Felici con un non nulla
Gianfranco Pignatelli - 11-12-2006
Una lotta lunga e dura per riconquistare ciò che già si possedeva. Abbiamo vinto quanto era nostro, quanto ci apparteneva. Né una cattedra né un punto in più nelle graduatorie: solo il diritto di esistere. E' questo quanto accaduto ai precari della scuola, centrifugati per l'intero autunno nel perenne carosello di dichiarazioni e ritrattazioni connesse alla finanziaria. Cosa c'entrino la graduatoria per gli incarichi e le supplenze o il piano triennale per l'assunzione nella scuola con la legge di bilancio 2007 resta un mistero. Certo è che, a giorni alterni, ci hanno prima sottratto e poi restituito il nostro diritto alla precarietà. Quello che, in attesa di meglio, ci accompagna da sempre. Quello che ci consente di restare nelle graduatorie, permanenti di nome e di fatto.

L'emendamento - presentato, approvato e poi scomparso alla Camera - è stato riesumato e riapprovato al Senato. Quale sarà il suo destino in aula è tutto da verificare. Dipenderà dall'ultimo mulinello impresso al carosello. Se così fosse l'emendamento restituirebbe diritti e futuro a 296.496 docenti laureati, specializzati e pluriabilitati all'insegnamento, in attesa da decenni di definitiva assunzione nei ruoli dello stato. Il resto appartiene alle promesse di rito. 150.000 assunzioni affidate ad un piano triennale che non c'è e non ha alcuna copertura finanziaria ma, soprattutto, non basta né a coprire il reale fabbisogno né ad assorbire i precari nelle graduatorie. Per questo, al governo, l'abrogazione delle graduatorie sarà apparsa la soluzione più sbrigativa. Non potendo, come promesso, eliminare il precariato, l'uovo di colombo (chissà quanto di sinistra) è sembrato quello di eliminare i precari. Sarà per questo che i precari inneggiano? In fondo la migliore novità è il nulla di nuovo. Basta un non nulla per accontentarli. E, questo, i politici lo sanno.

Gianfranco Pignatelli per i C.I.P. - Comitati Insegnanti Precari

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 Tuttoscuola    - 11-12-2006
1. Finanziaria al Senato: 174 emendamenti sulla scuola in vista della fiducia

In Parlamento si lavora alacremente sulla Finanziaria. A che punto è, e quali cambiamenti ci potrebbero essere sulla scuola? In commissione Bilancio del Senato è ancora in corso la discussione sui circa duemila emendamenti presentati, di cui 174 relativi
all'istruzione. Considerato che quasi certamente non potranno essere discussi in tempo utile prima del dibattito in aula, il Governo si prepara a porre la fiducia che verrebbe votata alla fine della settimana.
In questo caso si andrebbe forse, ancora una volta, ad un maxiemendamento che comprenderebbe gli emendamenti approvati in commissione Bilancio e quelli presentati dal Governo. Tra i 174 emendamenti sull'istruzione, presentati da maggioranza e opposizione, ve ne sono anche tre presentati dal Governo che, più di tutti gli altri, hanno probabilità di essere approvati in via definitiva dall'Assemblea dei senatori.

L'emendamento n. 18.74 riguarda i concorsi per l'assunzione di dirigenti scolastici e integra le disposizioni già contenute nel testo iniziale della legge finanziaria. Sostanzialmente si tratta di un recupero generalizzato dei candidati dei concorsi riservati a dirigente sia nei confronti di coloro che,
pur avendo superato tutte le prove non sono stati compresi nelle graduatorie dei vincitori ma anche per quei candidati che, dopo il superamento delle prove iniziali, non hanno raggiunto una posizione utile per essere ammessi ai corsi di formazione.

L'emendamento 18.75 interviene, invece, in materia di graduatorie permanenti prevedendo che esse si trasformino immediatamente in graduatorie ad esaurimento. In questo modo i docenti iscritti avranno la certezza dell'immissione in ruolo, anche dopo le assunzioni dei 150 mila precari previste dalla stessa legge finanziaria per il prossimo triennio, come avevano tenacemente richiesto i sindacati di categoria e alcune forze politiche, tra cui, in particolare, Rifondazione Comunista. Ma in quali tempi?

