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Decreto Ministeriale del 26/08/1981 - Criteri orientativi per le prove di esame di Stato per il conseguimento del diploma di licenza della scuola media e modalità dello svolgimento delle medesime.
L'aspetto fondamentale di questo esame deve essere la sua caratterizzazione educativa in quanto, a conclusione della scuola obbligatoria, deve essere offerta all'alunno la possibilità di dare prova della propria capacità di rielaborazione e di organizzazione delle conoscenze acquisite, anche in vista delle scelte successive.



Tipologia:Decreto Ministeriale (MPI / MIUR)
Numero emissione:
Data emissione:26/08/1981
Ente emittente:Ministero della Pubblica Istruzione
Oggetto:Criteri orientativi per le prove di esame di Stato per il conseguimento del diploma di licenza della scuola media e modalità dello svolgimento delle medesime
Testo:IL MINISTRO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE

Visto l'art. 3 della legge 16 giugno 1977, n. 348, concernente modifiche di alcune norme della legge 31 dicembre 1962, n. 1859, sulla istituzione e l'ordinamento della scuola media statale;
Visto il decreto ministeriale 9 febbraio 1979, con il quale sono stabiliti i programmi, gli orari di insegnamento e le prove d'esame per la scuola media statale;
Sentito il Consiglio nazionale della pubblica istruzione;

DECRETA

I criteri orientativi per le prove di esame di Stato per il conseguimento del diploma di licenza della scuola media e le modalità dello svolgimento delle medesime sono stabiliti secondo il testo allegato.

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CRITERI ORIENTATIVI E MODALITÀ PER LE PROVE D'ESAME DI LICENZA MEDIA
PREMESSA

Gli interventi legislativi del 1977 (leggi n. 348 del 16 giugno e n. 517 del 4 agosto) ed i conseguenti nuovi programmi di insegnamento approvati con decreto ministeriale 9 febbraio 1979 hanno apportato sostanziali integrazioni ed innovazioni all'ordinamento della scuola media istituita nel 1962; si citano: gli obiettivi, i contenuti e i metodi di insegnamento, i criteri e le modalità della programmazione educativa e didattica, l'integrazione di soggetti portatori di handicap.
Di conseguenza anche l'esame di licenza media deve essere reso coerente - nella sua impostazione e nella sua attuazione - con tali innovazioni.
L'aspetto fondamentale di questo esame deve essere la sua caratterizzazione educativa in quanto, a conclusione della scuola obbligatoria, deve essere offerta all'alunno la possibilità di dare prova della propria capacità di rielaborazione e di organizzazione delle conoscenze acquisite, anche in vista delle scelte successive.
L'esame di licenza media avrà, pertanto, il carattere di un bilancio sia della attività svolta dall'alunno sia dell'azione educativa e culturale compiute dalla scuola, anche per una convalida del giudizio sull'orientamento.
In questo quadro viene rafforzata - anche nel momento finale - la funzione coordinatrice del consiglio di classe che dovrà indicare, nella fase immediatamente preparatoria all'esame di licenza, in piena coerenza con i fini della programmazione educativa e didattica attuata nel corso del triennio, anche i criteri essenziali del colloquio.
Viene confermata, pertanto, l'importanza della relazione finale del consiglio di classe, la quale deve presentare - in armonia con i nuovi criteri e metodi di valutazione - l'indicazione dei programmi effettivamente svolti, le linee didattiche seguite, gli interventi effettuati - compresi quelli eventuali di sostegno e di integrazione - e la sintesi di quanto la programmazione educativa e didattica, impostata nel triennio, ha via via ipotizzato, verificato e vagliato. Sarà poi la scheda di valutazione, completa di giudizi analitici per disciplina e di giudizio globale conclusivo, a consentire una conoscenza sufficientemente completa del risultato cui ciascun alunno è pervenuto sia in relazione allo sviluppo delle capacità che al possesso dei contenuti culturali. Viene così a ribadirsi l'importanza che assumono, ai fini dell'esame, la completezza, la chiarezza e la precisione dei giudizi di ammissione. Particolarmente articolati dovranno essere i giudizi relativi alle discipline fondate sui linguaggi non verbali che hanno particolare rilevanza ai fini della valutazione delle capacità creativo-operative degli alunni, pur non essendo esse oggetto di prove grafiche o pratiche.
Pertanto il consiglio di classe dovrà offrire tutti gli elementi possibili, ivi comprese documentazioni significative dell'attività svolta nell'ultimo anno del triennio, perché sia consentito, in sede di giudizio conclusivo, tenere conto della maturazione raggiunta anche in questi ambiti.
La chiarezza e la precisione dei giudizi di ammissione costituisce, quindi, un'essenziale condizione per il corretto svolgimento delle prove d'esame.
Ciò va particolarmente sottolineato per quegli allievi riconosciuti - secondo le norme vigenti - portatori di handicap che vengono ammessi a sostenere le prove di esame. La loro scheda di valutazione dovrà indicare per quali discipline siano stati adottati particolari criteri didattici, quali attività integrative e di sostegno siano state svolte, anche eventualmente in sostituzione parziale e totale di alcune discipline; sulla base di tutti gli elementi forniti si predisporranno prove d'esame differenziate (regio decreto n. 653/1925, art. 102) coerenti con il livello degli insegnamenti impartiti e idonee a valutare il progresso dell'allievo in rapporto alle sue potenziali attitudini e al livello di partenza.

