Lettera d'auguri
Giuseppe Aragno - 30-12-2006
Cari compagni, auguri. Per il peso che portate del passato, per la responsabilità che già avete del futuro, per questo centrosinistra che ha ucciso la speranza, cari compagni, auguri.
Auguri, cari compagni, per quest'anno che avete lasciato morire indecorosamente senza voler capire che ve ne andate con lui, che l'occasione è persa.
Auguri e complimenti perché vivaddio - come avete potuto? - oggi, solo oggi, voi che morto l'avete voluto, voi che pensavate di potere ingannare voi stessi, voi che pesate su bilance truccate la pace e la guerra, voi scoprite che occorreva salvare il tiranno.
Cari compagni, auguri e complimenti per il dittatore che lascerete vinca nel Corno d'Africa perché vi sarà amico e per quello che dovrà perdere, dal momento che non ha cosa darvi in cambio d'un vittoria. Forca, patibolo, guerra, pace e democrazia, tutto sapete vendere al vostro prezzo negli scampoli di fine anno e tutto liquidate tra l'agonia della libera stampa, l'arroganza criminosa degli editori "progressisti" - quanti velinari vuole De Benedetti al soldo del padrone? - il giornalismo embedded e i carnefici bipartisan di tutti i Welby di questo nostro paese sventurato.
Auguri, compagni, e complimenti in questo fine d'anno per la parata di cacciavite che avete messo all'opera - ferrivecchi della politica - come fossero tutto il nuovo del mondo in tema di formazione, per lo spezzatino alla Moratti che avete saputo digerire, per il mini obbligo a 16 anni, prostituito agli appetiti della Confindustria, per gli alunni che aumentano nelle classi assieme ai posti di docenti tagliati e ai soldi regalati alle private in ossequio alla dottrina Ruini che fa "servo lo Stato in libera Chiesa".
Auguri, compagni, per Guantanamo che non vi ha convinti a chiudere col sadismo dei cialtroni neocon, come il martirio del Libano non è bastato a chiedere condanne esemplari per i macellai sionisti e la tragedia palestinese non sa convincervi a sanzionare gli aggressori per proteggere gli aggrediti.
Auguri, compagni, e complimenti per i fischi raccolti a Mirafiori, per le pensioni minacciate, per il Tfr sacrificato all'impresa e per il ticket sul Pronto Soccorso. Per tutto questo, compagni, auguri e complimenti. L'anno che verrà, Berlusconi continuerà a chiamarvi comunisti, voi farete partiti nuovi - se ne sente il bisogno - firmerete contratti più o meno segreti con i rossi di Casini e ci racconterete che occorre serrare le fila perché il pericolo è a destra. Bene, compagni. Fatelo. Io però non vi ascolto, non vi credo e, com'è mio costume, ve lo scrivo: il pericolo immediato siete voi. Il pericolo vero. E non serve che evochiate fantasmi : voi mentite. Noi non possiamo più slittare a destra, perché alla vostra mano diritta c'è poco più del nulla. La destra vera, senz'anima e fede, senza storia e pudore, la destra siete voi.
Auguri, compagni, complimenti e auguri.

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