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Questa è la guerra
germano garatto - 04.05.2006




Primo comandamento di tutti gli eserciti: / tu non avrai altra ragione
/ all’infuori della ragione (impazzita) / di colui che ti manda. /
I soldati devono solo uccidere / ed essere uccisi.
(David Maria Turoldo)


Questa è la guerra, signori, che ora è il
dolore della nostra Italia ma che è la quotidiana tragedia di gran
parte dell’umanità. Ora siamo noi a piangere perché a morire sono stati
i nostri figli ma questa è la guerra, signori. I soldati fanno questo
di mestiere: “uccidere ed essere uccisi”. Il dramma è l’ipocrisia degli
uomini di stato che prima li mandano ad “uccidere e ad essere uccisi” e
poi ostentano un dolore attonito ed ufficiale che non ha nessuna forza
morale su di noi che conosciamo i meccanismi di questa come di tutte le
altre guerre.

Questa è la guerra, signori,
che obbedisce solo alla “ragione (impazzita) di colui che ti manda".
Sono i “mandanti” i responsabili di questi morti come di tutti gli
altri morti senza onori. Delle migliaia di morti civili che nessuno
aveva mandato, senza patrie e senza politici e presentatori televisivi
ad ostentare dolori ufficiali. Il “valore aggiunto” di essere italiani
(o americani) non toglie alla morte la sua tragicità e il suo carico di
dolore. Le madri, i figli, le fidanzate…non hanno patria, non hanno
nazionalità. Soffrono tutte allo stesso modo, indicibilmente allo
stesso modo, anche le madri, i figli, le fidanzate dei “nemici”.

Questa è la guerra, signori, che sovverte i
comandamenti della vita, che tutto distrugge davanti a se, che non
sopporta eccezioni “umanitarie”. Perché tutti i soldati sono uguali e
tutti i soldati per le proprie patrie sono i migliori ma tutti uccidono
e sono uccisi. E tutti sono uomini ingannati dalle bandiere e dalle
ideologie e dal fanatismo o dalla necessità economiche che li
convincono a buttare la vita per qualche migliaia di dollari al mese.

Questa è la guerra, signori. Ma non raccontate
ai nostri ragazzi che questo è un bel morire, che questa è la patria,
che questo è un ideale. Il petrolio, il “posto al sole”, i “sacri
confini”, la “guerra al terrorismo” non sono ideali. Sono sempre e solo
“pretesti” dei furbi governanti di questo mondo per convincere tanti
piccoli uomini a morire per loro. Sì, è triste e drammatico dirlo ma
questi poveri ragazzi non sono morti per nessuna patria che non siano
le menzogne di qualche petroliere americano e le ambizioni di qualche
piccolo politico italiano.

Questa è la guerra, signori. E se anche l’ipocrisia del
teatrino della politica
italiana ha stabilito che ora è il momento del dolore, è un dovere
civile gridare l’assurdità di questo dolore e del dolore degli altri,
dei troppi, dimenticati… e rifiutarsi di ingrossare le fila delle
retoriche e vuote “liturgie” patriottiche che da sempre preparano altre
guerre ed altri morti. Questa è la guerra, signori…e noi ci rifiutiamo
di servire queste meschine “patrie mercantili”. “Deus non vult!”

Don Gianfranco Formenton*


E poi sulla terra intera a innalzare
monumenti “Ai Caduti”!
così felici di essere caduti!

Ma provate
a fissare quei corpi squarciati,
a fissare la loro smorfia ultima
sulle facce frantumate,
e quegli occhi che vi guardano.

Provate a udire nella notte
l’infinito e silenzioso urlo degli ossari:
“Uccideteci ancora e sia finita”!
(David Maria Turoldo)


*parroco di S.Angelo in Mercole e S.Martino in Trignano (Spoleto. PG)


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