la legge 104: diritti e doveri

1) Cosa prevedono le leggi 104/92 e 68/99; 04/04, relative all'assistenza, integrazione, collocamento mirato e accesso ad Internet delle persone disabili?  2) I tre giorni di permesso: chi ne ha diritto? 3) La mamma di una bimba disabile può chiedere giorni di permesso dal suo lavoro a contratto determinato? 4) Chi usufruisce dei permessi per assistere familiari con disabilità?  5) E' possibile usufruire dei benefici della legge anche con orario di lavoro ridotto?  6) La legge 104 prevede il cambio di orario di lavoro?  7) Permessi, ferie e tredicesima: questo il parere del ministero del Lavoro  8) Per un orario di servizio più elastico  9) Indennità di frequenza: come si ottiene l'assegno? 10) Corsi di primo soccorso, sono obbligatori?     ********************************  1) Le risposte in Educazione scuola e Handilex      ********************************    2) Solo i lavoratori con handicap grave certificato (art. 3 comma 3 della Legge104/1992) hanno diritto a richiedere mensilmente i tre giorni di permessoprevisti dall'articolo 33 della Legge 104/1992.      ********************************    3) Legge 8 marzo 2000, n. 53, "Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle città" ( Gazzetta Ufficiale Ordinaria del 13 marzo 2000, n. 60)Art. 20.(Estensione delle agevolazioni per l'assistenza a chi è in stato di handicap) 1. Le disposizioni dell'articolo 33 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, come modificato dall'articolo 19 della presente legge, si applicano anche qualora l'altro genitore non ne abbia diritto nonché ai genitori ed ai familiari lavoratori, con rapporto di lavoro pubblico o privato, che assistono con continuità e in via esclusiva un parente o un affine entro il terzo grado portatore di handicap, ancorché non convivente. Art. 19.(Permessi per l'assistenza a chi è in stato di handicap) 1. All'articolo 33 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 3, dopo le parole: "permesso mensile" sono inserite le seguenti: "coperti da contribuzione figurativa"; b) al comma 5, le parole ", con lui convivente," sono soppresse; c) al comma 6, dopo le parole: "può usufruire " è inserita la seguente: "alternativamente".      ********************************    4) Nel caso di una persona con disabilità grave maggiorenne, il genitore lavoratore subordinato, che dimostri di essere l'unico a poter prestareassistenza, anche se non coabitante con l'assistito, ha diritto ai permessi retribuiti. La natura dei contratti previsti dalle legge n. 30/03, cosiddetta Biagi, non è ancora ben definita e pertanto basta dimostrare che l'altro coniuge svolge un lavoro con orario determinato.      ********************************    5) L'INPS consente di frazionare i tre giorni di permesso al massimo in mezze giornate (Circolare INPS 31 ottobre 1996, n. 211) L'INPDAP, l'istituto che assicura gran parte dei dipendenti pubblici, ammette anche il frazionamento in ore per un massimo di 18 ore mensili. (Circolare INPDAP 10 luglio 2000, n. 34).  Nel caso di una persona con disabilità grave maggiorenne, il genitore lavoratore subordinato, che dimostri di essere l'unico a poter prestare assistenza, anche se non coabitante con l'assistito, ha diritto ai permessi retribuiti. La natura dei contratti previsti dalle legge n. 30/03, cosiddetta Biagi, non è ancora ben definita e pertanto basta dimostrare che l'altro coniuge svolge un lavoro con orario determinato.Solo i lavoratori con handicap grave certificato (art. 3 comma 3 della Legge104/1992) hanno diritto a richiedere mensilmente i tre giorni di permessoprevisti dall'articolo 33 della Legge 104/1992. Nel caso dell'Inpdap la riduzione delle giornate di permesso è prevista proporzionalmente alle giornate effettivamente lavorate, ma questa disposizione si applica solo al part time verticale.Per il part time orizzontale L'INPDAP prevede che il permesso mensile di tre giorni sia concesso per intero. Il riferimento è la Circolare INPDAP del 10 luglio 2000, n. 34.Anche L'Inps fornisce una indicazione analoga: la circolare 133 del 17 luglio 2000 (punto 3.2.) prevede che i permessi mensili vadano ridemensionati proporzionalmente. Ma solo nel caso del part time verticale.       ********************************    6) Purtroppo l'art 33 L.n.- 104/92 , nel prevedere il diritto ai tre giorni di permessi mensili retribuiti ( fruibili anche per mezze giornate o per dueore giornaliere sino al massimo dell'orario di servizio ) non prevede specificamente la possibilità di spostamenti di turni orari. Ciò dovrebbeessere naturale dati i bisogni dell'assistenza. Qualora però ciò non sia possibile, l'unica possibilità rimane quella dei permessi giornalieri o dei periodi di congedo retribuiti sino ad un massimo di due anni che sono frazionabili, purché trattasi di figli.      ********************************    7) Nel 1992 la legge 104, ha introdotto, per i lavoratori con handicap grave e per i lavoratori che assistono familiari con grave disabilità, l'opportunità di fruire di tre giorni di permesso mensili (o, in particolari situazioni, di due ore giornaliere). L'articolo 33, quello appunto che prevede questa possibilità, è stato oggetto negli anni di decine di precisazioni, circolari, modifiche normative. La prima precisazione, ovvia ma al tempo stesso strettamente necessaria, è avvenuta un anno e mezzo dopo l'approvazione della legge 104. La legge 27 ottobre 1993, n. 423 ha dovuto specificare che quei permessi sono retribuiti. Altri sette anni e la legge 8 marzo 2000, n. 53 ha chiarito che quei permessi sono anche coperti da contribuzione figurativa, cioè dai versamenti utili per il raggiungimento del diritto alla pensione. Ma i problemi interpretativi e i contenziosi non si limitano certo a questi aspetti. Anzi. La richiesta e la concessione dei permessi si rivelano talvolta una vera e propria odissea per molti lavoratori. E qualche sorpresa in busta paga non manca. Fra gli aspetti finora non chiariti c'è senza dubbio quello delle ferie e della tredicesima. I permessi previsti dalla legge 104 incidono o no sulla maturazione delle ferie e della tredicesima mensilità? La risposta è diversa a seconda dei contratti di riferimento, degli uffici