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PARLARE IL MONDO
* - 30.04.2005



MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA


DIPARTIMENTO PER L’ISTRUZIONE
DIREZIONE GENERALE PER GLI AFFARI INTERNAZIONALI
DELL’ISTRUZIONE SCOLASTICA


L’EUROPA DELL’ISTRUZIONE


PARLARE IL MONDO
CITTADINANZA EUROPEA
E EDUCAZIONE ALLE LINGUE


PORTFOLIO EUROPEO DELLE LINGUE


PREMESSA


Il CONSIGLIO D’EUROPA


Il Consiglio d’Europa è un organismo internazionale che raggruppa 45 paesi, espressione di quasi tutta l’Europa geografica. E’ stato fondato nel 1949 e ha sede a Strasburgo. Le FINALITÀ essenziali sono:


- tutelare i diritti dell’uomo e la democrazia parlamentare;


- promuovere accordi per armonizzare le pratiche sociali e giuridiche degli Stati Membri;


- favorire la consapevolezza dell’identità europea, basata su valori condivisi, che trascendono le diversità culturali.


Il Consiglio d’Europa sviluppa politiche sul plurilinguismo in quanto attribuisce grande rilievo alla tutela della diversità linguistica e culturale tra gli Stati Membri. Scopo principale delle attività è la promozione del plurilinguismo tra i cittadini del continente anche per rafforzare la tolleranza e la comprensione.


La politica linguistica del CoE ha i seguenti OBIETTIVI:



- tutelare e sviluppare il patrimonio linguistico e la diversità culturale europea come fonte di reciproco arricchimento;

- facilitare la mobilità personale e lo scambio di idee attraverso la promozione delle competenze in varie lingue;

- armonizzare gli approcci all’insegnamento delle lingue partendo da principi comuni, tramite strumenti come il Quadro Comune Europeo di Riferimento (QCER) ed il Portfolio Europeo delle lingue (PEL);

- promuovere il plurilinguismo su vasta scala.


Quest’ultimo obiettivo viene perseguito attraverso una serie di AZIONI raccomandate agli Stati Membri:



- incoraggiare tutti i cittadini europei ad acquisire livelli di competenza in più lingue e a continuare l’apprendimento linguistico lungo tutto l’arco della vita;

- diversificare la gamma di lingue accessibili, fissando gli obiettivi adeguati per ogni lingua;


- sviluppare modalità flessibili di apprendimento, tali da valorizzare le competenze parziali espresse a più livelli;

- applicare gli strumenti disponibili come il QCER e il PEL per migliorare la qualità dell’insegnamento/apprendimento delle lingue, in particolare per rendere più coerenti e trasparenti obiettivi, metodi e risultati;

- facilitare l’interazione tra gli Stati Membri in relazione alle politiche linguistiche.


Il PROGRAMMA DI MEDIO TERMINE (2004 – 2007), intitolato "Le lingue per la coesione sociale: educare alle lingue per un’Europa multilingue e multiculturale", include le seguenti attività:



- sostegno per la realizzazione di politiche che promuovono l’insegnamento/apprendimento delle lingue;


- sviluppo di approcci innovativi all’insegnamento/apprendimento delle lingue;


- promozione di professionalità e riconoscimento di status  professionale di docenti/formatori di lingue.


LA POLITICA EDUCATIVA PER LE LINGUE DELL'UNIONE EUROPEA


La politica dell’Unione Europea nel settore educativo ha attraversato varie fasi.


E’ a partire dal 1971 che i Ministri dell’Istruzione hanno cominciato regolarmente a riunirsi, ma è solamente negli anni ‘80 che varie decisioni e risoluzioni si sono concretizzate. Queste iniziative dapprima sono state rivolte alla sensibilizzazione, allo studio, alla documentazione e hanno riguardato la formazione dei giovani e il passaggio al lavoro, la formazione professionale, il riconoscimento dei titoli di studio, lo studio delle lingue. In un successivo momento sono stati attivati veri e propri progetti pilota e sviluppati CAMPI DI AZIONE che trattano temi trasversali quali: i figli di lavoratori migranti, la sanità e i problemi ambientali, l'integrazione dei disabili, l'uguaglianza di opportunità per ragazze e ragazzi, la lotta contro l'insuccesso scolastico, lo sviluppo delle nuove tecnologie nella scuola, la dimensione europea dell’educazione, l’educazione alla cittadinanza e alle lingue. I recenti PROGRAMMI DI AZIONE hanno ripreso il tema della trasversalità delle lingue e potenziato progetti in tal senso. E’ nel Consiglio dei Ministri di Lisbona (Marzo 2000) che il miglioramento  ell’insegnamento/apprendimento delle lingue è stato identificato come uno dei fattori chiave in quanto elemento strategico che facilita la efficienza economica e la mobilità, sviluppando inclusione e coesione sociale. Di particolare interesse risulta il successivo documento della Commissione delle Comunità Europee, PIANO D'AZIONE 2004 – 2006: PROMUOVERE L'APPRENDIMENTO DELLE LINGUE E LA DIVERSITÀ LINGUISTICA (luglio 2003), che rende operative le decisioni di Lisbona.


