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Toscana
Cristiano Lucchi - 25.05.2006












Il lavoro, consegnato oggi a Martini, è stato svolto da alunni di V elementare

Un decalogo per la pace. Scritto dai bambini di Tavarnelle Val di Pesa


“Pensiamo ad un arcobaleno che abbraccia il mondo e porta felicità”
 















"Maestra, qui in Toscana non verrà la guerra, vero?" E' questa la domanda angosciante che un paio di anni fa si è sentita rivolgere dai suoi scolari la maestra Patrizia della scuola elementare di Tavarnelle Val di Pesa. E per rispondere in maniera adeguata e non semplicistica è nato un laboratorio sulla pace e la guerra, durato tutto l'anno scolastico 2004-2005, che si è chiuso con una pubblicazione intitolata La pace e la guerra con gli occhi dei bambini. Un libretto che è stato consegnato oggi al presidente della Regione Toscana Claudio Martini nella sala giunta di Palazzo Bastogi alla presenza di tutte le bambine e i bambini che hanno prodotto l'opera all'interno della collana "Mille realtà, un solo mondo" del Comune di Tavarnelle Val di Pesa.


Gli autori, ora in prima media, hanno messo nero su bianco alcuni principi ineludibili per una pacifica convivenza tra i popoli. "Crediamo di rappresentare tutti i bambini del mondo quando diciamo che non ci devono essere più guerre e che i conflitti vanno risolti senza violenza", hanno detto. "La guerra non ci piace, e non ci piace nemmeno che si mandino degli italiani a morire a Nassirya come è successo nei giorni scorsi. Tutti hanno il diritto di vivere in pace, la vendetta e la violenza non risolve nulla". I ragazzi hanno chiesto di essere ricevuti dal presidente della Regione "perché la pace è un valore che va difeso tutti i giorni, in ogni occasione, e chi governa non deve rappresentare i cittadini senza ascoltare il loro desiderio di pace."


Claudio Martini ha accolto la classe, insieme alle insegnanti, sindaco e all'assessore all'istruzione del comune di Tavarnelle Val di Pesa. "E fondamentale, ha detto, che la pace venga costruita giorno dopo giorno partendo da quella cosa importantissima che è la memoria storica e la conoscenza dei fatti, del passato ma anche di oggi. Nel 2006 sono attivi decine e decine di conflitti in tutte le parti del mondo. Dobbiamo imparare a conoscerli affinchè le cause vengano rimosse e le popolazioni del mondo possano finalmente vivere in pace, come desiderato dai bambini di ogni angolo della Terra".


Il laboratorio sulla pace ha visto impegnati i ragazzi su più fronti. Cuore del lavoro le interviste ad anziani di Tavarnelle che hanno vissuto la Seconda Guerra Mondiale con gli occhi, le paure e i timori di un bambino. Da quei racconti si è dipanata una traccia che ha coinvolto emotivamente gli autori che hanno chiesto così di approfondire il tema attraverso disegni, poesie, rappresentazioni teatrali e di canti dell'epoca ma anche, e forse soprattutto, imparando a conoscere la storia del territorio in cui vivono, le strade, i campi, gli angoli del loro paese. Tavarnelle fu infatti liberata il nell'estate del 1944, dopo giorni e giorni di sparatorie e cannoneggiamenti. I ragazzi hanno ricostruito quelle ore drammatiche descrivendo l'ultimo, tragico, atto, quando all'alba del 23 luglio un drappello di tedeschi arrivò presso casa della famiglia Gori e, dopo aver mangiato, chiese un lenzuolo bianco, da appendere alla finestra. Ma prima di arrendersi definitivamente agli alleati e ai partigiani sequestrarono e uccisero dodici uomini. Con quella strage la guerra terminò; oggi, a distanza di tanti anni, i nipoti nati da quella generazione ricordano quell'ultimo sacrificio e dichiarano assurdo ogni conflitto armato.


  Cristiano Lucchi


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