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E' giusto selezionare!
Marco Palone - 07.01.2002


Salve a tutti!

Mi sembra proprio questo il messaggio, neanche tanto sotteso, alle decine e
decine di pagine del documento Bertagna.

Un nodo concettuale, un punto cardine della riforma: e' giusto selezionare i meritevoli! Quindi bocciare, respingere ed anche, se capita, espellere gli
alunni poco diligenti dall'iter formativo.

Proverò a spiegare perché io non sono d'accordo e perché, secondo me, non
dovremmo noi insegnanti essere d'accordo con questo assunto di fondo.

1. Nella nostra Costituzione, vigente sulla carta, è sancito il diritto allo
studio per tutti. In molti paesi avanzati (almeno così li definiscono i
giornali) lo scopo dell'istruzione pubblica è quello di elevare
complessivamente il livello culturale degli abitanti di un paese (Francia,
Germania, Olanda, Spagna...). Nella convinzione dei nostri costituenti, e
nei legislatori dei paesi avanzati, questa elevazione complessiva del
livello culturale serve a migliorare le condizioni generali di un paese. UN
paese si dice civile proprio in base al rispetto delle norme che regolano la
convivenza, al rispetto dell'ambiente e dell'arte, al saper godere dei
vantaggi che offre la civiltà moderna: uso delle tecnologie, frequentazione
di teatri, cinema, biblioteche, università. Questi ultimi, infatti, sono i
veri indicatori del benessere, prima ancora che i dati economici, di un
paese.

L'istruzione gioca un grosso ruolo nel raggiungimento di questo benessere.
La scuola impartisce un'educazione al rispetto, per es. la socializzazione
nella comunità-classe, il rispetto delle regole e delle figure di
riferimento, l'accrescimento del bagaglio culturale ed il soddisfacimento
delle curiosità e delle inclinazioni personali.

Nei decenni passati la scuola ha abbattuto la percentuale
dell'analfabetismo, e quindi di coloro che erano tagliati fuori dal
godimento pieno dei diritti politici e dalla partecipazione alla vita
politica e culturale della nazione.

2. Tenere fermo questo obiettivo, con tutte le luci ed ombre, contraddizioni
e distinguo, era lo scopo dell'abortita riforma Berlinguer-De Mauro. Si era
ancora convinti che un'elevazione complessiva del livello di istruzione e di
cultura sarebbe stato l'antidoto migliore a certe forme di resistenza allo
stato di diritto, alla malavita, al sottosviluppo ed al malessere e
disorientamento che colpiscono anche le opulente città del NOrd Italia.

3. Nel Documento Bertagna, invece, si ritiene sulla base di un mistificato
'realismo', che non tutti possano raggungere certi livelli, che ci si debba
arrendere all'evidenza 'genetica' che non tutti gli alunni sono uguali, che
alcuni proprio non ci arrivano, che non sono portati, ecc...

Questo pessimismo scolastico di Bertagna, che vede gli uomini
ineluttabilmente divisi per categorie e inconciliabili, persegue fin
dall'inizio del percorso scolastico la finalità unica e ferrea (ribadita con
gli esami biennali alle superiori) di selezionare gli alunni, di operare fin
dal ciclo primario una separazione chirurgica tra chi è 'portato' e chi non
lo è. Questa finalità è naturalmente politica: ci saranno meno persone in
possesso degli strumenti critici per pretendere dei diritti e per esercitare
pienamente il loro diritto alla democrazia. I 'meno fortunati' dovranno
contentarsi del loro posticino di avvitabulloni, e devono pure ritenersi
contenti di aver un qualche lavoretto, devono starsene al loro posto, perché
un minimo (ma perché un minimo?) gli è garantito: il sacrosanto diritto al
guadagno; ma non quello pure sacrosanto ad un'istruzione degna di questo
nome.

4. Ma come si fa a capire se un alunno, già da piccolo potrà essere avviato
al lavoro o avrà successo nello studio? Quanti dei nostri alunni 'poco
portati' ha poi avuto successo nonostante tutto nella vita, nello studio?
Forse gli abbiamo comunque insegnato qualcosa, al di là dei voti, ha capito
qualcosa? E come non pensare che certi 'poco portati' devono le loro lacune
ad una situazione familiare difficile: genitori senza titoli di studio, che
non si esprimono in italiano corretto, che non hanno libri a casa, né
computer, che non danno curiosità ai loro figli, facendogli visitare città
d'arte e musei? Questi svantaggi dipendono da una situazione che non è
giusto accollare allo studente: una scuola pubblica ha il dovere di dare a
tutti le stesse possiblità: al di là della situazione di partenza (almeno
questo è quello che dice, diceva?, la Costituzione). La scuola gentiliana,
nata per selezionare le elites dirigenti, si era già aperta (quindi
snaturandosi) alla scuola di 'massa', o meglio di tutti: ricchi e poveri. IL
liceo classico, soprattutto nelle grandi città, non è piu' una scuola di
elites, da tempo. INvece il progetto Bertagna vuole riportare il nostro
paese ad una situazione pre-ventennio, vuole innestare una tradizione
dell'esclusione dalla scuola che non ci è mai appartenuta, e non appartiene
a nessun paese progredito, neanche ai 'liberissimi' USA.

5. Noi insegnanti, in questo progetto, non avremo alcun riconoscimneto della
nostra professionalità: il fatto stesso che si pensa alle cattedre di 24
ore, lo lascia capire. Come lavorare con 24 ore di lezione da preparare, con
piu' di 10 classi? Come aiutare gli alunni in difficoltà? Quali iniziative
pomeridiane potremmo organizzare (tipo IDEI, sportelli didattici) dopo 24
ore di orario scolastico? Nessuna, quindi chi ce la fa, va avanti, chi non
ce la fa è tagliato fuori. Le cattedre si ridurranno ai licei perché lì
arriverà solo una selezionatissima crema, che ha passato tutte le trafile
del tritacarne scolastico. Nel canale professonale, che crescerà in quantità
ma non in qualità (tanto devono fare i manovali), amministreremo la miseria
degli sventurati: le nostre lezioni saranno puro intrattenimento per classi
sovraffollate di impazienti adolescenti che non vedono l'ora di andare a
lavorare, invece di sentire le nostre manfrine. Il nostro compito, comunque,
sarà semplicissimo: sforbiciare, tagliare, purificare le giovani leve, in
modo che alla fine del tritacarne sia ben chiaro l'esito: da una parte i
dirigenti, da un'altra i sudditi.

E' questo il processo che vuole innestare una destra becera e ottusa che non
hai mai accolto la sfida della modernità, che vede nel confronto e nella
cultura le bestie nere che gli tolgono gli artigli, che gli sottraggono i
sottomessi di cui ha bisogno per perpetuarsi.

Un saluto a voi tutti

Marco Palone


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 Fabrizio e Gabriele    - 27.06.2002
a Marco sei un grande....certo però che quell'otto a Latino ce lo potevi pure mettere, il prossimo anno a fà il Certamen, chi ce mandi, Emanuele Zuin?!?!


saluti (per la verità non troppo calorosi) da Gabriele e Fabrizio ex IIA


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