Ancora sulle faq del Miur
Vittorio Delmoro - 19-12-2005
Nel giro di una settimana le FAQ che il MIUR ha istituito per fornire delucidazioni sul portfolio sono quasi raddoppiate : crescono i quesiti e crescono le risposte del Ministero, che a volte esce addirittura dal seminato per fare incursioni su altri terreni.

Questa storia delle FAQ si presta ad alcune interpretazioni.

Il portfolio non è un elemento decisivo della riforma morattiana (lo sono ben di più i tagli d'orario, la riduzione delle risorse, lo smantellamento del tempo pieno, l'introduzione degli anticipi, il doppio canale, ...); come mai il MIUR ha deciso di istituire un servizio quotidiano di aiuto per le scuole alle prese con questa novità?

Come mai il MIUR non ha imboccato questa strada fin dall'inizio, almeno fin dall'aprile 2004, con l'uscita del primo decreto?

Al Ministero si sono forse resi conto che la riforma era praticamente in stallo, che veniva applicata con la creatività di cui gli italiano hanno sempre dato prova e hanno deciso che serviva una guida quotidiana?

Se così fosse suggerirei un potenziamento : Pronto Riforma? - servizio on-line in funzione 24 ore al giorno per risolvere ogni problema sulla corretta interpretazione delle norme e prodigo di consigli pronti per l'uso.

Questo sì che farebbe sentire alle scuole la vicinanza del MIUR!

E già, dev'essere proprio una questione di vicinanza; perché l'impressione che si ricava dalla lettura delle FAQ, man mano che si va avanti, è quella di una scuola reale, alle prese con i quotidiani problemi dell'insegnamento, delle risorse, delle strutture, che non sa più che pesci pigliare ogni volta che sopraggiunge una nuova incombenza.

La scuola che emerge dalle FAQ è quella delle persone che la compongono, tutte dotate di grande affabilità, di desiderio di far bene, di migliorare la propria professionalità; del tutto diversa da come spesso viene dipinta dal ministro e dal suo entourage.

Al contrario, dalle FAQ emerge il volto del MIUR che appare lontanissimo dalla scuola reale, impregnato com'è di norme e di freddezza burocratica, col palese intento di far comunque digerire l'indigesto pastone. Si ha l'impressione che l'ignoto risponditore sia anche un agnostico scolastico, nel senso di chi non ha mai praticato la professione, di chi non conosce la realtà su cui pretende di intervenire, di chi esercita soltanto una mansione burocratica.

Costui non si meraviglia di nulla, nega anche le contraddizioni più palesi, non fa che riaffermare che tale è la legge e che così va applicata; un disco ripetitivo, nonostante le fluenti argomentazioni ricche di didattichese asfittico.

Tranne che in un caso.

Un caso che sembra aver aperto una breccia nel monolitico muro ministeriale, una breccia che nelle prime FAQ sembrava appena una scalfittura, ma che s'è man mano allargata : evidentemente al MIUR non sono nel frattempo riusciti a reperire nessuna toppa ed hanno così lasciato il buco aperto.

Infatti, più o meno in concomitanza con l'annuncio che a giorni ci sarebbe stato l'incontro chiesto dal sindacato, il funzionario rispondente spalanca la porta nella FAQ n. 70.

Di che si tratta?

Più d'uno fin dall'inizio aveva posto la questione dei maggiori carichi di lavoro che la compilazione del portfolio comporta per i docenti; ma il solerte funzionario, pur ammettendo la veridicità del fatto, non aveva battuto ciglio : vi spetta e basta!

In seguito si era mostrato più comprensivo ed aveva citato fantomatici fondi destinati al tutor; infine ha convenuto che la questione, già ufficialmente posta dal sindacato, è concreta e che va dunque attivata una qualche forma di contrattazione.

A questo punto tutto il castello costruito dalla circolare 84 e fortificato dalla settantina di FAQ resta appeso ad un esile filo: l'accordo sindacale; se l'accordo non si trovasse, il portfolio verrebbe declassato a semplice pratica volontaristica.

