Quando politica e religione diventano arte - mostra estiva del Pac, Padiglione d'Arte Contemporanea di Milano
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Fino al 18 settembre

Quando politica e religione diventano arte

 


Benoît MANGIN et Marion LAVAL-JEANTET Bad Trip - (Near Death Experiment), 1996 - installazione

 

Protagonisti della mostra estiva del Pac gli eventi più significativi degli ultimi decenni. Rielaborati da una creatività visionaria


 
MILANO -
Il titolo della mostra estiva del Pac, Padiglione d'Arte Contemporanea di Milano, si presenta sintetico, ma quanto mai impegnativo: «Arte, religione, politica» sono infatti i temi affrontati nella rassegna, a cura di Jean-Hubert Martin, direttore artistico dell'istituzione, che già da qualche tempo porta alla conoscenza del pubblico milanese nuovi artisti, per lo più provenienti da continenti extraeuropei, che mai avevano esposto prima nella città.

 


Benoît MANGIN et Marion LAVAL-JEANTET Pioneer Ark, 2001 - installazione Tecnica mista

 

Martin si misura da anni con l'arte elaborata in Africa, in Asia o in Oceania, e la sua riflessione ora si concentra su una lettura degli ultimi decenni all'insegna del complesso intreccio tra le forme d'arte, la politica, che dal romanticismo in poi, secondo Martin, è sempre più entrata a far parte del mondo dell'arte, e la religione: quest'ultima vista come una presenza costante, anche nel mondo occidentale, che infatti è chiamato ad aprire la rassegna con opere di Joseph Beuys, che considerava l'atto creativo una sorta di rito in pubblico, e di Antoni Tapies, Lucio Fontana, Dan Flavin ed altri. La religione assume diverse accezioni nell'interpretazione dell'artista: essa è un elemento di identità contro le colonizzazioni degli occidentali, come avviene per gli aborigeni o in artisti-sacerdoti quali il brasiliano Mestre Didi. E la domanda diventa allora, secondo Martin: «Perché le più ricche espressioni del loro retaggio culturale non dovrebbero entrare a far parte del corpus già vastissimo dell'arte postmoderna?». Ovvero, la mostra punta l'attenzione anche sui meccanismi in base ai quali si decide cos'è un'opera d'arte, e questi meccanismi in genere sono determinati dal mercato dell'arte occidentale, in cui gli artisti degli altri continenti si vengono ad inserire non perché semplici portatori di un'arte esotica, ma per la pregnanza della loro riflessione, che è una riflessione che ha a che fare con l'estetica, la politica e la religione.

 


Benoît MANGIN et Marion LAVAL-JEANTET - Got to save the world, 2005

 

Ecco allora in mostra gli aborigeni, che dopo aver creato manufatti su suggerimento dei missionari, si sono appropriati del genere, facendone un elemento di forte identità; ecco Cyprien Tokoudagba, del Benin, che con un linguaggio moderno scolpisce il pantheon vudu, oppure parliamo di Frédéric Bruly Bouabré, artista della Costa d'Avorio, che da anni elabora un proprio sistema di conoscenze alternative a quelle occidentali, a partire da una rilettura della bibbia in cui i protagonisti sono neri anziché bianchi. Questi sono alcuni degli artisti presenti, due dei quali (José Bedia e Charo Oquet) allestiranno per la mostra due diverse installazioni site specific. La rassegna sarà accompagnata, grazie al sostegno del Gruppo Coop Lombardia, dalle consuete attività didattiche, e dalle visite guidate per il pubblico adulto; inoltre sono previste conferenze e la settima edizione di Pacinconcerto, anche questa volta in tema con i contenuti della mostra. Si segnala che l'ingresso sarà gratuito tutte le domeniche di agosto (7, 14, 21 e 28 agosto).

 


Benoît MANGIN et Marion LAVAL-JEANTET Kiam estos neniu, tiam ciuj gojos ("quand il n'y aura personne, tout le monde sera heureux"), - 1991 bersaglio-ostensorio

 


Arte religione politica

Incontri ravvicinati dai cinque continenti

Pac Padiglione d'Arte Contemporanea
Via Palestro 14, Milano
Fino al 18 settembre
Aperto da martedì a domenica dalle 9.30 alle 17.30, giovedì fino alle 21, domenica fino alle 19.30; chiuso il lunedì e il giorno di Ferragosto
Ingresso intero euro 5,20, ridotto 2,60.
Gratuito per i bambini fino a 8 anni d'età, ridotto dagli 8 ai 14 anni

Per ulteriori informazioni tel. 02 76 00 90 85 oppure www.comune.milano.it/pac



di Micaela Mander


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