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| Luisa Carrer - Multiculturalità e rete: voci migranti in Italia |
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Luisa Carrer
Università di Edimburgo
Multiculturalità e rete: voci migranti in Italia
Abstract: Nella fase di stabilità e radicamento che il fenomeno dell’immigrazione sta vivendo attualmente in Italia, una maturazione dei mezzi di comunicazione di massa e delle politiche editoriali sembra dovuta. Considerare le potenzialità dell’editoria telematica nel rappresentare e nell’educare ad una comunicazione pluriculturale è quanto l’articolo si propone. Illustrerò come l’offerta digitale italiana in tema di integrazione culturale e multilinguismo sembri colmare le lacune quanti-qualitative di televisione, radio e stampa a riguardo. Lo spoglio ragionato di risorse on-line rappresentative porrà in evidenza un triplice orientamento: fronte informativo, per una corretta e multilingue rappresentazione dei fenomeni migratori; fronte didattico-pedagogico, per l’educazione interculturale e la didattica dell’italiano come L2; fronte critico-letterario – cui un’attenzione particolare sarà volta – per l’incentivo al potenziale creativo e, dunque, alla letteratura della migrazione. Constatati i nuovi impulsi che lo spazio digitale offre a produzione e comunicazione letteraria, in favore di procedimenti teorici ed espressivi trans-nazionali e trans-territoriali; e, ancora, proposta un’affinità di condizione e tensioni fra autore migrante e parola digitale – creatore e portatore di contenuto allo stesso modo decentrati, multilingui, multireferenziali – avanzerò in coda alcune raccomandazioni intorno a) all’opportunità di introdurre la letteratura migrante nei programmi d’insegnamento linguistico-letterario, a vantaggio di nuove consapevolezze, culturali come linguistiche; b) all’urgenza di un adeguato programma di formazione docenti sulle applicazioni della tecnologia alla didattica linguistica e interculturale; c) al promettente pieno sfruttamento delle possibilità espressive della scrittura digitale da parte di autori migranti translingui.
Parole chiave: Immigrazione, Editoria digitale, Multilinguismo, Italiano L2, Letteratura della Migrazione, Ipertesto
Presento i risultati di una ricerca ancora giovane, incoraggiata dai temi centrali a questo convegno e motivata dal mio interesse per i periodici culturali telematici, in particolar modo quelli dedicati alla letteratura della migrazione. Suo scopo è indagare in quale misura e con quali modalità il fenomeno immigratorio sia riscontrabile nel panorama mediale italiano contemporaneo e quale funzione svolga l’editoria digitale in tema di multiculturalità, difesa della diversità e promozione della letteratura della migrazione.
Non vi sono studi, a tutt’oggi, che trattino in modo sistematico il ruolo della tecnologia nella vita, anche artistica, dei cittadini italiani di origine immigrata e che censiscano criticamente le risorse elettroniche dedicate a multiculturalismo e integrazione valutandone l’impatto sull’utenza. Il presente vuole essere un primo passo in tal direzione. A partire da due considerazioni preliminari.
- Premesse
Il fenomeno dell’immigrazione in Italia inizia ad essere palese nei primi anni ottanta ed assume connotazioni di rilievo a partire dai primi anni novanta del secolo scorso. Al 31 dicembre 1991 gli immigrati regolarmente soggiornanti in Italia erano poco meno di 650.000. Dieci anni dopo, alla fine del 2001, la stima era più che duplicata e contava oltre 1.300.000 presenze (Tab. 1). Negli ultimi anni l’aumento della popolazione immigrata è legato in gran parte ai ricongiungimenti familiari (31,7%) e alla conseguente influenza quantitativa dei minori, fattori che denotano la tendenza ad un insediamento stabile .
Ripartizione territoriale 1991 2001
numero % Numero %
Nord-Ovest 181.359 27,9 444.876 32,6
Nord-Est 127.636 19,7 328.488 24,1
Centro 220.913 34,0 396.834 29,1
Sud 65.572 10,1 133.263 9,8
Isole 53.455 8,2 59.169 4,3
Tab. 1 Permessi di soggiorno per ripartizione territoriale 1991 e 2001. (Fonte: Caritas su dati del Ministero degli Interni < http://www.caritasroma.it/immigrazione>)
Al principio del 2004, il panorama si struttura in una presenza straniera di almeno due milioni e mezzo di soggiornanti regolari. La Romania è il primo gruppo, mentre il Marocco e l’Albania seguono distaccati di qualche decina di migliaia di unità: tutti e tre i paesi si collocano, comunque, al di sopra delle 250.000 unità. ( 1) Se si considera poi che anche le rappresentanze a seguire, seppure con numeri ridotti, hanno una buona consistenza, (2) si coglie il significato del policentrismo dell’immigrazione italiana, fatto del tutto caratterizzante, tanto più se a confronto con i fenomeni migratori nei paesi dell’Europa del Nord. Si coglie inoltre la complessità delle problematiche da gestire ma, allo stesso tempo, la ricchezza a disposizione per un adeguato progetto di convivenza.
Il continuo incremento del flusso migratorio in Italia avviene in un contesto locale di grave declino demografico. Si ipotizza un calo della popolazione italiana pari al 5,3% nei prossimi vent’anni, con la fetta degli under 20 destinata a ridursi del 32,3%. ( 3) L’incidenza degli studenti stranieri sul totale della popolazione scolastica nazionale, pur essendo attestata su un valore ancora piuttosto esiguo (2,3% del totale pari a 191.767 unità), inferiore all’incidenza che i soggiornanti stranieri hanno sulla popolazione italiana nel suo complesso, mostra un incremento annuo sempre più consistente (+23,3% dall’anno scolastico 2000/01). Nel corso degli ultimi cinque anni, gli studenti stranieri sono addirittura più che triplicati e in meno di venti anni la loro consistenza è aumentata di trenta volte (erano appena 6.104 nell’anno scolastico 1983/84) (Graf. 1).
Jonathan Chaloff porta a riflettere su come i ragazzi immigrati al di sotto dei venti anni d’età verranno a costituire il 7,7% circa della popolazione totale prima del 2020, con la conseguenza di una forte presenza interculturale all’interno del sistema educativo italiano. ( 4) Una più recente proiezione ministeriale (5) sull’evolversi del numero degli alunni con cittadinanza non italiana dal corrente anno scolastico fino al 2017/18, conferma tale ipotesi, se pur, bisogna dire, con maggiore cautela: è presumibile, infatti, che progressivamente verranno a stabilizzarsi alcuni o tutti i fattori che oggi costituiscono forti spinte alla crescita (Graf. 2).
Seconda premessa. Un quadro normativo comunitario sull’editoria elettronica fu la principale richiesta della proposta di risoluzione che il Parlamento Europeo discusse nel febbraio 2001. Il primissimo punto della relazione, firmata dall’eurodeputata britannica Barbara O’Toole, sottolineava "l’importanza di incoraggiare la creazione letteraria e linguistica, di mantenere e migliorare la diversità culturale e linguistica in Europa, di salvaguardare l’accesso universale alla parola scritta e di consolidare la conoscenza e la cittadinanza". ( 6) Perché in Europa l’editoria elettronica venisse a rappresentare una garanzia nella difesa del multilinguismo e della multiculturalità, il documento esortava la Commissione "a promuovere il contenuto europeo creativo nell’editoria elettronica in tutte le lingue […] e a sostenere un gran numero di piccole imprese di pubblicazione elettronica al fine di mantenere la diversità culturale e linguistica in modo da creare un polo alternativo ai grandi gruppi mediatici". (7) Invitava inoltre la Commissione a garantire, una volta che l’editoria elettronica si fosse affermata nell’Unione, la messa a disposizione di fondi per promuovere la pubblicazione di libri in formato elettronico, e per sostenere gli sviluppi tecnologici per la tutela dell’autenticità e dei diritti d’autore.
In ambito italiano, peraltro, fu contemporanea alla proposta di risoluzione l’entrata in vigore della nuova legge sull’editoria (62/2001) che ampliava la definizione di ‘prodotto editoriale’ fino a comprendervi, significativamente, anche quello realizzato "su supporto informatico, destinato alla pubblicazione o, comunque, alla diffusione di informazioni presso il pubblico". ( 8) La legge 62/2001 dunque, con assoluta novità ed in linea con le raccomandazioni comunitarie, regolava la trasposizione dell’attività editoriale dal supporto cartaceo al campo multimediale.
2. Argomentazioni
Date le premesse, avvio la ricerca da due assunti principali:
a) la consapevolezza della portata non più emergenziale bensì oramai strutturale dell’immigrazione all’interno della società italiana deve comportare un maggiore investimento nei servizi tanto sociali quanto culturali. Multiculturalismo deve essere sinonimo di politiche ed iniziative rivolte a incorporare il riconoscimento della differenza etnica, culturale, linguistica e religiosa all’interno del sociale. ( 9) La sfida è principalmente legata all’educazione linguistica (10) ed interculturale, divenute una priorità nella preparazione e nella pratica didattica attuale;
b) una maturazione dei mezzi di comunicazione di massa e delle politiche editoriali – dell’editoria piccola, e spesso già coraggiosa, e soprattutto della grande – sembra a questo punto dovuta, non solo per la promozione del contenuto creativo multilingue tradizionalmente europeo, ma anche in favore di argomentazioni che riconoscano gli immigrati quali nuovi cittadini dell’Unione, li rendano partecipi di una rete informativa plurilingue, ne assecondino il potenziale creativo.