Quanti soldi ha da mettere sul tavolo il MIUR per pagare il surplus di lavoro che il portfolio comporta?

A mio modesto giudizio si tratta degli stessi soldi destinati al tutor che si vogliono riciclare per il portfolio : un euro al giorno per docente.

Il sindacato allora non accettò l'offerta, ritenendola un'indegna elemosina e un'amara medicina per far digerire una riforma disprezzata; non credo che l'accetti oggi, a tre mesi dalle elezioni e dal probabile cambio del governo.

Allora fine del portfolio e di tutto questo can-can, con i Collegi Docenti che si riuniscono, i dirigenti che vengono convocati nelle conferenze di servizio e le FAQ ministeriali che impazzano?

Neppure per idea!

La protervia del MIUR è ormai nota; è già pronta la risposta : la colpa è tutta del sindacato che non ha accettato i soldi che eravamo disposti a distribuire; per cui sarete obbligati a fare il portfolio, senza neppure un piccolo compenso.

Tutto quindi sarà giocato su quella parola che da due anni è diventata l'emblema del MIUR e alla quale tutte le scuole che resistono contrappongono la forza dell'Autonomia : OBBLIGATORIO.

Molti docenti (e dirigenti) sono così spaventati da questa parola, che giungono a domandare se sia o no concesso modificare qualche inezia di quei documenti marcati col bollino blu e qualcuno domanda persino se è passibile di provvedimenti disciplinari o penali.

E' evidente : se v'è un obbligo di legge, dev'esserci anche una sanzione per chi contravviene ed è proprio l'eventuale sanzione quella che spaventa i singoli.

Ora, di sanzioni s'è cominciato a parlare per coloro che hanno rifiutato la somministrazione dei test INVALSI : minacce esplicite di rappresentanti del MIUR soprattutto verso i dirigenti.

Stranamente però il risponditore delle FAQ a quella domanda così esplicita (n. 57) non risponde; si limita a riaffermare la norma, senza accennare sanzioni. Perché?

Perché il MIUR ripete per 70 volte che il portfolio è obbligatorio, ma non minaccia alcuna ritorsione?

Perché, pur riaffermando che si doveva compilare fin dall'anno scorso, glissa con coloro che dicono di non averlo fatto?

Perché giunge addirittura a contraddire il proprio bollino blu (obbligo) mettendo l'accento sul termine sostanzialmente, che accompagna vincolante, quando si trova davanti un (credo) dirigente che dice d'aver adottato un portfolio con struttura diversa da quella ministeriale (faq n. 69)?

In sostanza al MIUR non interessa la forma, l'estetica, la grafica dei documenti su cui ha impresso il bollino blu dell'obbligatorietà, interessa invece che tali documenti contengano :

- le discipline da valutare (discipline che non possono che essere quelle individuate dalle Indicazioni nazionali e dagli Obiettivi specifici di apprendimento);
- gli indicatori di apprendimento che connotano la disciplina e che vanno desunti dagli Osa (cfr. FAQ n. 37);
- il comportamento come oggetto di valutazione;
- il giudizio sintetico (secondo la scala indicata) oppure un giudizio analitico per gli indicatori della disciplina;
- gli insegnamenti obbligatori e opzionali; (cioè la religione cattolica)
- gli insegnamenti/attività facoltativi e opzionali.
- i soggetti valutatori.


Se dunque il giudizio sulla religione cattolica viene espresso su foglio a parte (come previsto dalle leggi concordatarie); se il giudizio sul comportamento compare nella sezione dedicata alla rilevazione degli obiettivi formativi (come nella vecchia scheda) e non nel quadro riservato alle discipline; se gli insegnamenti facoltativi non vengono valutati in quanto rientranti nelle discipline curricolari; se cioè il documento di valutazione col bollino blu diventa graficamente e sostanzialmente la fotocopia della vecchia scheda, al MIUR non importa.

E così possiamo giungere ad una gradita conclusione : il portfolio non sarà coperto dalla contrattazione e dunque non si farà; la scheda di valutazione sarà identica a quella degli anni preriforma.

Questo servizio FAQ comincia a piacermi...

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