PROVE SCRITTE
Italiano

La prova scritta di italiano, traendo motivo di innovazione dal nuovo programma e, in particolare, dalla vasta gamma di indicazioni in esso contenute circa le esercitazioni scritte degli alunni nell'arco del triennio, si propone di offrire al candidato la possibilità di utilizzare la ricchezza e la varietà di tali sollecitazioni nel momento conclusivo del suo ciclo di studi dell'obbligo e di consentirgli una proficua scelta, tra le tracce a lui offerte, di quella più rispondente ai suoi interessi e che meglio gli permetta di « esprimere se stesso » (v. indicazioni programmatiche dell'italiano lettera a).
Le tracce per la prova scritta, in numero di tre, fra le quali il candidato opererà la scelta, debbono essere formulate in modo da rispondere quanto più è possibile agli interessi degli alunni, tenendo conto delle seguenti indicazioni di massima:

- esposizione in cui l'alunno possa esprimere esperienze reali o costruzioni di fantasia (sotto forma di cronaca o diario o lettera o racconto ecc.);
- trattazione di un argomento di interesse culturale o sociale che consenta l'esposizione di riflessioni personali;
- relazione su un argomento di studio, attinente a qualsiasi disciplina.

La prova scritta dovrà accertare la coerenza e la organicità del pensiero, la capacità di espressione personale e il corretto ed appropriato uso della lingua.
Durata della prova: quattro ore.

Matematica

La prova scritta di matematica deve tendere a verificare le capacità e abilità essenziali indicate dai programmi ministeriali, con riferimento ad un certo numero di argomenti, scelti tra quelli maggiormente approfonditi nel triennio. A tal fine si darà una prova che dovrà riferirsi a più aree tematiche (fra quelle previste dai programmi) e a diversi tipi di conoscenze; la prova sarà articolata su tre o quattro quesiti, che non comportino soluzioni dipendenti l'una dall'altra. In tal modo si eviterà che la loro progressione blocchi l'esecuzione della prova stessa. Ad evitare una suddivisione troppo schematica dei contenuti, argomenti tratti da temi diversi potranno opportunamente coesistere nei singoli quesiti.
I quesiti potranno toccare sia aspetti numerici, sia aspetti geometrici, senza peraltro trascurare nozioni elementari nel campo della statistica e della probabilità. Uno dei quesiti riguarderà gli aspetti matematici di una situazione avente attinenza con attività svolte dagli allievi nel corso del triennio nel campo delle scienze sperimentali, dell'educazione tecnica o eventualmente di altri ambiti di esperienza.
Ogni commissione deciderà se e quali strumenti di calcolo potranno essere consentiti dandone preventiva comunicazione ai candidati.
Durata della prova: tre ore.

Lingua straniera

La prova scritta di lingua straniera, in conformità con le indicazioni metodologiche dei nuovi programmi e tenendo conto degli esercizi e delle attività in essi proposti per lo sviluppo della capacità di usare la lingua a scopi comunicativi, avrà carattere nettamente produttivo nel senso di dare agli allievi la possibilità di dimostrare le competenze acquisite non secondo binari strettamente obbligati ma secondo tracce che consentano loro una certa libertà di espressione.
Essa si articolerà su due tracce, sulle quali gli allievi eserciteranno la loro scelta, che potranno essere elaborate dagli insegnanti sulla base delle seguenti indicazioni di massima:

- riassunto di un brano basato essenzialmente su una sequenza di eventi, sia pure frammista ad elementi descrittivi, che permetta all'allievo di cogliere i nessi temporali e di causa-effetto in esso rilevanti;
- composizione di lettere personali su tracce date e riguardanti argomenti di carattere familiare o di vita quotidiana;
- composizione di un dialogo su tracce che indichino chiaramente la situazione, i personaggi e lo sviluppo degli argomenti;
- completamento di un dialogo in cui siano state cancellate alcune battute le quali siano però inequivocabilmente ricavabili da quanto detto, in precedenza o in seguito, nel dialogo stesso;
- risposta a domande relative ad un brano che viene proposto per la lettura. Le domande dovranno riferirsi non soltanto alle informazioni esplicitamente date nel testo, ma anche a quanto è da esso implicitamente ricavabile al fine di saggiare più ampiamente le capacità di lettura da parte dell'allievo.

