breve di cronaca
La circolare sulle iscrizioni divide i sindacati
La tecnica della scuola - 31-12-2006
Giudizi molto contrastanti dei sindacati sulla circolare ministeriale che definisce le regole per le iscrizioni degli alunni per il 2007/2008. Dividono soprattutto le decisioni del Ministro su scuola dell'infanzia e obbligo a 16 anni.
Una delle prime conseguenze della circolare sulle iscrizioni riguarda i rapporti fra sindacati e ministero.
I giudizi dei tre sindacati confederali divergono nettamente fra loro e fanno presumere che difficilmente, in futuro, si riproporranno le posizioni unitarie che si sono verificate molto spesso durante la gestione Moratti.
Sulla questione delle sezioni-primavera, per esempio, i commenti sindacali sono diametralmente opposti: Cisl e Uil dichiarano la propria soddisfazione per il fatto che la circolare non ne fa assolutamente cenno; anche lo Snals mostra soddisfazione per la decisione del Ministro di non dare avvio, per il momento, alla sperimentazione delle sezioni primavera come invece era stato esplicitamente richiesto da Cgil-Flc che rivendica la paternità della proposta.
In materia di iscrizioni alla scuola secondaria di secondo grado, Uil Scuola sottolinea che "si è ottenuto l'importante risultato di vedere attuato l'obbligo scolastico a 16 anni", al contrario Cgil-Flc protesta per "un'attuazione dell'innalzamento dell'obbligo d'istruzione riduttiva che aumenta il rischio di evasione dell'obbligo proprio da parte di quei ragazzi più deboli ed esposti a tale rischio".
Concordi invece Cgil e Cisl nella valutazione sulle norme previste per le iscrizioni alla scuola dell'infanzia: entrambi i sindacati, infatti, giudicano molto negativamente l'ipotesi che alla scuola dell'infanzia possano accedere anche bambine e bambini che compiono i tre anni entro il 28 febbraio 2008 e parlano apertamente di continuità con le scelte della precedente Amministrazione.
Flc estende il giudizio all'intero provvedimento e sostiene apertamente che "il MPI ha emesso una circolare sulle iscrizioni del prossimo anno in perfetta continuità con le circolari del ministro Moratti smentendo anche precedenti decisioni di soli pochi mesi fa. Viene riproposto, infatti, lo stesso modello di scuola del Ministro Moratti".
L'unico aspetto sul quale i sindacati si trovano d'accordo riguarda invece il rilievo che la circolare assegna alla autonomia delle Istituzioni Scolastiche.
Non è detto peraltro che il ruolo che la circolare riconosce alle scuole sia privo di rischi: la conflittualità che finora ha interessato prevalentemente i rapporti fra sindacati e ministero potrebbe spostarsi al livello delle singole istituzioni scolastiche.

R.P.
23/12/2006



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 da Retescuole    - 31-12-2006
Un parere sull'obbligo nella matassa ingarbugliata. Red

Con la legge finanziaria è stata approvata una decisione destinata a cambiare profondamente la scuola italiana dalla quale trarrà beneficio tutta la società”, afferma la Sen. Maria Pellegatta, Vicepresidente della Commissione Istruzione. “L’obbligo scolastico è stato elevato a 16 anni e i ragazzi, prima di quest’ età, non potranno accedere al lavoro, così come avviene in tutta Europa”.

La legge, richiamando un principio sancito nella nostra Costituzione, usa il termine “obbligo scolastico”, e non quello ambiguo di “diritto-dovere”, introdotto dalla riforma Moratti. E affida alla scuola e ai Comuni il compito di controllare che l’obbligo scolastico venga assolto e di attuare iniziative contro la dispersione scolastica.

A questo proposito, sottolinea la Sen. Pellegatta, è importante che tutti i ragazzi di terza media continuino il loro percorso formativo all’interno della scuola. Non ci sono scorciatoie: l’ innalzamento dell’obbligo, come è già avvenuto con la scuola media unica del 1962, ha l’obiettivo di arricchire l’istruzione di base delle nuove generazioni e di combattere anacronistiche discriminazioni e staticità sociali, vere tare del nostro sistema scolastico e sociale. Non c’è dubbio che il superamento della scelta precoce a 13 anni, cui costringevano i provvedimenti Moratti, prefigura una scuola di tutti, moderna e democratica”.

Infine, la Sen. Maria Pellegatta sottolinea, tra le altre, due decisioni importanti contenute nella Finanziaria, che devono essere rese note ed applicate: un consistente finanziamento per l’integrazione degli alunni stranieri e un fondo per estendere e rendere permanente l’educazione alla legalità.

Sen. Maria Pellegatta
Insieme con l’Unione Verdi-Comunisti Italiani
29-12-2006