che autorizzano i permessi, di chi calcola la retribuzione, o a seconda che si tratti di un settore pubblico o privato con una evidente la disparità di trattamento. Riteniamo quindi di grande utilità ed indirizzo, anche per eventuali azioni legali, il parere espresso dalla Direzione Generale della tutela delle condizioni di lavoro del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Presso quella Direzione opera l'Ufficio VI, che si occupa della tutela delle lavoratrici e dei lavoratori in situazioni particolari e di difficoltà. Ad una specifica richiesta di chiarimento, l'Ufficio si è espresso (Prot. 15/0001920 del 5 maggio 2004) e lo ha fatto in modo articolato e ben motivato. Il Ministero ricorda che in precedenza la "prassi amministrativa seguita veniva motivata con la vigenza, ancora in epoca recente, della norma sul relativo trattamento economico e normativo, contenuta nel combinato disposto degli artt. 43, comma 2, e 34, comma 5, D.Lgs 151/2001". Quegli articoli - lo ricordiamo - affermavano che i periodi di permesso "sono computati nell'anzianità di servizio, esclusi gli effetti relativi alle ferie e alla tredicesima mensilità o alla gratifica natalizia". Erano comunque fatte salve le condizioni di maggior favore stabilite da leggi, regolamenti, contratti collettivi e da ogni altra disposizione.  Le novità legislative  Dopo aver illustrato come la prassi amministrativa fosse finora motivata, Il Ministero ricorda che recenti norme hanno adeguato l'ordinamento giuridico interno a quello comunitario, portando delle innovazioni in materia. Le "decurtazioni di ferie e tredicesima mensilità, per effetto dell'incidenza negativa dei permessi retribuiti ex art. 33 L. 104/1992, risultano, ora, inammissibili e potrebbero configurare, addirittura, specifiche discriminazioni". A sostegno di questa tesi il Ministero del Lavoro entra nel merito delle nuove disposizioni, ossia del recepimento di una importantissima Direttiva comunitaria: "con Decreto Legislativo 9 luglio 2003, n. 216 - recante: "Attuazione della direttiva 2000/78/CE per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizione di lavoro" (G.U. n. 187 del 13.8.2003) - il principio di parità di trattamento - applicabile "a tutte le persone sia nel settore pubblico che nel privato" - è stato esteso anche nei riguardi dei portatori di handicap. In particolare, l'art. 3, comma 1, lett. b), D.Lgs 216/2003 definisce l'ambito di applicazione di tale principio con espresso riferimento alle "aree" delle "condizioni di lavoro" e, in particolare, della "retribuzione". Né vi è dubbio come nella tutela delle "condizioni di lavoro" rientri, a tutti gli effetti, l'istituto delle ferie annuali retribuite, espressamente garantito dall'art. 36, ultimo comma, della Costituzione. Una diversa conclusione sarebbe, oltre tutto, in palese contrasto con gli obiettivi, posti dalla Legge - quadro 104/1992, di tutela, recupero sociale ed integrazione professionale del disabile, laddove, rispetto ad assenze finalizzate a ciò, sarebbe incongruo ritenere che le relative agevolazioni possano, peraltro, comportare la compressione del diritto, costituzionalmente garantito, a fruire di ferie retribuite, al fine di reintegrare - anche con pause, di cadenza annuale, dal lavoro - l'energia psico-fisica del lavoratore interessato. Ferie, oltre tutto, irrinunziabili".  La tredicesima  Sin qui il Ministero si è riferito alla maturazione delle ferie. Ma precisazioni altrettanto nette le formula anche in merito alla tredicesima mensilità, ricordando in premessa che a questa va "riconosciuta natura d'indennità di carattere retributivo". E prosegue: "le relative decurtazioni - se operate a carico di lavoratore disabile che abbia fruito dei permessi ex art. 33, comma 6, L. 104/1992 - costituirebbero discriminazioni dirette per il portatore di handicap, che risulterebbe ex art. 2, comma 1, lett. a), D.Lgs 216/2003, persona "trattata meno favorevolmente di quanto sia, sia stata o sarebbe trattata un'altra in situazione analoga". Mentre - se operate a carico degli altri aventi diritto - costituirebbero discriminazioni indirette per il disabile che venga da costoro assistito". Quella formulata dal Ministero è un'ipotesi piuttosto severa ma ineccepibile. Infatti "la nozione di discriminazione indiretta viene caratterizzata, dall'art. 2, comma 1, lett. b), D.Lgs 216/2003, dal fatto che "una disposizione, un criterio, una prassi, un atto, un patto o un comportamento apparentemente neutri possono mettere le persone (...) portatrici di handicap (...) in una situazione di particolare svantaggio rispetto ad altre persone". Si consideri, inoltre, come le agevolazioni ex art. 33 della legge-quadro 104/1992 si ricolleghino a quei doveri inderogabili di solidarietà sociale, menzionati dall'art. 2 della Costituzione".  Gli effetti  Il Ministero prosegue affermando con chiarezza che "alla sopravvenuta vigenza di norme - di origine comunitaria - e alla correlativa abrogazione di quelle interne con esse incompatibili deve ricondursi la revisione dell'orientamento sinora seguito. Ciò per effetto del D.Lgs 9 luglio 2003, n. 216, entrato in vigore, fatto non casuale, nel corso dell'anno europeo delle persone con disabilità. Ritenendo diversamente, sarebbe illegittimamente disconosciuta l'efficacia abrogante del principio antidiscriminatorio, introdotto dal D.Lgs 216/2003 - per incompatibilità ex art. 15 preleggi tra le nuove disposizioni e le precedenti - rispetto alle già menzionate norme sul Trattamento economico e normativo, contenute nel T.U. 151/2001. Né la contrattazione di settore potrebbe, ragionevolmente, introdurre norme collettive restrittive al riguardo". Questo significa che se fino a prima dell'adozione della direttiva comunitaria contro la discriminazione era possibile sostenere che i permessi lavorativi incidevano su ferie e tredicesima mensilità, ora questo orientamento non solo non è più sostenibile, ma sarebbe palesemente illegittimo. Sono quindi prevedibili numerosi contenziosi da parte dei lavoratori che continuano a vedersi decurtate ferie e tredicesima mensilità. Nel frattempo, l'Inps ha diramato il 10 novembre 2004 un messaggio (il n. 0036370) in cui si adegua alle indicazioni del Ministero. Paradossalmente l'indicazione, a detta dell'Inps, si applica solo ai propri dipendenti e non alla totalità dei suoi assicurati per i quali continuerebbero a valere, a parere dell'Istituto, indicazioni meno favorevoli. Silenzio assoluto invece - per quanto ne sappiamo - da parte dell'Inpdap, l'istituto previdenziale del settore pubblico.      ********************************    8) No. Vedi qui. 5. Il genitore o il familiare lavoratore, con rapporto di lavoro pubblico o privato, che assista con continuità un parente o un affine entro il terzo grado handicappato ha diritto a scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio e non può essere trasferito senza il suo consenso ad altra sede. (7bis)(7quater)6. La persona handicappata maggiorenne in situazione di gravità può usufruire alternativamente dei permessi di cui ai commi 2 e 3, ha diritto a scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio e non può essere trasferita in altra sede, senza il suo consenso.(7bis)(7quater)      ********************************    9) Indennità di frequenza (Legge 289, 11/10/90): Sono al massimo 12 mensilità pagate spesso in un’unica rata annuale. La concessione è subordinata alla frequenza continua o anche periodica di centri ambulatoriali o diurni, pubblici e privati, purché convenzionati, specializzati nel trattamento terapeutico o nella riabilitazione e nel recupero degli handicappati e alla frequenza di scuole di ogni ordine e grado a partire dalla scuola materna.  È comunque limitata alla reale durata del trattamento, e per questo occorre presentare apposita documentazione che attesti la frequenza del minore. È incompatibile con ogni forma di ricovero ed è subordinata ad un limite di reddito. Importo: nel 2002 era di 218,65 euro. Il limite di reddito è di 3.755,83 euro.Non so se l'importo è lo stesso per l'anno in corso.  Le riporto inoltre il commento di Carlo Giacobini sulla indennità di frequenza e asili nido che è reperibile nel sito handylex Indennità di frequenza e asili nidoLa Corte Costituzione si è pronunciata su un dubbio di legittimità costituzionale sollevato dal Tribunale di Torino. La sentenza (20-22 novembre 2002, n. 467) è favorevole alle persone con disabilità. Il dubbio di legittimità era stato sollevato relativamente all'erogazione dell'indennità di frequenza. L'indennità di frequenza, istituita dalla Legge 11 ottobre 1990, n. 289, viene concessa al "minore con difficoltà persistenti a svolgere le funzioni proprie dell'età" oppure "al minore con perdita uditiva superiore a 60 decibel nell'orecchio migliore".  La concessione di tale provvidenza economica, incompatibile con l'indennità di accompagnamento, "è subordinata alla frequenza continua o anche periodica di centri ambulatoriali o di centri diurni, anche di tipo semiresidenziale, pubblici o privati, purché operanti in regime convenzionale, specializzati nel trattamento terapeutico o nella riabilitazione e nel recupero di persone portatrici di handicap" oppure che "frequentano scuole, pubbliche o private, di ogni ordine e grado, a partire dalla scuola materna, nonché centri di formazione o di addestramento professionale finalizzati al reinserimento sociale dei soggetti stessi." L'interpretazione più consolidata, sostenuta in giudizio dall'INPS e dall'Avvocatura dello Stato, esclude la concessione della prestazione ai bambini con disabilità che frequentino l'asilo nido, cioè fino ai tre anni di età, sostenendo che l'asilo nido non è da considerarsi né una scuola né un centro di riabilitazione. Pur considerando formalmente corretta tale interpretazione, la Corte, ha ritenuto costituzionalmente illegittimo il terzo comma dell'articolo 3 dalla Legge 11 ottobre 1990, n. 289 nella parte in cui non prevede che l'indennità mensile di frequenza sia concessa anche ai minori che frequentano l'asilo nido. L'indennità di frequenza, a parere della Consulta, deve essere garantita anche a questi ultimi. Le motivazioni addotte sono di grande spessore. Gli asili nido sono, per legge, strutture dirette a garantire la formazione e la socializzazione dei bambini di età compresa tra i tre mesi e i tre anni ed a sostenere le famiglie e i genitori, funzione che assume una caratterizzazione particolare rispetto ai bambini con difficoltà a socializzare. Non a caso l'articolo 12 della Legge 104/1992 ha ritenuto di dover "garantire" al bambino disabile da 0 a 3 anni l'inserimento negli asili nido. La frequenza all'asilo nido è quindi un fattore essenziale per l'inserimento del bambino, nonché, come già recitava la sentenza n. 215 del 1987, per il "superamento della sua emarginazione, in un complesso intreccio in cui ciascuno di tali elementi interagisce sull'altro e, se ha evoluzione positiva, può operare in funzione sinergica ai fini del complessivo sviluppo della personalità". Conseguentemente a tale sentenza, l'INPS dovrà adeguare la propria prassi. (consulta la sentenza)  IMPORTANTE  La Direzione Centrale delle Prestazioni della sede centrale INPS di Roma, alla quale era giunta la decisione finale in ordine all’accoglibilità del ricorso presentato dal Patronato Epasa, ha deciso di concedere la chiesta prestazione assistenziale, ritenendo che la mancata estensione dell’indennità di frequenza ai bambini handicappati da 0 a 3 anni, rappresentasse un provvedimento contrario alla loro dignità, alla loro libertà e al loro diritto, costituzionalmente garantito, all’istruzione scolastica.      ********************************    10) Il D.M. Salute 388/03, emesso nel lontano 15/07/2003 ed entrato in vigore il4 febbraio 2005, disciplina il primo soccorso sul luogo di lavoro o distudio e obbliga ogni datore di lavoro (per la scuola è il D.S.) adistituirlo.Per la sola mancata istituzione del primo soccorso di cui all'art. 15 del D.Lgs. 626/94, così come disciplinato dal D.M. 388/03, e senza che si creinoaltre complicazioni, in base all'art. 89 del D.Lgs.626/94, è previsto l'arresto da 3 a6 mesi o l'ammenda da 3 a 8 milioni di ex lire.Docenti, collaboratori scolastici, personale educativo/assistenziale,queste, possono essere le persone incaricate dal Dirigente Scolastico asvolgere questo tipo di lavoro di primo soccorso, dopo la dovuta formazione.   

