Cercheremo un Saint Just
Giuseppe Aragno - 07-09-2006
Poco più di cento giorni, dall'Elba a Waterloo, costarono a Napoleone Sant'Elena, ma era una stagione felice e feroce di sangue versato e di ideali vittoriosi: il trionfo di Smith, del libero mercato e il violento cambio della guardia tra due classi sociali. La borghesia dettava le sue regole dopo l'incapacità dimostrata dall'aristocrazia di continuare a rivestire il ruolo sociale che ne aveva fino a quel momento giustificato l'esistenza davanti alla storia. Come finge d'ignorare la marea montante dei riformisti dell'ultima ora, la democrazia borghese, per lasciarsi conquistare da Montesquieu e dal suo "Spirito delle leggi", passò prima per Saint Just e per lo "Spirito della rivoluzione". Il mondo cambiò, ma fu necessario il terrore.
I cento giorni dei leaders vittoriosi del centrosinistra li pagheremo invece noi, faremo mea culpa, poi ci faremo largo tra la zavorra pseudo riformista, cercheremo un Saint Just e un Robespierre, diremo un grazie addolorato e il mondo cambierà. Cambia sempre, non può non cambiare e non bastano a fermare i cambiamenti cento voti rubati in Ohio e duecento trafugati in Florida. Non c'è impero che tenga, né servi vassalli che contino: quando il fondo è toccato, il mondo cambia.
Dopo tante promesse di pace, i cento giorni di sua eccellenza Parisi sono quelli che, a giugno, hanno condotto in Afghanistan le nostre truppe speciali in aiuto a quelle che già sostenevano le forze d'occupazione dell'impero; nessuno sa dove precisamente siano, chi le comandi e che ci stiano a fare. I cento giorni di sua eccellenza l'ammiraglio D'Alema sono quelli dei telegiornali da spartire e dei tremila soldati spediti tra le macerie del Libano a spese dei pensionati e della resistenza palestinese. In quanto all'onorevole Fioroni, i suoi cento giorni sono quelli desolanti della scuola ridotta ai piedi di Pilato, montata e smontata con il giravite dell'orologiaio e sacrificata, con democristiana perizia, ai piedi del totem liberista.
Poco più di cento giorni, dall'Elba a Waterloo, costarono a Napoleone Sant'Elena. Noi, dopo cento giorni di ignobili sceneggiate, siamo trincerati a Lampedusa, abbiamo Caruso senza i "movimenti", Luxuria senza i Pacs, i vigili coi manganelli per l'accoglienza agli immigrati, gli sconti di pena a Previti e compagnia cantante, la Sanità sempre più dissestata, la scuola taglieggiata e una finanziaria di trenta miliardi che si accinge a colpire le pensioni.
In un paese in cui sette milioni di pensionati vivono mediamente con molto meno di 500 euro, tre milioni di vecchi si arrangiano con meno 750 euro e un milione di "privilegiati" supera a stento i 1000 euro, in un Paese così ridotto il governo di centrosinistra non ha null'altro da offrire che la ricetta liberista di Padoa Schioppa, uomo di fiducia del clan Bolkestein.
Per questi cento giorni faremo mea culpa e, rotto l'assedio di riformisti d'accatto, ci troveremo un Saint Just e un Robespierre, diremo loro un grazie addolorato e il mondo cambierà. A conti fatti ci costerà meno sangue e meno disperazione.

interventi dello stesso autore  discussione chiusa  condividi pdf

 maria teresa    - 10-09-2006
bene geppino!sentivamo la tua mancanza!
ben tornato!
i tuoi commenti sono molto importanti!
maria teresa

 gio15158    - 10-09-2006
meno male che c'è uno così che ha capito tutto. senza commenti, ma che tristezza.