Di fatto, l’immigrazione in Italia e la sua rappresentazione mediale sono state oggetto di numerose ricerche negli ultimi anni: ne sono esempi Tuning into Diversity, ( 11) progetto finanziato dall’Unione Europea realizzato nel 2002 dal Censis (Centro Studi Investimenti Sociali) cui ha contribuito il Cospe (Cooperazione per lo Sviluppo dei Paesi Emergenti); ancora del Censis è la ricerca L’immagine degli immigrati nei media del 2002, (12) sostenuta dall’iniziativa comunitaria Equal e dal Ministero del Lavoro e della Politiche Sociali; Extracommunication, (13) monitor su informazione e immigrazione attuato nel 2003 sempre in ambito Equal e curato dal Dipartimento di Sociologia e Comunicazione dell’Università degli Studi "La Sapienza" di Roma; On-line/More Colour in the Media, programma d’azione comunitaria contro le discriminazioni realizzato con il sostegno finanziario della Comunità Europea. Nel novembre 2003, il programma ha lanciato la "Settimana Europea di Monitoraggio dei Media". (14)
L’attenta considerazione dei risultati di queste indagini è fondamentale per il corretto inquadramento del ruolo che l’editoria digitale italiana riveste in materia di immigrazione. ( 15)
Partendo dal presupposto che l’informazione sia la risorsa basilare per assicurare a ciascuno una prima forma di inclusione sociale, Tuning into Diversity ha analizzato quale immagine di migrante, rifugiato o richiedente asilo avessero trasmesso i media italiani negli ultimi anni. Alcune peculiari deficienze del sistema mediale italiano – la debole presenza della dimensione locale e la scarsa rilevanza riservata all’informazione di servizio, ad esempio ( 16) – sono apparse influire grandemente sui percorsi di informazione rivolti agli immigrati. Cionondimeno, la ricerca del Censis ha evidenziato la presenza di 16 emittenti TV e 44 stazioni radio che hanno o hanno avuto in tempi recenti almeno un’esperienza di iniziativa multilinguistica nel loro palinsesto e 31 testate editoriali dedicate agli immigrati. I primi tentativi risalivano all’inizio degli anni novanta (11,1%) e la massima attivazione si verificava nella seconda metà di quegli anni, anche se molte erano le iniziative nate nell’anno dell’indagine stessa.
Le esperienze censite assommavano a 117 prodotti (programmi radio 70, televisivi 16 e prodotti editoriali 31), di cui 87 ancora in corso nel 2002 e 30 conclusi. Erano prodotti estremamente eterogenei: la stessa espressione ‘trasmissioni per immigrati’ poteva significare, di volta in volta, inserimento nel palinsesto di un programma pensato per un certo tipo di target; uso di un’altra o molte altre lingue (la Tab. 2 indica come il plurilinguismo fosse sicuramente promosso, in percentuale pari all’italiano); collaborazione redazionale di immigrati; programmazione di musica etnica; presenza di notizie o programmi sull’immigrazione.
Lingua utilizzata TV e radio Stampa Totale
va. v.a. v.a. %
Solo italiano 24 11 35 29,91 Solo lingua straniera 19 5 24 20,51 Bilingue 12 10 22 18,8 Plurilingue 29 5 34 29,05 Non rilevabile 2 –– 2 1,73 Totale 86 31 117 100,0
Tab. 2 Lingue utilizzate dalle iniziative radiotelevisive ed editoriali rivolte agli immigrati, secondo la tipologia delle iniziative (v.a. e val. %). (Fonte: Cospe-Tuning into Diversity 2002)
Il 49,6% delle esperienze censite sussisteva da un periodo compreso da uno a cinque anni e l’11,1% superava la soglia dei cinque anni. Si trattava evidentemente di una fenomenologia tutt’altro che volatile, decisa a evolvere verso forme di stabilizzazione. Lo strumento privilegiato era la radio, affiancato dall’esteso utilizzo della carta stampata, due mezzi a costo limitato ed elevata flessibilità. Meno presenti i programmi televisivi, e il dato non stupisce se si considera la particolare strutturazione del sistema televisivo italiano.
Un punto assai limitante, tuttavia, veniva rilevato: il bacino d’utenza (radio e TV) e di diffusione (carta stampata) attestava la prevalenza di iniziative a carattere prettamente locale (23% iniziative cittadine e locali, 34% iniziative provinciali).
Stabilire chi era l’‘immigrato tipo’ rappresentato in televisione e quali erano i programmi e le trasmissioni che trattavano di immigrazione o in cui comparivano persone straniere o immigrate è stata ulteriore preoccupazione del Censis nell’ambito della ricerca L’immagine degli immigrati nei media. L’indagine ha riguardato l’intera programmazione televisiva delle tre reti Rai, Mediaset e Telemontecarlo (poi La 7) per sei settimane nel corso di due anni (2001 e 2002). All’interno dei telegiornali, oltre l’80% delle notizie che riferivano di persone di origine straniera rientrava nella rubrica di cronaca (e cronaca nera per la quasi metà dei casi), il 16% in quella di politica interna, il 2,1% in cultura e società, e l’1% nella pagina estera. Esiguità, scarsezza di approfondimento e monotematicità stereotipata sembravano caratterizzare anche l’attenzione di rotocalchi e rubriche. È questo il secondo punto dolente dell’offerta mediale italiana: la continua associazione al mondo criminale non fa che alimentare la tendenza a sovrapporre immigrazione e delinquenza e suggerisce una netta contrapposizione di mondi. L’opportunità di esprimersi su ciò che li riguarda direttamente – precondizione, direi, per una corretta rappresentazione – risultava pure limitata: nel 64% dei casi gli immigrati venivano solo citati, per il 2,1% erano consultati in qualità di esperti, e nell’1% soltanto dei casi censiti erano ospitati in una trasmissione.
Al settembre 2003, Extracommunication rilevava a sua volta la generale faziosità dei quotidiani nazionali censiti in relazione a struttura e contenuti delle notizie sull’immigrazione. La rilevazione si è estesa per sei settimane fra il dicembre 2002 e il febbraio 2003 ed ha interessato otto quotidiani nazionali con sezione locale "Roma", laddove presente. La forma dominante era quella delle brevi di cronaca, spesso riguardanti episodi di microcriminalità urbana che si qualificavano come una costante (56,7% delle notizie per sezione dei quotidiani censiti) nell’immagine mediale della presenza straniera in Italia (Tab. 3).
Tipologia notizie Sezioni nazionali Sezioni locali Totale
Crimimi e terrorismo 40,8 69,6 56,7
Sbarchi e regolarizzazioni 35,6 7,8 20,3
Economia, lavoro e sanità 11,6 9,2 10,3
Religione, cultura e integrazione 8,4 10,5 9,5
Altro 3,6 2,9 3,2
Totale 100,0 100,0 100,0
Tab. 3 Argomento trattato per sezione del quotidiano. (Fonte: Extracommunication 2003)
Tale pratica era talmente diffusa che più del 50% del pubblico intervistato – 400 cittadini romani di diciotto anni e più, interpellati fra il marzo e il giugno 2003 – esprimeva insoddisfazione rispetto alla propria conoscenza della realtà dei fatti e al comportamento delle testate: un atteggiamento critico da parte dell’utenza che segnala un’importante, netta dissonanza tra l’offerta erogata dai media e le aspettative dei destinatari.
Dalle ricognizioni di Censis, Cospe ed Etnequal – i cui risultati sono pienamente confermati dal recentissimo rapporto sulla già menzionata "Settimana Europea di Monitoraggio dei Media" ( 17) – emergono due questioni cruciali. Da un lato, come sottolineavo or ora, affiorano la coscienza e l’insoddisfazione del pubblico nei confronti del sistema informativo corrente in materia di immigrazione; d’altro lato, manipolazione e faziosità dell’informazione sembrano di gran lunga predominare, con la conseguente assenza, a livello nazionale diffuso, della voce diretta di coloro che di quell’informazione sono i protagonisti.
Pur date le raccomandazioni della Commissione Europea sulle nuove frontiere dell’editoria, le indagini considerate mancano di esaminare le iniziative nate in ambiente digitale e dedicate al multilinguismo ed alle culture dell’immigrazione. Dati freschissimi su italiani, scuola e Internet portano a riflettere sull’opportunità di fronteggiare tale mancanza. Vediamoli.