69 commenti (e 11 commenti da approvare)

I commenti

  1.    - 16-11-2016

    QUANDO HA FIRMATO IL CONTRATTO ERA PREVISTO ? SE SI NON CREDO SIA POSSIBILE FARE NULLA

  2.    - 16-11-2016

    NO!

  3.    - 11-08-2016

    sono la mamma di un bambino autistico.abbiamo avuto la legge 104 di tre gg al mese.Volevo sapere se potevo avere 'l'esonero dal fare le mattine visto che faccio i turni presso la asl.Ringrazio rimango in attesa di una risposta

  4.    - 11-06-2016

    Buongiorno,
    Volevo un'informazione riguardo alla Legge104.
    Una mia collega le è stata riconosciuta la 104 per suo figlio di 8 anni, ma è da un anno e mezzo che non usufruisce dei giorni previsti dalla legge.
    Il diritto di poter usufruire dei giorni previsti decade?
    Ringrazio

  5.    - 27-05-2016

    ho presentato la 104 15 giorni al mio ingegnere con la richiesta verbale di togliermi dalla reperibilita' ma solo ieri ho parlato con la sede centrale uff. personale risorse umanedicendomi che lo avrebbero avvisato.oggi escono i turni e a giugno son reperibile 2 settimane svolgo turno lavorativo 7.30-16.30 e la reperibilita e' di 7 gioni,notti comprese . sono un metalmeccanico .credo che ancora non lo abbiano contattato ,o cosa .aspe

  6.    - 25-04-2016

    Salve sono un militare e usufruisco della legge 104 per il mio papà ' e poi ho la moglie che gli è stata riconosciuta un invalidita' del 40% perché soffre di crisi epilettiche e dove abito ci solo io che può' assistere loro. Dove lavoro mi hanno trasferito dall'ufficio dove sono stato assegnato circa 18 anni fa' alla sezione operativa volante dove si effettuano turni lavorativi differenti e soprattutto in posti fissi da solo tipo(porto e corpo di guardia caserma). La mia domanda è in caso di urgenza come faccio ad intervenire lasciando il posto di lavoro sguarnito? Distinti saluti

  7.    - 25-04-2016

    Per la normalità non potrebbero farlo senza consenso, ma occorrere chiedere al Min della difesa.

  8.    - 31-03-2016

    E' obbligatoria la residenza.
    Perché non trasferire il disabile a casa sua almeno sulla carta (anagraficamente)?

    Si ovviamente pagherebbe IMU

  9.    - 30-03-2016

    e obbligatorio la convivenza col disabile anche se abito a 6 km da lui .... per usufruire dei due anni di permesso ...poi pagherei imu ici come seconda casa?
    grazie
    antonietta

  10.    - 27-02-2016

    (Risposta a Laura) Ricorra in tribunale se lo crede. Ma quando ha accettato le consizioni erano più vantaggiose?

  11.    - 27-02-2016

    (Risposta a Carmine) Non so se ho capito male ma lei è stato reasferito perché lo ha chiesto proprio per assistere il disabile, ora che che c'è l'pportunità di fare questo corso vorrebbe ritornare al posto precedente per farl?ùùMi pare troppo comodo. In questo caso l'assistenza?

  12.    - 27-02-2016

    (Risposta a Davide) Ha perfettamente ragione perchè il tempo di percorrenza nel fornire assistenza è notevole

  13.    - 27-02-2016

    (Risposta ad Alessandro)3 comma 3

  14.    - 26-02-2016

    sono un dipendente pubblico con contratto a tempo determinato.
    Mio marito già disabile al 70 per cento ha avuto un altro grosso problema per cui non posso lasciarlo in casa da solo.... mi hanno detto presso l'az. ospedaliera per cui lavoro che per i contratti a tempo determinato non è previsto il ricorso alla legge 104 e che posso usufruire solo di 10 giorni l'anno per permessi non retribuiti per motivi i più diversi.
    Ma la 104 non tutelerebbe me ma la persona fragile della famiglia.
    è corretto che il precario non ha nessun diritto?
    Rispetto ai lavoratori in ruolo abbiamo 2 giorni in meno di ferie l'anno e l'obbligo di ecm le cui giornate non ci vengono riconosciute come lavoro a differenza dei lavoratori in ruolo......

  15.    - 09-02-2016

    Buonasera sono portatore di invalidità civile , alla quale mi è stato riconosciuto anche la legge 104 ,3comma 1 . L'inps mi ha detto che io non posso usufruire dei tre giorni retribuiti perchè deve essere comma 3. Alcuni mi dicono si che posso altri no. A questo punto li posso avere o no ?Cordiali saluti Alessandro

  16.    - 12-01-2016

    Sono un dirigente di una Amministrazione Pubblica. Un mio dipendente, già fruitore di permessi (3 gg./mese) in quanto gli sono stati riconosciuti i benefici della L. 104 per assistenza a parente disabile, ha chiesto anche l'esenzione dal lavoro notturno. Nella considerazione che il dipendente ha la stessa residenza del parente disabile (Sardegna) ma lavora in Sicilia, che già in passato la P.A. ha rifiutato la domanda di trasferimento (provvedimento peraltro oggetto di ricorso, rigettato, da un TAR) e che il dipendente fruisce di alloggio nella sede di lavoro che usa abitualmente, chiedo se, conformemente allo spirito della legge, posso esimermi dal concedere al richiedente l'esonero dal lavoro notturno visto che, verosimilmente per motivi "geografici" e tempi correlati alla distanza, non potrebbe comunque garantire un'assistenza immediata e continua al disabile.
    Grazie e saluti

  17.    - 29-12-2015

    Salve sono un militare e sono stato trasferito in quanto usufruiscono di legge 104 per assistere un disabile. Quando mi hanno trasferito mi hanno congelato l incarico per andare a svolgere un altro nella nuova destinazione. Oggi è arrivata la comunicazione che dovrei fare il corso di specializzazione per il mio incarico principale della durata di circa 3 mesi a Roma. Quello che vorrei sapere e se possono vietarmi di effettuare questo corso è quindi cambiare del tutto la mia carriera. Se no, dove posso trovare il materiale per appellarmi? Grazie e cordiali saluti.

  18.    - 23-11-2015

    Purtroppo non è possibile. Scorrendo gli altri commenti troverà quesiti simili al suo e le risposte.

  19.    - 22-11-2015

    Buonasera, io usufruisco di due legge 104, su mio figlio maggiorenne e di mia suocera, l'azienda a deciso di mettermi in turno di notte 22-06 io sono una guardia giurata l'azienda mi può obbligare di fare la notte?

