Una cosa
Centro di ricerca per la pace - Viterbo - 04-09-2005
Nei prossimi giorni e nelle prossime settimane si svolgeranno in Italia molte iniziative per la pace e la giustizia: la marcia Perugia-Assisi, convegni, seminari, conferenze, altre manifestazioni ancora. Ed e' certo cosa buona e giusta. Ma tutte queste iniziative rischiano di fermarsi al livello della proclamazione, della predicazione, quando non addirittura dello spettacolo, o del narcisismo.
In Brasile invece tra un mese e mezzo si produrra' un fatto. Storico. La popolazione infatti e' chiamata a pronunciarsi in un referendum di importanza diremmo addirittura epocale: un referendum che chiede se si voglia proibire il commercio delle armi.
Una sconfitta sarebbe un dramma per tutti, ma una vittoria sarebbe un fatto politico e culturale di portata immensa, e una speranza per l'umanita' intera.
Le persone che in Brasile sono impegnate a diffondere informazione e sensibilizzazione affinche' vinca il "si'" al divieto del commercio di strumenti di morte hanno ragioni formidabili ma mezzi scarsi; viceversa l'industria armiera e la lobby degli uccisori dispongono di ingenti risorse economiche e di una conseguente forte capacita' di manipolazione dell'opinione pubblica, anche se il loro scopo e' il piu' ripugnante che possa esservi: che gli omicidi continuino.
Questo referendum riguarda tutta l'umanita', ed e' una prima grande occasione per cominciare davvero il disarmo dal basso.
Per questo e' necessario che tutte le persone di volonta' buona che in qualunque parte del mondo abbiano la possibilita' di dare una mano, ebbene, lo facciano. Adesso.
Diffondendo l'informazione e la sensibilizzazione, mettendo a disposizione risorse.
Vincere il referendum per proibire il commercio delle armi in Brasile avrebbe come effetto immediato la salvezza di tante vite umane, e indicherebbe una via a tutto il mondo, paese per paese, fino a liberare l'umanita' dalle armi assassine.
Per sostenere la campagna per il "si'" al referendum brasiliano per vietare il commercio delle armi, si puo' contattare Francesco Comina in Italia e padre Ermanno Allegri in Brasile.

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