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Compiti alternativi
Massimo Rossi - 28.01.2002


Cari colleghi di una lista un po' fantasma, che necessita proprio di essere
rivitalizzata,
volevo sottoporre al vostro giudizio i testi di due compiti in classe
alternativi che ho assegnato ad una mia classe (II Liceo) del Liceo Classico
"Poliziano"; da qualche anno infatti ho l'uso di sostituire la classica
"versione" di latino e di greco, una volta soltanto a quadrimestre,
beninteso, con un'analisi di un testo d'autore che fornisco con traduzione a
fronte traendola da un'edizione divulgativa come la BUR, gli Oscar Mondadori
o altre. Lascio comunque la liberta' agli alunni di optare anche per la
tradizionale versione; in questa classe 6 alunni su 20 a latino e 4 su 20 a
greco hanno preferito svolgere la normale traduzione, cui erano piu'
abituati. Gli altri hanno scelto il compito alternativo ed i risultati sono
stati mediamente migliori rispetto all'esercizio di traduzione; cio' non
esclude pero' che vi sia stato qualcuno che ha riportato esiti insufficienti
anche in questo tipo di lavoro.
I testi assegnati erano i seguenti:

LATINO. Lucrezio, De rerum natura VI, 1246-1271 (la peste di Atene). Si
richiedeva:
- Parte linguistica: a) analisi metrica (facoltativa); b) individuazione
delle strutture sintattiche; c) indicazione di arcaismi e termini
notevoli; d) figure retoriche ed effetti stilistici.
- Parte letteraria: a) inquadramento del brano nel contesto dell'opera;
b) analizzare, alla luce del brano proposto, il problema del pessimismo di
Lucrezio; c) commentare la dimensione artistica del brano; d) operare
confronti, ove possibile, con altre celebri descrizioni di pestilenze e
calamita'.

GRECO: Eschilo, Eumenidi, 681-706 (discorso di Atena). Si richiedeva:
- Parte linguistica: a) svolgere la traduzione letterale dei vv. 681-690
(le traduzioni stampate, si sa, sono piuttosto libere); b) individuazione
delle strutture sintattiche; c) spiegazione dei nomi propri e mitologici;
d) figure retoriche ed effetti stilistici.
- Parte letteraria: a) inquadramento del brano scelto nell'opera di
Eschilo e nella trilogia dell'Orestea; b) aspetti politici e religiosi del
pensiero di Eschilo emergenti dal brano proposto; c) confronto del
pensiero eschileo con quello di altri autori antichi e moderni noti agli
alunni (ad es. per quanto riguarda l'affermazione di Atena "Ne' anarchia ne'
dispotismo").

Se non chiedo troppo, vorrei acquisire un parere in proposito dai colleghi
della lista, sia per quanto attiene alla mia scelta di sostituire una volta
a quadrimestre la tradizionale versione con altro esercizio, sia per quanto
attiene all'opportunita' dei testi scelti ed alla accessibilita' delle
richieste.
Un cordiale saluto a tutti.
Massimo Rossi - docente di latino e greco - LC "Poliziano" Montepulciano
(Siena)
e-mail rosma@bccmp.com
sito web www.bccmp.com/maros


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 Marco Palone    - 28.01.2002
scrivevi:
volevo sottoporre al vostro giudizio i testi di due compiti in classe
alternativi che ho assegnato ad una mia classe (II Liceo) del Liceo Classico
"Poliziano"; da qualche anno infatti ho l'uso di sostituire la classica
"versione" di latino e di greco, una volta soltanto a quadrimestre,
beninteso, con un'analisi di un testo d'autore che fornisco con traduzione a
fronte traendola da un'edizione divulgativa come la BUR, gli Oscar Mondadori
o altre.

Io cerco mantenere i due canali (letteratura e versione) separati. Dopotutto
all'esame di Stato c'è ancora la tradizionale versione presa a caso da un
qualsiasi autore e da una qualsiasi opera.

Di compiti alternativi alla traduzione mi servo anch'io per testare altre
competenze, cioè quelle legate alla lettura e
contestualizzazione(letteratura), mantengo comunque la versione (anche se
non è quella tradizionale, vd sotto)che costituisce il voto scritto della
pagella.

scrivevi:
Lascio comunque la liberta' agli alunni di optare anche per la
tradizionale versione; in questa classe 6 alunni su 20 a latino e 4 su 20 a
greco hanno preferito svolgere la normale traduzione, cui erano piu'
abituati. Gli altri hanno scelto il compito alternativo ed i risultati sono
stati mediamente migliori rispetto all'esercizio di traduzione; cio' non
esclude pero' che vi sia stato qualcuno che ha riportato esiti insufficienti
anche in questo tipo di lavoro.

Io separo il tipo di prova quindi non scelgono l'una o l'altra. In questo
modo riesco a seguire il loro apprendimento delle competenze di lettura e
contestualizzazione da una parte, e di interpretazione e traduzione
dall'altra. IN questo modo mi è piu' facile individuare, in caso di
insufficienza, l'iter di recupero.

