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30 maggio 2008 - Docente della Federico II si autodenuncia per resistenza contro il decreto rifiuti di Berlusconi

Lingua: Italiana
Destinatari: Insegnanti, Alunni scuola media superiore, Formazione post diploma
Tipologia: Documentazione

Abstract:

Docente della Federico II si autodenuncia per resistenza contro il decreto rifiuti di Berlusconi
30 maggio 2008

Io mi autodenuncio perché non intendo rispettare il diktat legislativo
che vieta ai cittadini di opporsi alla realizzazione del piano per
uscire dall'emergenza rifiuti in Campania e perché ritengo lo stesso
un autentico atto criminale ai danni della società nel suo complesso.
Mi autodenuncio perché intendo oppormi con egual forza a tutte le
misure coercitive che saranno messe in atto e perché intendo istigare
i cittadini alla disobbedienza civile verso le misure previste dal
decreto. Si tratta di un decreto incostituzionale che viola non solo i
diritti fondamentali della cittadinanza ma anche le ragioni del
DIRITTO sancite nella Carta fondamentale della Repubblica Italiana.
Col pretesto di risanare una situazione di disastro ambientale
derivante dalla manifesta incapacità e dalla malafede dei vari livelli
di governo del Paese si vogliono imporre ope legis (come già tentato
in maniera più pacata dal precedente Governo) misure che non sono
giustificabili né sotto il profilo tecnico né  sotto quello giuridico.
Al contrario chi oppone ragioni tecniche ad una presunzione della
perfezione legislativa viene criminalizzato ed isolato sia dal
pensiero unico della politica parlamentare che dai suoi lacché.
Mi autodenuncio perché ho perso ogni rispetto verso le Istituzioni
politiche (che hanno da tempo abbandonato il percorso democratico) sia
verso quelle amministrative che ogni giorno si dimostrano sempre più
asservite al potere centrale e contemporaneamente colluse con il
malaffare.

Mi autodenuncio perché intendo con questo affermare il mio diritto di
cittadino di difendere la Costituzione Italiana contro chi la tradisce
quotidianamente, e intendo farlo con tutti i mezzi a mia disposizione.
Perché non intendo tradire i valori civili trasmessimi dalle
generazioni che hanno duramente pagato il coraggio delle proprie idee
in nome della Libertà lasciandoci una nazione moderna e progredita.
Dicono di voler far rispettare la legalità confondendo questa con la
legge. La legalità discende da un processo dialettico profondo che
conduce ad una evoluzione della normativa e dei suoi effetti in senso
democratico, la legge può, come questa approvata, essere anche una
pura invenzione giuridica dettata dalla fantasia criminale di qualche
cialtrone fondandosi unicamente sul pretesto di una emergenza (così
viene definito un problema incancrenito da decenni) creata ad arte. Mi
autodenuncio anche perché ho definito il legislatore (e lo ribadisco)
un cialtrone.

Non minaccio di impugnare i fucili come qualcuno che oggi è
indegnamente ministro di questa repubblica ha inteso fare  per
difendere interessi particolari, io abbraccio un arma molto più forte
che è quella della ragione delle idee e intendo farlo con tutta la
forza in nome degli interessi dei più deboli, della salute pubblica,
della democrazia. Questa è l'arma che i governi totalitari temono più
di ogni altra. Se qualcuno ha il disegno criminale di affossare
definitivamente la democrazia in Italia inizi pure a perseguitare fin
da ora chi dichiara che non si asservirà mai ad un potere ottuso e
violento.

Mi autodenuncio perché sono un cittadino della Campania che vede
tradite tutte le aspettative di rinascita di una terra martoriata da
anni di malgoverno, di rapina pubblica e di malaffare. Come cittadino
della Campania credo che l'unica via per la riscossa sia la lotta dura
che possa arrestare questo processo di putrefazione istituzionale. É
da oltre 30 anni che denuncio i crimini ambientali e le
discriminazioni sociali in questa Regione, ora sono convinto che a
poco o nulla è servito perché la collusione tra potere politico e
malaffare è qualcosa capace di impastare e metabolizzare ogni
opposizione, che l'anomalia vera siano le persone che esprimono idee
indipendenti.

Mi autodenuncio perché possa essere fermato in tempo prima che il
profondo senso di disgusto verso il comportamento di molte istituzioni
pubbliche monti fino al farmi abbandonare le pacate reazioni
intellettuali impostemi dalla mia cultura democratica. I nostri padri,
i nostri nonni mi hanno insegnato a combattere la violenza del potere
pagandone le conseguenze in prima persona così come fu per la grande
guerra di resistenza, e una frase, poi divenuta slogan, mi rimbomba
nella mente e ispira ogni mio pensiero: ora e sempre resistenza.

Angelo Genovese
Professore ordinario presso la Facoltà di Veterinaria
Università di Napoli Federico II°



http://www.rifiutizerocampania.org/articololibero/docente-della-federico-ii-si-autodenuncia-resistenza-contro-il-decreto-rifiuti-di-ber

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I giudizi degli utenti

Della Corte Silvio
Non conosco il professore Genovese, ma sento di dover partecipare alla sua indignazione, pur non autodenunciandomi. Lo faccia, denunciarmi, chi crede che io stia violando LA LEGGE, non una legge fatta apposta, forse con altri intenti, da UN GOVERNO che non pone mano a situazioni che, per non "puzzare" come la spazzatura, o per non essere altrettanto "visibili", non vengono definite, al pari della monnezza, "emergenza". ... Ma chi dovrebbe metterci mano a queste altre emergenze? la neo Ministra dell'Istruzione, il MINISTRO Bossi, il Ministro Tremonti, Calderoli, Maroni, Fini, ... Mi si è oscurato l'orizzonte mentale, nell'evocare questi decisori. E smetto.

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