centro risorse per la didattica
Risorse per area disciplinare:   
Homepage
La redazione
 
Ricerca
Iscriviti alla news
Le newsletter
 
Attualità
Percorsi
Novità
Recensioni
 
Disabilità
Lavagna Interattiva
 
La tua segnalazione
Il tuo giudizio
 
Cataloghi in rete
 
DIDAweb
 

risorse@didaweb.net
 

  Cerca nel web:
Se sei un utilizzatore della toolbar di Google, puoi aggiungere anche il nostro pulsante:
Centro Risorse
  SCHEDA RISORSA

Condividi questa risorsa didattica
Transdisciplinare
Storia
Educazione linguistica Italiano

Locandina


Vento da sud
L'Italia centro-meridionale tra guerra e liberazione. Luglio 1943-giugno 1944 (Prof. Carlo Palumbo) 

A cura di "Italia liberata. Scuole in rete"



Lingua: Italiana
Destinatari: Alunni scuola media inferiore, Alunni scuola media superiore
Tipologia: Programmazione, Progetto, Curriculum

Abstract:

Vento da sud

L'Italia centro-meridionale tra guerra e liberazione. Luglio 1943-giugno 1944 (Prof. Carlo Palumbo)

A cura di "Italia liberata. Scuole in rete"

CLICCA qui per entrare nella Galleria di immagini

AMBITO DEL PROGETTO

Educazione alla Memoria Storica

 

ATTORI DEL PROGETTO

Il progetto ha coinvolto i seguenti Istituti: Scuola Polo: IP Steiner di Torino; IP Einaudi di Sora (FR), IPSAR di Cassino (FR), SMS Facchini di Sora (FR), LS Labriola di Napoli, ITC Sturzo di Castellammare di Stabia (NA), Liceo Scientifico di Scafati (SA), LC Virgilio di S. Giorgio del Sannio (BN), LC Socrate di Bari, ITC Marconi di Brindisi, ITCG Majorana di Castrolibero (CS), IPSIA Crea di Acri (CS).

Hanno inoltre collaborato alla ricerca: Università di Cassino (FR), Comune di Sora (FR), Comune di Cassino (FR), Comune di Alvito (FR), Comune di San Donato Val Comino (FR), Biblioteca di Castel di Sangro (AQ), Biblioteca comunale "Liberatore" di Lanciano (CH), Biblioteca De Meis di Chieti, Bonifacio Palumbo, Francesco Le Donne e il Centro Studi Murat di Ateleta (AQ), Istituto Campano per la Storia della Resistenza Vera Lombardi di Napoli, Archivio di Stato di Napoli, Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III di Napoli, Cidi di Brindisi, Istituto Pugliese per la Storia dell'Antifascismo e dell'Italia Contemporanea di Bari, Archivio di Stato di Brindisi, Cidi Cosenza, Istituto calabrese per la storia dell'antifascismo e dell'Italia contemporanea di Cosenza, Archivio di Stato di Cosenza, Archivio di Stato di Reggio Calabria, Comune di Vittoria (Ragusa).

 

DESTINATARI

Pubblico scolastico e pubblico adulto

 

éQUIPE DI PROGETTO

Gruppo di lavoro: Cosimo De Nitto (BR), Mimma Orifici (CS), Carlo Palumbo (TO), Anna Pizzuti (FR), Maria Antonietta Selvaggio (NA), Anna Storelli (TO), Laura Tempesta (TO). Coordinamento del Progetto: Carlo Palumbo. Coordinamento grafico: Anna Storelli. Coordinamento fotografico: Laura Tempesta.