A titolo esempilificativo posso mostrare una prova su Catullo. L'argomento
era il problema dell'interpretazione. Precedentemente ho scelto passi di
autori latini che vertevano sulla interpretazione del testo. Anche Catullo
che interpreta Saffo, per esempio, era uno dei brani considerati. Nella
prova che ho somministrato i ragazzi dovevavo tradurre alcuni versi di un
epitalamio (c.62) di cui già alcuni versi erano tradotti accanto.
L'epitalamio non era mai stato affrontato in classe. Dovevano rispondere a
domande di comprensione e poi dovevano confrontare il testo con alcuni
componimenti di Saffo (tradotti accanto) e capire quale fosse il modello e
perché. Dovevano poi indicare in che modo Catullo romanizzava il testo.
I ragazzi si sono divertiti ed hanno indicato soluzioni e confronti a cui
non avrei pensato.
Se vuoi te lo mando.

La versione, invece, consiste in un brano con una serie di operazioni di
lettura e comprensione preliminari alla traduzione. Ho deciso di assegnare a
queste operazioni un punteggio. Le domande vertono sulla comprensione, già
in latino, del testo e sulla sua contestualizzazione.
Altre domande inducono a riflettere sulla struttura sintattica e sui
passaggi più complessi. IN questo modo gli alunni sono indotti a ragionare
sul testo, prima di imbraccciare il vocabolario. UNa delle domande verte
sulla scelta del significato più adatto dei termini.
Nella valutazione assegno 25 punti alla comprensione (le domande di cui
sopra), 25 punti alla resa in italiano, 15 punti alle scelte lessicali, 35
punti alla comprensione delle strutture morfosintattiche. Il voto in
centesimi è poi trasformato in decimi. Cerco di non mettere mezzi voti, ma
di approssimare all'unità.
Posso mandare un esempio di questa prova. L'ultima volta abbiamo lavorato
sulla storia di Virginia in Livio. Stiamo infatti svolgendo un modulo sulla
condizione femminile.

Per quanto riguarda le tue prove volevo farti delle domande:

I testi assegnati erano i seguenti:

LATINO. Lucrezio, De rerum natura VI, 1246-1271 (la peste di Atene). Si
richiedeva:
- Parte linguistica: a) analisi metrica (facoltativa); b) individuazione
delle strutture sintattiche; c) indicazione di arcaismi e termini
notevoli; d) figure retoriche ed effetti stilistici.
- Parte letteraria: a) inquadramento del brano nel contesto dell'opera;
b) analizzare, alla luce del brano proposto, il problema del pessimismo di
Lucrezio; c) commentare la dimensione artistica del brano; d) operare
confronti, ove possibile, con altre celebri descrizioni di pestilenze e
calamita'.


GRECO: Eschilo, Eumenidi, 681-706 (discorso di Atena). Si richiedeva:
- Parte linguistica: a) svolgere la traduzione letterale dei vv. 681-690
(le traduzioni stampate, si sa, sono piuttosto libere); b) individuazione
delle strutture sintattiche; c) spiegazione dei nomi propri e mitologici;
d) figure retoriche ed effetti stilistici.
- Parte letteraria: a) inquadramento del brano scelto nell'opera di
Eschilo e nella trilogia dell'Orestea; b) aspetti politici e religiosi del
pensiero di Eschilo emergenti dal brano proposto; c) confronto del
pensiero eschileo con quello di altri autori antichi e moderni noti agli
alunni (ad es. per quanto riguarda l'affermazione di Atena "Ne' anarchia ne'
dispotismo").

I testi e gli autori sono già stati affrontati in classe o i ragazzi devono
applicare le loro conoscenze e competenze a nuovi contesti?
Tempo fa assegnavo delle prove in cui gli alunni dovevano commentare e
tradurre testi già analizzati in classe. Questo aveva il vantaggio che
potevo capire chi seguiva e come aveva recepito la spiegazione.
Ultimamente ho invece cambiato idea. Infatti lo svantaggio era che troppi
ripetessero le informazioni senza rielaborare, ripetendo passivamente. Dopo
poco tempo le nozioni apprese erano dimenticate per intero.
Oggi invece punto durante le lezioni ad insegnare ai ragazzi ad applicare
dei concetti (ad es. l'interpretazione romana dei testi e della cultura
greca) per poi sottoporre ai ragazzi nuovi testi. Chi avrà veramente capito
(quindi non potrà ripetere solamente) saprà svolgere l'operazione di
confronto, chi invece ha studiato a memoria o non ha studiato non saprà come
muoversi. L'ho visto con il compito sul Catullo. Prima di arrivare alla
prova abbiamo analizzato e contestualizzato testi di Cicerone, S. Girolamo,
Catullo, Livio Andronico, Orazio, Leonardo Bruni, sul problema della
interpretazione, ed abbiamo analizzato il modo in cui gli autori latini
fanno propri i contenuti e le forme dei testi greci. Nella prova i ragazzi
dovevano applicare quanto abbiamo 'scoperto' a lezione. In questo modo
verifico sia se hanno seguito durante le lezioni, sia se sono in grado di
rielaborare i contenuti.

Se non chiedo troppo, vorrei acquisire un parere in proposito dai colleghi
della lista, sia per quanto attiene alla mia scelta di sostituire una volta
a quadrimestre la tradizionale versione con altro esercizio, sia per quanto
attiene all'opportunita' dei testi scelti ed alla accessibilita' delle
richieste.
Un cordiale saluto a tutti.

Spero di aver risposto alle tue domande.

Un saluto
Marco Palone
Liceo Mancinelli-Falconi - Velletri (RM)

E' un po' che mi mancano dei convegni-incontri sulle lingue classiche, o
almeno non ne ho notizia. Sarebbe bello vedersi e confrontarsi sulle nostre
scelte didattiche. Il fatto è che il clima politico non sembra il più
favorevole...Ed anche in lista non c'è molta vita.

chairete


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