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“I professori“ di Aldo Ettore Quagliozzi
Aldo Ettore Quagliozzi
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Dalle motivazioni della “recensione di selezione“ del comitato redazionale della Casa editrice AndreaOppureEditore:
“( … ) No, ci permettiamo di dire che ‘I professori‘ non è solo, come dice Quagliozzi nella sua presentazione, -la necessità di una verifica di un vissuto che appare ora ( … ) quasi incredibile, pieno di non-sensi ...- è molto di più. Innanzitutto, è un’accurata raccolta di citazioni (sempre azzeccate) tratte da libri di scrittori autorevoli che affrontano il tema dell’insegnamento. Si va dalla ironica e tagliente prosa della più recente Paola Mastrocola alla ‘dissacrante scrittura‘ di Domenico Starnone, passando per il Pontiggia di ‘Nati due volte' e la ‘straordinaria e mirabile arte‘ di Leonardo Sciascia (e noi non possiamo far altro che unirci all’elogio che Quagliozzi riserva a uno dei massimi esponenti della letteratura italiana del secolo scorso).
E poi c’è l’impegno sociale, in un periodo in cui la scuola è messa in ginocchio da uno Stato indifferente, da insegnanti abulici e ‘ distanti ‘ dai propri alunni e da una politica affarista ed elitaria. Insomma, non è un caso se il nostro autore sente la necessità di raccogliere questi scritti che risalgono anche all’inizio del novecento. E se pensiamo alle rubriche su alcune autorevoli testate o alle recenti pubblicazioni, lo accosteremo volentieri agli Scurati, ai Vecchioni e ai Galella che si battono quotidianamente in favore di una scuola più solida, più funzionale, ma soprattutto più equa. ( … )”
Dalla terza di copertina del volume “I professori“ - “Memorie di insegnanti della scuola pubblica italiana amorevolmente raccolte“ -:
“Un prezioso lavoro di ricerca che coniuga l’amore per l’insegnamento con la pedagogia e che si avvale della lucida analisi dei testi di autorevoli scrittori.
Da Picca a Mastronardi, ecco una raccolta di citazioni, abilmente introdotte, che fendono l’universo scolastico dall’interno e ne mettono in luce gli aspetti più nascosti, tra la comicità di un’interrogazione e lo sconforto di un docente eternamente precario.
Un documento utile agli addetti ai lavori ma anche a coloro che intendono comprendere come si è evoluta la scuola italiana e qual è il suo nuovo corso.”
Dalla presentazione dell’autore contenuta nel volume “I professori“ – “Memorie di insegnanti della scuola pubblica italiana amorevolmente raccolte“ -:
“ In quegli anni (adolescenza) la vita scolastica è tutta la vita; è la sola che conti; i suoi interessi chiudono l’orizzonte del quale ogni vita ha bisogno di sviluppare valori che, sia pur relativi, conferiscono lustro al carattere e alle capacità di ognuno.” (da “Doctor Faustus“ di Thomas Mann)
Un perché. Perché una raccolta di memorie di “altri“ insegnanti? La risposta è semplice ed immediata. Ho vissuto una lunghissima parentesi della mia vita nella scuola, come alunno, come studente delle scuole secondarie e della Università e mi sono trovato, certo per mia scelta, a continuare a respirare l’aria della scuola come docente per ben trentadue anni. Cosa si voleva di più dopo quasi mezzo secolo trascorso in quel mondo? In quale altra attività umana si è come risucchiati dall’infanzia sino alla non tarda età? Penso in nessuna. Ecco la quasi “ disumanità “ della mia esperienza scolastica. Si ha allora la necessità, o almeno così è stata da me avvertita all’indomani della riconquistata libertà, di rimettere un po’ di ordine in questa lunga “navigazione“ a volte perigliosa, vissuta quasi in uno stato ipnotico, ed al cui risveglio tante cose non tornano al loro posto. Si ha la necessità della verifica di un vissuto che appare ora, dal di fuori, quasi incredibile, pieno di non-sensi, di un tirare avanti in forme spesso disperate e vacue. E le risposte a questa sensazione di vuoto profondo non possono non venire se solo si allarga anche di poco l’orizzonte delle ricerche, delle verifiche, per verificare per l’appunto se quella esperienza sia stata drammaticamente unica, ovvero se essa goda invece di una universalità che travalica tempo e spazio, sesso e condizione sociale. E dalla ricerca e raccolta di tante testimonianze di “ professori “ di altri tempi e di altri luoghi si scopre che esse in fondo concordano, anche se non pienamente, sul fatto inequivocabile che le esperienze vissute si riempiono, per somma fortuna, dei “ doni “ personali di ciascuno, di alcuni tratti comuni che rendono l’esperienza scolastica italiana omogenea su tutto il territorio del bel paese ed in tutti i tempi. E tutto ciò torna a conferma di una impressione precisa; l’istituzione “ naviga “ a vista, senza bussola alcuna, e si affida speranzosa a quel di più che ciascun attore della scuola riesce a metterci di suo, spontaneamente se lo possiede, senza che la istituzione provveda a fornirglielo prima e senza che verifichi, in corso di navigazione, il possesso di tutte le credenziali necessarie alla bisogna.
