Per quale nobile causa - Cindy Sheehan in Italia
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Per quale nobile causa

Kathy Ford
24 gennaio 2006


 

Lo scorso 18 gennaio 2006, Cindy Sheehan è stata ospite della Provincia di Roma nella "Sala della Pace". L'organizzazione fondata dalla Sheehan "Gold Star Families for Peace" fa il giro dell'Italia per chiedere il ritiro delle truppe dall'Irak. Allo stesso tempo, la Sheehan condivide la sua vicenda personale della perdita del figlio Casey in guerra e i successivi tentativi di parlare con il presidente Bush alla sua fattoria a Crawford, Texas nell'agosto 2005.

A darle il benvenuto è stato Enrico Gasbarra, presidente della Provincia di Roma, il quale, ponendo la domanda come chiedere la pace può essere considerato una provocazione, si è congratulato con lei per il suo lavoro e le ha presentato dei doni. La vice presidente, Rosa Rinaldi, commentando sulla semplice domanda di Cindy Sheehan: "Per quale nobile causa è morto mio figlio?" ha detto "Forse non c'è stata risposta perché semplicemente non ce n'è alcuna".

Cindy Sheehan ha ringraziato i presenti della calda accoglienza in Italia e ha iniziato il suo discorso con una discussione sul significato di "pace". Secondo lei, la "pace è un modo di vivere" e non qualcosa che si ottiene bombardando e uccidendo e mutilando esseri umani. La pace si propaga tramite parole e non armi. Essere contro la guerra - ha continuato - non basta, quello che dovremmo fare è essere per la pace. Ha chiesto ad ognuno di esaminare il proprio "centro morale" per agire contro la guerra. Cindy ha detto che essere attivamente contro la guerra è il solo modo in cui lei può vivere con se stessa e si è chiesta come un Bush e un Berlusconi possano vivere con se stessi.

Ha descritto come è riuscita a "mutare il suo dolore di donna in lotta per la pace". Cindy crede che sia compito della donna lottare per la pace e la nonviolenza. Il suo modo di controbattere la chiamata malsana del suo governo al "patriottismo" è stato quello di usare una chiamata differente, la chiamata al "matriottismo" cioè estarre la "madre" da ciascuno di noi. Anche gli uomini possono fare questo, perché "tutti abbiamo avuto una madre". Se così fosse, Cindy riflette, "tutti combatteremmo per salvare la vita, non ucciderla". Cindy è consapevole che in molte altre culture esiste il concetto chiamato "coraggio di madre".

Cindy ha parlato della commedia "Madre coraggio" scritta per lei da Dario Fo, premio Nobel per la letteratura, che è la storia del suo tentativo di parlare con il presidente Bush, dell'Accampamento Casey e della formazione dell'organizzazione "Gold Star Families for Peace". La lezione che Cindy vuole che tutti noi impariamo dalla sua vicenda è che un individuo può modificare il corso degli eventi. Bisogna esporsi apertamente e impegnarsi in attività che avranno effetti positivi sul cambiamento.

La Sheehan ha chiesto a noi, cittadini del mondo (Usa, Italia....) di responsabilizzare i nostri leader e mettere a nudo le loro menzogne e i loro inganni. Le sue domande al presidente Bush sono "per quale nobile causa è valsa la pena di uccidere mio figlio? - per quale nobile causa è valsa la pena di uccidere migliaia di iracheni?" Noi cittadini non abbiamo solo il diritto di interrogare i nostri governi, ne abbiamo la responsabilita'".




Secondo la Sheehan la guerra in Irak non è solo questione di politica, ma è questione di ciò che è giusto o ciò che è sbagliato. Verso Bush ha usato appellativi di vigliacco e criminale. Ha ricordato che la sua presidenza è illegale per aver rubato le elezioni del 2000 e 2004 e che è un criminale di guerra per aver iniziato una guerra illegale. Cindy ha detto che "Bush dovrebbe essere incriminato (o dovrebbe dimettersi per vergogna) per i suoi crimini di guerra, per aver spiato sui cittadini e per aver detto che "la Costituzione è solo un pezzo di carta".


