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Io non rinuncio alla memoria
red - 18.01.2003


Oggi come ieri, riaffermiamo la nostra volontà di non dimenticare, di non rinunciare al bene comune della memoria. Siamo convinti che il ricordo costituisca il mezzo più efficace per contrastare la tendenza a banalizzare e a rimuovere dalla coscienza civile taluni nodi cruciali del secolo appena trascorso.
Tra le questioni più emblematiche e significative vanno segnalate, nonostante da allora sia passato più di un cinquantennio, la Shoah e la Resistenza.
La necessità di ricordare è inoltre un nostro diritto e un nostro dovere.

La Dichiarazione Universale dei diritti dell'uomo è stata proclamata nel 1948 dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite, "affinché ogni individuo e ogni organo della società, avendo costantemente presente questa Dichiarazione, si sforzi di promuovere, con l'insegnamento e l'educazione, il rispetto di questi diritti e di queste libertà e di garantirne, mediante
misure progressive di carattere nazionale e internazionale, l'universale ed effettivo riconoscimento e rispetto."

Ricordare è un diritto, in quanto ci riconosciamo nei valori di libertà e di democrazia previsti dalla nostra Costituzione, i soli sui quali è possibile costruire una coscienza autenticamente civile.
E' un dovere, perché la memoria della tragica sperienza del totalitarismo nazista e della successiva Dichiarazione universale dei diritti dell'Uomo sono il più importante patrimonio di esperienza che abbiamo contro il rischio di viverla di nuovo.

La nostra storia recente non deve infatti mai cessare di essere un monito e un insegnamento: essa ci dice che le tradizioni civili dei popoli, se non vengono coltivate e protette, prima immiseriscono, poi decadono, infine muoiono per cedere il passo all' irrazionalità e alla barbarie.

Per sottrarci, attraverso la riappropriazione del ricordo, ad una quotidianità priva di "alti" valori, di forti identità, di future prospettive, diciamo insieme:

IO NON RINUNCIO ALLA
MEMORIA



Se non noi, chi altri deve farlo? E se non ora, quando?

Per questo il 27 di Gennaio alle ore 11:59 (Ora di entrata delle truppe
alleate ad Auschwitz) nelle nostre classi faremo un minuto di silenzio e leggeremo la poesia di Primo Levi "Se questo è un uomo".

Per questo inoltre chiederemo alle nostre scuole che alle ore 11:59 venga "suonata la campanella" e venga effettuato un minuto di silenzio e letta in tutte le classi la sopraccitata poesia.

Per questo sosteniamo, da cittadini, l'azione di quegli insegnanti che testimonieranno il 27 Gennaio il loro senso civico con il silenzio.

Primi firmatari

Omer Bonezzi, presidente nazionale Proteo Fare Sapere
Emanuela Cerutti, responsabile newsletter Fuoriregistro
Domenico Chiesa , presidente nazionale Cidi
Dario Cillo, responsabile edscuola.it
Vittorio Cogliati Dezza , responsabile scuola-formazione

Legambiente nazionale
Gigliola Corduas, presidente nazionale Fnism
Luciano Corradini , presidente nazionale Uciim
Antonio Limonciello , responsabile Didaweb.net
Valerio Pedrelli, responsabile di Scuolidea.it
Mariangela Prioreschi, presidente nazionale Aimc
Gabriella Romano, segretaria nazionale Mce



NOI non rinunciamo alla memoria:

Per aderire visita il sito:

www.scuolafuturo.it


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