Secondo l’ultima indagine dell’Istituto per gli Studi sulla Pubblica Opinione (ISPO) – realizzata per il Rapporto 2004 dell’Osservatorio Associazione Italiana Editori (AIE) sull’editoria digitale ( 18) – fra i 470 milioni di utenti non-anglofoni in cui il numero globale della popolazione ‘internauta’ si sarebbe espanso a partire dagli anni novanta (i due terzi circa del totale), (19) ben 21 sarebbero italiani, pari al 43% della popolazione e all’83% di quanti utilizzano regolarmente il computer. Quasi la metà del totale (49%) sarebbe addirittura disposta a pagare per accedere a servizi a valore aggiunto (incentivo alla ricchezza dei contenuti, ad aggiornamenti, alla velocità di accesso). Ancora, il 17% degli italiani – perlopiù giovani e studenti – sceglierebbe in prevalenza le tecnologie per accedere a vari tipi di contenuto editoriale: comparando i dati dell’indagine ISPO 2002 con questa del 2004 emerge infatti una crescita nel numero di visitatori di almeno un sito internet a soggetto informativo nell’ultimo semestre, da 14,7 a 17,8 milioni rispettivamente. Sul fronte educativo, sebbene siano ancora una minoranza (37%) gli insegnanti che si valgono regolarmente del computer nella fase preparatoria delle lezioni, vi sono stati incrementi notevoli dal punto di vista della formazione: il 42% di quanti non erano in grado di lavorare al computer nel gennaio 2003 ha imparato a farlo; il 53% di quanti non sapevano navigare in Interent ha fatto altrettanto; e il 55% dei docenti intervistati che già utilizzavano i mezzi informatici dichiara di aver migliorato le proprie capacità. È la scuola stessa il motore del cambiamento, dunque, con l’introduzione di corsi ministeriali on-line per docenti da sommare a quelli organizzati dagli istituti scolastici a livello locale.
Con un tale bacino di ricezione, in costante incremento, il potenziale delle risorse digitali italiane su integrazione culturale e multilinguismo mi parrebbe inequivocabile, nel campo dell’informazione come in quello dell’interculturalità, verso un’alternativa quali-quantitativa efficace ai canali – lacunosi, abbiamo visto – di televisione, radio e stampa. Procediamo allora allo spoglio critico della risorse più rappresentative.
3. Rassegna risorse ( 20)
Ho riscontrato un triplice orientamento in ambiente elettronico: spiccano, in primo luogo, i servizi informativi su iniziative, normative, statistiche ed associazionismo liberamente accessibili e diretti agli immigrati stessi come agli operatori del settore. Alcuni esempi:
- Atlante immigrazione < http://www.provincia.torino.it/xatlante/>. È un progetto del Dipartimento Solidarietà Sociale della Provincia di Torino operante dal 1997. Si rivolge principalmente agli addetti ai lavori con l’obiettivo di fornire una banca dati ricca di informazioni su legislazione nazionale, competenze istituzionali, enti locali (cosa fanno e cosa si propongono), servizi, organismi internazionali, luoghi del sapere, il fenomeno immigrazione. L’accesso è gratuito, previa iscrizione. Il sito è continuamente aggiornato, è composto da più di 1500 pagine e conta più di 2000 iscritti;
- Centro Interculturale della Città di Torino < http://www.comune.torino.it/cultura/intercultura/>. Attivo dal 1996, il Centro si propone come luogo di incontro, scambio e formazione. Il sito ruota intorno alle tematiche dell’economia sostenibile, diritti delle minoranze, emigrazione e religioni, su cui offre ricchi approfondimenti critici. Comprende uno spazio dedicato ai servizi per l’intercultura nella città di Torino, in Italia e nel mondo della scuola, fornendo informazioni, analisi, contatti, bibliografie. Mette a disposizione un valido glossario a chiarimento dei principali termini dell’intercultura. Il sito comprende, inoltre, i dati relativi alle attività di formazione ed ai laboratori organizzati dal Centro, nonché il rimando al catalogo on-line della sua biblioteca – interrogabile secondo sezione tematica – e ad altre biblioteche selezionate;
- Cestim on-line < http://www.cestim.org/>. A cura del Centro Studi Immigrazione di Verona. Disponibile in italiano e in inglese, è un sito di documentazione sui fenomeni migratori organizzato in Sezioni (dedicate alla cultura con rimandi a biblioteche, riviste, novità librarie, ecc.) e in Argomenti, con link di approfondimento su tematiche specifiche quali "Intercultura", "Islam", "Mass Media". Per una prospettiva comparata, vi sono rimandi a documentazioni multilingui riguardanti i fenomeni migratori nel resto d’Europa e del mondo;
- Città Multietnica < http://www3.iperbole.bologna.it/immigra/index.php>. Servizio Immigrati, Profughi e Nomadi del Comune di Bologna attivo dall’aprile 1995. È un portale di informazioni su normative, statistiche, associazionismo, servizi per salute, casa e lavoro, mediazione culturale. Dedica una sezione a scuola e università con schede informative e riferimenti normativi. Dal 2002 è anche un periodico di informazione, liberamente consultabile e scaricabile;
- Migra < http://www.migranews.net/>. Agenzia on-line d’informazione degli immigrati, uno dei risultati cardine dell’iniziativa comunitaria Equal dedicata all’immagine dell’immigrato nei media, nella società civile e nel mondo del lavoro, gestita in Italia dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e promossa dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), dalla Caritas di Roma e dall’Archivio dell’Immigrazione. Attiva dal principio del 2003, l’Agenzia propone MigraNews, notiziario costantemente aggiornato con approfondimenti tematici, inchieste, dossier fotografici "che si propone di fornire un’informazione non episodica, approfondita, rispettosa delle differenze culturali, non riduttiva, non sensazionalista. Un’informazione dalla parte degli immigrati, non in senso ideologico: per offrire il loro punto di vista, puntando sulla loro capacità di fare informazione, di essere parte dell’opinione pubblica, di fare cultura". La redazione vanta la collaborazione di circa settanta corrispondenti di origine immigrata su tutto il territorio nazionale;
- Migr@re < http://www.migrare.it/migrare/migrare.nsf/?Open>. Viaggio nel mondo dell’immigrazione per cittadini e operatori (Città di Reggio Emilia). Raccoglie i contenuti in quattro nodi principali: Leggi, percorsi, diritti e doveri: con ragguagli dettagliati su permessi, casa, lavoro, salute, scuola e integrazione; Tante culture, una città: servizi, associazioni e sostegno nell’ambito di Reggio Emilia; Appunti e appuntamenti: aggiornato con notizie, novità e giorni da ricordare; Libri, riviste e siti: rubrica di cultura con rimandi a ricerche, materiali, liste biblio e webliografiche;
- Roma – Intercultura < http://www.roma-intercultura.it/>. A cura del Centro di Informazione e Documentazione su Immigrazione e Intercultura (CIDII), il servizio è operativo dal dicembre 2000 ed è promosso dal Comune di Roma come spazio dedicato alla conoscenza della realtà multietnica e multiculturale cittadina e alla realizzazione di iniziative interculturali. Il sito mette a disposizione di insegnanti e studenti i cataloghi on-line della biblioteca e mediateca del Centro; la consultazione degli indici (anche in lingua inglese) della rivista SE, provvisti di abstract; il download rapido di documenti con dati statistici, rapporti ricerche, atti convegni, manuali e guide; segnalazioni aggiornate di incontri di informazione e formazione a tema e novità librarie;
- Stranieri in Italia < http://www.stranieriinitalia.it/>. Portale ricchissimo provvisto di annunci, forum, informazioni e guide su lavoro, regolarizzazioni e leggi in cinque lingue. Contiene un Vademecum per l’immigrazione in otto lingue, fra cui arabo, ucraino, russo, romeno. Fornisce i link ai portali dedicati in modo specifico ai romeni e ai brasiliani soggiornanti in Italia – rispettivamente in rumeno e portoghese – e, in francese e inglese, agli africani in Italia. Interessante è pure il servizio di rimandi diretti a testate giornalistiche e stazioni radio on-line di tutto il mondo.
