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Il cervello dei bilingui
lescienze.it - 11.06.2006




Il cervello dei bilingui
Il significato delle parole dipende da una stessa area cerebrale, indipendentemente dall'idioma utilizzato


 


Per quanto riguarda il cervello, tutte le lingue sono uguali, o quasi. Che la conversazione si svolga in inglese, tedesco o in giapponese – suggeriscono le ricerche più recenti – coloro che parlano fluentemente queste lingue utilizzano lo stesso insieme di regioni cerebrali per dare un senso a ciò che stanno dicendo. Ma se esiste un singolo circuito cerebrale che sovrintende all’espressione linguistica, in che modo le persone bilingui possono sapere di stare utilizzando una sola lingua alla volta?
A questa domanda ha cercato di rispondere sulla rivista “Science” un gruppo di ricercatori dello University College di Londra. Utilizzando tecniche di risonanza magnetica funzionale per monitorare l’attività cerebrale di alcuni volontari bilingui, Cathy Price, insieme con colleghi tedeschi e giapponesi, ha cercato l’“interruttore” che permette al cervello di passare da una lingua all’altra. Ai soggetti venivano mostrate coppie di parole di significato simile come “trota” e “salmone” in inglese. Come atteso, all’apparire della seconda parola le regioni della corteccia temporale interessate reagivano in modo meno evidente, poiché non si trattava di una parola nuova. Le stesse regioni cerebrali reagivano in modo simile quando al termine “salmone” scritto in inglese seguiva la stessa parola scritta in tedesco, come se fosse importante solo il significato di una parola, indifferentemente dalla lingua utilizzata. A reagire in modo intenso al cambio di lingua è invece un’altra area cerebrale: il nucleo caudato sinistro. Insieme con altre ricerche che mostrano come soggetti bilingui con un danno proprio al nucleo caudato sinistro passano da una lingua all’altra senza accorgersi, lo studio suggerisce che è proprio quella l’area in cui è localizzato l’interruttore cercato.


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