breve di cronaca
Estero, coefficienti di sede. Il giudice ordinario accoglie i ricorsi dei lavoratori.
Flc Cgil - 14-12-2006
Si tratta sicuramente di un pronunciamento del Giudice Ordinario, nella sua qualità di Giudice del Lavoro, destinato ad essere dirimente per il prosieguo e per l'esito deinumerosi ricorsi pendenti presso il Tribunale di Roma e promossi dal personale docente, Ata e direttivo, in servizio all'estero o che ha prestato servizio all'estero, nell'annosa battaglia di vedere riconosciuto il diritto ad avere i medesimi trattamenti di maggiorazione dei coefficienti di sede fino ad oggi riservati al solo personale amministrativo del MAE.

Come è noto le OO.SS. della scuola - FLC Cgil, CISL Scuola, UIL Scuola e SNALS - vista la netta contrarietà da parte dell'Amministrazione di intervenire sull'argomento, hanno assunto, in maniera del tutto autonoma, la decisione di chiedere un pronunciamento della magistratura . Sono, pertanto, stati promossi, tramite i loro uffici legali e su esplicita delega dei lavoratori interessati, una serie di ricorsi plurimi che solo oggi cominciano a vedere i primi pronunciamenti.

Il Giudice con dispositivo n. 32680/06 del 5 dicembre 2006 che anticipa la sentenza "dichiara il diritto il diritto dei ricorrenti all'applicazione dei medesimi coefficienti di maggiorazione, in relazione al costo della vita, stabiliti per il personale amministrativo del MAE con la decorrenza - secondo le effettive prestazioni dall'1.1.2000, 1.1.2001, 1.1.2002, 1.1
2003, 1.1.2004; dichiara il diritto dei ricorrenti alla corresponsione delle conseguenti differenze economiche, con la rivalutazione dalla data di maturazione dei singoli crediti, e gli interessi legali sulle somme via via rivalutate; condanna le Amministrazioni - ossia il MAEil MEF - al pagamento delle spese processuali
".

Il testo della sentenza, che dovrebbe essere pubblicato prossimamente, ci fornirà le argomentazioni in base alle quali il giudice ha assunto la sua la propria decisione, queste, ovviamente, rappresenteranno il punto di riferimento per l'avvio di ulteriori ricorsi che, se dovesse essere confermato questo orientamento della giurisprudenza anche nei prossimi giudizi, sarebbero inevitabili.

Roma, 13 dicembre 2006


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