Se da questa prima sezione risaltano gli intenti informativi e di servizio per una corretta, alternativa e multilingue rappresentazione dei fenomeni migratori, indipendente da leggi di palinsesto, il secondo orientamento della rete guarda più alle risorse pedagogiche e ad autorevoli percorsi formativi per docenti in tema di educazione interculturale e didattica dell’italiano come L2. Di ricerca e sviluppo si occupano:
- Approccio Lingua Italiana Allievi Stranieri (ALIAS) < http://venus.unive.it/aliasve/index.php>. Il progetto, nato nel 1998/99 dalla collaborazione tra l’Università Ca’ Foscari e il Ministero della Pubblica Istruzione (MPI), si occupa delle tematiche e delle problematiche legate all’insegnamento dell’italiano come lingua seconda. Fra i suoi obiettivi sono la ricerca; la formazione e l’aggiornamento a distanza e in presenza dei docenti di allievi stranieri e di chi desideri approfondire le tematiche relative all’italiano L2; la creazione di materiali e strumenti didattici e critici multimediali per la formazione e per la didattica, interamente scaricabili; l’assistenza on-line ai docenti sui problemi specifici legati alla materia; la realizzazione di bibliografie ragionate di testi e di materiali didattici per l’insegnamento dell’italiano L2 e per l’educazione interculturale; la progettazione di programmi personalizzati per l’autoformazione e la promozione di sperimentazioni didattiche e di progetti di ricerca-azione nel campo della didattica delle lingue seconde e dell’educazione interculturale;
- Centro COME < http://www.centrocome.it/homemenu.htm>. Il Centro COME è un servizio della cooperativa sociale Farsi Prossimo, promossa dalla Caritas Ambrosiana, attiva dal 1994. Il sito si propone di realizzare un intervento di sostegno e di consulenza a distanza per insegnanti attraverso servizi informativi riguardanti iniziative, seminari, corsi d’aggiornamento sui temi dell’accoglienza, dell’insegnamento dell’italiano L2, dell’educazione interculturale; aggiornamenti bibliografici e webliografie; chiarimenti in tema di normativa sull’inserimento scolastico degli alunni stranieri; offerta di materiali didattici via internet (scaricabili in formato word e pdf) o posta ordinaria e di modelli di progetti organizzativi e didattici sperimentati in varie città; consulenza alla progettazione di azioni e interventi e risposte mirate riguardanti percorsi didattici specifici o casi particolari d’inserimento; forum degli insegnanti;
- COSPE On Web < http://www.cospe.it/onweb/web.htm>. Sito a cura della Ong Cooperazione per lo Sviluppo dei Paesi Emergenti, con sezione dedicata alle iniziative on-line sulle problematiche interculturali. Fra i progetti di maggiore interesse sono CRO.CU.S. (Cross Cultural Satellite Service) <http://www.crocusproject.net/> che dal marzo 2001 offre servizi a distanza per scuole plurilingui e interculturali (comprende alcune sezioni ad accesso libero ed una serie di corsi di lingua e altri servizi accessibili solo agli abbonati); Me Too-Anch’io <http://www.socrates-me-too.org/> che mette a disposizione materiali didattici elaborati dalle équipes Cospe con l’obiettivo di promuovere la diffusione del plurilinguismo – sia della seconda lingua, sia delle varie lingue materne – fra gli allievi figli di lavoratori migranti, nelle scuole di ogni ordine e grado, e dunque favorire pari opportunità di successo scolastico agli allievi di origine straniera; ParlaMondo <http://www.rete.toscana.it/sett/polsoc/parlamondo/index.htm> progetto per le pari opportunità nella comunicazione, nell’informazione e nei servizi ai cittadini: pubblica ricerche, promuove servizi, e diffonde le offerte informative di TV, radio e stampa rivolte in modo specifico a cittadini stranieri nell’ambito della Regione Toscana;
- CRES < http://www.manitese.it/cres/cres.htm>. Sito del Centro Ricerche Educazione allo Sviluppo, associazione professionale costituita da esperti e insegnanti di ogni ordine di scuole (elementare, media inferiore e superiore), riconosciuta dal Ministero della Pubblica Istruzione e curante l’attività di educazione allo sviluppo di Mani Tese. Offre sussidi didattici per l’educazione all’intercultura, corsi per insegnanti su richiesta, e Strumenti Cres, quadrimestrale di didattica interculturale;
- Educazione Interculturale < http://www.educational.rai.it/corsiformazione/intercultura/default.htm>. Il sito di Rai Educational è strutturato a partire dai tredici nodi della educazione interculturale così come individuati nel kit didattico Educazione interculturale nella scuola dell’autonomia pubblicato dal Ministero della Pubblica Istruzione (MPI 2000). È rivolto a docenti ed operatori del settore educativo e sociale e, in un’ottica collaborativa e cooperativa, intende offrire una documentazione completa ed aggiornata – liberamente scaricabile – sia dal punto di vista teorico che della concreta mediazione educativa e didattica. Ogni nodo, a partire da una breve presentazione che ne delinea l’orizzonte, mette a disposizione una molteplicità di articoli d’approfondimento curati da esperti – fra le tematiche vi sono, ad esempio, "Identità, differenze e nuova cittadinanza", "Dimensione europea dell’educazione", "Multimedialità e linguaggi", "Italiano come L2". Dai nodi è poi raggiungibile la documentazione relativa a oltre mille progetti didattici, educativi e di intervento culturale già conclusi e validati ed inseriti in un data base ricercabile per parole chiave;
- Interground < http://www.interground.it/>. Alla base di Interground sta il concetto che "scuola e media sono i due grandi sistemi di rappresentazione-interpretazione della realtà e di socializzazione-controllo dei comportamenti". Per "giocare e studiare con l’intercultura", Interground offre una rete di metodologie frutto di esperienze concrete e materiali didattici realizzati dalle scuole elementari e medie della Puglia nell’ambito di un progetto di ricerca pluriennale svolto in collaborazione con il Ministero della Pubblica Istruzione e l’Unione Europea. I materiali sono organizzati in 39 unità didattiche, 1400 pagine web, 90 file testo, 60 sonori e 20 video – ricchi di interazioni, spunti, approfondimenti, esercizi, giochi e linee guida – facenti capo a sette curricula: "Lingua", "Religioni", "Storia", "Musica", "Scienze", "Matematica", "Media". Davvero originale la metafora della ‘metropolitana dell’intercultura’, su cui il progetto è incentrato e da cui trae il nome: la rete dell’interground è composta di sette linee (i sette curricula di studio) ed ogni fermata corrisponde ad una o più unità didattiche del curriculum corrispondente. La metafora della metropolitana, visualizzata attraverso ricostruzioni in grafica 3D, consente di evidenziare, attraverso gli incroci tra le linee, l’interdisciplinarità dell’educazione interculturale. Si accede per iscrizione gratuita all’Interground Club, al momento di quasi 700 membri fra studenti e docenti;
- Io Parlo Italiano < http://www.educational.rai.it/ioparloitaliano/>. Progetto promosso dal Dipartimento per gli Affari Sociali, della Presidenza del Consiglio dei Ministri in collaborazione con il Ministero della Pubblica Istruzione, Rai Educational e i Centri territoriali per l’educazione permanente degli adulti (2001). Le quaranta lezioni del corso sono suddivise in due sessioni introduttive per i tutor, quattro moduli per gli studenti e quattro lezioni conclusive dedicate alle prove di certificazione. Il materiale è visualizzabile in sei finestre, all’interno delle quali è possibile selezionare i singoli moduli ed accedere così ad una scheda informativa che ne organizzata gli elementi. La documentazione completa suddivisa per area è a disposizione per il download in formato compresso;
- I.S.MU. < http://www.ismu.org/pag.asp?page=132>. Sito della Fondazione Cariplo per le Iniziative e lo Studio sulla Multietnicità – Regione Lombardia. Struttura di servizio, rivolta principalmente agli enti e alle istituzioni pubbliche, al mondo del volontariato, agli insegnanti, ai singoli operatori e agli studiosi. Disponibile in italiano e inglese. L’attività della Fondazione, costituitasi nel 2001, si articola in quattro aree principali, di cui il sito è specchio: la documentazione ed il monitoraggio; la promozione di ricerche e studi; la formazione, che comprende anche attività di supporto, rivolta a enti pubblici e privati; l’informazione, attraverso l’organizzazione di seminari, convegni, pubblicazioni.
Pare evidente, a partire dal 2000, il sostanziale incentivo di internet sul fronte educativo linguistico-letterario. A questo strettamento connesso, è il terzo indirizzo tematico della rete, mirato ad incentivare il potenziale creativo ed a promuovere le iniziative legate alla letteratura italiana della migrazione – produzione letteraria di scrittori stranieri presenti a vario titolo in Italia i quali, per scelta, si esprimono nella lingua del paese ospitante. ( 21) Dal repertorio di manuali di orientamento e di formazione, passiamo, dunque, all’analisi di risorse che sono espressione già autonoma di identità personale e collettiva. A ragione di un chiaro salto qualitativo e di intenti, e per un mio interesse specifico ai temi letterari, propongo di seguito una valutazione particolarmente dettagliata di cinque esempi significativi.
- BASILI < http://www.disp.let.uniroma1.it/basili2001/> (1997). Banca dati Scrittori Immigrati in Lingua Italiana realizzata da Armando Gnisci, nel 2001 potenziata e abbinata alla rivista semestrale Kúmá-Creolizzare l’Europa <http://www.disp.let.uniroma1.it/kuma/kuma.html> (n. 1, maggio 2001) con la quale costituisce tuttora uno strumento informativo e critico unico nel genere. In oltre 400 schede, BASILI raccoglie i dati bibliografici della letteratura pubblicata in italiano da e su scrittori immigrati in Italia: comprende saggi, articoli, recensioni, come pure opere di scrittori la cui migrazione non rientra nel modello principe dell’emigrazione di massa che ha portato in Italia gran parte degli scrittori lì archiviati, ma che fa parte di un fenomeno molto più longevo ed articolato che riguarda i letterati autoesiliatisi, avventuratisi in Italia per diverse ragioni – politiche, innanzitutto – o lì trasferitisi deliberamente, scegliendo di scrivere e pubblicare in italiano. La redazione rende esplicito l’intento che ispira i fronti di indagine e raccolta di BASILI, e vale a dire tessere una rete complessa che possa offrire, in futuro, elementi di riflessione sul rapporto che lega le diverse forme della scrittura alle altrettanto varie tipologie della migrazione.
