L'autismo non e' sindrome per poveri: lo Stato e' assente

Il Sole 24 Ore


ROMA. L'autismo non Ŕ una sindrome per poveri: il trattamento per i bambini a cui viene diagnosticato un disturbo da spettro autistico Ŕ costoso. Ma le asl di riferimento non garantiscono la terapia pi¨ efficace secondo l'Istituto superiore di sanitÓ, ossia il metodo ABA, sigla di Applied behaviour analysis, analisi del comportamento applicato. una terapia comportamentale che non Ŕ stata indicata chiaramente dai nuovi Lea, i Livelli essenziali di assistenza.

A denunciarlo Ŕ Alberto Zuliani, ex presidente Istat, oggi alla guida dell'Associazione "Una breccia nel muro" che tratta bambini tra due e 12 anni nei centri di Roma e di Salerno: "Le regioni, forti del fatto che i Lea non sono stati declinati in modo nitido, sono sfuggenti, magari non per cattiveria e malafede, ma non hanno il personale idoneo a fare quel tipo di trattamenti, che poi sono i metodi cognitivo-comportamentali; e il trattamento Ŕ molto costoso, quindi queste famiglie si trovano a essere sole di fronte a questa sindrome."

Solitudine che racconta Esmeralda Acquaviva, mamma di Stefano, 5 anni, da due in cura presso il centro romano: "Stefano Ŕ arrivato qui che aveva giÓ oltre tre anni e non parlava, non emetteva alcun suono e aveva dei comportamenti altamente problematici che gli impedivano di andare a scuola. Dopo 15 giorni a Breccia Stefano ha cominciato a comunicare con i pecs, che sono un sistema di comunicazione basato sulle immagini, e dopo due-tre mesi Ŕ partito il linguaggio e io ho avuto la gioia di essere chiamata mamma per la prima volta, quando mio figlio aveva quasi 4 anni, e di avere il primo bacio."

Esmeralda si considera una persona privilegiata perchÚ paga la retta con la vendita di una casa che ha ereditato: "Di mestiere faccio l'insegnante, quindi non guadagno moltissimo, e oltre 1.000 euro al mese sono dedicate alla cura di mio figlio, con grande gioia da parte mia perchŔ la nostra vita Ŕ migliorata. Usciamo, andiamo a fare la spesa, andiamo al supermercato, al cinema, ci facciamo una passeggiata insieme".

Un problema sociale, sottolinea Zuliani: "se non si interviene precocemente anche la spesa sanitaria sarÓ estremamente elevata, perchŔ durerÓ per tutto il percorso di vita di questi bambini, che diventeranno adulti e saranno emarginati e che non riusciranno a entrare nella societÓ civile e che non potranno neanche esprimere quello che sono capaci di esprimere".

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