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Formazione
* - 06.05.2006


ITALIANO COME LINGUA SECONDA:
glottodidattica e buone pratiche nella scuola dell'Infanzia


La presenza di alunni stranieri è un fatto consueto ormai in tutte le scuole dell’infanzia e in tutto il territorio; alcune scuole sono maggiorante interessate dal fenomeno, altre meno.


È certo che si tratta di un processo in continuo mutamento: i piccoli stranieri crescono (sia come età che come numero) e la scuola dell’infanzia non può pensare che l’integrazione dei nuovi alunni avvenga “naturalmente”: servono strumenti che rendano questo lavoro efficace e utile, per i bambini e per le scuole.



Un tassello fondamentale nella costruzione delle competenze didattiche riguarda la conoscenza della dimensione linguistica.


È noto che la precocità nell’approccio della lingua straniera sia uno dei fattori più determinanti del successo dell’apprendimento.


L’uso dell’italiano come L2 per i bambini e le bambine delle scuole dell’infanzia non può solo basarsi sul cosiddetto “apprendimento spontaneo”, ma necessita di essere programmato e praticato con intelligenza e lungimiranza.


Se è vero che “learning by doing” (imparare facendo) nella scuola dell’infanzia risulta essere particolarmente efficace e rispondente alle consuete pratiche metodologiche, è altrettanto vero che la predisposizione di adeguati setting didattici può essere di grande aiuto all’azione didattica e conseguentemente portare a maggiori risultati.


Va inoltre considerato che il non uso della lingua scritta da parte dei bambini comporta delle specifiche competenze didattiche da parte degli insegnanti, che devono ricorrere a strumenti metodologici che vanno accuratamente predisposti.







Dopo l’esperienza del corso di formazione condotto all’interno della rete SCUOLE SENZA FRONTIERE, il Centro di Documentazione Scuola dell’Infanzia propone un analogo percorso rivolto a tutte le insegnanti delle scuole dell’infanzia della provincia di Padova.


Il corso è organizzato con il contributo del C.S.A. di Padova – Ufficio Interventi


Docenti del corso:
Roberto Bonetto e Stefano Zoletto


 


Programma


1 DEFINIAMO L’AMBITO D’INTERVENTO


a. Identificazione degli obiettivi del corso. Fare solo con/per gli stranieri? Sì e no.
a. Identificazione dei problemi/bisogni
b. Identificazione degli ambiti di intervento linguistico
c. Costruzione di una “cornice di lavoro” (framework)


 


2. METODI E TECNICHE PER L’INSEGNAMENTO DELL’ITALIANO COME LINGUA SECONDA


a. Esempi pratici presi dall’insegnamento della lingua inglese
b. Lingua per comunicare, per soddisfare bisogni, dare/eseguire istruzioni, lingua per parlare di sé
c. Proposte per la costruzione dei materiali/canovaccio


 


3. LABORATORI LINGUISTICI: LINGUA PER IMPARARE


a. Didattica “multisensoriale” (presentazione materiali T.P.R.)
b. Didattica del “fare”
c. Lavori di gruppo (preparazione materiali)


 


4. LABORATORI LINGUISTICI: LINGUA PER GIOCARE


a. Didattica Ludica (presentazione materiali)
b. Lavori di gruppo (preparazione materiali)


 


5. LA COMUNICAZIONE CON LE FAMIGLIE DEGLI ALUNNI STRANIERI


a. I tempi della relazione
b. Le risorse della scuola
c. Brevi cenni sulla normativa come risorsa


 










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