L’interfaccia della banca dati è essenziale ed efficace. Dalla pagina iniziale risultano chiari i rimandi alle modalità di ricerca e alle informazioni relative alla ragion d’essere ed ai responsabili di BASILI. Tutti i campi di ricerca del database sono in relazione logica AND. È possibile inviare interrogazioni secondo scrittore ed opera letteraria, secondo critico ed opera critica o secondo tesi universitarie – importante, a riguardo, la considerazione di BASILI per i lavori dei giovani studiosi. L’utente nuovo alla scrittura della migrazione potrà inserire all’interno dei vari campi un qualsivoglia termine che verrà utilizzato come chiave di ricerca: la parola sarà confrontata con i dati del campo in qualunque posizione presente. Una volta ottenuti i dati di interesse, selezionando, a seconda del caso, il nome dello scrittore, del critico o il titolo della tesi sarà possibile visualizzare informazioni bio-bibliografiche e critiche complete ed eventualmente selezionare ulteriori rimandi interni.
La forma BASILI&Kúmá si è manifestata, pionieristicamente, "in un momento in cui la coscienza che qualcuno ha avuto ed ha di partecipare ad un movimento epocale di creolizzazione della cultura europea comincia a diventare finalmente critica e attiva" ( 22) e di contaminazioni, sincretismo, ibridazioni e ibridità inedite la rivista (anche cartacea) Kúmá – ‘parola’ nella lingua bámbara dell’Africa occidentale subsahariana – è senz’altro portatrice. L’interfaccia richiama immediatamente per colori e stile il fratello maggiore BASILI, in gradevole linea di continuità. Una testata più descrittiva potrebbe forse favorire il lettore alla prima visita nell’individuazione immediata dei contenuti e degli scopi del sito. La homepage offre immediato accesso ai contenuti del numero corrente, mentre dalla barra di navigazione di sinistra è possibile muoversi – non sempre agilmente, si deve dire, a causa dei necessari continui spostamenti verticali – all’interno dei testi pubblicati in precedenza. Sezioni ordina in categorie i testi di narrativa, poesia, critica e commento. I generi spaziano dalla letteratura alla musica al cinema e al teatro mantenendo come sfondo i temi della migrazione. Non è del tutto chiaro il criterio di ordinamento dei rimandi all’interno delle sezioni, non essendo alfabetico o cronologico e variando da titolo dell’opera a nome dell’autore. Ciò impedisce la rapida ricostruzione dei numeri arretrati e può disorientare il lettore esperto alla ricerca di riferimenti precisi. Kúmá offre la versione originale di un testo accanto alla sua traduzione (vd. Fig. 1) nonché notizie bio-bibliografiche sugli autori. Ad arricchimento del sito, la sezione Rubriche aggiorna su novità editoriali, iniziative per l’intercultura, link utili per la formazione a livello universitario sui temi della migrazione: il nodo Decolonizziamoci, in particolare, offre materiale teorico a supporto e chiarimento della poetica stessa di Kúmá e del suo Direttore Armando Gnisci:
la decolonizzazione della quale parliamo non va confusa e sovrapposta, però, al "post-colonialismo", come spesso avviene nei discorsi della cultura contemporanea. […] Post-colonialismo [...] vuol dire: "a partire dall’avvento del colonialismo". Il post-colonialismo inizia dal momento in cui un popolo-potere si impossessa di un altro, lo occupa, lo domina e lo sfrutta per il proprio profitto. Decolonizzazione vuol dire, invece, liberarsi dalla malattia del colonialismo venendone via. [...] de-colonizzazione è lotta per la dignità, pedagogia dell’indignazione, grido del risarcimento, creolizzazione e salvaguardia della differenza [...] Di essa sappiamo qualcosa attraverso i poeti e i musici. Noi tutti che stiamo intorno all’albero delle parole e siamo pronti a trasformarci. ( 23)
Chiare le informazioni relative alla redazione e ai curatori del sito – con relativi recapiti – in coda alla homepage. Gli interessati hanno la possibilità di iscriversi ad una mailing list per ricevere aggiornamenti.
- El Ghibli. Rivista online di letteratura della migrazione <http://www.el-ghibli.provincia.bologna.it/> (n. 0, giugno 2003; 12.859 hits al 10/5/2004). Diretta da Pap Khoumi è una rivista interamente gestita da scrittori migranti e dedicata al tema del viaggio della migrazione. El Ghibli – è questo il nome di un vento sahariano – è giunto al quarto numero e vanta una media di oltre mille visite mensili (erano 747 al principio di dicembre 2003) ed un conteggio quasi raddoppiato di hits in poco più di due mesi (febbraio-aprile 2004). Si leggeva nella lettera d’invito alla lettura – disponibile in quattro lingue – che il Comitato Editoriale pubblicò in occasione del numero inaugurale:
Da qualche tempo gli scrittori stranieri che vivono in Italia vogliono con più forza porre all’attenzione dei lettori italiani le loro opere. […] Tuttavia, l’attenzione riservata loro dal mondo della cultura, dell’editoria e della stampa è minima e, nonostante questa produzione letteraria possa ritenersi in espansione, sono pochi gli italiani che hanno letto le loro opere. ( 24)
Di qui nasceva l’idea di una rivista on-line trimestrale, fatta e diretta da stranieri, che coniugasse la leggibilità tipica della stampa e navigabilità web.
Il sito di El-Ghibli è ospite dello spazio informatico della Provincia di Bologna, e pur è gestito del tutto autonomamente: ciò ne consente la realizzazione tramite l’uso esclusivo di software libero, a garanzia della completa accessibilità ai codici, della gratuità, della stabilità a lungo termine. Alberto Maurizi, ‘anima’ informatica della rivista, ha potuto informarmi su alcune scelte tecniche alla base del progetto: codifica in html valido (e senza javascript), fruibile anche privo di stile per quei browser che non supportano correttamente i fogli css; tecnica tableless; e applicazione di css all’html per la rappresentazione grafica ne sono esempio, mirati a favorire l’accesso al maggior numero di persone indipendentemente dalla disponibilità dei mezzi.
L’interfaccia, stilisticamente affine alla pagina stampata, colpisce subito per eleganza e sobrietà. La homepage – aggiornata di recente: il sito è attualmente in fase di profonda ristrutturazione – rende immediatamente visibile l’indice del numero corrente mentre la barra di navigazione è disposta sulla destra in linea con la testata (vd. Fig. 2). I contenuti sono organizzati in sezioni: Racconti e poesie ospita la produzione letteraria di scrittori immigrati in Italia che hanno scelto l’italiano come lingua d’espressione; Stanza degli ospiti dà spazio a scrittori stanziali – i cosiddetti viaggiatori immobili – di ogni nazionalità; Parole dal mondo ospita la produzione letteraria di migranti non italiani, in altri paesi del mondo; Generazione che sale pubblica i migliori scritti dei ragazzi delle scuole sul tema della rivista – un’iniziativa, quest’ultima, che mi pare di grande valore ai fini della sensibilizzazione e del coinvolgimento dei più giovani nei temi della pluriculturalità. All’interno di ciascuna sezione i testi sono presentati, dove opportuno, sia in originale che in traduzione italiana, sono corredati da Note biografiche riguardanti gli autori e sono leggibili anche a piena pagina grazie ad una comoda Versione lettura. Vi sono poi una rubrica dedicata alla recensione e all’analisi storico-critica della produzione degli scrittori migranti (Recensioni), un’area di commento e testimonianza su questioni politico-culturali (Interventi) e, a partire dal numero 2, un Supplemento monografico dedicato all’incontro con un personaggio della cultura. È fra i programmi futuri di El-Ghibli – resomi noto da Gabriella Ghermandi, coordinatrice e promotrice del progetto, in un recentissimo scambio via posta elettronica – l’incremento dei testi in traduzione, anche dall’italiano, a rafforzamento così del proprio carattere multilingue.
La barra di navigazione, sempre presente, propone innanzitutto un’occasione di incontro con i redattori, presentati con foto e notizie bio-bibliografiche. Seguono il manifesto poetico della rivista e l’Archivio dei numeri precedenti, i cui contenuti sono presentati in struttura identica, organizzata in sezioni, a quella del numero corrente: un elemento di consistenza che facilita l’orientamento e la navigabilità. Contatti offre informazioni ad aspiranti collaboratori e, per chi volesse ricevere aggiornamenti, la possibilità di sottoscrivere la mailing list della rivista. Ancora di utilità e interesse sono le rubriche Notizie, con novità su concorsi, premi letterari, segnalazioni bibliografiche, manifestazioni culturali, e Links, pagina di risorse elettroniche consigliate su letteratura migrante, intercultura, sviluppo sostenibile, informazione alternativa. Un motore di ricerca, al momento disattivato, sembra essere una delle priorità della ristrutturazione in corso. Il piano di ampliamento del sito prevederebbe anche una rubrica ‘innovazione-tradizione’ sulla letteratura orale con brevi filmati e banner di narrazioni, interviste e simili originali aggiunte multimediali, per il momento non ancora concretizzate – mi comunica Gabriella Ghermandi – per questioni prettamente legate ai fondi. Ritornerò in coda sull’auspicabile sperimentazione di interattività e multimedialità da parte delle scritture della migrazione.