 

FASI DI LAVORO

Nel luglio 2003, per iniziativa del'Istituto professionale Albe Steiner di Torino, sono iniziati i primi contatti, grazie alla collaborazione della segreteria nazionale del Centro di iniziativa democratica degli insegnanti, per la costituzione di una rete di istituti scolastici che progettasse una mostra fotografica dedicata a "L'Italia centro-meridionale tra guerra e liberazione. Luglio 1943-giugno 1944". A settembre aderivano i primi sette istituti, altri si sono aggiunti con i lavori già in corso. Si è quindi costituito un gruppo di progetto con insegnanti delle scuole "polo"; nella ricerca dei documenti di archivio hanno collaborato istituti del Lazio, della Campania, della Puglia, della Calabria e del Piemonte, ai quali si deve la proposta storiografica; il coordinamento e la realizzazione grafica sono stati curati invece dall'Istituto Albe Steiner di Torino

 

OBIETTIVI

Inquadrare in una prospettiva nazionale gli avvenimenti che hanno riguardato le regioni meridionali e che non sempre sono conosciuti al di fuori della dimensione locale, attraverso una mostra nata dall'elaborazione di 300 documenti selezionati tra più di mille, emersi nella ricerca d'archivio o nella bibliografia delle opere pubblicate, spesso da istituzioni locali, soprattutto comuni piccoli e medi, associazioni e biblioteche pubbliche, per restituire una visione d'insieme dell'anno compreso tra lo sbarco in Sicilia delle forze alleate (10 luglio 1943) e la liberazione di Roma (4 giugno 1944).

 

AREE DISCIPLINARI

Storia contemporanea e metodologia della ricerca storica per quanto riguarda l'argomento, il periodo e la metodologia di lavoro (ricerca d'archivio, classificazione delle fonti, selezione e riordino del materiale); tecnica fotografica per quanto riguarda il restauro e l'archiviazione dei documenti, in prevalenza fotografici; progettazione grafica, per quanto riguarda la definizione del progetto di mostra e della linea grafica e la realizzazione dell'impaginazione.

 

STRATEGIE E STRUMENTI

Il progetto è stato, prima di tutto, un'esperienza didattica, che ha coinvolto in forme diverse non solo insegnanti, ma intere classi; questo spiega le differenze di impostazione della ricerca nelle varie regioni. Così, se in Campania è stata privilegiata la memoria dei protagonisti, nel Lazio si è preferito scavare negli archivi dei comuni della Val Comino, retroterra del fronte di Cassino. I temi trattati sono la guerra, nelle sue varie forme, con particolare attenzione alle condizioni di vita della popolazione civile; le rappresaglie e le stragi di civili che hanno caratterizzato la ritirata delle truppe tedesche lungo la penisola italiana: le stragi di civili compiute dalle truppe tedesche in ritirata, a volte con la collaborazione di reparti italiani "fedeli", le stragi di Pietransieri (in Abruzzo), di Bellona (in Campania), di Barletta; le vicende legate alla guerra chimica (Bari e Foggia); le rappresaglie sui militari italiani da parte tedesca (Bitetto, Spinazzola e Cerignola in Puglia), ma anche americana (Biscari in Sicilia); le rivolte popolari, oltre quella di Napoli, quelle di Matera e di Lanciano (Chieti); l'attività partigiana organizzata, soprattutto in Abruzzo, come nel caso della Brigata Maiella; l'attività antitedesca e antifascista nelle zone occupate, dalle manifestazioni popolari spontanee alle azioni organizzate della Resistenza; la vita politica e sociale nelle zone di occupazione tedesca ed alleata.

Da qui il titolo dato alla mostra: Vento da Sud, che evidenzia il carattere specifico della guerra e della liberazione dell'Italia meridionale, con la violenta cesura provocata dal passaggio del fronte e dai tragici eventi vissuti dalla popolazione, con la nascita di una resistenza civile, non di rado dotata di durata e organizzazione, soprattutto lungo la linea Gustav, che si trasforma in coscienza sociale che si diffonde nelle campagne meridionali e che darà vita ad una grande stagione di lotte e di cambiamenti.

