Non nell'interesse del povero - Critica del rapporto della Christian Aid sui suicidi degli agricoltori in India
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Non nell'interesse del povero
Critica del rapporto della Christian Aid sui suicidi degli agricoltori in India


Milind Murugkar
-  India  -
milind.murugkar@gmail.com





La pubblicazione del rapporto della Christian Aid sui suicidi degli
agricoltori  ''India: Campi della Disperazione''   ha ricevuto ampia
pubblicità in India. La reputazione della Christian Aid come organizzazione
in lotta per la causa dei poveri e degli svantaggiati è ben nota. Quindi
sono benvenute le notizie che un'agenzia di aiuto occidentale cosi rinomata
come la Christian Aid abbia deciso di indagare la questione emotivamente e
politicamente grave dei suicidi degli agricoltori. E con grandi aspettative
che ho scaricato il rapporto. Ma si e rivelato una grande delusione. C'e
molta retorica e poca analisi. Il rapporto argomenta che é stata la politica
del governo che ha spinto gli agricoltori a suicidari, ma non riesce a
convincere. Il fatto piu fastidioso del rapporto e che le sue
raccomandazioni di fatto colpiranno i poveri e sono cosi totalmente in
contrasto con le nobili intenzioni della Christian Aid.

Abbastanza giustamente, il rapporto conclude che la ragione dei suicidi
degli agricoltori si trova nel loro indebitamento. Fornisce molte ragioni
per cui l'indebitamento conduce ai suicidi. Esaminialmole una per una.

Cambiamento verso raccolti destinati alla vendita: Il rapporto della
Christian Aid (CA) dice (pagina 17): "Gli agricoltori sono stati
incoraggiati a passare dalla tradizionale coltivazione mista di sussistenza
e a concentrarsi su un'unica coltivazione commerciale. Questo andava bene
fin quando é durato, ma é pericoloso nel lungo termine poiché gli agricoltori
si sono ritrovati a competere in un mercato volubile". Il rapporto non
fornisce alcun dettaglio su come questo sia potuto avvenire. Che cosa e chi
ha incoraggiato gli agricoltori a cambiare il tipo di coltivazione? Verso
quali coltivazioni sono stati indotti a passare? Non e fornita alcuna
informazione. Gli agricoltori non cambiano il loro modello di coltivazione
soltanto per la retorica dei politici 'neo-liberali'. Chiunque abbia
familiarita con l'agricoltura sa che gli agricoltori sono troppo pratici per
cambiare le loro abitudini a meno che essi non intravedano un potenziale
aumento dei loro redditi. Il governo ha offerto qualche sussidio per quei
particolari raccolti destinati alla vendita? E se il governo ha preso
veramente queste misure in Andhra Pradesh per indurre un cambiamento nel
tipo di coltivazione perché il rapporto non ne fornisce alcun particolare?

Importazioni economiche: Il rapporto addebita i suicidi degli agricoltori
anche alle importazioni economiche derivanti dalle protezione tariffarie e
di quota sui prodotti alimentari. Dice, "Dal 2001, l'India ha completamente
rimosso restrizioni quantitative su circa 1500 prodotti inclusi gli
alimentari. La produzione di semi oleiferi e stata colpita in modo
particolarmente duro dalle importazioni economiche...". L'intera discussione
sui semi oleiferi e disinformata. L'aumento nelle importazioni di olio
commestibile non ha niente a che fare con la riduzione di libertà del
governo indiano di imporre tariffe. Ha la capacita di aumentare le tariffe.
Ma il costo della produzione indiana di olio commestibile é molto alto in
confronto a quello della Malaysia. Se l'India decidesse di limitare
completamente l'importazione di olio, i consumatori poveri sarebbero
duramente colpiti. E una questione complessa e il governo indiano cerca di
bilanciare gli interessi dei consumatori poveri e quelli dei produttori di
semi oleifici aumentando o diminuendo di tanto in tanto le tariffe. Non
sembra che il rapporto della CA sia consapevole del dibattito politico in
India a proposito dell'olio commestibile. Il rapporto discute varie
questioni, che in realtà sono generali e non direttamente attinenti ai
suicidi in Andhra Pradesh.

