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Intercultura
Religione
Una nuova dimensione per le donne dell'Islam - La rivoluzione è in Marocco

Lingua: Italiana
Destinatari: Alunni scuola media superiore, Formazione post diploma
Tipologia: Materiale di studio

Abstract:
Una nuova dimensione per le donne dell'Islam

La rivoluzione è in Marocco

Una legge può non bastare per modificare culture e tradizioni secolari. Ma con il nuovo diritto di famiglia proprio da qui potrebbe avere inizio la svolta culturale che cambia il ruolo della donna musulmana. Dentro casa e non solo

La rivoluzione è in Marocco

Qualcosa potrebbe cambiare per le donne musulmane, e il cambiamento potrebbe iniziare dal Marocco. Forse le leggi non bastano a modificare culture e tradizioni secolari, ma certo possono contribuire alla loro evoluzione, e il nuovo codice del diritto di famiglia varato nel paese maghrebino sembra rappresentare piu' una svolta: una vera e propria rivoluzione dei costumi, sanciti in norme che stabilivano la supremazia maschile sul sesso debole.

 

L'attuale re, Mohammed VI, accese molte speranze sia nel paese che nel mondo occidentale quando sali' al trono nel 1999, annunciando una politica di riforme. Il suo matrimonio con l'ingegnere informatico Salma Bennani, l'anno scorso, sembro' confermare le aspettative. Per la prima volta nella storia nazionale, infatti, il volto della principessa fu mostrato ai sudditi e le nozze furono festeggiate pubblicamente, alla presenza di personalita' straniere, in un bagno di folla e sotto lo sguardo dei media. I lenti progressi in materia di diritti umani non hanno spento la fiducia nell'azione di rinnovamento promessa dal sovrano. All'insegna di un deciso rinnovamento sono, infatti, gli emendamenti introdotti a novembre nel diritto di famiglia, che apportano significative modifiche in materia di matrimonio, divorzio, ripudio, poligamia, custodia dei figli e regime patrimoniale.

 

Nel presentare la legge al Parlamento, lo scorso ottobre, Mohammed VI spiego' che con essa intendeva "liberare le donne dalle ingiustizie" e si impegno' a "instillare nei giovani il senso di responsabilita' civica e a coinvolgerli nella costruzione di una nazione democratica impegnata nella solidarieta' e nello sviluppo". Dal testo della legge emerge, in effetti, una nuova considerazione della figura femminile: come sottolineano fonti dell'Ambasciata del Marocco, "adesso la donna diventa partner dell'uomo, condividendo diritti e doveri". L'eta' minima per sposarsi passa a diciotto anni per entrambi i sessi, mentre prima per la donna erano sufficienti quindici anni. Alla sposa, inoltre, viene garantito il diritto di scegliere liberamente.

 

Ma la piu' grande novita' introdotta nello statuto del matrimonio e' la decadenza del dovere di obbedienza al marito da parte della moglie: la responsabilita' della famiglia viene, infatti, affidata a entrambi i coniugi. Allo stesso tempo compare anche l'istituzione del divorzio consensuale. Finora il divorzio, come il ripudio, era una prerogativa maschile. Ora il ripudio verbale viene invece abolito, e la donna acquista il diritto di chiedere il divorzio. La moglie puo' ottenere anche il divorzio per colpa, in caso di abbandono del tetto coniugale da parte del marito, mancato sostentamento economico o violenze. Anche la poligamia puo' essere causa di divorzio. La possibilita' per un uomo di avere piu' mogli non viene del tutto bandita ma fortemente scoraggiata: solo il giudice puo' autorizzarla, verificando l'esistenza di alcune condizioni. La donna, tuttavia, puo' pretendere che nell'atto matrimoniale questa eventualita' venga esclusa, oppure invocare il divorzio per danno se il marito contrae un nuovo matrimonio.

 

Anche le madri acquisteranno maggiori diritti: le donne separate potranno ottenere la custodia dei figli e conservarla anche dopo aver contratto nuove nozze o in caso di trasferimento in una localita' diversa da quella in cui risiede il padre dei minori. Dopo il padre, anche i parenti da parte materna potranno essere presi in considerazione per l'affidamento, a patto che ne siano idonei. A questo proposito il legislatore introduce il concetto di interesse del minore: l'affidamento della custodia e' subordinata alla verifica delle condizioni che garantiscano al bambino un ambiente di vita soddisfacente.

 

Per quanto riguarda il patrimonio, infine, scompare "una tradizione tribale a favore degli eredi maschi": cio' significa che per l'eredita' vale sia la linea maschile che quella femminile. Nell'ambito del matrimonio invece, pur rimanendo in vigore il principio della separazione dei beni, viene introdotta la possibilita' che i coniugi sottoscrivano un accordo per la gestione comune. In caso di controversie, sara' il giudice a valutare il contributo di ciascun consorte.

 


http://www.rai.it/news/articolonews/0,9217,68797,00.html

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