Quesiti impertinenti
Grazia Perrone - 12-09-2005
(...)"I supplenti non vanno licenziati (...)" tuona Gino Galati, segretario generale dello Snals-Confsal dalle colonne di Italia Oggi ... e mi riesce difficile non concordare con questa affermazione.

Eppure non mi convince ...

Sia ben chiaro. Comprendo benissimo - ad un anno dalle elezioni per il rinnovo delle RSU e alla vigilia di un accordo che potrebbe riservare delle sorprese [1] spacciate per "imposizioni padronali" - le ragioni del "venditore" in cerca di tessere (e di voti) ma vorrei sommessamente ricordare al "rivoluzionario" sindacalista che i contratti sottoscritti anche dalla confederazione che dirige hanno valore di norma cogente erga omnes.

In virt¨ di questa, banalissima, considerazione i contratti collettivi stipulati in regime di rapporto di lavoro di natura privatistica non possono essere modificati con atto unilaterale, ovvero, senza il consenso ("concertazione") delle parti sociali che lo hanno sottoscritto.

Nella fattispecie il preside Ricciato ha firmato per lo Snals - in data 24 luglio 2003 - il CCNL contenente - art. 37 comma 4 - una "perla di saggezza" in cui Ŕ espressamente scritto: (...)"In nessun caso il rapporto di lavoro a tempo determinato pu˛ trasformarsi in rapporto di lavoro a tempo indeterminato". (...)"

Il segretario generale mi perdonerÓ, dunque, se mi permetto di rivolgere - tramite Fuoriregistro - alcuni quesiti:

Quesito numero 1: In che modo il Sindacato guidato da Gino Galati intende ovviare a questo ... "inconveniente" contrattuale?

Quesito numero 2: I co-firmatari di quell'accordo "capestro" sono disposti - come il collega dello Snals - a fare ... retromarcia e a pretendere la cancellazione di quel comma?


NOTA: [1] Sto pensando all'articolo 43 del CCNL 24/7/2003 che rimanda alla contrattazione collettiva la definizione normativa di taluni aspetti della riforma Moratti. A cominciare dalla querelle sul tutor.
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