E’ utile infine ricordare il dispositivo comunitario EUROPASS FORMAZIONE, entrato in vigore il 1 gennaio 2000 per registrare e riconoscere qualsiasi percorso di formazione di un cittadino europeo. Si tratta di un libretto che documenta e raccoglie esperienze formali e non formali maturate all’estero al fine di conferirne trasparenza e visibilità e che può essere rilasciato da enti autorizzati. I percorsi devono essere conformi ai criteri comuni di qualità che garantiscono uno standard uniforme nei vari Paesi che aderiscono all’iniziativa. Rilevante risulta il riferimento al Portfolio Europeo delle Lingue del CdE, che viene assunto come documento utile per la registrazione delle competenze linguistiche e culturali.


Le modalità di realizzazione dell’Europass Formazione sono reperibili nel portale
www.europass-italia.it .


IL CONTESTO ITALIANO


L’Amministrazione e le singole istituzioni scolastiche hanno rivolto una costante attenzione all’insegnamento delle lingue sia attraverso numerose attività ordinamentali e sperimentali nei vari gradi di scuola sia attraverso rilevanti interventi formativi per i docenti.


Anche il PROGETTO LINGUE 2000, finanziato con i fondi messi a disposizione dalla Legge 440/97, ha contribuito all’innovazione didattica delle lingue straniere, favorendo l’acquisizione di precise competenze comunicative da parte degli allievi di ogni ordine e grado di scuola. Il progetto ha promosso e rafforzato lo studio di una seconda lingua straniera a partire dal primo anno della scuola secondaria di primo grado, la certificazione dei livelli di competenza degli allievi secondo il QCER, l’impiego diffuso delle TIC nell’insegnamento/apprendimento delle lingue straniere.


La Legge 28 marzo 2003, n. 53 accoglie le innovazioni in atto nelle scuole e pre-vede in modo sistemico:



- l’offerta curricolare dello studio dell’inglese dal primo anno della scuola primaria;


- lo studio di una seconda lingua straniera dalla prima classe della scuola secondaria di primo grado;


- l’utilizzo delle TIC nella didattica delle lingue;


- la proposta di programmi televisivi (il Divertinglese e il DivertiPc);


- un’ampia offerta di formazione per docenti sia in presenza sia on line (tramite le piattaforma INDIRE).


Le forti istanze di personalizzazione dei percorsi formativi presenti nella citata Legge stimolano la realizzazione di contesti didattico-pedagogici favorevoli allo sviluppo delle politiche linguistiche suggerite dal Consiglio d’Europa. In particolare, il PEL offre l’opportunità di far diventare protagonista lo studente e rendere trasparenti le sue acquisizioni in ambito di lingue straniere, nonché di fornire elementi utili alla compilazione del Portfolio delle competenze individuali.


IL PEL: STRUTTURA, OBIETTIVI E PRINCIPI


Il PEL costituisce un prezioso strumento per chi, a vario titolo, è coinvolto nell’insegnamento/apprendimento delle lingue. Promuove il plurilinguismo ed il pluriculturalismo e contribuisce alla realizzazione delle misure contenute nella Raccomandazione sulle Lingue Moderne adottata dal Comitato dei Ministri dell’Istruzione presso il Consiglio d’ Europa il 17 marzo 1998. Nel PEL il discente può registrare i livelli di acquisizione di conoscenze/competenze, riflettendo sul processo e sui risultati raggiunti, definendo nuovi obiettivi e programmando le tappe del proprio apprendimento linguistico.