È appena il caso di ricordare che ogni prova comporta che l'alunno si esprima nella lingua straniera. I criteri di valutazione terranno in debito conto, a seconda delle prove, le capacità sia di comprensione che di produzione.
Durata della prova: tre ore.

COLLOQUIO PLURIDISCIPLINARE

La commissione imposterà il colloquio in modo da consentire una valutazione comprensiva del livello raggiunto dall'allievo nelle varie discipline, evitando peraltro che esso si risolva in un repertorio di domande e risposte su ciascuna disciplina, prive del necessario organico collegamento, così come impedirà che esso scada ad inconsistente esercizio verboso, da cui esulino i contenuti culturali cui è tenuta ad informarsi l'azione della scuola. Pertanto il colloquio non deve consistere in una somma di colloqui distinti: occasioni di coinvolgimento indiretto di ogni disciplina possono essere offerte anche dalle verifiche relative ad altri ambiti disciplinari. Ad esempio, le capacità di osservazione e di visualizzazione relative all'educazione artistica possono essere accertate anche nel corso di una conversazione su un tema di carattere letterario o scientifico.
Come pure la capacità di collocazione storica può essere accertata anche in una conversazione relativa agli sviluppi della tecnica.
In altri termini, il colloquio dovrà svolgersi con la maggiore possibile coerenza nella trattazione dei vari argomenti, escludendo però ogni artificiosa connessione. Sarà proprio dal modo e dalla misura con cui l'alunno saprà inserirsi in questo armonico dispiegarsi di spunti e di sollecitazioni che scaturirà il giudizio globale sul colloquio stesso.
Particolare cura dovrà essere rivolta al colloquio pluridisciplinare, soprattutto in considerazione del fatto che sono state abolite prove pratiche per l'educazione artistica e l'educazione fisica e che non sono state previste prove pratiche per l'educazione musicale e l'educazione tecnica, discipline divenute obbligatorie.
Per tali discipline, di carattere eminentemente operativo, il colloquio prenderà spunto da quanto prodotto in esercitazioni pratiche effettuate nel corso dell'anno scolastico, evitando così che esso si risolva in accertamenti di carattere esclusivamente teorico, cosa che si ripercuoterebbe negativamente anche sullo stesso insegnamento, snaturandone i contenuti e le finalità.