- Il Gioco degli Specchi < http://www.ilgiocodeglispecchi.org/>. È un progetto dei volontari dell’Associazione Trentina Accoglienza Stranieri, sostenuto dal Comune di Trento, dalla Provincia Autonoma e dall’Università di Trento. Propone la letteratura come luogo d’incontro con l’alterità, luogo di riconoscimento e di colloquio. Rivolge particolare attenzione alla letteratura dei migranti, degli immigrati e degli emigrati. Il sito dispone di un ampio database che permette interrogazioni per appuntamento (incontro con l’autore, didattica, conferenze, laboratori teatrali, ecc.), opera (secondo dati bibliografici ma anche secondo tematica e tipologia di testo), autore (italiani emigranti o immigrati in Italia), film o fumetti. Nel febbrario 2003 ha organizzato la prima edizione del Festival di Letteratura Italostraniera con letture pubbliche, incontri con autori, presentazioni di testi, spettacoli, conferenze, tavole rotonde, rappresentazioni teatrali, rassegne cinematografiche, mostre.
- Sagarana on-line < http://www.sagarana.net/> (n. 1, ottobre 2000; 850 visite giornaliere, 80.000 visite per numero, +30% di visite ogni numero). Diretta da Julio Monteiro Martins, Sagarana conta 15 numeri all’aprile 2004. Il titolo è neologismo di João Guimarães Rosa, a significare ‘storia plurima’ o ‘saga infinita’: Sagarana è una miscela trimestrale di saggistica, sia letteraria che di attualità, narrativa e poesia – organizzata nelle sezioni permanenti di Narrativa, Saggi e Poesie – e con una specifica rubrica (Ibridazioni) coordinata da Armando Gnisci e dedicata al Sud del mondo e agli scrittori migranti. Propone racconti spesso inediti, anche non recenti, di autori esordienti o ben noti che senza la mediazione della rivista il pubblico italiano non avrebbe occasione di leggere. Offre una letteratura che nasce "dall’incrocio meticcio dei generi e ne asseconda la mischia e la disseminazione". (25) Le sezioni "Spazio Sagarana" e "Spazio Lettori" ospitano i lavori degli allievi della Scuola Sagarana di scrittura creativa, lettere, critiche, suggerimenti.
Ibridazioni è accessibile dalla homepage della rivista, con un clic sulla barra di navigazione a sinistra, che pure offre accesso rapido all’Archivio dei numeri precedenti, ad un valido Indice Autori, all’elenco redattori, a Link consigliati relativi a cultura e letteratura migrante e scrittura creativa, e all’opportunità di sottoscrivere il Sagarana Group. Una volta immersi nella consultazione dei numeri precedenti, bisogna dire, non è sempre agevole fare rientro al numero corrente: mancherebbe di fatto un rimando costante e chiaro al punto di partenza. Ibridazioni organizza i testi in Racconti, Saggi e Poesie (vd. Fig. 3), li presenta in modo senz’altro pacato ed elegante, facilmente leggibile, spesso abbinando scelte iconografiche di valore. Anche Sagarana, dove opportuno, correda i testi di traduzioni e schede informative sugli autori. Data la già elevata consistenza testo della rivista, un sistema di ricerca per parole chiave sarebbe senz’altro conveniente.
Di Sagarana si apprezzano l’originalità delle scelte, la profonda coerenza interna, la ricchezza di spunti: il risultato sono delle pagine di peso, non canoniche, che accettano la scommessa di sfruttare le potenzialità comunicative della parola in rete. Fu lo stesso Direttore Julio Monteiro Martins a progettare l’architettura originale del sito, poi affidata per la realizzazione a diverse aziende specialiste in web design.
Lo scorso dicembre Monteiro Martins si è reso disponibile per un’intervista via posta elettronica sulla nascita e lo sviluppo di Sagarana. Alla mia domanda sulla misura e le modalità in cui, secondo la sua opinione, il supporto digitale possa favorire il potenziale creativo delle comunità immigrate in Italia e, inoltre, quanto abbia potuto e possa per alterare le tendenze del sistema informativo di TV, radio e stampa e dirigerle in senso opposto, Monteiro Martins rispondeva:
Senz’altro Internet ha un ruolo decisivo nell’equilibrio necessario riguardo a quest’immagine. È evidente a questo punto che la rete è diventata – magari a scapito dei suoi creatori – il grande, e forse unico vero sistema di informazione alternativa a quella "ufficiale". […] Questo accade soprattutto perché la produzione e l’emissione d’informazione attraverso Internet, almeno per ora, ha dei costi relativamente bassi, e quindi sopportati da quei gruppi sociali e culturali che non possono contare sulle abbondanti sponsorizzazioni dei loro detrattori. Se tutto questo sarà o meno in grado di alterare le tendenze neo-conservatrici, o per usare una felice espressione di Pasolini, il "fascismo consumistico" dei nostri tempi, con il suo carico di preconcetti e di razzismo, solo il tempo dirà.
Interrogato sul perché di una rivista elettronica, il Direttore menzionava subito
la questione dei costi, ma soprattutto, più importante dei costi, la distribuzione, che è il nodo centrale dell’esistenza di una rivista culturale. Poi, una filosofia di inserimento: a) arrivare dappertutto, anche in altri paesi dove si studia la cultura italiana e dove vi sono lettori, soprattutto nelle università; b) arrivare gratis a tutti quelli che avranno accesso a un computer (e oggi questo accesso è libero nelle scuole e nelle biblioteche). È la democratizzazione assoluta di questo tipo di informazione; c) Aprirsi ai contributi dei lettori in un ambiente interattivo possibile solo attraverso le nuove tecnologie della comunicazione; d) Sperimentare nuove possibilità estetiche e organizzative di un sito internet letterario, ottimizzandone quindi il potenziale.
Ho indagato, inoltre, l’esperienza di Monteiro Martins sul fronte dell’accoglienza di Sagarana-rivista elettronica da parte della comunità dei collaboratori e dei lettori. Ho potuto accertarmi del fatto che la rivista è accolta con sicuro entusiasmo dai collaboratori, con interesse e curiosità maggiori da quelli più anziani, i quali, tuttavia, non mancano a tratti di esprimere diffidenza – per questioni di principio e tradizione o per cautela in termini di copyright. Il feedback da parte dei lettori è ottimo, "i giovani autori soprattutto capiscono subito che si tratta di una rivista seria," continuava Monteiro Martins, "che avranno una visibilità enorme se pubblicano in essa, una visibilità che oggi come oggi nessuna rivista cartacea in Italia potrebbe offrirgli". E concludeva: "Senz’altro la letteratura della migrazione è quella che trae più beneficio – rispetto, diffusione, spazi di riflessione – dalla pubblicazione in rete".
- Voci dal silenzio < http://digilander.libero.it/vocidalsilenzio/>. Nasce da alcune esperienze di lavoro sull’immigrazione realizzate nell’ambito della scuola e del volontariato dal Centro Informazione ed Educazione allo Sviluppo (CIES) di Ferrara, attivo dal 1989 nell’Educazione Interculturale. Ha l’obiettivo di far uscire dal silenzio e dall’anonimato le voci di donne e uomini immigrati attraverso la scrittura. Dalla homepage – che richiederebbe senz’altro una revisione grafica secondo gli accorgimenti del web design accessibile – è possibile raggiungere le pagine dedicate alle indicazioni bibliografiche su letteratura dell’immigrazione e sull’immigrazione, una sezione di interviste a scrittori migranti ed una finestra sulle culture della migrazione provvista di articoli di approfondimento. Voci dal silenzio, inoltre, ospita racconti e poesie di scrittori migranti anche alla prima esperienza.
4. Riflessioni conclusive
Editoria e rete
L’editoria digitale in Italia sembra rispondere letteralmente alle raccomandazioni della risoluzione parlamentare europea del 2001, ossia dà campo alla creazione letteraria, mantiene e migliora la diversità culturale e linguistica salvaguardandone l’accesso universale. ( 26) Soprattutto, riserva un’attenzione specifica e promuove la diffusione delle voci dei cittadini immigrati in modo paritario, economico, capillare, ciò che i mezzi tradizionali ancora non sanno fare.