  20.    - 23-10-2015



    I permessi previsti dall’articolo 33 della Legge 104/1992, nel caso di contratto di lavoro a tempo parziale, come in questo caso orizzontale (tutti i giorni lavorati con un orario ridotto) sono comunque tre e corrispondenti alle ore contrattualmente previste (ad esempio se il part time è di quattro ore al giorno, le tre giornate corrisponderanno all’orario svolto contrattualmente).
    r

  21.    - 22-10-2015

    Salve...volevo chiedervi io usufruisco della 104 di mio figlio...e l'Inps mi aveva detto che mi toccavano 3 giorni al mese,ora però la mia datore di lavoro mi vuole dare solo 1 giorno al mese..però io lavoro 2 ore al giorno e per questo motivo mi a detto così..però io sono stata di nuovo a l'Inps e loro mi riducono che mi toccano 3 giorni ma no 1!!! Nonostante questo io sto usufruendo solo di 1...... è vero che mi tocca solo 1 giorno????

  22.    - 27-05-2015

    sono padre di un bambino disabile , lavoro come medico di guardia medica x ASL , con turni notturni e diurni , contratto di lavoro - convenzione di categoria medicina generale ; essendo la bambina affetta da crisi epilettiche notturne gravi , devo essere sempre presente per poter prestarle l'assistenza necessaria ( altrimenti in mia assenza la moglie deve chiamare il 118 etc ).
    domanda : posso chiedere i permessi retribuiti o meno dai turni notturni ?
    Grazie

  23.    - 22-05-2015

    buon giorno da poco ho richiesto il congedo straordinario retribuito secondo la 104 per mio figlio di 2 anni disabile ,vorrei sapere se posso comunque mandarlo al nido (per evitare che possa avere problemi di socializzazione) o essendo io a casa devo tenerlo a casa con me. grazie

  24.    - 16-03-2015

    Vorrei sapere,visto che nessuno sa darmi una risposta,se i permessi legge 104 possono essere chiesti anche per assistenza notturna verso la persone con disabilità?Faccio un lavoro a turni e non ho chiesto di essere esonerato la notte,ma solo alcune notti in cui chiedo la 104.Grazie

  25.    - 16-03-2015

    Certo che valgono anche la notte. La persona disabile che assiste penso non sia miracolata e ed sente di assistenza notturna Se il suo lavoro è quello la norma si applica

    Saluti
    r.a.b.

  26.    - 14-02-2015

    sono un bancario, usufruisco della 104 comma 1 e dell'invalidita' civile 68% che lavora a 40 km dalla residenza familiare. Senza prevviso, l'azienda mi ha mandato lettera di trasferimento in una sede piu' distante di altri 30km .
    Premesso che oltre ad un bay pass aortocoronarico, soffro di una malattia cronica che mi ha causato una trombosi alla vena porta e mesenterica, per cui sono costretto a prendere degli anticoagulanti. Usufruendo di queste leggi posso rifiutrami di essere trasferito.

    Cordiali saluti

  27.    - 18-12-2014

    buon giorno ho un bambino di 9 anni disabile al 100% lavoro in una ditta partecipata da 8 anni a tempo indeterminato,facciamo manutenzione nel comune di residenza,e siamo in 20(ma solo io sono il fortunato con un bimbo splendido invalido)operai.posso evitare di fare straordinari e reperibilità.dato che devo accudire mio figlio da dopo le 17?preciso che fino alle 16,30 è a squola con una insegnante di sostegno grazie

  28.    - 18-12-2014

    Lavora le ore contrattuai e si può rifiuare di fare altro per via dell'assistenza che presta ad un disabile. R.A.B

  29.    - 03-12-2014

    Salve sono una mamma di una bimba di 5 anni abbiamo scoperto da poco che la bimba ha una sindrome genetica e quindi necessita di controlli periodici pur non avendo problemi a livello cognitivo.vorremmo far richiesta di 104 per via Dell esenzione che il prossimo anno non avra' piu' e che ci serve per gli innumerevoli esami costosi che attualmente fa pero' mi chiedevo in base a questa legge noi siamo obbligati ad inserire un sostegno a scuola? O e' possibile non usufruirne? Perche' la bambina da quel punto di vista e' totalmente incolume infatti nessuno se ne accorge del suo problema.. Ha solo bisogno di essere seguita a livello medico con farmaci adeguati grazie

  30.    - 29-10-2014

    Per Cinzia:
    Quando sei stata assunta non lo sapevi che facevi i turni? Se lo sapevi non puoi chiedere nulla. Se invece le cose sono cambiate successivamente puoi tentare
    RAB

  31.    - 29-10-2014

    Per Cristina
    Puoi rifiutarti, ma ti consiglio di farti assistere perchè non c'è più la certezza di alcun diritto in questi tempi
    Auguri RAB

  32.    - 28-10-2014

    Sono dipendente privato genitore di minore invalido visto che l'orario che mi fanno fare non è aderente a quello firmato sul contratto anzi spesso mi viene comunicato poche ore prima recarmi al lavoro ,ho diritto ad un'orario di lavoro che mi permetta di accaccompagnare mio figlio alle sue terapie?

  33.    - 28-10-2014

    Io ho un bambino di4 anni affetto dalla sindrome di down vorrei sapere se al mio posto di lavoro posso cambiare i turni che ho attualmente con tutte mattine ho per mio figlio l'accompagno e la 104grazie

  34.    - 10-10-2014

    Chiedi di non fare straordinari se non li puoi fare perché devi assistere un disabile , non credo ti sia negato.
    R.A.B.

  35.    - 09-10-2014

    Le chiedo un ragguaglio sulla possibilità di un dipendente ASL, che presta il suo servizio H12 presso un gruppo operatorio, per capire se ha facoltà di fare turni straordinari anche di 12 o 13 ore e di fare oltre a ciò un rilevante numero di interventi in intramoenia, peraltro rilevanti sotto il profilo del carico di lavoro. Mi meraviglia il fatto che ci sia compatibilità fra la tutela offerta dalla norma e l'effettivo svolgere ulteriori carichi di lavoro.

  36.    - 23-09-2014

    A casa solo con i tre giorni.
    R.A.B.

  37.    - 21-09-2014

    buongiorno, mi serve un'informazione, lavoro nel settore della grande distribuzione, sono stata assunta con l'obbligo di lavorare tutte le domeniche. ora da circa 4 anni usufruisco della legge 104 per assistere mio padre disabile al 100%. sono obbligata a lavorare tutte le domeniche oppure sono esentata in quanto assisto mio padre? al lavoro mi hanno riferito che avendo un contratto con domeniche lavorate obbligatoriamente posso restare a casa soltanto se usufruisco dei famosi 3 giorni. a me risulta il contrario. grazie per le delucidazioni che mi darete

  38.    - 06-08-2014

    NO! NON POSSONO FARLO. All'atto dell'assunzione lei ha sottoscritto quell'orario e cambiarlo per favorire altri significherebbe avere problemi per l'assistenza che presta ai disabili, pertanto gli dica NO!

