Il giardino islamico sollecita i cinque sensi: la varietà dei colori, i fiori, la fresca brezza , i frutti, l’acqua che rappresenta la voce del giardino e quella di Dio.
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Il giardino islamico


Il giardino islamico, rawda, è per gli Arabi simbolo del paradiso che era il luogo creato da Allah per premiare i beati con i piaceri dei sensi. Per questo motivo gli elementi del giardino devono essere ordinati secondo leggi rigide, geometriche.


Il giardino deve essere un hortus conclusus ben delimitato perché deve distinguere il territorio colonizzato da quello selvaggio; il giardino, paradiso dal deserto, deve essere la demarcazione tra la vita nomade e quella sedentaria. Inoltre deve essere posizionato in modo scrupoloso rispetto ai quattro punti cardinali di modo che chiunque si trovi al suo interno possa volgersi in direzione della Mecca quando ne senta il bisogno. Viene considerato un luogo ideale per la contemplazione perché sollecita i cinque sensi dell’uomo: offre alla vista la varietà dei suoi colori; all’olfatto il profumo dei suoi fiori; al tatto la fresca brezza che si crea all’ombra degli alberi; al gusto la bontà dei frutti; all’udito l’acqua col suo gorgoglio che rappresenta la voce del giardino e quella di Dio.



Il giardino ha una struttura quadripartita con al centro una fontana o un laghetto dal quale devono partire quattro canali che devono essere disposti a mo’ di croce e devono essere rettilinei. I quattro canali simboleggiano i fiumi del paradiso, Pison, Gehon, Tigri e Eufrate. Questi ultimi si trovano in Mesopotamia che nella quale era posto il mitico giardino delle delizie perduto dall’uomo.


L’acqua viene portata da montagne, torrenti, laghi artificiali o attinta da pozzi profondi, attraverso canali rivestiti d’argilla o di pietra, che si diramano dal canale principale irrigando le aiuole. Nel giardino gli alberi devono essere di fogliame perenne come si addice al luogo dell’eterna giovinezza, devono essere giovani e devono esalare profumi. Due significativi esempi di questi giardini sono nell’Alhambra di Granada



  1. la Corte dei Mirti che ha una pianta lineare disegnata attorno ad una ampia vasca centrale, tra mirti e aranci
  2. la Corte dei Leoni che è un giardino quadripartito: da una vasca con dodici leoni si originano quattro percorsi, che delimitano quattro parterres, nel cui asse si trova un piccolo canale.

L’acqua simboleggia tre idee: la morte, la grazia di una nuova vita o di una vita rinnovata, la sapienza. La relazione tra morte e rinascita è data dal fatto che l’uomo ha da rimuovere l’errore in cui è nato e in cui vive a causa del peccato originale. La religione dell’Islam si fonda sull’intelletto ed è per questo che il credente ha sete di saggezza e di sapienza.


Quando il terreno è in pendenza il giardino si pone a terrazze digradanti, lungo uno o più corsi d’acqua paralleli; in corrispondenza del muro di ogni terrazza, l’acqua forma una cascata o scorre lungo un ripido condotto scanalato, fino a una vasca sottostante, dove la pressione è sfruttata per creare altre fontane.


Quando il terreno è pianeggiante, l’acqua deve essere salire, attraverso un alto serbatoio, fino al bacino centrale; i canali si irraggiano da questo o vi convergono.



 


http://www.intranet.gentileschi.it/artemisia/giardino/islamico.htm



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