Sostiene che l'India sia stata forzata a rimuovere le restrizioni
quantitative sui prodotti alimentari su pressioni da parte dell'FMI. Questa
affermazione e del tutto falsa. Per le norme dell'Organizzazione Mondiale
del Commercio, l'India ha avuto il diritto di imporre restrizioni
quantitative finchè ha avuto da affrontare le difficolta della Bilancia dei
Pagamenti. Dopo il miglioramento della sua Bilancia dei Pagamenti ha dovuto
rimuovere le restrizioni quantitative sulle importazioni. Ma questo non
significa che ha perso la sua capacita di proteggere la sua agricoltura
attraverso le tariffe. Dovrebbe essere ricordato che il livello medio delle
tariffe dell'India e uno dei piu alti nel mondo. E ha protetto la sua
agricoltura quando i prezzi internazionali dei prodotti agricoli sono
crollati dopo il 1995. Ma il rapporto della CA da la colpa dei suicidi a un
aumento dell'importazioni economiche senza nominare nemmeno una singola
merce le cui aumentate importazioni hanno influito negativamente sugli
agricoltori in Andhra Pradesh.

Evitare cotone: L'unico piu importante raccolto commerciale che ha una forte
dimensione internazionale é il cotone. Andhra Pradesh e uno degli importanti
stati produttori di cotone. Inoltre, la maggior parte dei suicidi in India e
stata denunciata nella "cintura del cotone" del paese. Ma il rapporto della
CA mantiene il silenzio sulla questione del cotone. Non cita nemmeno il
cotone. I prezzi del cotone sono crollati nel mercato internazionale
principalmente (se non solo ) a causa di sussidi enormi negli U.S.A. La
rimozione di questi sussidi gioverebbe agli agricoltori in Andhra Pradesh
con lo sfruttamento del suo potenziale di esportazione. Il rapporto della
CA, tuttavia, non tocca questo argomento. Christian Aid dovrebbe notare che
questo silenzio potrebbe provocare un'accusa di tacito sostegno all'ingiusto
regime di sussidio nei paesi sviluppati che e provatamente contrario agli
interessi degli agricoltori poveri di Andhra Pradesh.


Svalutazione: Secondo il rapporto della CA, la svalutazione della valuta
indiana e una delle principali ragioni della crisi in Andhra Pradesh e
altrove in India. Dice (pagina 19) "La svalutazione della rupia ha reso le
esportazioni piu economiche...". Questa frase dimostra una comprensione
concettualmente sbagliata di 'svalutazione'. La svalutazione non rende piu
economica l'esportazione ma rende competitivo l'esportatore nel mercato
internazionale. Inoltre dice in continuazione che (la svalutazione quindi)
"ha aiutato il passaggio a una coltivazione commerciale da una coltivazione
tradizionale. Alcuni hanno tratto profitto da questo, ma la maggior parte
sono stati colpiti duramente dai capricci di un mercato che ha visto i
prezzi mondiali dei prodotti agricoli dimezzarsi tra il 1995 e il 2001.
Altri sono stati colpiti quando l'India ha lasciato cadere i dazi e le
restrizioni così che la loro scelta di coltura fosse lasciata
improvvisamente alla mercè delle importazioni economiche". Nessuna di queste
infondate affermazioni supera un esame minuzioso. Il rapporto di nuovo non
cita le colture le cui esportazioni avrebbero ottenuto una spinta a causa
della svalutazione. Non cita le merci che venivano esportate e che sono
state colpite per la caduta dei prezzi internazionali. Non cita alcuno
studio al riguardo. Non e vero che la svalutazione abbia dato una spinta
alle esportazioni in una estensione tale che gli agricoltori hanno cambiato
la loro scelta di coltura. Non e neanche vero che ci siano state
importazioni su vasta scala. Queste infondate affermazione ci fanno avere
dubbi sulla credibilita del rapporto.


