Tag: Scuola - anno scolastico 2011-2012
Non dormiamoci su
Francesco Di Lorenzo - 06-08-2012
Dallo Speciale Notizie dal fronte 2011-2012


Il sospetto è diventato realtà. Ormai si sono convinti tutti: un'estate della scuola così catastrofica, operatori e fruitori scolastici, non la vivevano da qualche anno. Resta confermato che, come diceva un vecchio funzionario ministeriale, in estate generalmente passano leggi e leggine che nel corso dei mesi rivelano di possedere, al loro interno, le maggiori nefandezze. E che quindi bisogna stare attenti, non bisogna mai, in estate più che in altre stagioni, allentare la tensione. La quale tensione, però, viene messa a dura prova (tanto da potersi facilmente tramutare, si spera, in rabbia) quando si leggono sempre e soltanto notizie di questo tenore: tagli alla ricerca, tagli della presidenze, tagli alle ferie dei supplenti, aumento delle tasse universitarie. E sono solo 'chicche' a titolo esemplificativo, poiché in effetti si tratta di un 'continuum', inesorabile e senza fine.
La riscoperta della persona
Francesco Di Lorenzo - 10-07-2012
Dallo Speciale Notizie dal fronte 2011-2012



A parole si proclamano diversi ma in concreto, grattata via la patina, ti accorgi che sono miseramente uguali. È inutile sbandierare, come pure questo governo ha fatto, una discontinuità con il precedente sui tagli e sui finanziamenti alla scuola (sia pubblica che privata). In effetti, c'è una continuità evidente e lampante. Per la scuola, il piano del governo attuale prevede un altro taglio di 200milioni alle istituzioni pubbliche a favore di quelle private. Una 'novità' che negli ultimi dodici anni, dall'entrata in vigore della legge sulla parità (62/2000), continua a riproporsi senza soste. In effetti, non si capisce perché tutti noi dovremmo contribuire, con i fondi dello Stato, a diminuire la qualità della scuola pubblica a favore di quella privata. Tenendo presente il paradosso che la maggioranza della popolazione non usufruisce della scuola privata e non vorrebbe farlo, o non vorrebbe essere costretta a sceglierla. Ma si fa finta di niente, e così il paradosso diventa un macigno: un grande ostacolo che si evita volentieri. Basta far finta che non ci sia, o di passarci accanto con geniale noncuranza e il gioco è fatto. Ma fatto per chi?
Lo share è basso
Francesco Di Lorenzo - 16-06-2012
Dallo Speciale Notizie dal fronte 2011-2012


È francamente scandaloso che in provincia di Novara, precisamente a Borgomanero, ci sia ancora chi pensa di poter decidere i diritti dei bambini partendo dalle proprie idee. E l'idea (geniale) di genitori e docenti di un consiglio di Circolo del centro piemontese, sarebbe che essere cittadini italiani dia più diritto (degli altri) di frequentare la scuola dell'infanzia. Con il risultato che, per mancanza di posti, 30 bambini stranieri sono stati esclusi dall'accesso alla scuola....
Continuando con le idee geniali...
Dagli Stati Uniti arriva la notizia che con l'aiuto di Bill Gates (starebbe finanziando la ricerca) tra un po' di tempo saremo tutti contenti perché non si potrà barare sull'attenzione. Infatti, si sta escogitando un braccialetto che segnala l'interesse e il grado di concentrazione degli studenti. Tramite impulsi nervosi, e chissà cos'altro, alla fine un grafico ci saprà dire molto più dei test e dei monitoraggi vari. Naturalmente il passaggio successivo (già evidenziato) è quello che così si misurerà la qualità del docente e quindi il merito. L'equazione proposta è: più lo studente è attento, più il docente è bravo...
Pacchetto merito: Profumo e Rossi-Doria, la strana coppia
Vincenzo Pascuzzi - 11-06-2012
Seconda puntata