Le riviste culturali telematiche considerate rivestono in tal senso un ruolo del tutto esclusivo in quanto vetrine periodicamente rinnovate e liberamente accessibili in cui tematiche radicali eticamente motivate e sperimentazioni di stile sono avanzati da scrittori esordienti o affermati a pari diritto. Grazie alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione – che, si badi bene, insieme all’emergere dei nuovi mercati globali, sono il fattore che sta all’origine dei grandi flussi migratori recenti ( 27) – la loro letteratura – fino alla metà degli anni Novanta ancora letteratura di testimonianza a interesse sociologico e antropologico ed oggi, al contrario, oggetto d’attenzione di tipo essenzialmente letterario – si sta assicurando la dimensione pubblica e democratica della diffusione, confermata dai dati relativi alle utenze. Una rivincita, viene da chiedersi, su quelle stesse dinamiche internazionali invasive e colonizzanti che il mondo-Sud da sempre soffre? Probabile, cosciente o meno che lo sia. Resta il fatto che la rete globale avvicina, interconnette, intensifica la produzione e la comunicazione letteraria, la libera da (pre)giudizi nazionali, linguistici o culturali, ne riconfigura lo spazio sia concettualmente che esperienzialmente: una deterritorializzazione dell’analisi letteraria in favore di procedimenti teorici trans-territoriali che deve rimanere al centro delle riflessioni più generali sulla cultura contemporanea, globalizzata e globalizzante. (28)
Scuola e rete
Se è vero, come sostiene Gnisci, che la letteratura della migrazione è un fenomeno valorizzabile "solo da chi si sia educato a una prospettiva interculturale, non-nazionale […] [che] nasce e cresce insieme a una poetica-politica di decolonizzazione e creolizzazione dell’Europa" e che trova nella migrazione e nelle sue scritture "l’occasione e l’incontro più concreto, decisivo e fruttuoso" ( 29), la scuola, e l’insegnamento delle materie letterarie in primis, rivestono, ne va da sé, un’importanza sostanziale. La scuola deve saper cogliere gli stimoli che l’editoria elettronica sta proponendo e deve incorporarli nella pratica pedagogica. Abbiamo riscontrato dati recenti senz’altro positivi ed in crescita sul fronte dell’alfabetizzazione informatica anche dei docenti; tuttavia, un valido programma di formazione sull’applicazione delle tecnologie alla didattica è raccomandazione non differibile, mirata ad evitare il rischio di una integrazione autodidatta improvvisata e solo parzialmente efficace.
Lingua e letteratura
L’introduzione dei temi della scrittura dei migranti nei programmi d’insegnamento linguistico-letterario potrebbe rivelarsi estremamente fertile e favorire nuove consapevolezze, culturali come linguistiche. Le riflessioni di Steven Kellman sul translinguismo ci aiutano a inquadrare meglio la questione. Kellman ricorda ( 30) l’impossibilità di dare per scontata anche una sola parola quando si scrive in una lingua straniera. In tal senso, gli scrittori translingui rappresenterebbero un esempio radicale di quella che i formalisti russi consideravano essere la qualità distintiva di ogni letteratura, e vale a dire "estraniare", rendere gli oggetti difficilmente riconoscibili, prolungare il processo estetico della percezione. Scrivere in una lingua straniera è, in qualche modo, distaccarsi e distaccare dall’espressione verbale e certo il lavoro dei translingui – come e più di quello dei colleghi madrelingui – lancia sfide continue al suo stesso medium. È ancora Kellman a sottolineare come gli scrittori migranti siano, di fatto, "the shock troops of modern literature, and those avant-garde movements that, like dadaism, surrealism, and futurism, have been most insistent on the inadequacy and treachery of conventional speech" (31) e sull’occorrenza di espandere i limiti del linguaggio. L’unicità, poi, del caso della letteratura migrante in italiano sta propriamente nell’elezione da parte degli autori "di una lingua senza un passato coloniale tale da ricondurla al filone delle letterature post-coloniali – con cui condivide comunque molti risultati espressivi – scelta al di là di qualsiasi imposizione implicita o esplicita, che viene conquistata e fatta propria con più difficoltà, più lentamente e laboriosamente, e proprio per questo rinnovata molto più radicalmente". (32) Gli esiti di questa scelta stanno contribuendo ad aprire nuovi territori linguistici e identitari, accolti e diffusi nello spazio della rete insieme e parallelamente alle zone franche dell’inglese. Si tratta di scenari che contribuiranno a riconfigurare i parametri critici con cui si è giudicata e classificata sin qui la stessa letteratura italiana, ora, è evidente, costretta a ripensare alla propria ragion d’essere e ad assimilare, senza appiattire, le altre letterature innestate nella sua lingua.
Decentralità e ipertesto
La proprietà fondante lo spazio ed il testo digitali è, lo sappiamo, la decentralizzazione del design: l’ipertesto mette a disposizione i mezzi adatti a stabilire un infinito numero di centri, per espanderli ed alterarne le relazioni. ( 33) Ebbene, di decentralità o, se si vuole, di passaggi di centralità, è evidentemente pregna l’esperienza di mobilità dello scrittore migrante. Lo abbiamo visto or ora del resto, per lo scrittore migrante la creazione di una nuova voce è anche creazione di una nuova identità, e di un nuovo territorio, interiore ed esteriore. La sfida continua, personale come artistica, dello scrittore migrante ai limiti semiotici del linguaggio troverebbe, credo, un ulteriore superamento nel pieno sfruttamento della fluidità della scrittura elettronica, per sua stessa natura tesa verso sempre nuove forme significanti. Mi riferisco qui alle ambiziose convinzioni dei teorici dell’ipertesto, secondo i quali la cybertextuality non sarebbe altro che un punto di arrivo (e di nuova partenza) di quella persistente ricerca di innovazione linguistica che segna la storia della cultura da oltre due secoli. Marie-Laure Ryan richiama la ricerca di linguaggi totalizzanti e multimediali propria dell’opera ottocentesca e del teatro brechtiano; la spinta alla democratizzazione dell’arte del Dadaismo e del Surrealismo; l’ambita multisensorialità della poesia modernista; fino all’ideale dell’intertestualità universale del postmodernismo: tutti obiettivi ‘incorporati’ e realizzati nella struttura multireferenziale e nel carattere interattivo dell’ipertesto. (34) Vedo allora una non trascurabile affinità di condizione e tensioni fra autore migrante e parola digitale – creatore e portatore di contenuto – che potrebbe certamente evolversi in forme ancor più feconde e innovative se il primo non utilizzasse la seconda unicamente come canale di distribuzione bensì ne sperimentasse tutte le potenzialità espressive.
Attualmente, lo spazio digitale dedicato ai temi della migrazione sembra ricoprire la funzione base di supporto e vetrina di contenuto a basso costo, ovunque fruibile. All’interno delle riviste telematiche considerate – seppur si siano registrate spinte innovative per l’immediato futuro – le risorse tecniche ed ergonomiche dell’ipertesto risultano sfruttate solo parzialmente, in strutture ramificate relativamente complesse provviste di link soltanto unidirezionali. Per il momento sembrerebbe rimanere priorità il livello informativo, la diffusione, l’affermazione della propria voce, la ricerca di feedback – si pensi alla costante presenza di sezioni accurate di notizie, rimandi di approfondimento, di mailing list e spazi-forum e, d’altra parte, all’incertezza, a volte, degli strumenti di navigazione.
Bene, l’emancipazione dalla necessità del mezzo e la sfida creativa allo stesso – risorse materiali ed umane permettendo, questione non irrisoria – porterebbe a risultati senz’altro originali: penso all’introduzione dei media audio e video, ad una codifica testi più sofisticata che permetta interrogazioni altrettanto complesse, penso anche a sperimentazioni di e-fiction ed e-poetry, di narrativa e poesia interrattiva. Una riflessione teorica più profonda su ipertesto e scritture migranti potrebbe persino rimuovere ulteriori barriere "di potere", ( 35) questa volta dalle mani dell’autore in direzione del lettore, per ora fruitore sì, e interprete, ma anche potenziale partecipante della mobilità della scrittura migrante nel suo compiersi sullo schermo.
Ringraziamenti
Ringrazio Paola Casella, Gabriella Ghermandi, Armando Gnisci, Julio Monteiro Martins ed Alberto Maurizi. A loro sono riconoscente per lo scambio fruttuoso di informazioni e idee e per la squisita disponibilità.
Note
(1) Dati Caritas, cfr. I flussi di immigrazione in Italia alla luce dell’ultima regolarizzazione, a cura di Caritas Italiana, Caritas di Roma, e Fondazione Migrantes su dati del Ministero dell’Interno < http://www.caritasroma.it/notizie/comunicati/Comunicati/Scheda%20regolarizzazione.pdf> [1/5/2004].
(2) King e Andall rilevano 45 nazionalità aventi almeno 5.000 rappresentanti ciascuna (vd. King, R. e Andall, J. "The Geography and Economic Sociology of Recent Immigration to Italy", Modern Italy, IV, 2, 1999, pp. 135-158: 142).
(3) Chaloff, J. Current Research into Education for Immigrants in Italy. In collaborazione con Child Immigration Project (CHIP) e Fondazione Censis, Roma, Fourth International Metropolis Conference, Washington, DC, 9/12/1999, p. 2 < http://www.international.metropolis.net/events/washington/chaloff paper.doc> [1/5/2004].
(4) Ibidem.
(5) Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Alunni con cittadinanza non italiana – a. s. 2001/02, Roma, giugno 2002, pp. 22-24 < http://www.edscuola.it/archivio/statistiche/nonit01_02.pdf> [1/5/2004].
(6) Risoluzione del Parlamento Europeo sulle nuove frontiere nella produzione libraria: editoria elettronica e stampa su richiesta (2000/2037(INI)), GU C267 del 21/9/2001, p. 84 < http://europa.eu.int/eur-lex/it/archive/2001/c_26720010921it.html> [1/5/2004].
