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Fondo con beffa
Galileo news - 01-02-2006
Da programma di eccellenza per la ricerca a ennesimo paradosso tutto italiano. Il Firb, Fondo per gli investimenti della Ricerca di Base, presentato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (Miur) come lo strumento principe per la cooperazione scientifica e tecnologica con università e istituti di prestigio come la Harvard Medical School, l'Università della California o la Hebrew University, ha deluso le aspettative. Almeno quelle dei tanti ricercatori che ne sono rimasti esclusi. Se, infatti, 52 dei 160 progetti di presentati nel 2005 hanno ricevuto fondi per un totale complessivo di 18 milioni di euro, la restante parte, circa il 50 per cento, è stata rifiutata ancor prima di essere valutata. E non per ragioni di merito ma per dei vizi di forma nella compilazione delle domande. Tra gli esclusi ci sono nomi di spicco, riconosciuti a livello internazionale, come Giacomo Rizzolatti, Laura Frontali, Tullio Pozzan e Ranieri Cancedda. Jacopo Meldolesi, Presidente della Federazione Italiana Scienze della Vita (Fisv) ha chiesto chiarimenti in una lettera al ministro Letizia Moratti a nome dei 19 biologi Fisv esclusi dai finanziamenti.
"Per accedere alla compilazione della domanda bisogna entrare nel sistema Cineca di Bologna, che per il Miur computerizza le attività di ricerca del nostro paese", spiega Meldolesi. "Questo sistema procede con il salvataggio delle informazioni inserite solo se sono corrette. E infatti ha permesso ai ricercatori di salvare le domande presentate, ciò vuol dire che non aveva rilevato errori". Eppure due terzi dei progetti sono stati scartati e non sono mai stati sottoposti a referee internazionali. "Non è possibile che tutte queste persone abbiano commesso banali errori di forma nel compilare la domanda. Il problema è che il bando era formulato in modo incompleto e ambiguo e sono stati eletti preventivamente a motivi di esclusione alcuni requisiti menzionati solo in termini generali".

Sono due in particolare gli errori a cui si riferisce Meldolesi. Trattandosi di un programma di internazionalizzazione, era previsto che l'ente straniero mettesse una quota analoga a quella italiana, pari almeno al 45 per cento. Molti progetti sono stati esclusi proprio perché non in possesso di questo requisito, di cui però nel bando non si faceva menzione. In secondo luogo, in questi bandi l'istituto italiano deve prevedere una certa quantità di soldi per far rientrare persone di prestigio dall'estero o per l'assunzione con contratti triennali di giovani ricercatori. Il progetto di Meldolesi è stato escluso proprio perché nella sua domanda mancherebbe la previsione di questa quota. Ma l'omissione è solo presunta. Nel bando, infatti, non era ben chiaro come e dove la cifra doveva essere dichiarata e il sistema di controllo elettronico della corretta compilazione dei moduli non rilevava nessun errore a chi trascurava tale voce. E comunque, in molte domande rifiutate per questo motivo, e anche in quella di Meldolesi, i finanziamenti per i giovani ricercatori erano previsti in altre parti del progetto di ricerca.

Ma le stranezze non finiscono qui. Come messo in evidenza nella lettera alla Moratti, "il bando non specificava aspetti essenziali per la presentazione delle domande, per esempio non richiedeva da parte dell'istituto straniero una documentazione dell'interesse a condurre ricerche collaborative con quello italiano". Anzi, le istituzioni indicate dal Miur come partner transnazionali erano addirittura all'oscuro dell'iniziativa e non sono riuscite ad avere informazioni in proposito neppure con vie diplomatiche.

Una vicenda, insomma, che non aggiunge certo prestigio alla ricerca di casa nostra. "Nell'ambito della comunità scientifica e accademica nazionale, i gruppi di ricerca e in generale le società e i ricercatori afferenti alla Federazione si sono sempre battuti perché i finanziamenti alla ricerca, in Italia come negli altri paesi avanzati, fossero ispirati solo ed esclusivamente al principio dell'eccellenza scientifica", ha scritto Meldolesi. "Molti tra i gruppi esclusi conducono già da tempo ricerche al più alto livello di collaborazione proprio con colleghi degli istituti stranieri indicati nel programma e sono stati esclusi dalla valutazione per ragioni che con la scienza e la correttezza amministrativa non paiono avere nulla a che fare".

Roberta Pizzolante

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