Cari Onorevoli
Precari Scuola - 11-11-2008
LETTERA APERTA AGLI ONOREVOLI

Cari Onorevoli,

La riforma della scuola in questi giorni, furoreggia in tutte le televisioni.
E in egual modo d'occupazioni, atti di forza, inviti alla prudenza, smentite o precisazioni.

Gli unici di cui non si parla più sono i precari della scuola.

In mezzo ad una strada eravamo, ed in mezzo ad una strada siamo.
Ebbene si, per noi malgrado l'articolo 4 della Costituzione "La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.", malgrado i concorsi vinti, malgrado una legge Finanziaria, malgrado tante parole di comprensione, malgrado SIAMO STATI I PRIMI A PROTESTARE (lo sapete bene voi e i giornalisti che hanno taciuto volontariamente, è da mesi che ricevete le nostre mail), per noi NIENTE!

Si tratta per l'Università, si apre il dibattito con gli studenti, PER NOI NIENTE!

La legge 133, è stata posta come una lapide sul problema precariato.
Ma quelli che avete sepolto, o meglio coperti, nascosti, sono persone vive.
Con famiglie, impegni, mutui, figli, rate.

Noi siamo in crisi E NOI siamo la crisi per capirci.

E' la società che ha perso e continuerà a perdere!
Ha perso gente preparata che faceva un lavoro per il quale aveva competenze, gente che pagava le tasse, gente che "comprava" facendo girare l'economia.

Fiducia in uno Stato (di diritto) che non ha interesse a gettare per strada gente che lavora e paga le tasse (perché non combattete gli evasori?), senza scatti d'anzianità, che lavora la dove serve, pagata 10 mesi l'anno!

Fiducia che chi saliva al potere avrebbe sempre e comunque cercato di "occupare" chi non lavorava!

Non esistono fannulloni nella scuola sapete perché?

Perché siamo gli unici che 5 ore su 5 sono al contatto con un'utenza media di 25 persone!
Alle quali DEVI fare lezione, semplicemente perché con i ragazzi di oggi non si può abbassare la guardia!

Sono critici, informati consapevoli, già dalle elementari.
Voi parlate di merito e valutazione, bene noi siamo valutati giorno per giorno, da loro, giudici inflessibili, ai quali non puoi raccontare barzellette!

E comunque il termine "stabilità" che tanto contestate ricordate che è garante di diritti inviolabili:
-il diritto di lavorare fino alla pensione (garanzia di non essere soppiantato da uno più giovane ed economico).
-la tutela delle lavoratrici madri (garanzia di non trovarsi per strada perché hai usufruito dei 3 mesi di congedo).
-il diritto a fare bene il proprio lavoro in orari UMANI (bisogna lavorare il massimo NEL PROPRIO ORARIO).


Un'ultima cosa voglio ricordarVi, che Voi come noi siete servitori dello stato e PRECARI (con la differenza che il vostro periodo di precariato vi assicura il benessere di una vita intera di lavoro nostro). Vi prego perciò di ASCOLTARE IL POPOLO SOVRANO, perché un GRANDE MAESTRO, NON UN FANNULLONE ha scritto "le leggi sono fatte per gli uomini, non gli uomini per le leggi"!
Cordialmente


P.S. TROVATE IL MODO DI FERMARE LA MATTANZA DEI PRECARI

interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 Maria Raiola    - 15-11-2008
Cari precari, il vostro caso costitutisce l'esempio vivente dell'indifferenza, dell'incapacità, dell'egoismo, della viltà e dell'ignoranza della nostra classe dirigente. I docenti di ruolo che vi hanno lasciati soli, rendendosi complici dei politici, presto conosceranno il vostro destino. Bisogna smetterla di farsi illusioni. Non sarà pregando e protestando che otterrete giustizia. Sommate la vostra rabbia e quella dei giovani, dei disoccupati, di tutti quelli chei non ne possono più di chiacchiere e di ingiustizie, prendete contatti con tutti coloro che sono disperati e arrabbiati e preparatevi. Non può durare a lungo così. Viene il momento della ribellione.

 Silvana Strazzera    - 21-11-2008
Cari compagni di sventura, mal comune... con quel che segue. Anche della scuola primaria non si parla più, ve ne siete accorti? Adesso, per l'università, si prepara un disegno di legge, ma quel che è fatto è fatto e chi ha avuto ha avuto (o dovremmo dire che NON HA AVUTO). E non è finita qui... con la connivenza dell'Aprea in questo disegno di legge si preparano tempi più duri. Forse quando tutta la scuola sarà privatizzata anche voi precari troverete occupazione. Certo dovrete accontentarvi di stipendi bassi, certo non potrete pretendere libertà di insegnamento, certo potrete essere licenziati se rialzate la testa... ma cosa sono questi se non particolari di poco conto? E per chiudere mi rifaccio a Rossella O'Hara: "domani è un altro giorno" anche se ho paura che per vedere quel domani dovremo aspettare altri quattro anni e più. Auguri, amici, avete tutta la solidarietà di questa insegnante fannullona che ha speso 35 anni della sua vita nella scuola e che ora FUGGE e va in pensione..