Durante la sessione domanda e risposta, don Giovanni Franzoni, presidente dell'associazione Amicizia Irak -Italia, ha offerto il dono del video "Irak: Guerra Ingiusta" e l'ha ringraziata per il suo impegno per la pace. Luisa Morgantini, parlamentare europea ha parlato del suo lavoro con "Donne in nero" e quanto conforto le dà sapere della lotta della Sheehan. Qualcuno le ha detto "Cindy, abbiamo bisogno di te. Tu sei la vera ambasciatrice degli Usa".

Alla Sheehan è stato chiesto quali cambiamenti si sono verificati negli Usa dall'inizio dell'invasione e quali altri cambiamenti possiamo aspettarci. Cindy ha parlato del nuovo movimento delle famiglie di militari e veterani e come le cose stanno lentamente cambiando. Sheehan ha cercato di spiegare come l'80 per cento della popolazione Usa inizialmente aveva sostenuto l'invasione dell'Irak. "Noi cittadini Usa vogliamo avere fiducia nel nostro governo. Ciò di cui noi cittadini Usa abbiamo bisogno è un più sano scetticismo". Ha pregato tutti di non dare peso alle critiche di essere anti-americani. "Mi chiamano anti-americana. Ho dato alla luce quattro americani. Come posso essere anti-americana?"

Stephanie Westbrook dell'associazione "Statunitensi per la Pace e Giustizia" di Roma ha presentato a Cindy fotografie della presenza del gruppo alla marcia contro la guerra del marzo 2005, assicurandola che i cittadini statunitensi in Italia si dichiarano apertamente contro la guerra.

La Sheehan ha ricordato a tutti i presenti della campagna mondiale "Le donne dicono No alla guerra" che indirà manifestazioni davanti alle ambasciate Usa in tutto il mondo l'8 marzo 2006, "Giorno internazionale della donna". La sua organizzazione "Gold Star Families for Peace" insieme ai "Veterani dell'Iraq contro la guerra", "Veterani per la pace" e "Famiglie di Militari Parlano Chiaro" incoraggiano le popolazioni a manifestare pacificamente il 18 marzo 2006, terzo anniversario dell'invasione dell'Irak.

Dopo l'incontro con i rappresentanti della Provincia di Roma, Cindy Sheehan ha fatto parte di una riunione con "Parlamentari pacifisti" che hanno rinnovato il loro impegno a lavorare strenuamente con il movimento per la pace negli Usa. Dopo di che Cindy si è recata alla Casa internazionale delle donne.

Malgrado l'annuncio fosse stato dato all'ultimo momento, la sala delle riunioni alla Casa internazionale delle donne era gremita di italiane e alcuni uomini. Stanca ma rivitalizzata dall'entusiasmo del pubblico che le ha espresso ammirazione, Sheehan ha ripetuto il suo appello sottolineando che le donne, e gli uomini illuminati, sono elementi cruciali nel movimento per influenzare i leader ad evitare atti d'aggressione e guerre. Anche Beatriz Saldivar della "Gold Star Families for Peace" ha raccontato della tragica perdita di suo nipote in Irak e della sua partecipazione all'accampamento a Crawford. Beatriz ha sottolineato il particolare problema dei soldati messicani-americani morti in Irak. Le proposte di manifestare l'8 e il 18 marzo per la pace nel mondo sono state accolte con grande favore dal pubblico presente.

Il giro dell'Italia della Sheehan comprendeva anche tappe ad Assisi - dove ha partecipato al seminario in commemorazione del decimo anniversario della Tavola della Pace - a Milano, dove è stata ospite della Provincia e di attivisti per la pace ad un evento intitolato "Riportarli tutti a casa - La società civile per la pace in Iraq" - a Venezia dove ha partecipato ad un dibattito sull'Irak- infine a Torino per il dibattito "Iraq, una tragedia senza fine" dove ha parlato insieme a Alice Mahon, ex Partito Laburista e membro del parlamento britanico che si è dimessa in segno di protesta.


http://www.peaceandjustice.it/cindy-sheehan-it.php
Traduzione Giuliana Mammucari

http://ww2.carta.org/articoli/articles/art_5564.html


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