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Il blitz di Napoli
Ida Dominijanni - 16.02.2008


Le fabbriche degli angeli e la dignità della persona 

Lorenza Carlassare, costituzionalista: col blitz di Napoli violati i principi fondamentali della Costituzione italiana e della Carta europea dei diritti.
«Adesso è necessaria un'inchiesta rigorosa»

Ida Dominijanni






Contro l'aborto e non solo: il blitz al policlinico di Napoli, malgrado i goffi tentativi di giustificarloa-posteriori come un intervento su un sospetto caso di malasanità, si configura come un episodio gravissimo di sospensione delle garanzie costituzionali. Stefano Rodotà l'ha interpretato, su Repubblica, come un colpo al principio fondamentale della dignità della persona, e come un triste sintomo della situazione di pericolo in cui versano in Italia i diritti civili e di libertà. Ne parliamo con la costituzionalista Lorenza Carlassare.


Dal punto di vista dello Stato di diritto, che cosa è accaduto a Napoli?

Un fatto di una gravità eccezionale, che minaccia un cardine fondamentale del nostro ordinamento. L'intera struttura della nostra democrazia, e di tutte le democrazie occidentali, si basa sul concetto di persona, sul rispetto della persona, sulla dignità della persona. E' precisamente su questa base che la Costituzione italiana segnò il passaggio da uno Stato totalitario a uno Stato democratico: stabilendo che la persona e i diritti della persona vengono prima dello Stato, e capovolgendo così la concezione fascista, che anteponeva lo Stato alla persona. Ed è su questa base che sulla Costituzione si creò il consenso di tutte le forze politiche, il concetto di persona essendo patrimonio sia della tradizione cattolica che di quella laica. La formulazione di Togliatti, «il fine di un regime democratico è quello di garantire un più ampio sviluppo della persona umana», mise tutti d'accordo. E a distanza di sessant'anni, ritroviamo lo stesso principio alla base della Carta europea dei diritti, che all'articolo 1, intitolato «Dignità umana», recita «La dignità umana è inviolabile. Essa deve essere rispettata e tutelata». E' questo principio fondamentale che è stato violato dal blitz di Napoli.


E la privacy? Il Garante oggi ha avviato un'indagine sui fatti di Napoli.

Giustamente. Pare che a quella donna abbiano addirittura chiesto il nome del padre del concepito! Con quale diritto? Qui c'è chiaramente una colpevole mancanza di consapevolezza sui limiti di un intervento di polizia. La tutela della riservatezza è una soglia sulla quale qualunque intervento si deve fermare. Lo dicono con chiarezza, di nuovo, sia la nostra Costituzione sia la Carta dei diritti europea. Non finisce qui. Col blitz di Napoli è stato violato un altro articolo fondamentale della Costituzione, l'articolo 32, che stabilisce il diritto di ciascuno all'integrità della propria persona «fisica e psichica»: se io mi svegliassi dopo un intervento e mi trovassi di fronte la polizia che mi interroga, mi ci vorrebbero anni per ritrovare la mia integrità psichica. E ancora: nel caso di Napoli, a me pare che si possa parlare di vero e propro trattamento inumano e degradante. Credo proprio che sia necessaria un'inchiesta rigorosa. E una riflessione seria: corriamo il rischio di una regressione a dir poco inquietante della civiltà giuridica e non solo giuridica: se pensiamo che la dichiarazione di Roosevelt annoverava fra le quattro libertà fondamentali la libertà dalla paura...


La 194 è ormai, e non da oggi, esplicitamente sotto attacco, con l'argomento che anche il feto è persona.

Della 194 nessuno osa negare che sia una buona legge, che ha fatto diminuire gli aborti e ha fatto scomparire quei luoghi sinistri in cui prima si risolveva il problema clandestinamente. Ce n'era uno nella mia città, quand'ero piccola, che pudicamente chiamavano «la fabbrica degli angeli». Quanto alla personificazione del feto, dico solo che mi piacerebbe che qualcuno si occupasse dei nati con lo stesso zelo con cui si occupa dei non-nati. Giusto Napoli è piena di bambini lasciati alla strada e alla delinquenza, ma su quelli nessuno invoca moratorie.


http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/16-Febbraio-2008/art18.html&word=aborto


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