Il PEL è costitutito da tre distinte sezioni:


IL PASSAPORTO DELLE LINGUE documenta, sulla base dei livelli descritti nella GRIGLIA DI AUTOVALUTAZIONE del QCER, i risultati formali e le autovalutazioni del discente delle proprie competenze linguistiche e interculturali, indicandone il grado di conoscenza raggiunto.


LA BIOGRAFIA LINGUISTICA consente al discente, anche sotto la guida del docente, di registrare le fasi, i tempi e le modalità del proprio processo di apprendimento.


E’ un valido strumento di autovalutazione e incoraggia l’allievo a definire  ciò che sa fare con le lingue che studia, fornendo anche informazioni sulle esperienze linguistiche e culturali acquisite in contesti diversi.


IL DOSSIER raccoglie i prodotti che documentano il processo di apprendimento linguistico del discente e illustrano le competenze e/o esperienze che sono state registrate nella Biografia Linguistica o nel Passaporto.


Il PEL concorre al raggiungimento dei seguenti OBIETTIVI GENERALI:



- rafforzamento della comprensione e conoscenza reciproca tra i cittadini europei;


- rispetto per la diversità linguistica e culturale;


- tutela e promozione della diversità linguistica e culturale;


- sviluppo del plurilinguismo come processo aperto lungo tutto l'arco della vita;


- sviluppo dell'autonomia dei discenti nel processo di apprendimento;


- promozione della trasparenza e coerenza nei curricoli linguistici;


- facilitazione della mobilità attraverso la descrizione puntuale delle competenze linguistiche individuali.


Il PEL è uno strumento che si basa sui seguenti PRINCIPI:



- è di proprietà del discente;


- valorizza le competenze linguistiche ed interculturali dell’apprendente, siano esse acquisite all'interno del sistema formale di istruzione o in altri contesti;


- promuove l'autonomia dello studente;


- svolge una funzione pedagogica di guida e sostegno nel processo di apprendimento linguistico;


- esercita una funzione di documentazione e presentazione dei diversi livelli di competenza raggiunti in base al Quadro Comune Europeo di Riferimento;


- impegna ed incoraggia il discente in un processo di autovalutazione.


IL PEL: FUNZIONI


Le funzioni principali del PEL sono di natura


a) pedagogica in quanto, nei confronti dell’apprendente:



- accresce la motivazione verso il miglioramento della competenza comunicativa in diverse lingue, l’apprendimento di più lingue e la ricerca di nuove esperienze interculturali;


- assiste nella riflessione sulle modalità di apprendimento, identificandone gli stili, favorendone l’autonomia;


- incoraggia l’autovalutazione;


- incoraggia il rafforzamento e l’ampliamento di esperienze plurilingue ed interculturali in contesti e con modalità differenziati;


- insiste sulle caratteristiche di processo dell’apprendimento linguistico.


b) documentaria in quanto:



- presenta testimonianze certificate di competenza linguistica secondo standard, che utilizzano indicatori e descrittori condivisi a livello europeo;


- propone modelli di documentazione, descrizione e presentazione comparabili a livello internazionale anche per le esperienze meno "formali";


- rende trasparente ad altri soggetti il percorso formativo seguito dal "proprietario" del PEL seguendo canali formali e/o informali;


- insiste sugli esiti e risultati del percorso di apprendimento linguistico.


Per consentire ai PEL di assolvere alle funzioni succitate, i descrittori di competenze linguistico-comunicative utilizzati devono avere alcune caratteristiche essenziali: la chiarezza e la concretezza, l’espressione in forma positiva (can do statements = riesco a…, sono in grado di… ), la concisione, la trasparenza, la flessibilità d’uso. Devono essere adattati, inoltre, all’età del proprietario del PEL e, eventualmente, ad ambiti specifici di lingua.


La TRASPARENZA delle competenze acquisite è garantita dall’aggancio dei descrittori ai livelli codificati di competenza linguistica, stabiliti nel QCER (Livello Elementare A1, A2 ; Livello IntermedioB1, B2; Livello Avanzato C1, C2).


Considerate le funzioni illustrate, il PEL è utile a chi lo detiene e lo utilizza. E’ utile, inoltre, alla famiglia, che può seguire i progressi dei figli e accompagnarli nella loro presa di coscienza delle conquiste fatte in campo linguistico. E’ utile agli insegnanti che, opportunamente formati all’uso di questo strumento, possono scoprire modi per personalizzare l’attività didattica focalizzando i bisogni dei singoli. E’ utile all’istituzione scolastica che può disporre di un elemento strategico per favorire la continuità tra gradi e ordini diversi di scuola.