L'esportazione di grano dell'India: Per dimostrare che gli agricoltori
indiani sono passati su grande scala ad un'agricoltura orientata
all'esportazione, il rapporto cita l'ambientalista indiana Dr.Vandana Shiva.
"Quello che non e stato ancora portato effettivamente alla luce e l'effetto
che questo mercato orientato all'esportazione ha avuto sulla capacita
dell'India di alimentare a se stessa. Dato che le esportazioni dei cibi di
base come il riso e il grano sono aumentate, sono crollate le scorte per il
consumo interno per alimentare i poveri e mantenuto nelle riserve per
affrontare le emergenze di carestie. Nel settembre 1996, ad esempio, c'e'
stata una caduta di 10 milioni di tonnellate nelle riserve di cibo e c'e'
stato un'aumento di denunce di morti per fame. Questa dichiarazione mostra
una totale ignoranza della situazione. La crescente riserva indiana di cibo
(grano e riso) del Food Corporation dell'India (un ente pubblico) e stato un
grave problema per il governo indiano. L'unica ragione di un tale eccessivo
aumento è la maldestra politica del governo di sostegno dei prezzi. Il grano
e il riso sono coltivati principalmente nella cintura della rivoluzione
verde di Punjab e di Haryana. E solo in questi due stati e (per il riso) in
Andhra Pradesh che il governo centrale si approvvigiona di grano e di riso a
prezzo sostenuto se il mercato scende sotto questo prezzo. Durante il
decennio degii anni '90, quando e iniziato il processo di liberalizzazione,
l'intervento dello stato nel mercato del grano attraverso prezzo sostenuto
nella cintura della rivoluzione verde è infatti aumentato. Questo e' stato il
risultato della pressione politica dei gruppo di pressione di agricoltori
relativamente benestanti affinche ogni anno fosse aumentato il prezzo
sostenuto. Alla fine questo ha buttato fuori i commercianti privati e il
governo ha dovuto procurarsi la maggior parte del grano prodotto nella
cintura della rivoluzione verde. Il sussidio, che stravolgeva il comercio,
nei paesi sviluppati che ha causato la caduta del prezzo del grano e del
riso ha anche frustrato questi coltivatori dato che questi sussidi hanno
sbriciolato la competitivita delle loro esportazioni. La grande riserva di
grano ha cominciato a marcire nei magazzini del governo. Il governo non ha
potuto immettere questa riserva di cibo nel mercato, poiche' non ha voluto
dover affrontare una sommossa nella cintura della rivoluzione verde. Cosi il
governo indiano e' apparso come il piu grande accumulatore di grano mentre
milioni hanno continuato a soffrire di fame a causa della mancanza di potere
d'acquisto. Questo ha portato a una delle piu' tragicche decisioni della
storia dell'India indipendente. Il governo indiano ha esportato il grano e
il riso a un prezzo ben al di sotto del prezzo al quale un povero in India
lo acquistava nei negozi con prezzi equi. In un certo senso fu un sussidio
di esportazione ai consumatori esteri. Era inevitable dato che i prezzi
internazionali erano (e sono ancora) ben al di sotto dei prezzi nazionali.
Cosicche un paese povero ha esportato il grano con sussidio. Il Dott.Vandana
Shiva ha mantenuto un silenzio strategico su questo intero episodio. Invece
lei incolpa di questa esportazione il passaggio a un'agricoltura orientata
all'esportazione. L'esportazione di grano e di riso non e stato il risultato
della liberalizzazione. E' stato il risultato di un mercato distorto
dall'intervento1. Da incolpare sono le politiche protezionistiche
interne e anche nei paesi sviluppati. Queste ultime hanno rafforzato la
richiesta di protezionismo interno. E' spiacevole che il rapporto della CA si
debba basare su un'interpretazione cosi ridicola di esportazione di grano e
di riso.


