breve di cronaca
Quale Tempo Pieno per il centro-sinistra?
Scuolaoggi - 19-12-2006
Il T.P. nella scuola elementare si è caratterizzato nel corso degli anni come un modello didattico-organizzativo unitario, con due docenti per classe e un tempo scuola di 40 ore. Un modello ampiamente sperimentato e dai connotati abbastanza ben definiti. In particolare sul piano, concreto e strutturale, degli organici docenti. Sin dalla legge n.820 del 1971 l'istituzione di classi a tempo pieno ha comportato il cosiddetto "doppio organico", vale a dire l'assegnazione di due docenti per classe. La doppia titolarità era la condizione per garantire da un lato la pari dignità (lo stesso peso) fra i due insegnanti di classe, dall'altro una continuità di rapporti con il gruppo-classe. Consentiva inoltre - come tratto qualificante lo stesso T.P. - di poter attuare, nelle ore di compresenza dei docenti, interventi didattici (classi aperte, gruppi di recupero, attività di laboratorio) che altrimenti non sarebbe stato possibile avviare.

Così è stato fino a qualche anno fa quando, com'è noto, a seguito dei tagli apportati agli organici, non sono più stati automaticamente assicurati due docenti per ogni classe a TP. La contrazione degli organici ha portato a team docenti senza (o con un minor numero di) ore di compresenza e con l'avvicendamento di più insegnanti su classi diverse e con orari diversi. Si è mantenuto, in altre parole, l'orario scolastico degli alunni di 40 ore, ma con meno insegnanti. Un pasticcio, sul piano organizzativo e didattico. Si é così scardinato, di fatto, quello che era l'impianto tipico, costitutivo del Tempo Pieno stesso. Almeno in diverse situazioni e in diverse scuole.

Queste cose sono ben note al centro sinistra al governo e all'attuale ministero della P.I. Il vice ministro Mariangela Bastico già nel 2004, quando era assessore regionale alla scuola in Emilia Romagna, criticava il decreto legislativo n.59/04 e la circolare sulle iscrizioni dell'allora ministro Moratti proprio per l'incertezza sulle sorti del tempo pieno. La sommatoria di ore prevista dal decreto, secondo l'assessore Bastico, era ben lontana dal definire un tempo pieno come vera e propria modalità didattica, ma si configurava piuttosto come una sorta di doposcuola privo degli elementi di innovazione didattica propri del tempo pieno.Ora è la stessa Bastico, oggi viceministro alla pubblica istruzione, a indicare, tra gli elementi di "smontaggio" della Legge Moratti e di costruzione di un disegno alternativo, il "ripristino del tempo pieno e del tempo prolungato", il superamento dunque dello "spezzatino" delle 27+3+10 ore.
Ma la Bastico sa bene che oltre al tempo scuola unitario delle 40 ore il T.P. implica, naturaliter, il doppio organico. E' questo tempo pieno, dunque, che si intende "ripristinare"? E siamo sicuri che alle parole corrispondano i fatti? che, al momento delle prossime iscrizioni all'a.s. 2007/08, verrà assicurato il doppio organico a tutte le classi di T.P. richieste e/o istituite?
Vorremmo avere meno dubbi in proposito e qualche certezza in piu'.

Dedalus


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 barbara pianta lopis    - 19-12-2006
Vorrei ricordare alla Viceministro Bastico che tra l'altro il tempo pieno, così come era concepito nella scuola pre-Moratti, era sancito per Legge nel Testo Unico (art. 130,comma 1 e 2) Quell'articolo ora non esiste più, in quanto abrogato dal Dlgs 59/04. Ora esiste lo spezzatino 27+3+10, che non è la stessa cosa in quanto: 27 ore sono obbligatorie, 3 sono opzionali e facoltative, 10 sono di mensa. A Napoli si dice che "il pesce feta dalla capa". Se non si ripristina per legge un tempo scuola unitario che prevede 40 ore, non sarà possibile nemmeno praticare una didattica del tempo pieno, tantomeno l'organico necessario. Questo sarebbe il primo passo verso una vera svolta per ripristinare il vero tempo pieno, che non è una semplice definizione di tempo scuola, ma un modo di stare a scuola, con una sua didattica e un suo fine pedagogico.

Barbara Pianta Lopis - Napoli