Infine, il PEL per adulti o giovani in cerca di occupazione, può fornire al datore di lavoro elementi di valutazione dello spettro delle competenze linguistiche acquisite dal soggetto interessato. Le stesse informazioni possono servire a enti e organismi che offrono opportunità di istruzione/formazione superiore a vario titolo.


IL PEL: LINEE GUIDA


Vengono indicati qui di seguito alcuni documenti sul Portfolio Europeo delle Lingue che delineano il quadro normativo di riferimento. Si tratta sia di Risoluzioni e Raccomandazioni adottate dal Consiglio dei Ministri del Consiglio d'Europa e rivolte ai Governi dei diversi Stati membri sia di informazioni utili per il processo di accreditamento presso il Consiglio d'Europa dei nuovi modelli di Portfolioi. I testi di questi documenti sono reperibili in francese e in inglese sul sito www.coe.int .


RACCOMANDAZIONE N. R(98)6


adottata il 17 marzo 1998 dal Consiglio dei Ministri degli Stati membri riguardante le lingue moderne.



• Vengono riconosciuti i progressi realizzati dagli Stati Membri nell'ambito dell'insegnamento/apprendimento delle lingue moderne a seguito della Raccomandazione n. R(82) 18;


• viene ribadita la volontà di mantenere ed approfondire la diversità culturale in Europa attraverso una maggiore conoscenza reciproca delle diverse lingue nazionali e regionali, ivi comprese quelle meno diffuse;


• vengono definite in appendice le misure da mettere in atto per l'insegnamento/apprendimento delle lingue moderne suddivise in:



- misure e principi di carattere generale;


- apprendimento precoce delle lingue fino ad 11 anni;


- insegnamento secondario;


- apprendimento delle lingue per l’orientamento professionale;


- educazione degli adulti;


- educazione bilingue nelle regioni bilingue o plurilingue;


- obiettivi dell’insegnamento linguistico e valutazione;


- formazione dei docenti.


RISOLUZIONE SUL PORTFOLIO EUROPEO DELLE LINGUE


adottata dalla 20a Conferenza permanente dei Ministri dell’Istruzione del Consiglio d’Europa, Cracovia 15-17 ottobre 2000.


E’ il documento redatto al termine della fase di sperimentazione del PEL nel quale si invitano gli Stati membri "a creare le condizioni favorevoli per l’implementazione ed il largo uso del PEL in armonia con i Principi e Linee-guida messe a punto dal Comitato Direttivo per l’Educazione del CdE".


IL PORTFOLIO EUROPEO DELLE LINGUE. PRINCIPI E LINEE-GUIDA


E’ il documento che sintetizza e definisce il Portfolio, le sue finalità ed i principi cui si ispira. Ne descrive la struttura e ne stabilisce le modalità di realizzazione.


REGOLE PER LACCREDITAMENTO DEI MODELLI DI PORTFOLIO


E’il documento per gli sperimentatori che definisce le procedure di validazine.


FORMULARIO PER LA VALIDAZIONE ED ACCREDITAMENTO DEI MODELLI DI PEL


E’ la scheda che deve accompagnare ogni modello di Portfolio che viene presentato per la validazione.


COMITATO VALIDATORE PER I MODELLI DI PEL


Il Comitato Validatore è un organismo che ha il compito di esaminare i modelli di Portfolio presentati dai diversi Stati membri per la validazione. Viene eletto in seno al Comitato Direttivo per l’Educazione del Consiglio d’Europa.


I PEL ITALIANI VALIDATI


SIGNIFICATO E CARATTERISTICHE DELLA VALIDAZIONE


Un PEL. viene validato dall’apposito Comitato operante presso il Consiglio d’Europa dopo una complessa procedura che richiede adempimenti finalizzati a verificarne la conformità sia alle Linee Guida sia al Regolamento per l’accreditamento, reperibili nel documento CC-ED (2000) 20 (cfr. VALIDATION http://culture.coe.int/portfolio).