  39.    - 05-08-2014

    Buogiorno lavoro in ospedale con un contratto part-time verticale al 50% ,usuffruisco anche della L104 per entrambi i miei genitori ,poichè nel mio reparto spesso e volentieri i colleghi si mettono in mutua mi è stato chiesto di modificare il mio orario di lavoro per coprire i turni scoperti .
    Lo possono fare?
    Per me significherebbe inoltre andare sotto di ore in quanto mi viene chiesto di cambiare orario ,invece delle notti vogliono farmi fare i pomeriggi .
    Io ho firmato un contratto part-time
    Grazie
    Cordiali Saluti

  40.    - 17-07-2014

    avrei bisogno di un chiarimento... ho un bimbo con un lieve problema, ovviamente a scuola chiedono il sostegno e al giorno d'oggi si può avere solo con la richiesta della 104. Il patronato a cui mi sono rivolta mi consiglia anche di prendere il contributo economico che lo stato prevede chiedendo l'invalidità dato che la logopedia è totalmente a carico mio e della mia famiglia. Di fare terapia all'asl non se ne parla è lieve e non c'è posto. Ora la mia domanda è questa se chiedo la 104 ed il contributo oggi, un domani mio figlio cercando lavoro potrebbe avere problemi perché in età infantile ha avuto questo tipo di aiuto?? queste cose restano agli atti anche se poi crescendo la 104 non verrà rinnovata??

  41.    - 13-06-2014

    Ma questa è una materia sindacale!
    Leggere che è istruttivo:


    Hai un figlio disabile? Non vai in pensione

    di Sara De Carli

    Con la riforma Fornero i permessi goduti con la legge 104 e la maternità facoltativa non vengono "conteggiati" ai fini pensionistici. Carlo Giacobini spiega l'assurdità di questa norma, «che si può cambiare solo con una nuova legge»



    Il titolo è forte, un po' estremizzato, ma la sostanza ci è molto vicina. Sui social, un genitore ha fatto una sintesi concreta: «ci stai dicendo che per noi genitori con la 104 (cioè con figli disabili gravi) al posto del pre-pensionamento di 5 anni di cui si discute da decenni, toccheranno cinque anni di lavoro in più rispetto a tutti gli altri?!? Non c'è mai limite alle assurdità su questo tema».
    C’è da non crederci, per la palese ingiustizia della misura, ma è proprio così. Andiamo per gradi. La riforma Fornero ha introdotto la "pensione anticipata", stabilendo che per andare in pensione prima dell’età anagrafica prevista (in questo momento 66 anni e tre mesi per gli uomini e un minimo di 62 e tre mesi per le donne) servono (nel 2013) 42 anni più 2 mesi di contributi versati per gli uomini e 41 più 2 mesi per le donne. La riforma prevede anche che chi fa richiesta di questa pensione anticipata - che prevede comunque un consistente requisito contributivo - prima dei 62 anni avrà una penalizzazione dell'1 o del 2% a seconda dei casi. Nel conteggio di questi anni entrano però - questa è la novità - solo i giorni «effettivamente lavorati» e non quelli coperti da contributi figurativi, fatta eccezione per infortuni, malattia, servizio di leva e maternità obbligatoria. Di fatto chi si presenta allo sportello Inps si sente dire che i giorni in cui un lavoratore è stato assente per permessi retribuiti per motivi familiari, lutto, diritto allo studio, donazione del sangue, sciopero non sono "buoni". Volgare e antipatico, ma i giorni si conteranno in unità o decine. Ma non solo. L’enormità della cosa arriva qui: non valgono nemmeno i giorni di assenza per la legge 104/1992 (che riconosce permessi retribuiti per l’assistenza di un figlio disabile) e addirittura il congedo parentale (ex maternità facoltativa). Si tratta di 180 giorni a figlio nel caso del congedo parentale e di 3 giorni al mese nel caso della 104 (più il congedo straordinario di due anni), che in una vita da genitore di figlio disabile diventano un pesante pacchetto. Se nel computo dei 42 e rotti anni ci sono delle giornate così, coperte solo da contributi figurativi, scatta la decurtazione dell'assegno (dell'1% o del 2%, a seconda dei casi): l'alternativa è una sola, restare al lavoro per recuperare i giorni mancanti (qui le informazioni più tecniche). Carlo Giacobini, il direttore di HandyLex, è uno dei più grandi esperti in Italia di diritti e persone con disabilità ed è stato il primo in assoluto a sollevare la questione.

    Quella che circola è un'interpretazione, un timore, o è proprio vero? Scusi la domanda, ma suona talmente assurdo…
    È vero e non dipende dall’Inps. È scritto nero su bianco nella norma della manovra Fornero, legge 214 del 2011, articolo 24 combinata con art. 14 della legge 14 del 24 febbraio 2012. Quei 42 anni e 2 mesi devono riferirsi a lavoro effettivamente prestato, eccezionalmente sono conteggiate come lavoro prestato le assenze per malattia, maternità obbligatoria, infortunio, servizio di leva. Tutto il resto è fuori.
    Come mai la questione viene a galla solo ora?
    L’avevamo segnalato già nel 2011, ma in quel momento la situazione politica era tale che non si è riusciti a portare l’attenzione su questo tema come su altri, altrettanto delicati. La manovra Fornero comunque si è perfezionata solo a luglio e quindi con le prime persone che stanno andando in pensione con quelle regole la situazione è esplosa.
    Per un genitore con un figlio disabile, concretamente le nuove regole cosa comportano?
    Questo significa che chi ha fruito di due anni di congedo dovrà lavorare due anni in più per maturare quel diritto. Se non lo fa incorre in penalizzazioni di trattamento. Facciamo i conti, la legge 104 dà diritto a tre giorni al mese di assenza, che fanno 30 all’anno: questo significa che il padre di un ragazzo con disabilità che oggi ha 60 anni e per 20 anni ha usufruito dei permessi lavorativi mensili, dovrà rimanere in servizio due anni in più. Una beffa: quello che era ipotizzato come un aiuto, alla fine della fiera vene fatto pesantemente ripagare.
    Tra le famiglie c’è grande disorientamento. Come vi muoverete ora?
    Solo un intervento normativo potrà sanare questa situazione, non c’è altra strada. Tecnicamente è molto semplice, basta aggiungere alla legge un periodo che include i permessi per la legge 104 e i congedi parentali fra le eccezioni. Il vero nodo da affrontare sarà quello della copertura. È una questione eminentemente politica. Noi stiamo già predisponendo una proposta di legge da presentare, ma deve esserci un gruppo trasversale di parlamentari che poi se ne faccia carico in Parlamento.


    http://www.vita.it/politica/leggi-norme/hai-la-104-non-vai-in-pensione.html

  42.    - 13-06-2014

    Aggiornamento


    La legge di stabilità 2014 (legge 27 dicembre 2013, n. 147) ha sanato la situazione evidenziata nel presente articolo, escludendo dal calcolo delle penalizzazioni ai fini della pensione anticipata «i congedi e i permessi concessi ai sensi dell'articolo 33 della legge 5 febbraio 1992, n. 104». Tecnicamente il comma 493 della legge 147/2013 ha modificato l'articolo 6, comma 2 quater della Legge 14/2012.

