Al voto, al voto...
Marino Bocchi - 09-04-2001
A pochi giorni dalle elezioni, riteniamo utile pubblicare una sintesi dei programmi dei diversi partiti e coalizioni sul tema della futura politica scolastica. L'analisi che segue e' stata integralmente ripresa dal sito Polix, che si sta rivelando uno strumento davvero molto utile per chi vuole chiarirsi le idee sul 13 maggio.

La scuola, tema delicato che da anni oppone le diverse forze politiche, è sicuramente un ambito nel quale i programmi dei singoli partiti e coalizione fanno registrare forti divergenze. Come per la sanità, anche per la scuola la linea di confine passa tra il pubblico e il privato. Il centrodestra - ma anche altre forze di ispirazione cattolica, come Democrazia europea, o liberista, come la Lista Bonino - è a favore dell'equiparazione tra istituti pubblici e privati, il centrosinistra no. Terreno di scontro anche la riforma dei cicli messa a punto dall'ex ministro Luigi Berlinguer.

ULIVO
Difendendo la riforma dei cicli messa a punto dall'ex ministro dell'Istruzione Luigi Berlinguer, l'Ulivo punta al miglioramento del servizio scolastico attraverso la riqualificazione formativa ed economica degli insegnanti (formazione permanente e retribuzioni adeguate ai livelli europei).
Altro obiettivo è quello della copertura delle spese nel settore dell'istruzione sia per il sistema pubblico che per quello paritario.
Nel campo della ricerca il centrosinistra si impegna a portare la spesa italiana allo stesso livello degli standard europei, favorendo il ricambio dei ricercatori e contrastando il fenomeno della fuga dei cervelli.

CASA DELLE LIBERTA'
Sul terreno dell'istruzione la distanza della Casa della Libertà rispetto all'Ulivo è grande. Il Polo, fortemente contrario alla riforma dei cicli scolastici varata dai Governi di centrosinistra, ne propone la sospensione accompagnata da un anno di ripensamento per reimpostare il programma sulla scuola. E parallelamente avanza il suo progetto di riforma, incentrato sulla liberalizzazione del settore (parità tra pubblico e privato) e l'autonomia degli istituti. I punti fondanti sono: libertà per le scuole di scegliere gli insegnanti e viceversa; libertà per famiglie e studenti di scegliere le scuole (introduzione di buoni scuola); obbligo scolastico portato da 15 a18 anni, con un'istruzione di base di 8 anni e un potenziamento dell'istruzione professionale superiore (punti già presenti nella riforma Berlinguer); valorizzazione delle tre "I" berlusconiane: inglese, Internet, impresa.
In tema di ricerca, la Casa delle Libertà è a favore di una totale libertà di scelta, anche in materia di biotecnologie (con qualche riserva delle componenti cattoliche della coalizione).

RIFONDAZIONE COMUNISTA
Nell'istruzione come nella sanità Rifondazione comunista difende il servizio pubblico, assicurando agli elettori la destinazione dei finanziamenti statali unicamente alla scuola pubblica. Gli obiettivi di questa scelta: investire nell'edilizia scolastica; rendere gratuiti trasporti, mense e libri di testo; combattere la dispersione scolastica; aumentare le retribuzioni del personale della scuola. Il partito guidato da Bertinotti, contrario alla riforma dei cicli varata dai Governi di centrosinistra, ne chiede, analogamente alla Casa delle libertà, la sospensione. Si impegna comunque a portare l'obbligo scolastico a 18 anni, introducendo nel ciclo superiore un biennio unico, e a ricondurre l'autonomia scolastica alla funzione di autogoverno delle scuole.
Per quanto riguarda l'università Rifondazione è contraria al numero chiuso e favorevole all'abbattimento delle tasse di iscrizione e alla democratizzazione del reclutamento del personale docente.
Sulla ricerca l'obiettivo è potenziare il ruolo del pubblico, combattendo la privatizzazione e la mercificazione dei saperi.

DEMOCRAZIA EUROPEA
Anche il movimento guidato da Sergio D'Antoni si schiera contro la riforma dei cicli scolastici, che propone di rivedere profondamente.
Favorevole alla piena attuazione dell'autonomia funzionale delle scuole (con l'aggiornamento dei contenuti culturali), Democrazia europea si impegna per un programma certo e crescente di investimenti pluriennali, per il diritto alla formazione fino a 18 anni e la rivalutazione professionale e sociale degli insegnanti.

ITALIA DEI VALORI
Pur non entrando nel merito della riforma dei cicli, l'Italia dei valori propone per la scuola l'introduzione del metodo meritocratico per studenti e docenti, i quali però dovranno godere di stipendi equiparati alla media europea. Centrale anche l'aumento degli investimenti straordinari per l'edilizia scolastica.
In linea col principio meritocratico auspicato, in campo universitario il movimento del senatore Antonio Di Pietro punta sull'introduzione del tempo pieno per i docenti. Nella ricerca scientifica, invece, si impegna a garantire più stretti collegamenti e sinergie tra questa e l'industria.

LISTA BONINO
Nel campo dell'istruzione la Lista Bonino, coerentemente al suo programma liberale e liberista, propone l'abolizione del valore legale del titolo di studio e l'introduzione dell'alfabetizzazione informatica nelle scuole.
Assolutamente centrale per i Radicali il tema della libertà di ricerca scientifica sulle cellule staminali (per difendere la quale Emma Bonino ha intrapreso, a circa due settimane dalle elezioni, uno sciopero della fame e della sete), obiettivo che, viene sottolineato nel programma, potrebbe condurre, secondo la Commissione Veronesi, alla sconfitta di malattie dalle quali sono affette oltre otto milioni di persone in Italia.

MOVIMENTO SOCIALE-FIAMMA TRICOLORE
Quello scolastico, secondo il Movimento sociale italiano-Fiamma tricolore, è il terreno sul quale i Governi di centrosinistra hanno riportato il "fallimento più clamoroso". Critici sui contenuti della riforma dei cicli, i missini guidati da Pino Rauti esprimono ancora più forti perplessità sui tempi e le modalità di attuazione del nuovo sistema. Anche nel campo universitario la Fiamma tricolore disapprova i cambiamenti introdotti dal centrosinistra.

A cura di Daniela Bacchini



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