Un obbligo . Il desiderio di farmi perdonare da tutti gli Autori per avere, molto maldestramente, “tagliuzzato“ i loro preziosi scritti, rendendoli di certo adatti al mio personale sentire ma forse distorcendone o tradendone l’intento originario che ad essi gli Autori avevano amorevolmente affidato. Gli Autori mi perdonino dunque.
Un trasalimento. E’ tornare con i ricordi ad un fanciullo goloso, al riparo del ripiano di un nero banco scolastico di legno, come lo erano ai tempi della mia fanciullezza. Una leccornia amorevolmente infilata nella cartelletta dalla mamma premurosa, il suo gustarne l’infinita prelibatezza, al riparo dagli occhi vigili di un canuto maestro. Un ricevere, inattesa, una pesante campana di ottone, strumento di richiamo solenne ed imperioso al silenzio per noi scolaretti, sulla parte del capo non protetta dal ribaltabile ripiano nero del banco. Un improvviso riemergere del fanciullo di allora con le gote rigonfie, un palpitare del cuore come non mai, un sentirsi colpevole ed inerme per un atto compiuto con l’infinità semplicità di tutti i fanciulli di questo pianeta chiamato Terra. Un ricordo che ritorna ancora chiaro dopo tanti e tanti lustri, a fissare in una perenne e folgorante immagine una oramai lontana giornata di scuola, che il trascorrere veloce del tempo non cancellerà mai più.
Dall’incipit del volume “I professori“ – ovvero “Memorie di insegnanti della scuola pubblica italiana amorevolmente raccolte“ - edito da AndreaOppureEditore:
Dall’incipit del volume: “I professori“ – ovvero “Memorie di insegnanti della scuola pubblica italiana amorevolmente raccolte“
E’ ragionevole proporre –ad inizio di una raccolta- di seguito una scrittura così dissacrante come è quella di Domenico Starnone nel suo lavoro “Occorre altro“, come spunto per una riflessione sulla condizione degli insegnanti e della scuola italiana? Ci vuole un sano, forte e consapevole coraggio per soffermarsi a leggere la splendida ed irriverente prosa di Starnone e nel contempo porsi domande inevitabili: “Ma con la scuola descritta da Starnone ho avuto a che fare anche io, o essa non mi appartiene?“ “E se le cose scritte da Starnone non sono estranee alla mia personale esperienza, come è stato possibile sopravvivere ad una situazione così dissacrante della istituzione stessa ed al contempo così mortificante sul piano della professionalità e dell’impegno?“
“E come è possibile rivendicare una considerazione sociale diversa, allorquando è mancato il coraggio, o più semplicemente il senso civico, di rifiutare e ribaltare situazioni così estreme e, di sicuro, di pratica diffusa all’interno di una istituzione così importante e necessaria per la crescita democratica delle giovani generazioni e della società nel suo complesso?“
A queste domande sarebbe necessario dare serene e sensate risposte, a meno che la situazione descritta da Starnone non rappresenti solo un fatto unico, marginale e di auto-esclusione dal contesto di una grande oasi di pace e di benessere, all’interno della quale nulla merita di essere posto sotto attenta e critica osservazione da parte dei protagonisti principali, ovvero da parte degli insegnanti.
La scheda del libro: Aldo Ettore Quagliozzi “I professori“, pag. 194, AndreaOppureEditore - ISBN 88-89149-79-5 ISBN 978-88-89149-79-9 € 8,00 (i.i.)
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