Modalità del colloquio

La sottocommissione programmerà - tenendo conto dei successivi criteri - in piena coerenza con le linee della programmazione educativa e didattica attuata nel corso del triennio, anche l'impostazione essenziale dei colloqui come momento di approfondimento di aspetti culturali, non necessariamente pertinenti ciascuna disciplina. Le linee offerte - disciplina per disciplina - non costituiscono invito alla commissione a condurre il colloquio attraverso l'accertamento della preparazione conseguita nelle singole discipline, ma intendono offrire alcune indicazioni metodologiche per la conduzione del colloquio pluridisciplinare in modo che esso - come si è detto sopra - accerti, anche attraverso il coinvolgimento indiretto delle varie discipline, la maturità globale dell'alunno.
La commissione si preoccuperà di verificare se il candidato possieda adeguatamente la lingua italiana, nei suoi aspetti lessicali, sintattici e morfologici, la maturità e la chiarezza del pensiero, la conoscenza dei testi letti e la capacità di riferirne, nonché di comprendere un testo letto a prima vista e di coglierne e presentarne i punti essenziali.
Ciò potrà avvenire sia mediante la presentazione di argomenti specifici della disciplina sia attraverso i successivi momenti del colloquio.
Si dovrà offrire al candidato la possibilità di dimostrare di aver raggiunto una sufficiente conoscenza - sul piano storico - dei momenti più significativi dello sviluppo della civiltà soprattutto sotto il profilo del progresso spirituale e sociale.
Le precisazioni di tempi e di luoghi non si risolveranno, così, in riferimenti a dati e ad elementi episodici o puramente mnemonici, ma saranno intese a saggiare la capacità di coordinare le conoscenze e di inquadrarle cronologicamente e geograficamente.
Si accerterà anche se lo studio della geografia, in coordinamento con altre discipline e particolarmente con la storia, abbia portato il candidato a conoscere e ad interpretare la dinamica uomo-ambiente, ad accostarsi a mondi socio-economici diversi e ad una prima consapevolezza della integrazione dei popoli.
Si potrà prendere spunto sia dalla «lettura» di un «documento», di cui il candidato possa riconoscere la collocazione temporale e l'importanza sul piano storico, sia dall'esame e dalla lettura di una carta geografica, per offrire al candidato la possibilità di dimostrare la conoscenza dei caratteri fisici, delle condizioni economiche e dei fenomeni antropici relativi ai principali paesi extraeuropei, con opportuni riferimenti ai paesi europei ed in particolare all'Italia.
Si accerterà, inoltre, se il candidato abbia maturato una prima consapevolezza delle forme di autonomia e responsabilità personale del cittadino italiano nell'ambito delle libertà garantite dalla Costituzione. La conoscenza dei princìpi ispiratori e dei lineamenti essenziali della Costituzione italiana, dell'ordinamento statale, degli enti locali e dei principali organismi della cooperazione internazionale sarà accertata tenendo sempre presente l'effettivo livello di maturazione del preadolescente.
Per quanto riguarda la lingua straniera, ad integrazione degli elementi forniti dalla prova scritta, sarà sufficiente una breve conversazione su argomenti di carattere corrente o meglio ancora su spunti eventualmente offerti dal colloquio pluridisciplinare stesso.
Per l'area delle scienze matematiche, chimiche, fisiche e naturali, tenendo conto del fatto che la prova scritta riguarda essenzialmente la matematica, si riserverà più ampio spazio alle scienze sperimentali. In considerazione dell'opportunità di privilegiare gli obiettivi di metodo, pur non trascurando le conoscenze di base, si suggerisce di partire da situazioni semplici e concrete, possibilmente riferite ad attività sperimentali svolte dal candidato - individualmente o a gruppi - nel corso del triennio. In particolare si verificherà se il candidato ha acquisito esperienza nell'eseguire osservazioni e misure; si potrà successivamente valutare se egli è in grado di risolvere problemi - rapportati alla sua età e alla sua esperienza - che consentano alla commissione di valutare le sue capacità di applicare conoscenze, di reperire, utilizzare ed elaborare dati, di individuare relazioni di causa ed effetto.
Per l'educazione musicale si offrirà all'allievo l'opportunità di dimostrare le sue capacità di analizzare un frammento musicale negli elementi essenziali del linguaggio musicale (ritmo, melodia, dinamica, ecc.) ovvero di dimostrare come attraverso l'ascolto musicale effettuato nel corso del triennio si sia maturata una iniziale capacità di analisi di un brano proposto dall'insegnante rispetto alla forma, all'organico strumentale, agli elementi essenziali del linguaggio musicale, inserendo l'autore del brano ascoltato nel proprio tempo con opportuni agganci storici, artistici, letterari.
Per l'educazione tecnica il candidato descriverà la struttura, il principio di funzionamento e/o esporrà le implicazioni di carattere concettuale, con eventuale riferimento alle altre discipline, di un elaborato da lui eseguito nell'ultimo anno di corso. Si terranno presenti le indicazioni formulate dal consiglio di classe nella relazione finale.
Tale elaborato, esibito dall'alunno, dovrà dimostrare le attività di carattere operativo-sperimentale compiute, nelle quali il lavoro è stato assunto come elemento didattico fondamentale; l'elaborato dovrà essere corredato da relazioni scritte, disegni, grafici, cartelloni o altre forme espressive che permettano di completare l'accertamento della acquisizione di nozioni tecniche e tecnologiche.
Per l'educazione artistica il candidato dovrà presentare una documentazione degli elaborati realizzati individualmente o in gruppo almeno nel terzo anno (bidimensionalità, tridimensionalità, fotografia, filmato, espressione del gesto, ricerche sui beni artistici e ambientali, sui mass media, ecc.), perché si possa valutare il suo livello di crescita e di operatività raggiunto, le conoscenze nell'uso dei vari mezzi espressivi e il possesso delle relative tecniche.
Per valutare la sensibilità e la capacità fruitiva del candidato nell'ambito della «lettura dell'opera» e dei messaggi visivi in generale, si potrà partire da riferimenti e richiami all'ambiente (territorio, tradizioni e beni naturali e culturali), anche per verificare con quale consapevolezza egli collochi nel tempo e nello spazio le opere d'arte e i prodotti artigianali-popolari e industriali; parimenti si valuterà il livello di coscienza civica conseguito dal candidato in rapporto ai suddetti beni.
Per quel che concerne l'educazione fisica nel colloquio si potrà accertare se l'alunno abbia acquisito la conoscenza delle finalità e delle caratteristiche proprie delle attività motorie effettivamente praticate nel corso del triennio e se abbia maturato la consapevolezza della loro utilità in ordine alla vita e alla salute. A tale proposito saranno opportuni collegamenti con l'educazione sanitaria, con le scienze e con l'educazione civica.


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