Un modello può essere elaborato e sottoposto alla validazione del CdE da parte di una Istituzione nazionale, regionale, provinciale, o anche da parte di una istituzione scolastica. In ogni caso deve essere accompagnato da una relazione tecnica a cura della Direzione Generale per gli Affari Internazionali dell’Istruzione Scolastica del MIUR. Ciò al fine di garantire sia la conformità e qualità dei modelli rispetto alle indicazioni del Consiglio d’Europa sia un coordinamento delle varie proposte sul territorio nazionale.


Al termine della procedura viene assegnato un numero di registrazione che permette l’utilizzo del logo, del nome e del timbro del CdE, che diventano gli elementi di identificazione del prodotto.


Ottenuta la validazione, l’Istituzione promotrice è tenuta a creare le condizioni per una divulgazione del PEL (distribuzione di copie, sperimentazioni assistite, formazione docenti, informazioni agli alunni e famiglie, ecc.), nonché a monitorare e valutare le sue modalità di utilizzo fornendo informazioni e dati al CdE.


Si fornisce un elenco dei PEL italiani validati: ogni modello è descritto nelle Schede allegate.


ELENCO DEI PEL ITALIANI VALIDATI (cfr. PORTFOLIOS www.coe.int/portfolio)


1. 25.2002 - Italy (Umbria)


Model for learners in lower secondary education.
Il Modello dell’Umbria. Fascia di età 9 – 15.


2. 26.2002 (Piedmont)Model for learners in prima
ry education.


Il Modello del Piemonte. Fascia di età 8 – 11.
3. 30.2002 - Italy (Lombardia)
Model for learners in lower secondary education.


Il modello della Lombardia. Fascia di età 11 – 15.


4. 40.2003 – Italy
Model for learners in higher education.


Il modello della Calabria per le Università..
5. 48.2003 – Italian: 48.2003-IT
Model for learners in vocational sectors developed by

Sofia University with partners in 5 European countries.


Il Modello dell’Università di Sofia per l’istruzione tecnico- professionale in cinque lingue. Versione italiana. Fascia di età oltre i 15 anni.


6. 49. 2003 (8 – 2001 – IT)


Model for learners in primary schools.


Il Modello CILT (Centre for Information on Language Teaching) in inglese tradotto in italiano.


7. 54.2003 – Italy Turin


Model for young learners and adults.


Il Modello di Torino. Fascia di età oltre i 15 anni.


8. 64. 2004 - Italy - Puglia


Model for learners aged 14-20.


Il Modello della Puglia. Fascia di età 14 - 20.


Sono utilizzati in Italia anche altri modelli di PEL tradotti in italiano e creati da Associazioni o Enti.


APPROCCIO METODOLOGICO:


CARATTERISTICHE COMUNI E DIFFERENZE


Le schede analitiche dei PEL italiani validati evidenziano sia gli elementi costanti sia quelli specifici di ciascuno di essi. Le differenze più evidenti sono legate all’età degli studenti e al loro impegno scolastico, gli aspetti comuni sono da ritrovare innanzitutto negli elementi costitutivi strutturali indicati dal CdE. Non si analizzano le differenze legittime, di carattere contenutistico linguistico e grafico connesse all’età dei proprietari; ci si sofferma piuttosto sugli aspetti comuni.


Constatato che ogni modello individua le tre parti del PEL (Passaporto, Dossier, Biografia) e che quelli indirizzati al 2° ciclo hanno il passaporto nella versione standard europea, come prescritto, appare interessante notare la comune preoccupazione di fronteggiare sia l’esigenza di fornire informazioni chiare ai lettori esterni sia di accompagnare e sorreggere il cammino di apprendimento dei proprietari.


La prima necessità è assicurata dal costante riferimento agli indicatori di competenza presenti nel Quadro Comune Europeo di Riferimento, specificamente descritti nei livelli che interessano la fascia di apprendimento del proprietario del PEL; essa è poi rafforzata dalla sollecitazione a presentare nel Dossier le testimonianze concrete degli apprendimenti conseguiti.


La seconda necessità, avvertita in tutti i PEL, è costituita dalla presenza di richiami, rivolti a chi lo sta compilando, perché esplori le sue modalità di apprendimento, le sue preferenze, la qualità delle competenze raggiunte, i suoi bisogni linguistici ulteriori. Questi richiami, diretti ai possessori perché si misurino nella valutazione delle acquisizioni linguistiche che intraprendono, costituiscono una delle novità più stimolanti e ricche di prospettive del documento.


La presenza del docente – indispensabile garanzia della fondatezza di ogni dichiarazione - viene avvertita in tutti i documenti, ma in nessuno è preponderante.


