Il carro davanti ai buoi

Di Luisa Rizzo - Interventi - 04.02.2010

Le notizie che arrivano dalle scuole rispetto alle misure xenofobe messe in atto dall'attuale governo sono sempre più drammatiche, specchio della decomposizione di un tessuto di società civile che fino ad ora sembrava reggere, nella saldezza di alcuni presupposti etici e di cultura democratica. Anche gli osservatori più prudenti, quelli convinti che poi nelle scuole le ''innovazioni'' buone o cattive che esse siano, arrivino attutite, in ritardo, che c'e' sempre l'autonomia scolastica che consente anse di protezione e resistenza, oggi sono preoccupati.
Due misure intanto sono rivolte a mutare radicalmente le modalità di accoglienza per bambini, adolescenti ed adulti: le classi ponte di fatto introdotte con gli ultimi provvedimenti, quelli più conosciuti per l'istituzione del cosiddetto tetto, e la cancellazione prevista dal nuovo regolamento dell'educazione degli adulti, dei corsi di prima accoglienza per immigrati.
Dal prossimo anno sara' quindi consentito il non inserimento automatico nelle classi per i neo arrivati, sia in virtu' del tetto, sia sulla base della non conoscenza della lingua: andranno in una delle tante aule rimaste vuote dopo gli accorpamenti, e non si capisce con che tipologia di insegnanti, visto che la formazione ministeriale fino ad oggi si e' mossa per raggiungere i titolari degli insegnamenti disciplinari, considerando, giustamente, che l'apprendimento dell'italiano fosse da distribuire sulla globalità della vita scolastica. (Anche per questo non sono mai state istituite figure specializzate. Non esiste infatti una classe di concorso per l'italiano lingua straniera, gli addetti nemmeno ne parlano considerandola una delle vere grandi utopie della nostra scuola, pur essendo sempre più numerosi i percorsi universitari di studi in questa direzione, meglio dire, realisticamente, nella direzione dell'insegnamento all'estero,visto che si pensa di spostare li' la selezione di ''immigrazione qualificata'').
Teoricamente il soggiorno in queste aree di segregazione dovrebbe essere provvisorio, però si parla di test che bambini ed adolescenti dovranno sostenere per poterne uscire. Utile ribadire che tutti gli studi, le esperienza italiane ed europee, considerano negativo l'isolamento scolastico, nello specifico della didattica dell'apprendimento delle lingue e non solo alla luce della politica dell'accoglienza e dell'intercultura, parola peraltro CANCELLATA e sostutiuta con integrazione nei documenti ministeriali, o come ha detto qualcuno, inserita in una citazione in nota formato 8.(Aluisi Tosolini)
Per cio' che riguarda gli adulti, l'esperienza dei corsi per immigrati, gestiti coraggiosamente ed in corretto spirito di sperimentazione ed autoaggiornamento in molti CTP del centro-nord, in parte meno incisiva ma significativa al sud, da insegnanti di scuola primaria, risultano CANCELLATI nel nuovo ordinamento proposto.
E qui e' direttamente l'Universita' per stranieri di Perugia che e' scesa in campo. ''Limitando l'accesso ai corsi di italiano per stranieri a coloro che debbano conseguire un titolo di studio, come prevede lo schema di regolamento per la riorganizzazione dei Centri d'istruzione per gli adulti, si mette a rischio l'integrazione sociale stessa degli stranieri.'' Lo hanno affermato i dirigenti scolastici e gli insegnanti di italiano della rete dei Centri Territoriali Permanenti (Ctp) e delle scuole pubbliche con certificazione linguistica Celi, riuniti al convegno "Percorsi di cittadinanza: la lingua in quanto diritto, l'italiano non più straniero. ''Secondo i dati relativi all'anno 2007-2008, dei 402.288 utenti della rete italiana dei Ctp infatti, meno di 50 mila stranieri hanno frequentato i corsi finalizzati al conseguimento di un titolo di studio.

Molto più alti i numeri degli stranieri che secondo il nuovo schema di regolamento apparirebbero esclusi: i 230.928 che hanno frequentato corsi brevi e moduli di alfabetizzazione funzionale, i 78.877 utenti dei corsi per l'integrazione linguistica e sociale e gli 85.841 che hanno seguito i corsi del primo ciclo di istruzione.  La finalizzazione dell'apprendimento della lingua italiana per stranieri al conseguimento di un titolo di  impedirà l'accesso al diritto all'istruzione a coloro che intendano seguire un percorso di lingua e cultura italiana, legato ai bisogni di vita, comunicativi e lavorativi, che sono la maggior parte. Quindi in 500 mila rischiano di essere esclusi!''
E' stato più volte detto che ''nei venti anni alle nostre spalle la costruzione del sistema dell'educazione interculturale è andata avanti in modo tutto sommato lineare e progressivo, disomogeneo ma non contraddittorio, nell'alternarsi di amministrazioni dai colori politici differenti; con momenti di stanchezza , valutazioni critiche all'idea di intercultura o rinnovata attenzione. Si è trattato un processo comunque in qualche modo coerente e tenace nel battere, fin dall'inizio, la pista di una possibile via italiana alla scuola interculturale''. (Vinicio Ongini)

Siamo ed una tappa come le altre di questo percorso, particolarmente difficile ma arginabile con la solita filosofia del ''prendiamo quello che c'e' di buono o che il buon senso ci suggerisce doloroso ma utile''? Tutto fa pensare di no.

Come per la precarizzazione del lavoro così per le forme di marginalizzazione ed espulsione degli stranieri (immagine che sostituisce e descrive involuzioni razziste delle strutture democratiche) e' arrivato il momento per la scuola e per quanti ad essa siano interessati, di mettere il famoso carro davanti ai buoi, per sbarrare la strada a un percorso che sta minando in profondità il nostro presente ed il futuro delle nuove generazioni.

Per finire.
L'Ufficio scolastico di Catania, il 23 novembre scorso avrebbe inviato alle scuole della provincia una circolare in cui si chiedeva la compilazione, entro il 14 dicembre 2009, di schede di rilevazione dei dati relativi a tutti gli studenti stranieri, con la seguente motivazione: attuare interventi 'a favore degli alunni immigrati che in atto frequentano le istituzioni scolastiche di questa provincia.
A questo comportamento già' di per sé' anomalo, si e' aggiunta la richiesta dei dati di tutti gli studenti stranieri, anche frequentatori abituali delle istituzioni scolastiche, che conterrebbe tutta una serie di dati sensibili quali: nomi, cognomi, data e luogo di nascita, eventuali spostamenti nel corso dell'anno per tornare al paese d'origine.
Quali le conseguenze, è facile prevederlo: la richiesta di dati sensibili nel caso di studenti stranieri ha come conseguenza una schedatura di eventuali immigrati irregolari e che scuole e ospedali non hanno l'obbligo di denunciare secondo la legge vigente.   Integrazioni ed approfondimenti qui

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