  43.    - 12-06-2014

    salve sono una portalettere e mi hanno concesso la legge 104 per mia madre invalida.pero' mi sorge un dubbio,i tre giorni mensili mi verranno decurtati ai fini pensionistici?e soprattutto mi verranno decurtati dalla graduatoria interna portalettere valida per l'assegnazione delle zone di recapito?ringrazio

  44.    - 07-06-2014

    L'art 33 della l.n. 104/892 stabilisce che il lavoratore con disabilità ha diritto a svolgere il lalvoro nella sede più vicina al proprio domicilio " OVE POSSIBILE "; pertanto se l'azienda non riesce a trovare un lavoro compatibile con il suo stato di salute nell'attuale sede, non Le consiglio di fare ricorso; se invece Lei può dimostrare che lo stesso lavoro che Le propongono a 20 KM di distanza è possibile anche dove attualmente lavora, allora si rivolga al Suo sindacato e sollevi la vertenza.

    Cordiali saluti.

    Salvatore Nocera

  45.    - 04-06-2014

    lavoro presso un azienda sanitaria privata convenzionata. Per problemi di salute mi è stata riconosciuta sia la legge 104 (ma non i 3 giorni) che la legge 68 per il collocamento mirato. Inoltre usufruisco della legge 104 x assistenza disabile( con i 3 giorni),la mia azienda ha deciso di trasferirmi in altra sede (circa 20 km di distanza)giustificando il fatto, con la mia impossibilità a poter movomentare carichi pesanti ( so x certo che nel mio ambulatorio potrei svolgere un lavoro compatibile col mio stato di salute). POSSO IMPUGNARE IL TRASFERIMENTO?

  46.    - 07-05-2014

    >Dipendente pubblico usufruitore di legge 104 per mamma disabile 100%
    vogliono cambiarmi l'orario in ufficio posso rifiutarmi ed oppormi, in quanto il sabato mi verrebbe a costare molto di più l'attuale badante?

    grazie

  47.    - 09-01-2014

    Sono un infermiera presso un ospedale pubblico ed assisto mio marito invalido al 100% (grave), sto usufruendo dei 2 anni di congedo retribuito continuativo(legge 104). Vorrei sapere se ho diritto alla 13esima, se maturo le ferie e se maturo il TFR.
    Grazie.

  48.    - 10-11-2013

    sono un capo turno in una azienda pubblica, ho parecchi lavoratori che usufruiscono legge 104 .vorrei sapere posso trasferirli in altri reparti non turnanti e non notturni ,per interesse aziendali e di altri lavoratori ,che sono SEMPRE costretti a coprire i turni dei colleghi che usufruiscono 104 penalizzando la loro vita famigliare. parecchi hanno DUE permessi 104 guarda caso sempre di domenica . esiste una legge che tuteli ANCHE quei lavoratori ONESTI e sempre costretti a coprire questi lavoratori che usufruiscono della legge 104

  49.    - 24-02-2013

    Sono mamma di un bambino di 4 anni ,affetto da Autismo.mio figlio usufruisce di una pensione di 290 di invalidita' da pochi giorni ci è arrivata la documentazione che è stata accettata anche la 104,vorrei sapere come mai mio figlio non spetta l'accompagno visto che è un minore,mio figlio frequenta l'asilo e frequenta 3 volte a settimana terapia in un centro Autistico convenzionato,ma non per noi visto che facciamo prte di un altro comune.ditinti saluti aspetto una vostra risposta

  50.    - 12-02-2013

    salve sono una donna separata con 2 bambine avente legge 104 entrambe minori il mio lavoro è composto di vari turni tipo 6-10 ....18-21 o altri c'è un legge che mi dica se posso chiedere alla ditta di non poter far un turno in particolare ? distinti saluti

  51.    - 07-02-2013

    salve, usufruisco da 2 anni della legge 104 per assistere mia madre affetta da alzheimer che vive con mio padre 78enne e una badante. usufruisco dei giorni di permesso quando è assente la badante, tipo la domenica o quando la devo portare a fare visite o quant'altro. nell'azienda in cui lavoro velatamente minacciano interventi da parte di investigatori privati a controllare se nei giorni di permesso io effettivamente sono occupata con mia madre tutte le 8 ore lavorative. la mia domanda è: quando sono in permesso nel turno di mattina per esempio devo stare con mia madre effettivamente dalle 6 la mattina fino alle 14 anche se la visita che deve effettuare magari mi occupa solo dalle 9 alle 11?
    cordiali saluti MariaLuisa

  52.    - 28-01-2013

    Buongiorno, desidero chiedere quanto segue: una figlia che assiste sua mamma ed usufruisce della 104 può nel suo ambiente lavorativo (ospedale) essere spostata di reparto per alcuni periodi (per problemi legati alla mancanza di personale) ed essere obbligata a fare anche la notte? Proprio per problemi legati alla quotidianità lavora ormai da anni in un reparto dove non ci sono turni.
    Grazie

  53.    - 28-01-2013

    SI PUO' RIFIUTARE DI FARE TURNI IN GENERE PER VIA DELLA ASSISTENZA CHE DEVE PRESTARE. DI CONSEGUENZA RIMANE DOVE E', MA NON PUO' PRETENDERLO AL CONTRARIO DEI TURNI CHE POTREBBERO PORTARE DISCAPITO AL DISABILE CHE ASSISTE

  54.    - 03-01-2013

    Ci sono attualmente solo due possibilità:

    1- prendere i tre giorni mensili frazionati in ore giornaliere;

    2 prendere dei giorni di congedo straiordinario retribuito entro i limiti massimi di due anni nell'arco della vita lavorativa.