Il protagonista resta comunque e sempre il proprietario, che va acquisendo via via maggiori responsabilità con l’accrescersi della consapevolezza relativa alle sue prestazioni.


In alcuni PEL si avverte anche una preoccupazione di collegamento con quanto accade sul piano linguistico nel territorio circostante; nei PEL per i più piccoli può entrare in gioco anche la famiglia, oltre che il territorio, sia – com’è ovvio - per avere informazioni sia per farsi essa stessa promotrice di crescita con interventi di supporto.


I PEL presi in esame offrono, in sostanza, stimolanti novità pedagogiche che non possono non influenzare l’azione dell’insegnamento. Se si considera che queste novità si riscontrano soprattutto nella parte denominata Biografia, cioè nel settore dedicato elettivamente a descrivere le caratteristiche della singola persona, ci si convince che questo strumento pedagogico è da ascrivere fra le modalità di intervento scolastico più attente alla personalizzazione dell’azione didattica.


QUALI POSSIBILITÀ PER UN PERCORSO ISTITUZIONALE INTEGRATO?


In base alla propria costituzione il CdE non può imporre agli Stati  Membri l’introduzione del PEL nei singoli sistemi nazionali d’istruzione. Inoltre, non ci si può aspettare che un’implementazione top-down porti a un sensibile sviluppo qualitativo nell’insegnamento delle lingue. Ci si può comunque aspettare che le competenti autorità favoriscano l’adozione del PEL presso le istituzioni scolastiche e gli ambienti professionali con azioni mirate.


Nel documento EUROPEAN LANGUAGE PORTFOLIO – PRINCIPLES AND GUIDELINES (DGIV/EDU/LANG 2000, 33 rev. June 2004, punto 4) il CdE ha ribadito e confermato le linee generali proposte per l’elaborazione e l’utilizzo del PEL. Il CdE invita ad evitare l’incontrollata proliferazione di PEL e ad avvalersi della possibilità di utilizzare quelli già esistenti, adattandoli alle singole situazioni di contesto.


Il M.I.U.R. (Direzioni centrali e Direzioni degli Uffici Scolastici Regionali), al fine di favorire lo sviluppo e la promozione della dimensione europea dell’educazione e a concorrere alla crescita della cittadinanza europea e della coesione sociale, con riferimento alle indicazioni del CdE, potrebbe:


- concertare azioni comuni e sviluppare intese per divulgare la conoscenza del PEL;


- supportare, valorizzare e promuovere l’utilizzo di PEL già esistenti e validati, anche curando la disseminazione di buone pratiche e tenendo conto delle specificità del territorio;


- creare le condizioni per un uso effettivo del PEL, con attenzione ad una integrazione coerente con i curricoli di riferimento nazionali (cfr. Legge 53/2003) e con il contesto nel quale avviene l’insegnamento/apprendimento;


- assistere i docenti nell’utilizzo del PEL attraverso azioni di informazione, formazione e consulenza;


- promuovere/organizzare e monitorare percorsi sperimentali, anche coordinando esperienze in atto.


Le scuole, nell’ambito della loro autonomia, organizzandosi anche in rete, nel delineare un piano per l’utilizzo del PEL, adatto alla situazione di partenza dei propri discenti e all’offerta formativa, potrebbero:


- promuovere l’utilizzo del PEL nella scuola, favorendo l’informazione e la formazione dei docenti;


- informare gli alunni sulla struttura (passaporto, biografia, dossier) e le funzioni del PEL, assicurandosi che siano pienamente compresi;


- informare le famiglie attraverso iniziative che stimolino un loro ruolo attivo per lo sviluppo dei percorsi di apprendimento linguistico dei loro figli;


- aiutare gli studenti a sviluppare l’autonomia e una coscienza critica verso il proprio processo di apprendimento, autovalutando le proprie competenze linguistiche e interculturali;


- valorizzare le buone pratiche e promuovere azioni per divulgarle sul territorio;


- creare le condizioni per una continuità del lavoro con il PEL nei vari ordini e gradi di scuole.


BIBLIO/SITOGRAFIA


DOCUMENTI DEL CONSIGLIO D’EUROPA


- Consiglio d’Europa, 2002, Quadro comune europeo di riferimento per le lingue:
apprendimento, insegnamento, valutazione, Milano, R.C.S. Scuola, La Nuova Italia-Oxford.


