impianti più inquinanti. E' un momento storico per la città di Taranto e per l'Italia intera perché dall'esito di questa battaglia, solo apparentemente "locale", dipenderà il futuro - ecosostenibile - della politica industriale del paese.

Tutto questo è stato reso possibile grazie all'impegno costante di cittadini, studenti e lavoratori che non si stanno facendo "ammaliare" né intimidire da minacce, delegittimazioni calunniose, lusinghe, promesse, ritardi, piani e progetti fasulli, fondi "ballerini" ed inesistenti destinati alla "bonifica". E che non stanno cedendo neppure di fronte alla condotta sfacciatamente "schierata" (dalla parte degli "inquinatori") del governo e degli organi di (dis)informazione di massa.

L'Unione Sindacale Italiana si stringe idealmente a fianco dei comitati spontanei di cittadini e lavoratori di Taranto e li sostiene nel difficile percorso finalizzato alla tutela dell'ecosistema e di tutte le persone - dai lavoratori ILVA ai cittadini e bambini di Taranto - che continuano ad ammalarsi e morire a causa di patologie cancerogene. L'USI pretende che nessun lavoratore sia più soggetto a licenziamento a causa del "prolungarsi eccessivo della malattia" e che tutti coloro che sono stati "espulsi" dalla produzione siano immediatamente reintegrati e tutelati economicamente.
I vertici aziendali - dal canto loro - dovranno bonificare, "at proprie spese" ed utilizzando le maestranze già impiegate nello stabilimento, per recuperare le aree e i terreni che sono stati devastati da anni di inquinamento e di incuria, da quelli interni all'Ilva a quelli dove oggi non si può più far pascolare gli animali: senza dimenticare i litorali. Un cantiere immenso di bonifica e riqualificazione ambientale attende migliaia di lavoratori e servirà da esempio per il paese intero.

E' un occasione storica. Se - tutti insieme - non riusciremo a coglierla assumendo la piena consapevolezza che - senza delegare ad altri il nostro futuro non ce la possiamo fare - perderemo la partita e Taranto non avrà più speranza!
Cittadini e lavoratori di Taranto non delegate ad altri il vostro futuro e continuate ad essere protagonisti attivi e consapevoli del cambiamento in atto.
Ora e sempre al fianco dei lavoratori in lotta autogestita.


Per l'USI-AIT Puglia
Pasquale Piergiovanni



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