Questa volta però Profumo e Rossi-Doria operano all'unisono, in sinergia. E' di domenica scorsa, 3 giugno, l'intervista con titolo in prima pagina (quindi non inaffidabili indiscrezioni giornalistiche) del ministro Profumo a Repubblica con l'annuncio della sua riforma e del "pacchetto merito", con premi ai migliori, ai meritevoli, alle eccellenze. Immediate, numerose, autorevoli le critiche, tanto che il ministro ha dovuto fare brusca e rapida retromarcia. E lo ha fatto con una lettera di chiarimenti, spiegazioni e scuse diretta ai sindacati. La lettera, di lunedì 4 giugno, presenta qualche anomalia: non indica le sigle dei destinatari, esordisce con un insolito e ambiguo "Care colleghe e cari colleghi", sembra pervasa da urgente necessità di rimediare. Poi per tutta la settimana si sono susseguiti articoli e prese di posizione, in prevalenza contrari e sui quali il Miur dovrebbe riflettere e meditare.
Invece no, il Miur finge di non aver capito e insiste. Venerdì 8 giugno, sul suo blog, Marco Rossi-Doria interviene a supporto del suo ministro e dichiara: "Va dato atto al Ministro Profumo di aver aperto un dibattito importante: come valorizzare il merito- l'impegno e le capacità- degli studenti". Il dibattito è sì stato aperto ma chiaramente contro le aspettative del Ministro, il quale oggi - intervistato in video da Maria Latella - conferma che, secondo lui, "Sul progetto per il merito c'è consenso".
I media e la scuola
Cosimo De Nitto - 29-05-2012
Mentre leggevo l'articolo "Nessun abuso nell'asilo di Rignano. Gli imputati assolti con formula piena", la mente mi è tornata alla lapidazione mediatica cui maestre e bidella di quella scuola sono state sottoposte anni fa e per molto tempo. Cosa hanno provato a passare per mostri. Ricordo l'abominio e il disprezzo suscitato contro il più esecrando dei delitti, quello di chi viola dei bambini innocenti. Non c'era spazio per il dubbio. La giustizia sembrava troppo lenta e cauta con i mostri, occorreva un rogo purificatore di delitti, veri o presunti non importava, e soprattutto di coscienze. Si aveva terrore a sostenere che forse bisognava aspettare la giustizia, si rischiava di passare per simpatizzanti dei mostri, difensori di una categoria nella quale c'è tanto marcio, forse è tutta marcia. Un clima contro la scuola, contro gli insegnanti, a generalizzare si fa presto, a strumentalizzare ancora più presto, soprattutto da parte di coloro (Brunetta, Gelmini, Tremonti &C.) che si preparavano a sferrare un attacco alla scuola pubblica senza precedenti. Complici buona parte dei media, quasi silenzio da parte di chi avrebbe dovuto strillare, ribellarsi a tale abominio.
Scuola e pedagogia della condivisione
Fabio Cardini - 13-04-2012
L'insegnante ha un ruolo determinante nel processo di apprendimento degli studenti, processo che cresce all'interno di un legame che è insieme cognitivo e affettivo, basato cioè sulla trasmissione di contenuti ricchi di emozioni e sulla stima e la fiducia, sulla percezione che l'adulto è interessato sinceramente all'allievo. Il docente non si prefigge come scopo quello di portare semplicemente avanti la didattica, ma è mosso dall'idea che un buon insegnamento è qualcosa da costruire continuativamente assieme agli studenti ed è sempre unito a un attento sistema educativo nel quale la relazione affettiva con gli allievi occupa un posto di primo piano. Porre al centro la relazione affettiva significa saper ascoltare in modo empatico e comunicare in modo autentico, coinvolgendosi e partecipando al percorso formativo di ciascuno. Significa sviluppare e curare quelle competenze motivazionali che nella pedagogia della condivisione trovano espressione in quella che si è soliti chiamare intelligenza del cuore.
Lettera aperta al prof. Luigi Berlinguer
Mario Piatti - 02-04-2012
Egregio Prof. Berlinguer

da tempo apprezziamo la passione con cui si dedica a far sì che nella scuola italiana venga praticata una buona e completa formazione musicale. E da sempre ci auguriamo che le sue parole vengano ascoltate da governo e parlamento al fine di predisporre atti normativi e finanziari che diano adeguata applicazione alle sue indicazioni.

Ciò non di meno ci spiace che, in alcuni interventi, non si tenga nel dovuto conto quanto tanti bravi insegnanti sono riusciti a costruire nelle loro classi e scuole, con enorme fatica e nonostante i limiti imposti da dissennate scelte ministeriali. Sembra quasi che ciò che c'è di buono per la musica sia dovuto solo all'attivazione del Comitato da Lei presieduto. E' quanto si potrebbe evincere da quanto riportato ne Il Messaggero del 27 marzo u.s.: «... il Comitato nazionale per l'apprendimento pratico della musica che ho l'onore di presiedere è riuscito ad inserire la pratica musicale nel percorso scolastico delle elementari e delle medie».
Gli studenti non scrivono più come una volta...
Cosimo De Nitto - 15-03-2012
La povertà linguistica, di cui la scrittura è solo parte, non è un fenomeno che trova soluzione nella lamentazione del tipo: non ci sono più i giovani di una volta, non si scrive più la lingua di una volta, i giovani non sanno più scrivere, i giovani non sanno più parlare, i giovani non sanno più pensare ecc., basta riflettere su quanto siano in aumento fenomeni come la disgrafia, disortografia, dislalia, discalculia ecc. che oggi sono studiati come vere e proprie patologie.
Il problema è molto complesso, difficile e la via per prenderlo in carico e cercare di risolverlo è quella, per esempio, che persegue il Giscel con il suo prossimo Convegno nazionale a Reggio Emilia il 12-14 aprile prossimo che ha per tema "L'italiano per capire e per studiare: educazione linguistica e oltre".
Priorità contro la crisi: investire in famiglia, lavoro e scuola
Francesco Paolo Catanzaro - 15-11-2011
Le nuove direttive del governo tecnico dovrebbero orientarsi verso un recupero di tutti quei valori che il precedente aveva sacrificato e calpestato, pur di portare avanti la sua politica di "tagli". Valori che sono alla base della "felicitas civile" e del progresso della nostra Nazione.
Tra pubblico e privato
Emanuela Cerutti - 22-09-2011
C'è da chiedersi cosa davvero bolla in pentola.
La notizia è disarmante: aboliamo gli asili statali per tornare al privato.
Durante un recente convegno pidiellino il consigliere regionale veneto Serragiotto non abbassa fino in fondo la mannaia, ma di una cosa è certo: il privato farà risparmiare.
Sul "chi" mi pare si possa aprire un confronto.
Le famiglie? Attualmente le scuole materne private chiedono quote d'iscrizione e gestione più alte delle pubbliche e, generalmente, proporzionali al servizio offerto, alla numerosità della classe, all'orario. Generalmente le famiglie spendono meno nel pubblico.
Le scuole private? Le scuole private lamentano da tempo la fatica del vivere quotidiano e chiedono insistentemente contributi statali in nome della parità. Se aumenteranno gli iscritti e il servizio dovrà essere realmente potenziato forse più del risparmio crescerà la spesa.
Lo Stato, ossia le scuole pubbliche? Lapalissiano: se un "datore di lavoro" toglie lavoro certamente ci guadagna. A scapito, ovviamente, degli insegnanti, cioè dei lavoratori pubblici dipendenti. A meno che non debba riversare quel risparmio su altro settore analogo.
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