 

ESITI

La rete di istituti scolastici, una volta avviata la fase di ricerca storica e didattica dell'iniziativa, ha preso i contatti con le varie amministrazioni locali per la stampa e la presentazione pubblica della mostra fotografica. Alla fine di aprile vi è stata la presentazione pubblica a Torino, Cosenza e Brindisi; il 4 giugno a Sora (Fr); a settembre analoghe iniziative sono state realizzate a Bari e a Napoli. Successivamente la mostra girerà nelle varie regioni del Sud e in Provincia di Torino. A Torino, il 23 aprile 2004, in collaborazione con il Settore Educazione al Patrimonio Culturale, è stato organizzata una prima presentazione della mostra presso il Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà. La mostra è stata esposta nel cortile interno alla presenza di 120 studenti degli istituti Steiner, Galileo Ferraris e Q.Sella. Il gruppo teatrale del Q. Sella ha realizzato una performance di letture interpretative e canzoni sul tema. Nella stessa data, nella sala incontri del museo, si è tenuto un incontro in collaborazione con il Centro di Iniziativa Democratica degli insegnanti e la Città di Torino con la partecipazione degli storici Alfio Caruso e Franco Francavilla e con Mieczyslaw Rasiej, presidente della Comunità polacca di Torino. In occasione della visita del Vicesindaco di Torino del 27 aprile la mostra è stata rimontata presso l'Istituto Steiner; tra il 25 maggio e il 6 giugno nuova esposizione presso il carcere le Nuove in collaborazione con l'Associazione "Nessun uomo è un'isola"; infine, nel periodo 25 maggio - 6 giugno, la mostra è stata spostata nello spazio degli Antichi Chiostri di via Garibaldi, assieme all'altra mostra, realizzata nel 2003, in collaborazione con l'Associazione Nazionale divisione Acqui, dedicata a "Ritorno a Cefalonia e Corfù". I visitatori hanno potuto così conoscere una collezione fotografica sulla seconda guerra mondiale di oltre 730 immagini. Tenendo conto dei vari momenti espositivi, si può calcolare che la mostra sia stata vista da circa 2000 persone. L'esperienza proseguirà, fino ad aprile-maggio 2005, periodo in cui ricorrerà il 60° anniversario della Liberazione, si organizzeranno altre presentazioni delle due mostre affiancate, unitamente ad uno spettacolo teatrale e musicale presso istituti scolastici torinesi, spazi teatrali in collaborazione con la Città di Torino, le Circoscrizioni e i Comuni della cintura. Il calendario sarà definito entro il mese di ottobre.

 

DOCUMENTAZIONE

L'Istituto Steiner in collaborazione con la Città di Torino, la Provincia di Tornino e il CIDI ha realizzato una serie di 12 cartoline fotografiche sulla mostra, stampate in 12.000 copie, per pubblicizzare le date espositive.

Inoltre è possibile "visitare" la mostra sul sito

www.funzioniobiettivo.it/medie_file/ventodasud/ventodasud.htm

 

Intervista al prof. Carlo Palumbo, dell'Istituto Albe Steiner di Torino

coordinatore del progetto nazionale "Italia liberata. Scuole in rete".

D. Com'è nata l'idea di una mostra fotografica sulla liberazione dell'Italia centro-meridionale ?

R. Da alcuni anni nel nostro istituto si è costituito un gruppo di lavoro interdisciplinare per coordinare le attività didattiche sui temi della memoria, della storia contemporanea e della cittadinanza: il Laboratorio storico-foto-grafico; del gruppo fanno parte sia insegnanti di storia, sia insegnanti di grafica e di fotografia. In questo modo abbiamo potuto realizzare varie attività: convegni e seminari, manifesti, fascicoli e volumi a stampa, cd-rom e filmati. Nel 2003, in collaborazione con la Regione Piemonte, con lo Stato Maggiore Esercito e con l'Associazione Nazionale Divisione Acqui abbiamo realizzato una prima mostra fotografica sui fatti di Cefalonia e Corfù del 1943, con cui abbiamo definito alcune caratteristiche generali di un'esposizione di questo tipo. Volevamo una mostra itinerante, facile da montare; per questo abbiamo scelto di realizzare dei grandi pannelli in stoffa, 12 in tutto, con circa 350 documenti e fotografie. Terminato quel progetto abbiamo cominciato a pensare alle celebrazioni per il sessantesimo anniversario della Liberazione, nel 2005. Qui a Torino e in Piemonte si conserva la memoria degli eventi accaduti nei 20 mesi di occupazione tedesca, ma tanti torinesi vengono da altre regioni e conservano altre memorie ed altre esperienze; io ad esempio sono abruzzese, con me lavorano colleghi e amici della Puglia, della Calabria, della Sicilia. Da qui è nata l'idea di una mostra su "Guerra e liberazione dell'Italia centro-meridionale da Luglio 1943 a giugno 1944".

