Redattore Sociale - Parlare di disabilita' con i termini giusti: una carta deontologica per i giornalisti

ROMA. Pietismo, buonismo o sensazionalismo, in barba al rispetto della dignitą della persona. Fiaba e Ordine dei giornalisti dell’Abruzzo convergono nella necessitą di rivedere la deontologia del giornalista sul tema della disabilitą, e a seguito del Seminario di formazione avvenuto ad Avezzano ieri mattina hanno stilato una proposta. Hanno partecipato Stefano Pallotta, presidente Odg Abruzzo, Giuseppe Trieste, presidente di FIaba e Nicola Stacchietti, ufficio stampa Fiaba, promotore della “Carta Deontologica delle PRM – Person with reduced mobility”.

Perifrasi come “costretto sulla sedia a rotelle” o espressioni come “menomato” o “handicappato” sono percepiti come denigratori: la parola handicap (originariamente la zavorra di piombo che serviva a livellare la differenza di peso dei fantini nelle corse di cavalli), che negli anni ’80 č stata accolta come innovativa e quasi liberatoria, attualmente č percepita come insulto (sondaggio rivista Focus, 2009). Inoltre, l’Organizzazione Mondiale della Sanitą l’ha completamente cassata da ogni documento: l’Italia non ha ancora formalmente recepito la nuova classificazione delle disabilitą che sostituisce la sequenza menomazione-disabilitą-handicap con funzioni corporee-attivitą personale-partecipazione sociale. E non lo ha fatto neppure la narrazione giornalistica italiana. Per quanto riguarda la perifrasi “costretto sulla sedia a rotelle”: la sedia per una persona con disabilitą č un facilitatore, uno strumento di liberazione. Č davvero cinico tentare di suscitare pietą attraverso questo strumento.

Inoltre, il “Testo Unico dei Doveri del Giornalista” riporta all’articolo 6: “Il giornalista rispetta i diritti e la dignitą delle persone malate o con disabilitą siano esse portatrici di menomazioni fisiche, mentali, intellettive o sensoriali”. A seguito del seminario di formazione appena tenutosi ad Avezzano e della votazione favorevole dei presenti, Fiaba ha chiesto all’Odg Abruzzo di presentare le proprie istanze al Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti: il Testo Unico sia epurato dall’espressione “menomazione” e si apra un tavolo per la stesura di buone pratiche nella narrazione giornalistica sul tema della disabilitą. Hanno aderito a questa proposta Odg Abruzzo, Unitalsi, Comunitą di Capodarco, Rete Sole e Sanitą Informazione.

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