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Giugno 2003 - Enrico Fontana, di Legambiente, sull'emergenza campana:  Così si strumentalizzano i disordini  "Senza raccolta differenziata vince la strategia dell´ecomafia"

Lingua: Italiana
Destinatari: Alunni scuola media inferiore, Alunni scuola media superiore, Formazione permanente
Tipologia: Documentazione

Abstract:

Giugno 2003 - Enrico Fontana, di Legambiente:
così si strumentalizzano i disordini

"Senza raccolta differenziata vince la strategia dell´ecomafia"

ANTONIO CIANCIULLO

ROMA - «Un´emergenza singolare quella campana. E´ stata pianificata con cura in modo da garantirsi che durerà per lo meno altri tre anni. Viene alimentata dal continuo arrivo di rifiuti provenienti dalle regioni settentrionali. Collima perfettamente con l´allarme della magistratura sull´attivismo dell´ecomafia». Enrico Fontana, responsabile dell´Osservatorio ambiente e legalità della Legambiente, ricostruisce la surreale vicenda campana come un meccanismo sapientemente montato per raggiungere lo scopo.
Era già tutto previsto?
«Se non era previsto era prevedibile. Partiamo dall´ultimo dato. La Campania si trova inondata di rifiuti perché tre impianti per la produzione del cdr, il combustibile da rifiuti, si sono dovuti fermare avendo saturato le aree di stoccaggio provvisorio per le ecoballe, gli ammassi di rifiuti accumulati da Fisia-Italimpianti, l´azienda che ha vinto la gara e dovrà costruire i termovalorizzatori».
Quanto spazio occorre per queste ecoballe, volendo usare una parola che sembra coniata da un umorista?
«Questo è il punto. Per la Campania servono due ettari al mese. E nella migliore delle ipotesi per costruire i termovalorizzatori occorreranno altri tre anni. Il che vuol dire che bisognerebbe trovare 72 ettari disponibili, l´equivalente di 72 campi di calcio. Bastava fare una semplicissima moltiplicazione per capire che lo stoccaggio provvisorio avrebbe rappresentato un serio problema. Non è stato fatto perché si continua a inseguire la soluzione super tecnologica invece di prestare attenzione all´approccio ecologico, che in questo caso suggerisce di ridurre i rifiuti attraverso una radicale raccolta differenziata».
Adesso per far posto alle ecoballe si riapriranno le discariche: un´emergenza all´interno dell´emergenza.
«Riaprire le vecchie discariche gestite allegramente negli anni Ottanta e oggetto di molte inchieste della magistratura è un paradosso. E infatti la procura di Nola ieri mattina ha rimesso i sigilli alla discarica di Terzigno, nel parco del Vesuvio».
Ma esiste un´alternativa?
«Esiste. Come Legambiente chiediamo due interventi. Il primo è un´indagine a tappeto su cementifici, centrali elettriche e altri impianti in grado di bruciare da subito le ecoballe campane. Il secondo è l´uso dei poteri straordinari del commissario per imporre la raccolta differenziata secco umido. Lanciare questa raccolta significa sia ridurre i volumi totali in gioco semplificando il problema che migliorare la qualità del combustibile da rifiuti, oggi assai dubbia secondo lo stesso presidente della Commissione parlamentare d´inchiesta sul ciclo dei rifiuti».
In pratica si tratta di mettere in un sacchetto la parte organica della spazzatura, gli avanzi della cucina. C´è chi ritiene troppo laboriosa e poco praticabile questa separazione.
«In due anni, grazie al pressing del commissario, la Campania è arrivata al 10 per cento di raccolta differenziata: non basta ma è un primo passo. E il secondo Comune riciclone d´Italia è Vairano Patenora, in provincia di Caserta. Si può fare, basta volerlo».
Chi ha interesse a non farlo?
«Una risposta la offre la relazione del procuratore generale presso la Corte di appello Vincenzo Gargano all´inaugurazione dell´anno giudiziario 2003. Leggo il virgolettato: 'Le indagini hanno evidenziato come l´emergenza rifiuti avrebbe spinto talune amministrazioni ad affidare i servizi di smaltimento dei rifiuti senza regolari gare. Da tale situazione hanno tratto beneficio personaggi vicini ad organizzazioni criminali di tipo camorristico´. Questa denuncia va incrociata con la situazione economica scoperta nei Comuni di Trecase e Ottaviano: le ditte di smaltimento avevano proventi dichiarati molto inferiori alle spese ufficiali. E´ difficile immaginare che quelle imprese lavorassero rimettendoci ogni anno mezzo milione di euro».
La presa dell´ecomafia è ancora in crescita?
«Ormai siamo alla camorra diffusa. Per togliere i rifiuti dalle strade, dove sono sotto gli occhi di tutti, e magari buttarli in un prato sopra una falda idrica ma lontano da sguardi indiscreti, si usano i camioncini della camorra».



http://www.ecodallecitta.it/old/giu2003/rifiuti/facchiemergenza/senzaraccodiff.htm

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