2. Ci vorranno dieci anni per assumere in ruolo tutti i precari della scuola?

L'emendamento presentato dal Governo che prevede di trasformare le graduatorie permanenti in graduatorie ad esaurimento, dispone anche che esse siano aggiornate, per l'ultima volta, per il biennio
2007-2008, consentendo pertanto l'inclusione di altri docenti, oltre ai 237.269 che attualmente risultano in posizione attiva (secondo la verifica del MPI).

Saranno recuperati per questa ultima chiamata i docenti che oggi frequentano i corsi abilitanti speciali, i corsi delle SiSS e i corsi di laurea in scienze della formazione primaria, per un totale complessivo che potrebbe essere stimato tra le 50 e le 60 mila unità.
Alla fine di quest'ultimo recupero, i precari effettivi potrebbero arrivare complessivamente a circa 300 mila unità.

Quanto tempo ci vorrà per immetterli tutti in ruolo? Facciamo un po' di conti. Se il ministero dell'istruzione riuscirà a “sterilizzare”, almeno in parte, l'effetto dei tagli di decine di migliaia di posti di organico previsti dalla finanziaria, nel prossimo triennio potrebbero andare in ruolo 130-140 mila insegnanti (quasi l'intera quota dei 150 mila di cui parla la finanziaria).
Sperando che davvero si riesca entro il 2010 ad immettere in ruolo le quantità programmate, rimarrebbero iscritti nelle graduatorie ad esaurimento almeno altri 150 mila docenti, per il cui reclutamento
dipenderà molto dal ritmo dei pensionamenti (il viceministro Bastico ne stimava 30 mila all'anno): potrebbero essere necessari, a meno che non si creino negli anni nuovi posti ad oggi non prevedibili, almeno altri cinque anni.

Si concluderebbe dunque questa operazione di maxireclutamento intorno al 2015, sempre che nel frattempo non vengano banditi nuovi concorsi a cui andrebbe metà dei posti disponibili. In tal caso le graduatorie si esaurirebbero non in cinque, bensì in
dieci anni, nel 2020. E a quel punto alcuni precari… potrebbero essere andati in pensione per raggiunti limiti di età.

 CIP - Direttivo Nazionale    - 16-12-2006
I CIP SUI PROVVEDIMENTI PER LA SCUOLA CONTENUTI NELLA LEGGE FINANZIARIA 2007

I C.I.P., Comitati Insegnanti Precari, giudicano positivamente il mantenimento, fino al loro esaurimento, delle graduatorie per l'insegnamento ed il piano per le assunzioni in ruolo di 150.000 docenti previsto dalla versione della legge finanziaria approvata dal Senato.

I C.I.P. accolgono con soddisfazione e legittimo orgoglio gli emendamenti apportati al testo licenziato dalla Camera. La cancellazione delle graduatorie avrebbe espropriato futuro e diritti ai precari senza risolvere né il problema della precarietà né quello della qualità della scuola pubblica italiana. Anzi, avrebbe contraddetto le dichiarazioni elettorali ed il programma col quale l’Unione ha vinto di strettissima misura le elezioni. Successo maturato nella scuola anche grazie alla fiducia che i precari hanno concesso all’attuale maggioranza.

<>. In estremis la maggioranza ha scongiurato un grave torto (altro che "sanatoria") e, nel contempo, con il piano triennale per l'assunzione in ruolo di 150.000 docenti, ha solo in parte mantenuto fede alle promesse preelettorali. << Il congelamento delle graduatorie fino al loro completo esaurimento - precisa Pignatelli - recepisce le indicazioni sostenute con forza dai C.I.P. nei propri documenti e nei molteplici incontri politici ed istituzionali. Occorre però che quel piano ora si concretizzi mediante la copertura finanziaria e la definizione dei contingenti occorenti per la sua reale e sollecita attuazione>>. I C.I.P. vigileranno affinché ciò avvenga, scongiurando il rischio che scompaiano come avvenuto per le 200.000 assunzioni previste dal precedente governo e svanite per il mancato placet del Ministero delle finanze. Un raggiro che gli insegnanti precari e la scuola non possono tollerare, non solo per il rispetto professionale ed umano dovuto ai primi ma, più di tutto, per la tutela della qualità necessaria all'istruzione pubblica.

Roma, 16 dicembre 2006 CIP - Direttivo Nazionale