 

D. Che cos'è "Italia liberata. Scuole in rete"?

R. Con la mostra su Cefalonia e Corfù avevamo stretto rapporti con numerose istituzioni e scuole di varie regioni, interessate a ricevere il materiale. Siamo partiti da questi contatti per creare una rete con istituti scolastici delle regioni meridionali, perché da soli non ce l'avremmo fatta. Abbiamo pensato che fosse possibile recuperare materiale inedito negli archivi pubblici o presso privati. Per l'altra mostra molti documenti provenivano appunto da reduci o da familiari dei caduti. Servivano insegnanti con un'esperienza di ricerca di archivio, ma anche che sapessero organizzare eventi, come la presentazione pubblica di una mostra. Abbiamo perciò pensato di costituire una rete nazionale di istituti, distribuiti nelle regioni meridionali, e di organizzare l'esposizione in contemporanea nelle varie realtà. Un aiuto importante è stato dato dal Centro di iniziativa democratica degli insegnanti (CIDI), in particolare da Domenico Chiesa, il presidente nazionale, che ci ha fornito alcuni contatti nelle città in cui eravamo scoperti. In questo modo si è costituita una rete di 11 istituti, oltre allo Steiner, della Campania, del Lazio, della Puglia e della Calabria.

 

D. In che senso parli di "rete di istituti"?

R. L'autonomia scolastica introdotta nel 1997 con la legge 59 permette agli istituti scolastici di sottoscrivere accordi di vario tipo con altre scuole o istituzioni pubbliche, addirittura con aziende private. In questo caso i consigli di istituto delle scuole partecipanti hanno sottoscritto, ciascuno autonomamente, un accordo per partecipare a questo progetto, ognuno con un compito specifico. Noi abbiamo avuto il coordinamento storico e organizzativo, oltre alla realizzazione grafica della mostra; altri dovevano invece raccogliere la documentazione necessaria e avviare i contatti con le altre istituzioni per la realizzazione delle iniziative in loco; il problema principale è stato quello del finanziamento della stampa della mostra e della presentazione pubblica. In genere gli enti locali si sono dimostrati disponibili, come a Torino, dove il progetto ha visto la partecipazione della Città di Torino e della Provincia. In qualche caso so che ci sono stati anche finanziamenti privati.

In alcune regioni è stato anche importante la partecipazione degli Istituti storici della resistenza o dell'antifascismo, che hanno fornito una consulenza storiografica.

 

D. Cosa ha significato per la tua scuola questa esperienza?

R. L'opinione pubblica e i giornali spesso parlano male della scuola, comunque ne sanno poco. Circolano di più pregiudizi e ricordi di una scuola ormai lontana nel tempo. La realtà, nonostante i tagli di spesa, è molto più ricca di esperienze. Quando è partita l'autonomia scolastica, sette anni fa ancora sperimentalmente, nel nostro istituto abbiamo discusso a lungo e ci siamo scontrati, perché le posizioni erano differenti. Per alcuni l'autonomia sembrava prefigurare la "scuola azienda". La nostra scelta è stata differente, abbiamo investito sulla progettazione didattica, sulla costruzione di esperienze che intrecciassero competenze professionali (il nostro è un istituto di grafica) e formazione culturale. Abbiamo puntato sulla didattica interdisciplinare e sulla compresenza in classe tra insegnanti di aree e discipline differenti. Io in questi anni ho lavorato moltissimo con Anna Storelli di grafica e Laura Tempesta di fotografia. A volte la classe era distribuita in vari laboratori e in tre lavoravamo insieme, oppure si continuava il pomeriggio, solo con gli studenti interessati a un particolare aspetto del progetto. Abbiamo anche cercato di superare la classica lezione "frontale", con l'insegnante che parla e la classe che ascolta. In progetti come questo ognuno contribuisce con le proprie competenze; conta molto il risultato finale e l'apporto che ognuno può dare; sono emerse capacità inaspettate tra gli allievi, anche organizzative, oltre che professionali; la partecipazione a ricerche storiche come questa, nonostante il nostro sia un istituto professionale, permette di fare esperienze nuove. Abbiamo raccolto oltre 1000 documenti, in gran parte fotografici, ma anche di altro tipo, soprattutto negli archivi comunali: lettere, documenti anagrafici, comunicazioni delle amministrazioni civili e militari. I ragazzi e le ragazze che hanno operato su questi materiali hanno fatto scoperte altrimenti impossibili sul solo libro di testo.