Riduzione di credito: Questa e' citata come un'altra importante ragione della
crisi in Andhra Pradesh che conduce ai suicidi degli agricoltori. Sono
ritenute responsabili le riforme nel settore bancario secondo la
raccomandazione del comitato Narsimhan. Ma, di nuovo, qui viene dimenticato
che le riforme nel settore bancario sono state realizzate a livello
nazionale. Perche influirebbero sulla fornitura di credito solo agli
agricoltori in Andhra Pradesh portandoli all'indebitamento e quindi ai
suicidi? Quali speficihe politiche del governo dello stato sono state
responsabili? Come ha ridotto la fornitura di credito rurale? C'e stato un
aumento del tasso di interesse? O le condizioni per accedere al credito sono
state rese piu rigide? Il rapporto non risponde a nessua di queste domande.


Il ruolo del DFID: Il tema principale del rapporto e che il DFID vende
'suicidi' spingendo la sua filosofia 'neo liberale' in Andhra Pradesh. Ma,
qui di nuovo, non riesce a citare le specifiche misure che influiscono sugli
agricolotori e la loro relazione con i suicidi degli agricoltori. Tuttavia
c'e un'eccezione. Il rapporto mette in evidenza che la societa di sviluppo
dei semi di Andhra Pradesh e stata ristrutturata in modo tale che molte
delle unita che producono semi sono state chiuse. Questo ha ridotto il
rifornimento di semi di qualita agli agricoltori.

Ma dovrebbe essere osservato che durante il decennio degli anni 90, molte
ditte private produttrici di semi  sono apparsi sulla scena e il ruolo del
settore pubblico e diminuito. Infatti, questo e avvenuto in molte parti del
paese. E se i semi spuri fossero una delle ragioni principali dei suicidi
degli agricoltori in Andhra Pradesh, il resoconto aneddotico dei suicidi
degli agricoltori, che riporta il rapporto, non ne fa alcuna menzione.


Sussidio e agricoltura indiana:
Per tutto il rapporto, si sostiene che durante il periodo di
liberalizzazione diversi sussidi forniti ai coltivatori sono stati ridotti
drasticamente. Ma ancora una volta questa affermazione e palesemente falsa.
Infatti, i sussidi per fertilizzante, per irrigazione, per elettricita' come
pure i prezzi di sostegno ai coltivatori della cintura della rivoluzione
verde si sono gonfiati. L'unica cosa in calo e stato l'investimento pubblico
nell'agricoltura2. Tutti questi sussidi sono concentrati sull'agricoltura
irrigata del paese, che e una parte molto piccola dell'India. Questi sussidi
hanno portato ad un uso eccessivo di acqua e di fertilizzante provocando
gravi problemi ambientali nella cintura della rivoluzione verde. Si puo
dimostrare la giustezza del trasferimento delle scarse risorse dai sussidi
agli investimenti nella creazione di sviluppo di capannone di acqua di
infrastrutture rurali come strade e in ricerche agricole a favore dei
poveri. Invece il denaro viene disperso in sussidi che lasciano gli
agricoltori di terra asciutta intrappolati nella poverta. L'agricoltura di
terra asciutta o quella alimentata con la pioggia si trova dove vive la
maggior parte dei poveri dell'India. Ma qualsiasi cambiamento di politica in
questa direzione in India viene contrastato dalle organizzazioni bene
intenzionate, ma malaccorte, che utilizzano l'opportunistica etichetta di
'neoliberale' per maledire quello che non capiscono. Il rapporto della
Christian Aid non fa eccezione a questa pratica. Da una parte assolve
l'ingiusto regime di sussidio nei paesi sviluppati non trattando dei suoi
effetti nocivi all'agricoltura indiana e d'altra parte fornisce un sostegno
politico alla politica protezionistica nel paese che nel nome dei poveri
favorisce una politica contro i poveri.


Christian Aid dovrebbe rivedere l'analisi e le conclusioni del suo rapporto.

Riferimenti:

1. Government Intervention in food grain Markets in the New Context, By
Ramesh Chand; Policy Paper No.19. National Centre for Agricultural Economics
and Policy Research March 2003.

2. The Subsidy Syndrome in Indian Agriculture: Ashok Gulati, Sudha
Narayanan, Oxford University Press, 2003



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