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Hana Abdi 21 anni
* - 22.06.2008


Iran, in carcere la femminista
"Complotta contro lo Stato"



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La ragazza, 21 anni, è stata arrestata in ottobre.
E' una leader della campagna "Un milione di firme"
per i diritti delle donne. Molti arresti e fermi negli ultimi mesi
Sempre più dura la condizione delle donne in Iran. Crescono
arresti e fermi di leader femministe

TEHERAN - Organizzare
cortei, incontri, anche volantinare in nome dei diritti delle donne
significa "complottare contro la sicurezza dello Stato". In
termini di pena significa anni di carcere. Avviene in Iran, a Teheran,
oggi ma anche altre tre volte nell'ultimo mese e sempre più spesso
nell'ultimo anno.

Una femminista iraniana di 21 anni, Hana Abdi, è stata
condannata a cinque anni di reclusione da scontare in una sperduta
località di frontiera, Gharmeh,
provincia dell'Azerbadjan
orientale. La sua colpa, secondo il Tribunale rivoluzionario iraniano,
è appunto quella di aver organizzato raduni e incontri per
riformare le leggi islamiche che limitano fortemente i diritti delle
donne.

La notizia è stata data oggi dal quotidiano di area moderata
Kargozaran. La Abdi, ha raccontato il suo avvocato Mohammad Sharif,
è stata riconosciuta colpevole di "complotto contro la
sicurezza dello Stato". Ci sarà il ricorso in appello. Ma con
poche speranze di veder corretta la pena. A meno che la pressione
dell'opinione pubblica internazionale...

Hana Abdi era stata arrestata nell'ottobre dell'anno scorso a Sanandaj,
nel Kurdistan iraniano, per aver preso parte a partire dal 2006 alla
campagna "un milione di firme", le adesioni che le femministe
iraniane intendono raccogliere per chiedere l'abolizione delle norme di
legge discriminatorie contro le donne e avere gli stessi diritti degli
uomini per quello che riguarda il matrimonio, il divorzio,
l'eredità e la custodia dei figli.

Tempi durissimi in Iran per chi combatte in nome dei diritti civili.
Nel 2002 Teheran aveva ufficilamente annunciato la moratoria per sette
donne condannate a morte tramite lapidazione per adulterio. Ma i dossier
di Amnesty raccontano un'altra verità e due donne sarebbero state
lapidate nel maggio 2006. Per la sharia (legge islamica), il prigioniero
viene sotterrato fino al petto, le mani bloccate. La legge specifica
persino la dimensione delle pietre da lanciare, così che la morte
sia dolorosa e più lenta. Possono essere condannati alla
lapidazione sia le donne che gli uomini ma, in pratica, sono soprattutto
le donne a scontare questa pena.

In questa situazione è molto difficile far filtrare notizie e
avere informazioni. Negli ultimi mesi quattro militanti femministe -
Rezvan Moghadam, Nahid Jafari, Nasrin Afzali e Marzieh Mortazi Langueroudi
- sono state condannate a pene di sei mesi di prigione e dieci frustate
per aver recato disturbo all'ordine pubblico. Un uomo, Amir Yaqoubali,
anche lui impegnato per la difesa dei diritti femminili è stato
condannato in maggio a un anno di reclusione. Molte altre militanti
femministe coinvolte nella campagna "Un milione di firme" sono
state arrestate negli ultimi due anni e condannate a periodi di reclusione
e frustate, con la sospensione condizionale della pena. Abdi è una
leader. Per lei non è stata prevista alcuna sospensione.

(21 giugno 2008) 
http://www.repubblica.it/2008/02/sezioni/esteri/iran-laureate/femminista-condannata/femminista-condannata.html


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