    La terza possibilità , cioè quella di un partime non so se verrebbe accettato dalla ditta.

    Non sarebbe possibile ottenere il trasporto gratuito al centro di riabilitazione da parte del Comune o del Municipio?


    Cordiali saluti ed auguri

    Salvatore Nocera

  55.    - 02-01-2013

    Salve! Sono una madre single di tre bambini e più grande ha la 104. Il pomeriggio lo devo accompagnare a fare diverse terapie. Io lavoro in una società di trasporti tutti i giorni von un riposo a settimana a turni dalle 5 alle 00:40. Così ho problemi x accompagnare mio figlio a terapia e i tre gg non castano. Io al lavoro ho consegnato un certif medico della struttura pubblica che lo segue, nel quale x e scritto che io devo stare a casa con lui il pomeriggio. Ma da me se ne fregano. Cosa posso fare? C e in coma specifico della legge km merito?
    Attendo risposta gentilmente.
    Grazie e buon anno

  56.    - 12-09-2012

    E' possibile se ci sono piu dipendenti che usufruiscono della legge 104/92 in un reparto ospedaliero, essere spostati dal reparto perche si è in troppi, può essere uuna discreminazione?

  57.    - 15-06-2012

    e' normale che mi vengano trattenute 11euro per ogni giornodi 104 che prendo per assistere mia madre con handikap grave?

  58.    - 03-06-2012

    Caro Fiorenzo,

    troverà la risposta alla sua domanda a questa pagina:

    http://www.didaweb.net/handicap/leggi.php?a=850

    Per aprirla deve copiare ed incollare il link nella barra degli indirizzi

    R.A. Borzetti

  59.    - 02-06-2012

    salve. Io lavoro da 30 anni in posta (postino) ho mio figlio di quindici anni che non cammina e avuto problemi dalla nascita, non ho problemi con i tre giorni di permesso mensili ma il mio direttore mi vuole obbligare a fare abbinamento di 2 ore giornaliere su altra zona di recapito specifico non straordinario io dovendo portare mio figlio a fare terapia gli spiego che anche volendo non posso e lui mi contesta dicendo che son obbligato dal contratto di lavoro che io non ho mai trovato e lui non mi ha mai mostrato. Volevo sapere se sono obbligato, anche i sindacati sono molto vaghi e io non so come comportarmi. Vi faccio presente che dovendo portame mio figli minimo ogni 6 mesi a genova il mio direttore non mi da le ferie avendone circo 80 di arretrate e pure quando si è dovuto operare all'ancha io ho dovuto prendermi i tre giorni di permesso x la 104. Vi ringrazio di cuore. Saluti

  60.    - 12-05-2012

    salve vorrei chiedervi se chi usufruisce della legge 104 per un parente disabile possa essere escluso dai turni di reperibilità e quale il comma della legge che lo prevede.
    grazie

  61.    - 10-05-2012

    il datore di lavoro mi chiede obbligatoriamente di indicare ogni primi del mese corrente, la decorrenza dei tre giorni della legge 104 a me spettanti, secondo una circolare dell'articolo 33, indicando esattamente in quali giorni del mese devo usufruirne. E' possibile?

  62.    - 08-04-2012

    E' un suo diritto usufruire di tali permessi, pertanto faccia una raccommandata a quest signori e glielo dica, citando nella lettera quello che gli hanno detto

    saluti

  63.    - 04-04-2012

    salve da circa 1 anno e mezzo usufruisco della legge 10492, per assistere mia nonna con la malattia di alzhaimer. Lavoro come oss presso un centro diurno per disabili gravi; da Maggio 2011 sono stata "costretta" a non poter più usufruire dei permessi leffe perchè la ccordinatrice riferisce che si crea disguido al servizio; e quasi in tono di minaccia avverte che potrei essere spostata in un altro servizio credo che essendo anche socia dipendente della cooperativa sociale e che altre 2 colleghe utilizzano tutt' ora i permessi 10492 e che la situazione clinica del mio fgamiliare e decisamente peggiorata Vi chiedo cortesemente un consiglio credo che sia un mio diritto grazie

  64.    - 04-04-2012

    E' un suo diritto usufruire di tali permessi, pertanto faccia una raccommandata a quest signori e glielo dica, citando nella lettera quello che gli hanno detto

    saluti

  65.    - 21-08-2011

    da 2 anni fruisco dei 3 giorni mensili per assistenza a mia madre legge 104 il mio quesito è questo i miei fratelli nel momento in cui mia madre avrà bisogno di assistenza continua avranno doveri diversi dai miei che fruisco dei 3 giorni? e nel caso non potessi più fruire dei 3 giorni per motivi personali posso revocare il beneficio dei 3 giorni spettanti ? grazie e cordiali saluti.

  66.    - 21-08-2011

    da 2 anni fruisco dei 3 giorni mensili per assistenza a mia madre
    legge 104 il mio quesito è questo i miei fratelli nel momento in cui
    mia madre avrà bisogno di assistenza continua avranno doveri diversi
    dai miei che fruisco dei 3 giorni?

    Lei si è assunto l'onere dell'assistenza, a loro compete quello di
    essere figli con i doveri che stabilisce la legge

    > e nel caso non potessi più fruire dei 3 giorni per motivi personali
    > posso revocare il beneficio dei 3 giorni spettanti ? grazie e cordiali
    > saluti.

    A Lei la scelta se usufruirne, ma se non lo fa non li perde, altrimenti
    può demandare ad altri il compito dell'assistenza ma perde ovviamente i
    tre giorni

    r.a.b.

  67.    - 19-07-2010

    Poteva obbligare la famiglia dopo l'accertamento da parte della scuola, di problemi cogntivi. La patria potestà è dei genitori e non della scuola

  68.    - 11-07-2010

    se un bambino di eta' inferiore ai 5 anni ha evidenziato per lunghi periodi ('anni) difficolta'tali da reputarlo handicappato la scuola era obbligata ad effettuare la visita specialistica prevista nella legge 104 art 4?Oppure poteva obbligare la famiglia ad effettuarla?
    Ringrazio

  69.    - 20-12-2008

    Da un anno assisto un mio zio invalido al 100%grave e nella tredicesima mi hanno decurtato 180 euro perchè dicono che non mi spetta, ora mi chiedo a chi posso rivolgermi?? un consulente del lavoro o un patronato????Lavoro in azienda sanitaria privata





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