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Pluridisciplinare
Scienze naturali
Biologia
Presto anche in Africa il virus aviario

Lingua: Italiana
Destinatari: Alunni scuola media inferiore, Alunni scuola media superiore, Formazione permanente
Tipologia: Documentazione
Abstract:

Serve sostegno ai veterinari                             


Presto anche in Africa il virus aviario
   20/10/2005

L'Africa orientale ha bisogno di aiuti urgenti per contrastare il virus dell’influenza aviaria, la cui diffusione è prevista nelle prossime settimane. Il Programma alimentare mondiale (Pam/Fao) avverte: il rischio di contagio è legato alle scarse norme igieniche e allo stretto contatto tra uomini e animali.


I paesi del Nordafrica e del settore orientale del continente sono particolarmente a rischio per la possibile diffusione del virus H5N1, potenzialmente mortale per l’uomo, che dall’Asia si sta muovendo, trasportato dagli uccelli migratori. Sono due le rotte che attraversano l’Europa per arrivare a svernare in Africa occidentale - i volatili percorrono tutta la costa, dal Marocco al Camerun -, mentre una terza via entra nel continente dalla Turchia, percorrendo la Rift Valley fino all'Oceano Indiano.

 

E se in Europa il rischio di una epidemia in grado di colpire l’uomo è basso - i paesi dell’Ue si sono mobilitati per tempo, attivando sistemi di controllo sanitario sul cibo e campagne di vaccinazione e informazione - per i paesi africani il pericolo di una diffusione dell’influenza aviaria e del virus H5N1 - la mutazione che aggredisce l’uomo - è invece molto più alto.   

 

Uno dei grandi centri di sosta dei migratori in Africa è la Rift Valley - sistema di fosse tettoniche che si prolunga per circa 6400 Km, dalla Siria al Mozambico -. E sono proprio i veterinari che operano nei paesi lungo la Rift Valley che, annuncia la Fao, hanno bisogno urgente di sostegno per poter fronteggiare un eventuale epidemia. L’arrivo dei primi uccelli migratori nell’Africa orientale è previsto nelle prossime settimane. 

 

Secondo Joseph Domenech, capo veterinario della Fao: "questi paesi hanno bisogno urgente di assistenza internazionale per poter sviluppare la sorveglianza ed i sistemi di controllo di base".

 

L’agenzia Onu per l’alimentazione pone in evidenza i rischi derivati dalle abitudini alimentari e agli stili di vita delle popolazioni africane, che definisce molto simili a quelle asiatiche. In particolare la mancanza di norme igieniche e la promiscuità tra uomini e volatili da cortile nelle zone extraurbane, aumentano, sostiene la Fao, i pericoli di una diffusione del contagio.

 

Il rischio, secondo Domenech, è che il virus diventi endemico in Africa orientale, cosa che lo renderebbe estremamente difficile da sradicare, aumentando le possibilità di trasmissione all’uomo.




http://www.nigrizia.it/doc.asp?ID=7308&IDCategoria=127


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