Barbara Lee ha votato anche per me - L'altra America: calendario pacifista di San Francisco e della Bay Area
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Barbara Lee ha votato anche per me
L'altra America:
calendario pacifista di San Francisco e della Bay Area
 


Marta Baldocchi
San Francisco


  

"Oggi mi alzo dal mio posto con il cuore pieno di dolore, dolore per le famiglie dei morti e dei feriti… L'11 settembre il mondo è cambiato ed ora le nostre paure più profonde ci assillano. Purtuttavia, sono convinta che un'azione militare non potrà prevenire nuovi atti di terrorismo internazionale contro gli Stati Uniti… Questo voto è difficile per me, ma qualcuno di noi, in quest'aula, oggi, deve appellarsi alla moderazione".
La voce isolata dell'onorevole Barbara Lee, che con queste parole suggellava l'unico voto contrario alla dichiarazione di guerra contro gli autori degli attentati dell'11 settembre, ha trovato nelle strade, nelle piazze e nei campus universitari quel seguito che le era mancato all'interno del Congresso: "Barbara Lee ha votato anche per me" si legge sui cartelli dei dimostranti che sfilano nelle strade.
L'America antagonista si dà da fare. A San Francisco e nella Bay Area la reazione del movimento pacifista è stata immediata: il giorno stesso dell'attentato 4000 persone si radunano a Berkeley per una veglia per la pace e per la commemorazione delle vittime, mentre un'altra viene indetta a San Francisco. La notte sucessiva le comunità di colore organizzano a Berkeley una manifestazione d'emergenza contro il razzismo e la guerra. Il 13 settembre, all'università di Stanford, il rettore Hennessy condanna i messaggi di odio nei confronti degli studenti musulmani, lancia un appello a favore del rispetto reciproco ed invita gli studenti a rimanere uniti in una comunità di pace e di mutuo sostegno. Il 14 settembre gli studenti di Berkeley votano a favore della formazione della Coalizione contro la guerra.
La neonata coalizione invita a portare una fascia verde al braccio in segno di solidarietà con i popoli del Medio Oriente. Il colore verde rappresenta pace, unità e purezza nella tradizione islamica e la fascia permette ai membri delle comunità arabe, mediorientali e musulmane di individuare le persona a cui rivolgersi per assistenza in caso di rappresaglie razziste. Incontri, cortei e dibattiti si susseguono anche nelle città limitrofe di Mendocino, Fresno e Concord. Il 16 settembre San Francisco viene proclamata "zona libera dall'odio" durante il concerto dal titolo "Rimaniamo esseri umani" organizzato dall'associazione per i diritti civili ed il commercio equo Global Exchange con il supporto del musicista Michael Franti. "Non ci può essere sicurezza in casa se non c'è giustizia all'estero" ripetono i partecipanti. Mobilitati anche il Comitato di solidarietà del popolo africano, l'Associazione della donne afghane - la Bay Area ospita la comunità afghana più numerosa degli Stati Uniti - la coalizione ANSWER (Act Now to Stop War and End Racism), il Woman Building, l'Associazione degli studenti per la giustizia in Palestina e molti altri.
Numerose le iniziative anche nel resto del paese, e non solo all'interno dei campus di tradizione progressista. Ben 105 università hanno aderito alla Giornata d'azione degli studenti promossa il 25 settembre dallo Student Peace Action Network (SPAN) e grande interesse e partecipazione raccolgono conferenze, tavole rotonde e convegni su Medio Oriente, Afghanistan, Islam, pace, ecc. che si stanno tenendo ovunque.
Gli ultimi eventi che riguardano San Francisco, quelli del 29 settembre, includono la marcia delle donne per la pace nella vicina Santa Rosa ed una dimostrazione di circa 7.000 persone nelle strade di San Francisco. La manifestazione di San Francisco è in concomitanza con quella di Washington, dove la mobilitazione antiglobalizzazione per il meeting annuale della Banca mondiale e del Fondo monetario internazionale, cancellato per motivi di sicurezza a seguito degli atti terroristici dell'11 settembre, ridirige la propria attenzione verso l'emergenza anti-guerra. Nella capitale la polizia in assetto anti-sommossa spara sui dimostranti gas irritanti ed effettua alcuni arresti.
A livello nazionale le organizzazioni Peace Action e SPAN sono state le prime a scendere in campo, a loro si sono aggiunte quelle religiose. La lobby quacchera nazionale apre il sito web "La guerra non è la risposta" in cui raccoglie le dichiarazioni di vari rappresentanti religiosi, il discorso per esteso di Barbara Lee e vari canovacci per lettere di protesta da spedire a Bush, ai vari membri del Congresso e ai media. 1500 capi religiosi cristiani, ebrei, musulmani e buddisti sottoscrivono ed inviano al Congresso la dichiarazione pacifista dal titolo "Neghiamogli la loro stessa vittoria: una risposta religiosa al terrorismo", pubblicata sul sito del Consiglio nazionale delle Chiese.
Dalle pagine della rivista Znet, Noam Chomsky interviene nel dibattito con la lucidità che gli è propria: "Questa è la prima volta che le pistole sono puntate nell'altra direzione, almeno in larga scala. Il Congo non ha attaccato il Belgio, l'India non ha attaccato l'Inghilterra, l'Algeria la Francia, il Messico o le Filippine gli Stati Uniti. Le atrocità dell'11 settembre sono singolari non per le loro dimensioni, sfortunatamente, ma per la scelta del bersaglio." Gli fa eco Naomi Klein su The Nation: "Questo paese è giunto al punto di credere all'estremo ossimoro di una guerra "sicura"… Gli Stati Uniti sono diventati esperti nell'arte di risanare e deumanizzare gli atti di guerra che commettono altrove… Non solo gli Stati Uniti ritenevano di trovarsi in tempo di pace, ma si pensavano una nazione a prova di guerra… Come dopo un'amnesia, si sono svegliati nel bel mezzo di una guerra, solo per scoprire che era in corso da anni."
L'altra America non vuole la violenza. L'altra America sa. Come ha scritto Auden nella poesia 1 settembre 1939, mentre scoppiava la Seconda guerra modiale: "Io ed il pubblico sappiamo / ciò che ogni alunno impara a scuola./ Coloro ai quali viene fatto del male/ fanno del male in risposta".
Per saperne di più, i siti web da consultare:


Global Exchange: www.globalexchange.org
International ANSWER: www.internationalanswer.org
911 Peace Network: www. 911peace.net
Iternational Action Center: www.iacenter.org
Anti-Capitalist Convergence: www.abolishthebank.org
Counter-Demonstrators: www.northernvirginiagop.com
Znet Magazine: www.zmag.org
The Nation: www.thenation.com
San Francisco-Bay Area Indipendent Media Center: www.sf.indymedia.org
Associazione quacchera: www.fcnl.org



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