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Dhen milao ellenika/Non parlo italiano
* - 22.05.2005


Dhen milao ellenika/Non parlo italiano
identità condivise nell'arte contemporanea a Lecce


Normale


Vernissage di presentazione il 21 maggio.
La mostra allestita presso l'ex Convitto Palmieri proseguirà sino al 29.


Sabato 21 maggio alle 21.00 presso l'ex Convitto Palmieri di Lecce si terrà il vernissage di presentazione di Dhen milao ellenika/Non parlo italiano, mostra di artisti greci e pugliesi impegnati dal 14 maggio in un lavoro di sperimentazione e sulla definizione, agita e vissuta, di pratiche collaborative. L'iniziativa è a cura di Loop house progetti in residenza, e Cherin Arte Contemporanea, col sostegno e il patrocinio Zeugma Foundation of Contemporary Art- Atene, Provincia di Lecce, Comune di Lecce e Comune di San Cesario di Lecce.

Interpreti di Dhen milao ellenika/Non parlo italiano sono:

Alessandra Abbruzzese, Maurizio Buttazzo, Lorenzo Cherin, David Cossin, Sara De Carlo, Martha Dimitropoulou, Andrea Epifani, Davide Faggiano, Argiro Koutsibella, Erica Lavenuta, Lucia Leuci, Massimo Maci, Annamaria Martena, Ioanna Myrka, Luigi Negro, Giancarlo Norese, Alessandra Pomarico, Elena Poka, Andreas Sitorengo, Remo Spada, Eleftheria Stamati, Lina Theodorou, Ilaria Verdesca, Zeta Tsermu


La residenza e la mostra ad essa connessa, vogliono essere il tentativo di costruire pratiche "diffuse" volte alla elaborazione di un percorso espositivo comune, non solo collettivo ma collaborativo, frutto di un confronto e di una continua mediazione tra differenti visioni individuali e diversi ruoli.
In questo senso, vengono meno le distinzioni tra artisti e curatori, organizzatori e tecnici, allestitori e pensatori mentre si cede il passo alla discussione, alla negoziazione continua, alla formazione di un organismo unico e al tempo stesso variegato che si fa interprete e configura, continuamente e in loco, lo spazio e la situazione. L'ex convitto, propulsore di visioni e spazio connettivo, e' diventato così una meta-opera, un luogo di confluenza per un lavoro comune dove anche e semplicemente aggirarsi per le stanze, documentarle, ripulirle, recuperare degli oggetti, liberare dalle erbacce uno dei cortili diventano opera collettiva, dispositivo e forma in cui l'arte si esprime pienamente.

Ricorre nei diversi lavori video e fotografici, nelle sculture e nelle installazioni, nei testi, nelle opere sonore e nelle performance, la messa in discussione delle categorie linguistiche (dei luoghi e dei corpi oltre che dei linguaggi), delle abitudini e delle pratiche quotidiane, la ricerca di appartenenze fra distanza e prossimità, un'indagine sui codici culturali e sul loro continuo rifondarsi tra memoria, invenzioni identitarie, fraintendimenti, retoriche e scivolamenti di senso. Ad opere con una forte valenza politico-sociale , che indagano il rapporto tra i sessi, la comunicazione, le rappresentazioni e i rituali contemporanei, si affiancano lavori con aperture metafisiche, che aspirano a rintracciare un ordine esistente, a catturare la tensione tra forze contrastanti, tra natura e cultura, tra l'uomo e l'ambiente, tra la soggettività e la fragilità delle nostre percezioni e l'aspirazione a verità assolute.

L'ex Convitto Palmieri conserva la memoria e il fascino delabré di quello che fu a lungo un collegio maschile cattolico, e in diversi fasi storiche un alloggio per rifugiati e sfollati. Chiuso da alcuni anni e in attesa di restauro, custodisce la carica affettiva ed emotiva di un passato denso di presenze e di storie, ancora percettibili nell'estensione degli ambienti, nell'articolazione funzionale, imponente e severa dell'architettura, nelle tracce lasciate dai suoi abitanti. Targhe sulle porte, decorazioni natalizie, disegni degli alunni, banchi, vasche da bagno, specchi rotti e grandi armadi, lasciano immaginare la vita in questi ambienti oggi vuoti, silenziosi e in abbandono. Il luogo e' dunque diventato centrale nella riflessione dei molti artisti coinvolti, nella loro interazione emotiva ed estetica che a partire dallo spazio e dalla sua storia, dagli oggetti ritrovati e dalle suggestioni evocate, hanno costruito dei nuovi interventi e rivisitato quelli preesistenti, riadattandoli.




  20/05/2005

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