 

D. E' quindi un'esperienza che consiglieresti ad altre scuole?

R. Non è così semplice rispondere, perché in progetti di questo genere conta molto l'ambiente in cui si lavora. Gli insegnanti devono saper lavorare assieme ad un progetto, devono saper puntare anche al risultato finale, non solo agli aspetti più culturali, quindi ci vuole una certa cultura organizzativa e pratica. Gli studenti devono avere un ruolo attivo, non si può avere paura di delegare loro parti dell'esperienza. Ovviamente devono avere nell'insegnante un riferimento certo, ma poi ci vuole autonomia. E' anche importante il tipo di gestione amministrativa ed economica dell'Istituto. Non deve essere rigida, ma deve prevedere risorse per la progettazione didattica, altrimenti il nostro impegno diventa puramente volontario e gratuito. Lo si può fare una volta, ma queste attività richiedono tempo e attenzione. Senza risorse non c'è qualità. Per finire c'è la figura del Dirigente Scolastico. I rapporti con l'esterno sono stati tutti gestiti da noi insegnanti direttamente: con le altre scuole, con le istituzioni culturali, con le amministrazioni locali; ma poi ci vogliono le comunicazioni formali, le lettere firmate dal preside. Questi deve essere disponibile a collaborare, deve aver fiducia nei propri insegnanti, deve saper delegare. Non è facile di questi tempi, sottoposti come sono alle pressioni che vengono dall'alto e alle necessità di bilancio. Io ho l'impressione che negli ultimi tempi sia più difficile realizzare questo tipo di esperienze. Per questioni economiche, ma anche organizzative, il personale di segreteria, per esempio, continua a diminuire; la stessa riforma Moratti per la scuola superiore non aiuta; noi dovremmo finire nel secondo canale regionale, quello di Istruzione e formazione professionale, ridotto ad un percorso di 3 anni + uno. Quali spazi rimarrebbero per continuare la nostra esperienza? In questo momento non saprei dirlo.



http://www.comune.torino.it/museiscuola/esperienze/voci.htm

Condividi questa risorsa didattica

I giudizi degli utenti

Assenti

Aggiungi il tuo giudizio    Precedenti risultati   


  Iscriviti alla news
Ricevi in posta elettronica le novità e una selezione di risorse utili per la didattica.

Iscriviti qui


Novità
Le ultime risorse per la didattica catalogate ed inserite nel nostro database.

ENGLISH LESSONS AND TESTS.

"Progresso e catastrofe" - In due parole tutto il Novecento Recensione al testo di Salvatore Natoli di UMBERTO GALIMBERTI

Percorsi
Proposte di selezioni e percorsi fra le risorse e i materiali in archivio.

Percorsi
Feste e calendari multiculturali.
Calendari solari e lunari, festività religiose e tradizionali delle diverse culture.

Percorsi
Steineriane
Le ''scuole nuove'' della pedagogia steineriana, contrassegnate dal paradosso di un’accettazione pratica e di un’ignoranza teorica da parte degli stessi utenti e degli operatori della scuola pubblica, tra ''fedeltà karmica'', incarnazioni di individualità che ritornano sulla terra, bambini indaco e apparente buon senso pedagogico.

  Ambiente virtuale collaborativo in evoluzione ideato e sviluppato da Maurizio Guercio è una iniziativa DIDAweb