- Council of Europe, 2001, Common European Framework of Reference for Languages: Learning, teaching, assessment, Cambridge, Cambridge University Press.


- Council of Europe Education Committee, 2000, European Language Portfolio (ELP). Principles and Guidelines, Strasbourg: Council of Europe.


- Kohonen V., Westhoff G., 2001, Enhancing the Pedagogical Aspects of the European Language Portfolio (ELP), Strasbourg: Council of Europe.


- Little D., Perclova R., 2001, The European Language Portfolio: A Guide for Teachers and Teacher-Trainers, Strasbourg: Council of Europe.


- Schaerer, R., 2004, A European Language Portfolio: From piloting to implementation (2001-2004). Consolidated report, Strasbourg: Council of Europe.


- Schneider, G. e Lenz, P., 2001, The European Language Portfolio: Guide for Developers, Strasbourg: Council of Europe.


SITI


http://www.coe.int/portfolio Portale del Consiglio d’Euopa: nell’area Portfolio sono scaricabili i testi menzionati nel presente documento.


www.istruzione.it/argomenti/portfolio/index.shtml Portale del MIUR con informazioni sui Portfolio italiani.


http://www.irre.lombardia.it/portfolio Sito dell’IRRE Lombardia dedicato al Portfolio. Offre informazioni interessanti sui vari tipi di Portfolio.


www.portfoliodellelingue.ch - Sito del PEL della Svizzera con informazioni sulla valutazione, sui livelli di competenza linguistica e altri documenti.


www.unifr.ch/ids/portfolio Sito dell'Università di Friburgo con relazioni sulle varie fasi di sperimentazione del PEL svizzero, strumenti di rilevazione dati, istruzioni per la sperimentazione.


Documento prodotto dal Gruppo Tecnico di supporto sul Portfolio Europeo delle Lingue istituito dalla Direzione Generale per gli Affari Internazionali dell’Istruzione Scolastica, composto da: Isp Gisella Langé (coordinatrice), Isp. Walter Cristofoletti, Isp. Giancarlo Fornai, Dir. Scol. Raffaele Franzese, Dir. Scol. Emilio Tomassetti, Prof.ssa Francesca Brotto, Dott.ssa Rita Renda.


Settembre 2004


A. Le tre parti


Biografia linguistica:


38 pagine divise in parti.


1. Autoritratto Linguistico


2. Stile di Apprendimento


3. Scheda di Autovalutazione


4. Competenza Linguistica Futura.


5. Esperienze Interculturali


Livelli dettagliatamente descritti: A1/C2


Passaporto: 6 pagine.


Dossier: 3 pagine.


Allegati: 22 pagine


B. Lingue utilizzate


Italiano, inglese, francese, tedesco.


C. Guida per docenti


Reperibile in forma cartacea.


D. Veste editoriale


Quaderno a fogli mobili, veste grafica a due colori, Û 6. LANG Edizioni. ISBN 88-424-7557-2.


E. Sito di riferimento


http://www.langedizioni.com/varie/portfolio/portfolio_ele 


Scheda n. 1 - 25.2002 - Italy (Umbria)


Model for learners in lower secondary education. Il Modello dell’Umbria. Fascia di età 9-15.


A. Le tre parti


Passaporto: 3 settori del disco. Biografia linguistica: 3 settori e una intera facciata del disco.


Livelli dettagliatamente descritti: A1/B1.


Dossier: un settore del disco.


B. Lingue utilizzate


Italiano.


C. Guida per docenti


Reperibile sia in forma cartacea sia sul sito


D. Veste editoriale


- Versione solo Disco fustellato pieghevole autoconsistente a tre colori. Û 1.


Possibilità di scaricare gratuitamente dal sito le schede di  autovalutazione.


- Versione Quaderno a fogli mobili a due colori con disco fustellato. Û 7.50. De Agostini. ISBN 88-418-1514-0.


E. Sito di riferimento


www.centrodlc.it


Scheda n. 2 - 26.2002 (Piedmont)


Model for learners in primary education.


Il Modello del Piemonte. Fascia di età 8-11.


ALLEGATI


15


A. Le tre parti


Passaporto: libretto autonomo, 32 pagine.


Biografia linguistica:


33 pagine divise in parti.


1. Che cosa ho fatto e che cosa farò


2. Come imparo


3. Che cosa so fare


4. La mia banca dati: registrazione di


micron-competenze.


