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Transdisciplinare
31 maggio 2008 - Chiaiano sarà discarica anticipa il premier: Il popolo pronto alla sfida


Lingua: Italiana
Destinatari: Insegnanti, Alunni scuola media superiore, Formazione post diploma
Tipologia: Documentazione

Abstract: Chiaiano sarà discarica anticipa il premier. Una sorpresa per la gente
"Governo come i black block". Domani la festa per presidiare le strade

Il popolo pronto alla sfida
"Berlusconi irresponsabile"

di CONCHITA SANNINO

NAPOLI - Contrordine, comitati. La Chiaiano che si preparava alla festa di domani si ricompatta sulla sfida allo Stato. "Il governo è sicuro della idoneità della discarica", sancisce il premier. Bastano quelle parole per spezzare una tregua.

La tensione riaffiora dopo sette lunghi giorni di guerriglia, di barricate, mediazioni, di aut-aut della polizia e riunioni-fiume in prefettura. I più cauti la definiscono una sortita "irresponsabile". Gli estremisti della lotta la chiamano "pura provocazione: questo è un governo black block".

Chiaiano sarà discarica, anticipa dunque il Presidente del Consiglio. Una certezza scagliata a sorpresa sulla gente che aspettava i risultati delle analisi su terreni e pareti del sito, i cosiddetti "carotaggi", per avere un verdetto finale. Amaro e negativo magari, ma finale. Chiaiano si farà, svela Berlusconi, e accanto al governo c'è tutta la compattezza degli enti locali. Chi era presente al vertice con il premier ed i ministri, aggiunge che gli stessi amministratori locali, il governatore Bassolino e il sindaco Iervolino, "hanno chiesto al governo di andare avanti". Notizie che esplodono come micro-bombe a quindici chilometri di distanza dal tavolo della prefettura di Napoli. Parte la mobilitazione: centinaia di persone attivate via sms alla periferia nord di Napoli.

L'annuncio spezza la calma faticosamente raggiunta nell'inferno di via Cupa del Cane. Conferma l'esistenza di indagini che erano evidentemente alla base dell'ordinanza di apertura per quella cava, già firmata dall'allora commissario Gianni De Gennaro. Chiaiano, raccontano ora intellettuali e giovani dei centri sociali che abitano nei paraggi, si preparava a una festa con i "compagni della mobilitazione" di Val di Susa e di Vicenza, una manifestazione fissata per domani, partecipazione prevista almeno 5mila persone.

I più cauti definiscono "le dichiarazioni di Berlusconi sconcertanti e irresponsabili". Gli altri, i no-global e i professionisti della mobilitazione contro la discarica a Chiaiano, puntano il dito contro "la presa in giro degli accertamenti in corso in queste ore a Chiaiano: evidentemente, una farsa".

"Se il premier ci voleva rovinare la festa, sappia che non ci è riuscito". Invece sì. Invece i sorrisi si dileguano di nuovo e riaffiorano facce tese, domande dure, clima grigio. L'improvvisata kermesse di Chiaiano, la "festa della primavera" era stata autorizzata l'altro giorno dal Comune di Marano a tempi record in seduta straordinaria. Durata prevista sette giorni: un espediente politico-sociale per presidiare le strade della rivolta con canti, musica, dibattiti e soprattutto assemblee. Invece la speranza si infrange.

La polizia torna ad aumentare il presidio in zona. Intanto i cittadini lanciano un appello extra lotta, insieme al sindaco di Marano, Salvatore Perrotta. "Sono giorni che chiediamo di liberarci dai cumuli di rifiuti che infestano le nostre strade - spiega il primo cittadino - tonnellate e tonnellate di immondizia aspettano di essere rimosse, ma lo staff di Bertolaso non ci dà l'ok ad uno sversamento eccezionale di rifiuti "tal quale". Come si fa in queste condizioni a chiedere fiducia e collaborazione ai cittadini?"

E sui cumuli inevasi, ora scende la delusione rabbiosa. Pietro Rinaldi, 30 anni, cittadino di Chiaiano, ma soprattutto attivista del centro sociale occupato "Insurgencia", chiede provocatoriamente: "C'è stato per caso un commissariamento del commissario o sottosegretario Bertolaso?". La tesi dei no-global è questa: "Se è vero che solo domenica scorsa il capo della Protezione civile firmava insieme a noi, comitati di protesta, un atto in cui assicurava che la decisione della discarica a Chiaiano era vincolata all'esito degli accertamenti che stavano per cominciare, perché d'un tratto apprendiamo che il nostro Presidente del Consiglio è già sicuro della "idoneità del sito"?"

Intorno a Pietro, applausi, risate, rabbia. "Allora due sono le cose - prosegue lui - o Berlusconi ignora quello che dice; oppure aveva già la risposta dei rilievi nel cassetto, mentre il sottosegretario ci lasciava intendere cose diverse. Da queste ipotesi discende che allora è il governo a comportarsi da vero black block. Da parte nostra abbiamo trasformato la tensione della lotta in una energia per la festa". Antonio e Vincenzo, operatori sociali, promotori del comitato per Chiaiano, aggiungono: "Quella di domenica già doveva essere una festa per cinquemila persone: rumorosa, incavolata e pacifica. Vorrà dire che noi dimostreremo più senso di responsabilità di quanto ne abbia mostrato il governo Berlusconi. Dopo queste nuove dichiarazioni sul futuro di Chiaiano, sarà una giornata più rumorosa, molto più incavolata, ma ancora più pacifica".

Ma la vicenda Chiaiano presenta anche altri aspetti, esaminati eri al tavolo della Prefettura, dal premier Berlusconi e dal ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo. Sarebbe già allo studio un piano di bonifica integrale per la periferia a nord di Napoli, sostenuto da almeno 30 milioni di fondi. Il ministro Prestigiacomo si è già concentrata sulla necessità di una intervento di bonifica su Chiaiano. Ma rivela: "Non capisco perché su 150 milioni già previsti per tali iniziative nulla del genere sia stato fatto. Qui non si tratta di bypassare gli enti locali. Ma di responsabilizzarli. Ecco perché martedì prossimo mi incontrerò con il governatore Bassolino".

(31 maggio 2008)



http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/cronaca/rifiuti-10/popolo-rivolta/popolo-rivolta.html

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