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Il lavoro delle FO
Cosimo De Nitto - 23.03.2003


Nelle nostre scuole la "mole di lavoro" e l"l'essere straimpiegata", per
coloro che hanno la consapevolezza e la coscienza che al giorno d'oggi
l'insegnare e l'apprendere avviene in contesti molto complessi, testimonia,
al contrario di quanto pensa il nostro ministro, che la funzione docente si
è arricchita di compiti e impegni che esulano l'orario frontale di cattedra
ed investono un terreno che non è più possibile considerare accessorio,
perché ormai risulta determinante per il funzionamento e la qualità della
scuola. Certo, a condizione, nello specifico, che, pur nell'impegno in gran
parte volontario, scarsamente riconosciuto e qualche volta anche criticato,
si sappia, disposizioni alla mano, che le FO sono "altro" rispetto ai
compiti ordinari di una generica collaborazione scolastica. Se le FO non
ancorano ad un progetto approvato dal Collegio dei docenti il loro lavoro
annuale, finiscono che sono considerate dal dirigente e da se stesse una
risorsa tutto fare che insegue dalla mattina alla sera la miriade di
problemi e problemini la cui risoluzione certamente non è loro compito, e
vengono meno a quello che, almeno fino ad oggi, è il compito assegnto loro
dalle disposizioni contrattuali.
Essendo queste figure non inquadrate ed ancorate ad un preciso mansionario
(non sono figure di sistema) trovano il loro compito nell'azione di supporto
al miglioramento dell'offerta formativa e delle condizioni necessarie, ma
non normalizzate, per il suo effettivo svolgimento (supporto ai docenti,
agli studenti, rapporti col territorio ecc.).
Tutto il resto è solo ed ancora confusione in cui trovano spazio
interpretazioni del ruolo delle FO che fanno presupporre, a distanza di
anni, come non sia stata, non dico interpretata, ma spesso nemmeno "letta"
la disposizione che riguarda il loro impiego.
Se a questo, poi, si aggiunge il mancato interessamento che spesso si
registra da parte del ministero e dei centri di supporto per l'autonomia
(CSA) che dovrebbero sostenere questa "interpretazione e lettura" della
funzione, allora il quadro può risultare davvero scoraggiante.
Nonostante queste difficoltà, tuttavia, credo che gli spazi e le opportunità
per svolgere un ruolo non dispersivo, ma attivo, propositivo, qualificato
sul terreno dell'autonomia scolastica, della crescita professionale dei
docenti e della qualità dei servizi formativi ci sia oggi e ci sarà anche
nel prossimo futuro (malgrado questo ministero). Sta a noi pensare positivo,
organizzarci, lavorare con pazienza, continuità e, perché no, anche con
passione.

Noi che ci siamo sempre del www.funzioniobiettivo.it

cosimo


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