breve di cronaca
Circolare sulle iscrizioni: dove sta la discontinuità?
Speriamo di essere smentiti dai fatti ma, a una prima lettura, la circolare sulle nuove iscrizioni degli allievi all'anno scolastico 2007/2008 si presenta del tutto deludente ed arretrata. Non si scorgono quei segni di discontinuità e di cambiamento che pure erano stati preannunciati nella Nota di indirizzo del 31 agosto 2006 con la quale il Ministro della Pubblica istruzione aveva preannunciato profondi cambiamenti rispetto alla politica scolastica seguita negli ultimi anni dal governo di centro-destra.

In materia di anticipo scolastico, di tempo scuola, di obbligo scolastico, di autonomia della scuola e di indicazioni curricolari, la circolare si limita a riprodurre l'esistente, creando la netta percezione che l'anno ponte si stia trasformando in una transizione senza capo né coda. Ciò è ancora più preoccupante a fronte della necessità di interventi coraggiosi e di sostanza per rimettere al centro dell'attenzione e dell'interesse del Paese un serio investimento sull'istruzione, la cultura, la cittadinanza, il lavoro dei giovani.

- Non ci soddisfa il ritorno ad un orario "spezzato" e "ridimensionato" a sole 27 ore obbligatorie (nella scuola elementare) e 29 ore (nella scuola media), con il ripristino delle attività facoltative. Scompare il tempo scuola unitario di 30 ore, come indicato il 31 agosto scorso, con la possibilità per ogni scuola di meglio definire in autonomia la proposta didattica in base alle effettive esigenze degli allievi.

- Anche sull'anticipo nulla cambia, dopo tanti annunci, mantenendo i 4 mesi (30 aprile) per l'anticipo alle elementari, e 2 mesi (28 febbraio) per l'anticipo alla scuola dell'infanzia. Cala il silenzio sulle sezioni primavera, che invece potrebbero rappresentare - se ci fosse l'impegno per elevati standard di qualità - un'alternativa credibile all'anticipo.

- Sull'obbligo di istruzione esteso fino ai 16 anni dalla recente legge finanziaria, le indicazioni della circolare appaiono del tutto timide ed evanescenti, prefigurando un obbligo scolastico di doppia qualità ove, a fianco della via maestra di un biennio di scuola secondaria rivolto a tutti i ragazzi, rispunta una vecchia idea di formazione professionale marginale e subordinata.
Ben altra è la sfida che il nostro Paese dovrebbe affrontare per garantire a tutti i cittadini più elevati livelli di istruzione e di educazione. Ben altri gli impegni e i compiti che andrebbero richiesti alla scuola, altre le risorse e le indicazioni da fornire agli insegnanti. Fra l'altro resta in tal modo del tutto disattesa la domanda di una riscrittura degli indirizzi curricolari sotto il segno del pluralismo, della scientificità e dell'essenzialità dei traguardi da perseguire.

- Anche sulle nuove emergenze - come la sempre più estesa presenza di allievi provenienti da altri Paesi - la circolare si limita a qualche suggerimento di routine, senza affrontare in termini innovativi il problema. Analogamente deboli appaiono le indicazioni sull'educazione degli adulti, così come su altri aspetti importanti della vita della scuola.

Insomma, a metà dell'anno ponte ci saremmo aspettati più coraggio e meno continuismo con le pratiche del passato. Ci saremmo aspettati un segnale più forte, l'avvio di un nuovo discorso.

Certo, è sempre possibile che un nuovo discorso si faccia perché la riforma della scuola è un processo di lunga durata, non facile e non immediato. Ma bisogna saper guardare lontano, bisogna saper prendere decisioni rapide e concrete e inseguire solo gli interessi del Paese, della scuola, di tutti i ragazzi.

A partire dagli aspetti innovativi contenuti negli articoli della legge finanziaria, dai nuovi esami di Stato, dalla riscrittura partecipata delle nuove Indicazioni, da scelte più chiare e coerenti in materia di valutazione e, soprattutto, da un buon uso delle risorse. Gli organici del personale, innanzi tutto, le risorse finanziarie, una buona gestione dell'amministrazione, l'autonomia.

La circolare rappresenta un'occasione mancata per l'avvio di una nuova stagione nella scuola, di un rinnovato rapporto di fiducia con i genitori, gli studenti, gli insegnanti proprio nel momento in cui si presentano le caratteristiche dell'offerta formativa di ogni scuola.
Non vorremmo invece che diventasse il segnale della mancanza di un progetto e di una idea forte di scuola e di futuro.

Il CIDI

Roma 22 dicembre 2006



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