Livelli dettagliatamente descritti: A1/B1.


Dossier: 3 pagine.


B. Lingue utilizzate


Italiano, inglese, francese, tedesco,


spagnolo.


C. Guida per docenti


Reperibile sia in forma cartacea sia


sul sito:


http://www.lanuovaitalia.it/quadro_europeo/portfolio.php


D. Veste editoriale


Quaderno a fogli mobili, immagini a


colori, varietà di codici (iconografico,


pittorico, verbale). Û 6.


La Nuova Italia – Oxford University


Press. ISBN 88-221-4627-1.


E. Sito di riferimento


www.progettolingue.net


Scheda n. 3 - 0.2002 – Italy (Lombardia)


Model for learners in lower secondary education


Il Modello della Lombardia. Fascia di età 11-15.


A. Le tre parti


Passaporto: libretto autonomo,


16 pagine.


Biografia linguistica: 26 pagine con


schede di autovalutazione.


Livelli descritti A1/C2.


Dossier: 5 pagine.


B. Lingue utilizzate


Italiano.


C. Guida per docenti


Reperibile in forma cartacea.


D. Veste editoriale


Quaderno a fogli mobili. Veste grafica


a due colori.


Calderini. ISBN 88-528-0216-9. Û 6.


E. Sito di riferimento


http://vflp.net


Scheda n. 4 - 48.2003 – Italian: 48.2003-IT


Model for learners in vocational sectors developed by Sofia University


with partners in 5 European countries.


Il Modello dell’Università di Sofia tradotto in italiano


per l’istruzione tecnico- professionale. Fascia di età oltre i 15 anni.


A. Le tre parti


Passaporto: 4 pagine


Biografia linguistica:


9 pagine di schede.


Livelli descritti: A1/A2.


Dossier: 2 pagine.


B. Lingue utilizzate


Italiano.


C. Guida per docenti


Reperibile sia in forma cartacea


sia sul sito:


www.loescher.it/portfolio_cn1600.asp


D. Veste editoriale


Quaderno a fogli mobili, immagini a


colori, varietà di codici (iconografico,


pittorico, verbale). Û 6.


Loescher. ISBN 88-201-2689-3


E. Sito di riferimento


www.loescher.it/portfolio_cn1600.asp


Scheda n. 5 - 49. 2003 (8 – 2001 – IT)


Model for learners in primary schools.


Il Modello CILT (Centre for Information on Language Teaching)


tradotto in italiano. Fascia di età 8-11.


A. Le tre parti


Passaporto:


libretto autonomo, 16 pagine,


Biografia linguistica:


44 pagine divise in parti


1. La storia del mio apprendimento


2. Le mie esperienze linguistiche


ed interculturali


3. I miei obiettivi


4. Il mio stile di apprendimento


5. Autovalutazione delle


mie competenze


Livelli dettagliatamente descritti: A1/C2


Dossier: 4 pagine.


B. Lingue utilizzate


Italiano.


C. Guida per docenti


Reperibile in forma cartacea.


D. Veste editoriale


Quaderno a fogli mobili


a due colori. Û 6.


Corredato da cd-rom con schede di


autovalutazione in italiano, inglese,


francese, spagnolo, tedesco.


Loescher. ISBN 88-201-2719-9


E. Sito di riferimento


www.centrodlc.it


Scheda n. 6 - 54.2003 – Italy Turin


Model for young learners and adults.


Il Modello di Torino. Fascia di età oltre i 15 anni.


17


A. Le tre parti


Passaporto: libretto autonomo,


standard, 16 pagine,


Biografia linguistica:


84pagine divise in parti


1. La mia storia nello studio


delle lingue


2. Le esperienze linguistiche e interculturali


più significative


3. Gli obiettivi di studio


4. Cosa so fare


Livelli descritti: A1/C2


Dossier: 4 pagine.


B. Lingue utilizzate


Italiano.


C. Guida per docenti


Reperibile in forma cartacea.


D. Veste editoriale


Quaderno a fogli mobili a due colori


corredato da cd-rom. Û 11.


E. Sito di riferimento


www.puglia.istruzione.it/portfolio/


portfolio-_puglia.html


Scheda n. 7 - 64. 2004 - Italy - Puglia


Model for learners aged 14-20.


Il Modello della Puglia. Fascia di età 14-20.


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