(7) Ivi, p. 86.
(8) Legge 7 marzo 2001, n. 62, art. 1, comma 1 < http://www.camera.it/parlam/leggi/01062l.htm> [1/5/2004]. L’uscita della norma suscitò vari orientamenti interpretativi volti a determinare se la pubblicazione di siti Internet – o nei siti Internet – dovesse essere indiscriminatamente assoggettata agli adempimenti previsti per i prodotti a stampa (vd. legge 47/1948 sulla stampa). Il dibattito sembrò sostanzialmente risolto dal D.Lgs. 9 aprile 2003, n. 70 <http://www.parlamento.it/parlam/leggi/deleghe/03070dl.htm> che all’art. 7, comma 3, dispose: "La registrazione della testata editoriale telematica è obbligatoria esclusivamente per le attività per le quali i prestatori del servizio intendano avvalersi delle provvidenze previste dalla legge 7 marzo 2001, n. 61".
(9) Grillo, R. "Immigration and the Politics of Recognizing the Difference in Italy", in R. Grillo e J. Pratt, a cura di, The Politics of Recognizing the Difference: Multiculturalism Italian-style, Adershot, Ashgate, 2002, pp. 1-24: 10.
(10) Per considerazioni approfondite su educazione linguistica e minoranze etniche in Italia, cfr. Tosi, A. Language and Society in a changing Italy, Clavedon, Multilingual Matters, 2001, in part. pp. 35-39.
(11) Tuning into Diversity. Immigrati e minoranze etniche nei media, a cura di Censis-Unione Europea. Roma, Fondazione Censis, 2002 < http://www.stranieriinitalia.com/briguglio/immigrazione-e-asilo/2002/maggio/ricerca-censis-media.html> [1/5/2004].
(12) L’immagine degli immigrati nei media: confinati dentro il ghetto della cronaca, a cura della Fondazione Censis, Roma, 2002 < http://www.immagineimmigratitalia.it/rapportocensis.html> [1/5/2004].
(13) Extracommunication. Iniziativa Comunitaria Equal, Progetto Etnequal Social Communication (IT-S-MDL-144) (2003). A cura del Dipartimento di Sociologia e Comunicazione, Università degli Studi "La Sapienza", Roma, 2003 < www.etnequal.it/docs/sintesi_dati_Extracommunication%20ver%205.0.pdf> [1/5/2004].
(14) On-line/More Colour in the Media: The European Day of Media Monitoring. Media and minorities - from exclusion to active participation < http://www.multicultural.net/edmm/index.htm> [1/5/2004]. Per i risultati dell’indagine condotta in Italia, curati dal Cospe e pubblicati on-line nel marzo 2004, cfr. <http://www.multicultural.net/edmm/cospe_report.pdf> [1/5/2004].
(15) In questa sede la programmazione televisiva satellitare non sarà considerata. Mi atterrò ai criteri d’indagine di Censis-Cospe ed Etnequal e, dunque, vaglierò solo i palinsesti di canali di informazione nazionale più largamente fruiti.
(16) Vd. Tuning into Diversity cit., parte III.
(17) Vd. nota 14.
(18) Il Rapporto è del 30 marzo 2004, vd. < http://www.aie.it/ufficiostampa/visualizza.asp?ID=751> [1/5/2004].
(19) Cfr. Danet, B. e Herring, S. C. "Introduction: The Multilingual Internet", Journal of Computer-Mediated Communication, 9, 1, 2003, paragr. 1 < http://www.ascusc.org/jcmc/vol9/issue1/intro.html> [1/5/2004].
(20) Gli esempi che fornirò di qui in avanti – in ordine alfabetico – non hanno pretese di esaustività quanto di rappresentatività. Il criterio di selezione adottato ha favorito ricchezza, autorevolezza ed aggiornamento dei dati, chiarezza di presentazione, livello di usabilità e navigabilità web. La data ultima di consultazione delle risorse risale al 1/5/2004. Per un sommario più ampio di siti dedicati a statistiche e rapporti relativi non solo all’Italia ed a risorse per la didattica, si veda Rai Educational < http://www.educational.rai.it/corsiformazione/intercultura/link/link01.htm#1> [1/5/2004]; per un’ampia lista di risorse sulla letteratura della migrazione si veda <http://www.cestim.org>, sezione Letteratura della migrazione.
(21) Per una breve storia della letteratura della migrazione in Italia si veda Argento, F. La letteratura della migrazione in Italia. Atti del Primo Convegno Nazionale Culture della Migrazione e Scrittori Migranti, Ferrara 19-20 aprile 2002. A cura di M. Calabrese, C. Peverati e P. Trabucco < http://digilander.libero.it/vocidalsilenzio/laletteraturadellamigrazioneargento.htm> [1/5/2004].
(22) Momentaneamente, il rimando alla lettera d’invito al Numero 0 di El-Ghibli non risulta disponibile in rete.
(23) Gnisci, A. "Decolonizzazione", Kúmá, 1, aprile 2001 < http://www.disp.let.uniroma1.it/kuma/rubriche/decolonizziamoci/Decolonizzazione.html> [1/05/2004].
(24) Gnisci, A. "Basili & Kúmá", Sagarana, 4, luglio 2001, paragr. 4 < http://www.sagarana.net/rivista/numero4/ibridazioni8.html> [1/5/2004].
(25) Gnisci, A. "La Sezione Ibridazioni", Sagarana, 2, gennaio 2001 < http://www.sagarana.net/rivista/numero2/gnisci.html> [1/5/2004].
(26) Dati regolarmente aggiornati su periodici e pubblicazioni elettroniche e, in genere, sull’attività in rete dell’editoria italiana, elettronica e commerciale, sono resi disponibili dall’Osservatorio sull’editoria elettronica italiana, attivato nel settembre 2003 da Casalini Libri Digital Division. Al 2/4/2004, cui risale l’ultimo monitoraggio, l’Osservatorio contava 688 periodici elettronici, curati da università, editori tradizionali, o singoli: lo spoglio evidenziava la minoranza dei periodici per i quali la versione elettronica fosse quella di riferimento; spesso si trattava ancora di un servizio per gli abbonati all’edizione cartacea; in aumento risultava la fruizione a pagamento, anche se la maggior parte delle iniziative manteveva l’accesso libero. Cfr. < http://digital.casalini.it/osservatorio/> (accesso via sottoscrizione annuale; periodo di prova gratuito disponibile).
(27) Cfr. Zamora, L. P. "Comparative Literature in the Age of ‘Globalization’", CLCWeb: Comparative Literature and Culture: A WWWeb Journal, 4, 3, settembre 2002 < http://clcwebjournal.lib.purdue.edu/clcweb02-3/zamora02.html> [1/5/2004].
(28) Opportuno, a riguardo, il riferimento alla recente crescita dell’utilizzo delle tecnologie – in relazione a numero di soggetti e frequenza – da parte di gruppi etnici territorialmente concentrati o dispersi. Grazie ai nuovi media queste minoranze hanno la possibilità di incrementare la comunicazione fra membri, conservare le proprie tradizioni culturali, la propria storia e, in particolare, la lingua madre. L’attività di alcuni verte anche su questioni politiche di giustizia sociale e diritti per le minoranze con target di ascolto precisi quali Ong locali e globali: ed è certo uno dei risultati politici di queste network l’indebolimento del concetto di "nation-state", in favore di "ethnic intrastate and trans-state ethnic groups" (vd. Dahan, M. e Sheffer, G. "Ethnic Groups and Distance Shrinking Communication Technologies", Nationalism & Ethnic Politics, VII, 1, 2001, pp. 85-107:105).
(29) Gnisci, A. Creolizzare l’Europa. Letteratura e migrazione, Roma, Meltemi, 2003, pp. 11-12.
(30) Kellman, S. G. The Translingual Imagination, Lincoln and London, University of Nebraska Press, 2000, p. 29.
(31) Ivi, p. 31.
(32) Lecomte, M. "Una mappatura di cicatrici", Sagarana, 14, gennaio 2004, paragr. 3 < http://www.sagarana.net/rivista/numero14/ibridazioni3.html> [1/5/2005]. Si veda anche Gnisci, A. Creolizzare l’Europa. Letteratura e migrazione. Roma, Meltemi, 2003, passim.
(33) Cfr. McGann, J. Radiant Textuality. Literature after the World Wide Web, New York, Palgrave, 2001, in part. pp. 70-74.
(34) Cfr. Fiormonte, D. Scrittura e filologia nell’era digitale, Torino, Bollati Boringhieri, 2003, in part. cap. 2; Ryan, M. L. "Introduction", in M. L. Ryan, a cura di, Cyberspace Textuality: Computer Technology and Literary Theory, Bloomington and Indianapolis, Indiana University Press, 1999, pp. 1-28.
(35) Landow, G. Hypertext 2.0. The Convergence of Contemporary Critical Theory and Technology, Baltimore, The Johns Hopkins University Press, 1992, p. 89.
http://www.disp.let.uniroma1.it/kuma/RUBRICHE/intercultura/intercultura-carrer-9-10.htm
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