In pensione. Perché?
Claudia Fanti - 20-01-2007
Alcune mie carissime colleghe andranno in pensione.

Sono brave, hanno lavorato con grande competenza professionale dentro la scuola. Non sono state "mammone". Sono state maestre con la M maiuscola. Io le stimo perché ne conosco il valor militante.

Hanno amato bambine e bambini come le vere educatrici sanno fare, senza bamboleggiamenti, sconti, moine...

Non sarebbero andate via per un anno ancora se il mondo della politica e dei media non le avesse nauseate. Una, addirittura, forse pagherà migliaia di euro per abbandonare qualche mese prima il posto che ha onorato. E non è ricca.

Ma ormai hanno deciso, e neanche le preghiere di noi che in pensione non possiamo andare sono valse a dissuaderle.

Così è e sarà nei prossimi anni. Si perderanno persone preziose, prima del tempo che altrimenti ancora avrebbero dedicato alle classi.

Ma lo spettacolo va avanti.

La vita corre lasciando indietro chi decise fin dall'inizio del proprio percorso di procedere con pazienza e rispetto per realizzare il sogno di ascoltare, educare e istruire le nuove generazioni senza le glorie della scena...
Mi rendo conto che parole come professionalità, onore, onestà, pazienza, rispetto sono cadute in disuso, sono state dimenticate...

Si preferisce puntare l'indice inquisitore su eclatanti avvenimenti ed eventi di giornata, su statistiche e sondaggi per dimostrare che l'istruzione è pressoché inutile, che la scuola e i docenti sono da trattare alla pari di azienda e lavoratori che non si occupano di teste altrui, di infanzia e adolescenza, per dimostrare che il servizio prestato nella scuola è quasi un non lavoro facilmente sostituibile per mezzo di servizi altri.
Mai come negli ultimi anni la scuola è stata tanto triste pur lavorando e dando tanto...
Quasi si è persa la gioia dell'incontro con i piccoli, inconsapevoli cuccioli d'uomo.

Ieri notte, pensando alle colleghe, non dormivo...Ho cominciato a contare le pecore per dimenticare la malinconia...invece, come da tanto tempo ormai non mi succedeva, le pecore sono state sostituite dai visi dei tanti bambini e bambine che ho conosciuto...nitidamente li ho rivisti...credo di non essermene dimenticato nemmeno uno...e sono centinaia...Mi sono quasi spaventata della quantità di informazioni che la materia cerebrale di una insegnante può contenere e utilizzare per migliorare...per aiutare, capire (senza fine) bambine e bambini di ogni tipo!

Allora, ho cominciato a sorridere delle loro provocazioni (tante, anche silenti), dei loro successi, insuccessi, riprese, rallentamenti, accelerazioni...

Qualche volto in particolare era nitidissimo: quello di chi aveva avuto difficoltà...quegli occhi mi seguivano nel buio come mi avevano letteralmente inseguito durante le lezioni...mi ha colpito ciò che allora, a vent'anni, mi sembrava naturale: quegli sguardi, al di là delle azioni, a volte sconsiderate, aggressive, ribelli...mi volevano catturare...e così è stato. Mi hanno catturata, mi hanno spinto a crescere, a studiare, a cambiare anche con sofferenza, e continuano a catturarmi e a rivoltare come un calzino il mio modo di insegnare, ascoltare, attendere...

Non esistono riforme, umiliazioni economiche, morali, non esiste giornale, non esiste politico, ministro, non esiste nulla che mi catturerà come quegli sguardi che hanno insegnato a me, e alle mie colleghe tanto stanche, ad avere sommo rispetto del nostro lavoro, a considerarlo tra i più importanti per la vita dell'essere umano.

Buon riposo colleghe! Vi voglio bene...e se io avessi anche una sola briciola di potere, vi coprirei d'oro... vi copro però di attestazioni di affetto e stima...buona onorata vecchiaia!
Il vostro "sguardo" mi ha catturato come quello dei cuccioli che ben conoscete!

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 Giorgio Dellepiane Garabello    - 21-01-2007
Sinceramente commosso dalla tue ...nottate!
Anch'io, pensando al rapporto dialettico allievo-docente, mi sono ritrovato spesso a pensare quali scelte era meglio fare, quali progetti elaborare e come attuarli, quali procedure comunicative incentivare, ecc ecc...
Mi permetto un suggerimento: prova a leggere i documenti originali, non fidarti delle riletture, di chi «sa come interpretarli in vece tua».
Nella scuola di Fioroni io non trovo proprio niente della vituperata riforma Moratti.
Forse sarebbe meglio leggere cosa stava scritto nelle Indicazioni Nazionali per la Scuola Primaria della riforma pensata e scritta da Bertagna.
Magari i fantasmi notturni andrebbero via ...sostituiti dalle simpatiche mascherine (ma sì, ricordi quel tal Luigi Pirandello?) degli attuali responsabili della "Pubblica Istruzione"!
Ciao e in gamba!

 claudia fanti    - 22-01-2007
Gentile Giorgio, per una volta mi sono concessa l'emozione e la commozione, senza pensare ai documenti da leggere e da analizzare... li ho letti tutti e commentati tanti... ma ci sono poi le persone... forse lo scritto è troppo "sentito", sicuramente non è quello di un politico, ma io non lo sono... osservo soltanto ciò che accade dentro la scuola... ci sono tante cose che non vanno, ma ce ne sono tante altre che vanno nonostante tutto, e grazie alle persone che si "inventano" "l'impossibile"... sotto i ministri di turno...
Ci sono tanti colleghi che, come te, credono nel valore di questa professione e che sono stanchi di chiacchiere, di progetti inutili, di burocrazia... di ribaltamenti o non ribaltamenti senza riflessione, di diatribe... di venir sfiduciati dai media all'ammasso... sono brave persone, bravi lavoratori. E guarda che non c'entra che siano pro o contro Moratti o Fioroni! Anzi, paradossalmente, chi se ne va spesso era "dalla parte" di Fioroni... (forse si attendevano l'impossibile?) Ci si può credere o no... ma così è... la sfiducia serpeggia sempre, perchè?Non sta a me dirne i motivi...
Certo, personalmente, non sono una morattiana! Tuttavia preferisco ragionare comunque di pedagogia, didattica,metodologia... di risoluzione dei problemi della quotidianità scolastica dentro le classi numerosissime...
In fondo la scuola è sempre più povera di economie, mi dispiace che lo diventi anche di persone in gamba... e in molti casi ciò sta capitando...
Bene, nel mio piccolo modo, ho voluto, da collega, far sentire il mio appoggio ai colleghi che lasciano... d'altra parte siamo tanti e diversi...
Buon lavoro a te e a tutti noi, con simpatia
Claudia

 claudia fanti    - 07-02-2007
Segnalo un commento all'articolo "Onorevole si dia un taglio" (l'Espresso).

Penso a una mia amica a cui sono morti il marito e il babbo in pochi mesi e non ha trovato posto nei cimiteri:uno è stao sepolto in prestito nella tomba di un'altra famiglia, l'altro sono 4 giorni che attende.La mia amica sconvolta dal dolore ha cercato posto per loro, ma non l'ha trovato, poi finalmente ha scovato un tombino da 4, 6.Le hanno chiesto 35000 euro!Forse farà un mutuo.Non si può neanche più piangere! Si DEVE essere ricchi!Peccato che le rivoluzioni facciano parte solo della storia!